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Carta intestata Hotel Corso - Splendid Milan. "Carissimo, Spero vederti presto a Venezia. Intanto ho pregato Enrico Prampolini di sostituirmi in tutto ciò che riguarda la sistemazione della sezione degli Aeropittori Futuristi. Questa, vedrai, sarà degna della Biennale che tu dirigi con eleganza e genialità...".
In 8, pp. (96) con ill. n. t. e tavole musicali. Interessante antologia che contiene un collaudo degli autori, una serie di canzoni di Marinetti, Acquaviva, Angeli, Annaviva, Balestrieri, Barbanelli, Bellanova, Buccafusca, Civello, Corona, Cucini, D'Albissola, Desiderio, Farfa, Ferrero, Gilardina, Giuntini, Goretti, Masnata, Pattarozzi, Pennone, Sanzin, Scrivo, Scurto, Sorrento, Tedeschi; una tavola parolibera di Cangiullo; musica di Ferrato Fonario Giuntini; Aeropitturedi Peruzzi e Prampolini; pagine musicali di disegnatre da Acquaviva, Dall'Asta, Vercelli. Gustosa brossura con scritte litografiche.
Prima edizione. Brunitura marginale, ma ottimo esemplare con copertina beige chiaro / grigiastro (ne esistono copie con copetina blu e copertina verde). Rara prima edizione in volume della famosa «descrizione lirica» della battaglia. Cammarota, Marinetti, 33 (e 34)
Prima edizione italiana. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore al frontespizio. Traduzione di Decio Cinti del poema interventista-antiaustriaco Le Monoplan du Pape. Menzione fittizia di 9° migliaio al piatto posteriore, mentre il riquadro verde all’anteriore annuncia: “Pubblicato in francese 2 anni fa, a Parigi, Tradotto (scopo propaganda) oggi 1914”. « ... il vol. fu distribuito solo a partire dal maggio 1916» (Cammarota). Cammarota, Marinetti, 49
PRIMA EDIZIONE, raccolta di parolibere a sfondo iberico preceduta dall’inedito «Testamento di Negro II, toro di Andalusia» e seguita da una miscellanea di testi teorici sulle parole in libertà. Cfr. Cammarota, Marinetti, 155: «La cop. di Prampolini riprende e modifica il suo quadro La corrida, del 1929». Ottimo esemplare.
Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare a fogli chiusi pregiato da invio autografo dell’autore. Raccoglie Prigionieri: 8 sintesi incatenate già in “900” II.3, primavera ’27) e Vulcani. 8 sintesi incatenate. Le opere esordirono a Roma rispettivamente nel 1925-26, con le scene di Prampolini qui nei bozzetti a colori. Completa l’opera lo spartito musicale ‘Preludio a Prigionieri’ di Casavola. Cammarota, Marinetti, 124.
Edizione originale. Esemplare in più che buone condizioni (piccola mancanza al dorso; firma di possesso d’epoca al frontespizio; normale uniforme brunitura alle pagine interne). Romanzo d’avanguardia steso in forma in parte diaristica, in parte epistolare, in parte parolibera. Straordinario documento sulla malattia e sulla questione femminile e la percezione della donna al principio degli anni ’20 in Italia, composto dall’attrice Enif Angiolini sposata Robert, di Prato, che aveva fatto il suo esordio sulle colonne de «L’Italia futurista». -- La tiratura fu legata con due brossure: una prima emissione con la tipica grafica elaborata da Venna per i titoli Facchi (vedi Isola dei baci prima ed.; Madrigali e grotteschi di Corra ecc.), stampata in rosso; la presente emissione, caratterizzata da un notevolissimo disegno di copertina a colori sempre del Venna (con uno stile e un’impaginazione che ricordano da vicino l’analogo caso della seconda edizione de «L’isola dei baci»). Cammarota, Marinetti, 72
Comunicato originale. Ottime condizioni. Pubblica un estratto “Dal 2° Manifesto futurista ‘Uccidiamo il chiaro di luna’ - Aprile 1909”, con la premessa: «Questo discorso, che sei anni fa parve pazzesco, oggi è rigorosamente logico». Tonini. I manifesti, 3.7.
Edizione originale, prima tiratura. Edizione originale nella prima tiratura del giugno 1905, seguita appena in ottobre da una seconda. e’ la prima opera teatrale di Marinetti, rilanciata con successo da Lugnè-Poe (già regista di Jarry) al Théâtre de l’Œuvre di Parigi nell’aprile 1909 e tradotta in «Re Baldoria» nel 1910 per Treves. Cammarota, Marinetti, 8
Prima edizione, prima tiratura. Più che buon esemplare (uniforme brunitura, minima traccia della piegatura orizzontale, con breve lacerazione al bordo destro). Prima tiratura riconoscibile poiché in calce dell’ultima pagina reca l’avviso «NB. - Balilla Pratella pubblicherà fra un mese il Manifesto tecnico della Musica futurista». Il «Manifesto dei musicisti futuristi» è il primo intervento futurista sulla musica, e fu composto e pubblicato in fretta subito dopo che Marinetti e Pratella si erano conosciuti, in agosto, all’esecuzione della «Sina dei Vargoni». Evidente fin da subito fu l’intento di replicare lo scheda “manifesto generico / manifesto tecnico” adottato con i pittori futuristi qualche mese prima. La storia editoriale dei manifesti pratelliani è molto complessa e solo ultimamente sta venendo chiarita dagli studiosi: nei due principali repertori di riferimento (Tampieri e Tonini) l’ordine delle stampe varianti è indicato in maniera erronea, poiché per lungo tempo si riteneva che la tiratura con l’annuncio del manifesto tecnico «fra un mese» fosse successiva alla tiratura senza l’avviso; invece è proprio il contrario — precisi riscontri testuali con le menzioni del manifesto nella stampa coeva lo confermano senza ombra di dubbio — e la seconda tiratura senza l’avviso uscì nel 1911, dopo che il manifesto tecnico era già stato pubblicato (ecco perché manca l’avviso). «Delays and difficulties marked the publication of Pratella’s second manifesto, “La musica futurista: Manifesto tecnico”. Although announced at the bottom of “Manifesto dei musicisti futuristi” as being ready “within a month”, Pratella only finished it in December 1910; but then it was kept on hold until March 1911, amidst protests by the author» (Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910, IYFS 12, 2022, in print). Tonini, I manifesti, 22.2 (con imprecisioni); Tampieri, Pratella, p. 396-s n. 35-prima ristampa (con imprecisioni)
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero 144 di una tiratura 1-300 «sur Lafuma», pregiato da dedica autografa dell’autore Le Bret. Mancanza all’angolo di testa della prima carta (rimozione del destinatario della dedica), per il resto in ottime condizioni. Il saggio è impreziosito da dieci xilografie di gusto futurista della Saint-Point: un autoritratto e nove pose “metachoriche”. «Ancora nel 1913, presenta al Théatre des Champs-Elysées la Métachorie, genere di espressione corporale attraverso cui cerca di introdurre nel balletto i principi della rivoluzione estetica avvenuta in pittura. [...] L’idea [...] anticipa i principi enunciati da Marinetti nel suo manifesto sulla danza e ne prefigura gli esiti successivi. Nel 1917, il balletto Métachorie viene eseguito dall’autrice sulla scena del Metropolitan Opera House di New York, dopo aver fatto il giro in Europa» (Diz. Fut., p. 377a). «La complessità di questa danza pantomimica sperimentale è risolta iconograficamente nel 1923 grazie all’ausilio della xilografia: nel libretto di Henri Le Bret “Essai sur Valentine de Saint-Point” esce una suite di nove incisioni raffiguranti i “gestes métachoriques”; i legni sono lavorati direttamente da Saint-Point, che sigla “VSP”, e offrono spunti sicuramente futuristi nel tentativo di registrare insieme movimento e simbologia della danza “ideista”. La figurazione dei volumi del corpo tramite brevi tratti di punta fitti e sottili, usati poi in spirali e volute a rendere movimento ed energia, fa pensare ad alcuni momenti di Marchi e soprattutto a Spartaco di Ciolo: con la differenza, non banale, che qui l’artista inverte il segno negativo-positivo e usa i bianchi per i contorni, alla maniera delle “impressioni sulla lavagna”, come Bot amava chiamarle» (I futuristi e l’incisione, p. 93). Salaris, Pentagramma elettrico, pp. 122-124; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 121 nn. 154-161; I futuristi e l’incisione (2018), n. 118
Catalogo originale. Esemplare in ottime condizioni, completo dei due rarissimi allegati: 1) bifolio sciolto con «Elenco delle opere dell’Arch. futurista Antonio Sant’Elia» — 2) 12 pp. con «Elenco delle opere» della mostra 22 pittori. I 22 pittori futuristi (Alimandi, Andreoni, Andreossi, Bot, Brescia, Diulgheroff, Duse, Farfa, Fattorello, Fillia, Gambini, Mondini, Munari, Oriani, Pizzo, Pozzo, Prampolini, Rosso, Saladin, D’Albisola, Vasquez, Zucco) si aggiungono alla bella retrospettiva organizzata dal comitato per le onoranze nazionali a Sant’Elia, già esposta al Broletto di Como (e che dopo Milano approderà a Roma). Nuovi archivi del Futurismo, I, 1930/16; Bot, Gazzola, p. 89
Edizione originale. Eccellente esemplare, rarissimo in queste condizioni. Raro. Romanzo con interventi paroliberi, Curiosità: a p. 196 l’espressione «vatti a far chiavare» è stata trasformata dalla censura in “Vatti a far trapanare”. Tiratura di 750 copie per Cammarota. Cammarota, Futurismo, 422.8
Edizione originale. CON DEDICA Più che buon esemplare pregiato dalla dedica autografa del curatore, Salvo Tomaselli (minimi segni del tempo marginali alla copertina, che presenta inoltre un timbro di proprietà di avvocato catanese; timbro ribadito al frontespizio; angolo superiore della copertina posteriore integrato tramite restauro senza mancanze di testo; una lievissima gora nello stesso punto delle ultime due carte). Rarissima edizione della traduzione di Antonio Bruno (manca del tutto a ICCU e anche alla bibliografa di Domenico Cammarota, che pure registra puntualmente ogni altro suo scritto — non necessariamente futurista), stampata a cura dell’amico Tomaselli pochi mesi dopo il suicidio dell’autore. Pagina dedicatoria a Bruno Corra, «mio maestro ed amico».
Edizione originale. Esemplare stampato in inchiostro sanguigna (ne esiste anche una variante stampata in blu), con stampigliato di traverso al margine destro: «cinematofuturista», e al retro, in taglio basso: «cinematofuturista | torino | città | FUTURISTA». In ottime condizioni di conservazione, quasi interamente integro. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
Edizione originale Ottimo esemplare (normali minimi difetti ai bordi della copertina). Il raro numero V,8 (spesso indicato erroneamente come n. 3, dall’errore in copertina) del mensile di critica d’arte diretto da Giolli dedica ampio spazio ai futuristi, con i contributi «Aeropittura» e «Scenografia». Interessante e originale è l’ampia sezione iconografica, valorizzata dal formato del mensile: 4 tavole recto/verso con 19 immagini in bianco e nero per l’aeropittura; 2 tavole a colori recanti al recto le belle scene di Prampolini per «Prigionieri e Vulcani» di Marinetti (1927) per la scenografia. Nel resto del fascicolo: lettera aperta di Giolli all’On. Farinacci; «Ritratti chinesi» di G. Nicodemi; «L’arte di Carlo Bonomi» di E. Emanuelli. Raro. Salaris, Riviste, p. 554ss. (con imprecisioni)
Edizione originale. Timbro di biblioteca privata al frontespizio. Ottimo esemplare, uno dei «200 esemplari numerati stampati su carta speciale patinata» (copia non numerata). Raro. Cammarota, Marinetti, 163; Salaris, Bibliografia, p. 70a (s.v. Thayaht)
Edizione originale. Ottimo esemplare. Non comune e importante antologia di aeropoesia. Comprende componimenti di: Pattarozzi, Buccafusca, Geppo Tedeschi (curiosamente assente dalla lista in frontespizio e copertina), Sanzin, Giardina, Masnata, Castrense, Averini, Scurto, Farfa e Marinetti. Scritti introduttivi di Marinetti e di Pattarozzi (sotto la sigla «Mediterraneo futurista»): «16 anni dopo la pubblicazione della Seconda Antologia di poesia futurista (I Nuovi poeti futuristi - Ediz. di Poesia - Roma, 1925) le nostre Edizioni sganciano dal cielo colorato di vittoriosa prima vera mussoliniana questa Carlinga di versi liberi e parole in libertà gonfia di altoesplosivo lirico esaltante l’Italia adorata in armi». Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 84
Prima edizione nell’ultima e definitiva tiratura. Eccellente esemplare, fresco, pulito e senza alcuna seppur minima lacerazione. Non comune stampa definitiva della prima edizione del «Manifesto tecnico della pittura futurista», il manifesto fondamentale che gettò le basi teoriche del futurismo pittorico. Composto nel mese abbondante che trascorse tra la serata d’esordio dei pittori futuristi l’8 marzo al Teatro Chiarella di Torino, e il 19 aprile (data di un articolo di De Grubicy sul «Secolo» che ne accusa ricezione), il manifesto uscì inizialmente con la firma di Aroldo Bonzagni (secondo le ultime ricerche, ne furono effettuate più stampe diverse a breve seguire l’una dall’altra). Qualche tempo dopo, Marinetti fece realizzare una stampa definitiva dove si trova il nome di Giacomo Balla al posto di Bonzagni. Questa nuova stampa contiene anche una non banale variante testuale: laddove a pagina due (quarto paragrafo) le stampe precedenti hanno «corrente scientifica» qui troviamo «corrente di libertà individuale». Inoltre, la pagina del bifolio misura 220 mm in larghezza, contro i 230 usuali dei manifesti futuristi (che è la misura anche della prima tiratura). -- «As events unfolded, Aroldo Bonzagni left the group, Giacomo Balla entered the fold, and a fourth printing of the technical manifesto was undertaken, featuring the signatures of the definitive quintet of Futurist painters. The text of this new leaflet was entirely recomposed, using a similar but different font, with small adjustments and only one significant change: in the paragraph where the Futurist painters draw a parallel between the “enlightened individual research [that] has taken the place of […] dogma in all fields of human thought” and the “vivifying current of individual freedom” that should “replace academic tradition” in art, the earlier printings have “vivifying scientific current”, whereas the definitive printing uses the phrase “vivifying current of individual freedom”. When exactly the last and definitive printing of the “Manifesto tecnico della pittura futurista” took place, will probably remain an unsolved question. The documents [...] suggest that it was not done before September 1910, i. e. four months after the announcement of Giacomo Balla’s entry into the group of Futurist painters. It may well be that this version was only printed and distributed together with the other propaganda material that Marinetti had lined up in great quantities to prepare the Italian public for the second season of Futurist serate in 1911» (Coronelli). Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910 (IYFS 12, 2022, in print), fig. 3b & Appendix 3.1.4; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 9.2
Catalogo originale. In ottime condizioni. In calce al frontespizio indicazione di tiratura «Dritte bis fünfte Auflage des Katalogs» (terza-quinta tiratura), forse legata alla proroga della mostra fino al 31 maggio. Catalogo della mostra organizzata nella primavera del 1912 da Herwarth Walden, direttore di «Der Sturm»; terza tappa della tournée europea dei pittori futuristi, dopo Parigi e Londra. Contiene il «Manifest des Futurismus», il testo «Die Aussteller an das Publikum» – comune a tutti i cataloghi di detta tournée – e il «Manifesto dei pittori futuristi» (tradotto semplicemente come «Manifest der Futuristen»). Editorialmente, il catalogo segue quello di Londra, espungendo chiaramente Balla anche dall’elenco degli artisti in frontespizio (il nome rimane quale firmatario dei testi) e risistemando la numerazione del catalogo a 35 opere complessive con il ‘nuovo’ Russolo che sostituisce l’assente Balla; conforme a Londra anche l’impaginazione degli 8 clichées, i testi e il breve commento che segue le opere. «[...] l’autentico esordio del futurismo in Germania avviene a Berlino, il 12 aprile 1912, con l'apertura alla Galleria Der Sturm della mostra di Boccioni, Carrà, Russolo e Severini» (Diz. Fut.); «[...] seconda mostra [= Zweite Ausstellung] della rivista d’avanguardia ‘Der Sturm’» (NAF). Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 21-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1912/5; Diz. Fut., p. 516c; Futurismo: Filippo Tommaso Marinetti e l’avanguardia giuliana (cat. Gorizia 2009), n. 53
Edizione originale. Esemplare completo del raro allegato con l’elenco delle opere esposte — fondamentale elemento di completezza del catalogo; leggere tracce del tempo al piatto superiore, fresco e pulito all’interno: in complessive più che buone condizioni. Non comune catalogo della mostra del novembre 1931 alla Galleria Pesaro, uno dei momenti espositivi più importanti per l’aeropittura, «... fondamentale per le diverse posizioni aeropittoriche» (NAF): «Ed è in quest’ultima mostra che ben si colgono le diversità e divergenze tra gli aeropittori: in catalogo dopo il Manifesto, vengono pubblicate dichiarazioni personali e di gruppo [...]» (Diz. Fut., p. 4b). All’introduzione di Marinetti segue il manifesto «Aeropittura futurista», sottoscritto da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi, Tato. Seguono in prima edizione brevi scritti di teorici dei vari gruppi futuristi, tra cui quelli poi conosciuti come «Manifesto degli aeropittori torinesi» e «… degli aeropittori milanesi» e il saggio «Scenografia futurista» di Prampolini (estratto dalla rivista «Noi», 1924). 15 tavole delle opere esposte, relative a lavori di Munari, Prampolini, Dottori, Bot, Thayhat, Tato. Nuovi archivi del futurismo, I, 1931/a-b; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 253.1 e 254.1
Locandina cm 33 x 35 circa, leggeri segni di pieghe al centro con restauro in un paio di punti in corrispondenza della piegatura del foglio. Rarissima locandina del Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, teatro "sperimentale sovvenzionato dallo Stato" come indicato in testa. La parte centrale e' riservata alla promozione dello spettacolo "Carmen", opera lirica in un prologo e 3 atti di Antonio Aniante, da rappresentarsi il 13 febbraio 1930, con indicazione di personaggi e interpreti, musiche, regia (quest'ultima di Carlo Ludovico Bragaglia, fratello di Anton Giulio). Compaiono anche, in un riquadro centrale, alcune note relative al drammaturgo ("Aniante riesce a mantenersi in un equilibrio da stravillaggio pericoloso come il funambolismo clownesco che la sua arte rievoca cosi' insistentemente") e al testo. Ai lati del foglio compaiono riferimenti ad opere in corso di stampa (Bragaglia, Evoluzione del mimo; e altre...) o mostre curate dalla casa d'arte Bragaglia (Umberto Maganzini). Il teatro degli Indipendenti, una sorta di cabaret espressionista all'italiana, fu fondato nel 1922 e chiuso nel 1931. Nell'arco della sua attivita', fu una palestra di polemiche e discussioni, alternando al repertorio futurista, autori come Apollinare, Wedekind, Strindberg, O' Neill, Brecht. Nella lotta per il rinnovamento del teatro italiano, va senz'altro messo in prima linea il nome di Bragaglia che fondo', peraltro, il primo teatro stabile con finalita' artistiche guidato da propositi di aperta rivolta contro il passato, peraltro in piena sintonia con il dettato futurista. Bragaglia, scenografo, fu anche prolifico autore di testi e studi sul teatro. "Carmen 30" e' un'opera lirica parodica che suggella il sodalizio tra Bragaglia e Aniante: il regista-mentore subisce la fascinazione dei drammi irrazionali anianteschi, le sue improbabili commedie contrassegnate da un curioso antirealismo, prive di progressione nell'azione, stipate di figure che si muovono in una sarabanda carnevalesca, nella quale un ruolo trascinante e' riservato ai "trucchi" del decor escogitati dal fantasioso Bragaglia.
In 8 (cm 16 x 22), pp. 105 + (7). Fogli chiusi. Brossura editoriale illustrata dall'Autore con stelle e titolo in blu. Edizione originale di questa raccolta di 37 testi poetici paroliberi di Armando Mazza (Palermo, 1884 - Milano, 1964), poeta, giornalista e declamatore futurista preceduti dall'introduzione di Marinetti che scrive: "la voce di Mazza echeggia ancora in quella camera dove nacque il futurismo. [..] Non vi faro' [...] la storia del Futurismo. Mi accontentero' di parlarvi della tappa da noi raggiunta nel durissimo cammino ascendente verso le cime magnetiche di un lirismo assoluto. Questa tappa si chiama: le parole in liberta'. Firmamento - il titolo non potrebbe essere piu' appropriato: le immagini, infatti, sfavillano come costellazioni - e' l'espressione parolibera di un temperamento lirico ultrapotente, originalissimo, impetuoso e insieme ultrasensibile". Edito nel 1920 con dedica all'amico Paolo Buzzi, 'Asso della Poesia d'Italia', Firmamento e' un libro rappresentativo della poetica futurista. "La punteggiatura scompare per garantire uno stile vivo; la sintassi e' sovvertita, mentre il lessico, audacemente rinnovato, viene forgiato in virtu' delle immagini che deve evocare... Sul piano dei contenuti, la modernita', la metropoli e la velocita' rappresentano i miti futuristi cantati dall'autore ai quali e' sottesa una radicale polemica nei confronti del culto della tradizione e del conformismo" (B. Stagnitti, "Dal 'vento da nevai' ai 'docili alisei': Armando Mazza poeta", 2014). Cammarota, Futurismo, 319.5. Salaris, Storia, p. 108.
Prima edizione italiana. Ottimo esemplare dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris «LM» al frontespizio. Raffinata veste editoriale futurista, dovuta al genio grafico di Bona che cura sia la copertina che il modernissimo layout interno, facendone uno dei più bei libri d’artista del tardo futurismo. In frontespizio si legge: «Questo aeropoema è stato radiodiffuso dall'Eiar - il 19 giugno XVI° - per la declamazione dell'eccellenza F.T. Marinetti Sansepolcrista Accademico D'Italia creatore del futurismo - pubblicato in edizione tedesca a Berlino nel 1938 XVII° e declamato dal poeta Luigi Scrivo e dall'autore a Roma - Milano ecc.». Cammarota, Futurismo, 13.6
290x230 mm, un foglio stampato in inchiostro nero al recto e al verso. Edizione originale, l’esempio più strano ed affascinante di come l’autore «riesc[a] a ‘futuristizzare’ ed a ‘meccanizzare’ ogni aspetto ed ogni situazione: dal teatro e quindi dall’arte, alla natura, alla vita stessa» (Diz. Fut., p. 90b). Cfr. Tonini. I manifesti, 195.1: “E’ il primo manifesto pubblicato con la menzione della nuova sede di Roma, Piazza Adriana”. Ottimo esemplare.