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Rivista completa in 8° br. di pag.48 DUE LIRE DI NOVELLE del 5/2/1928
Milano, Studio Editoriale Lombardo, 1916, in-16, br. editoriale, pp. 219, (9). Prima edizione. Ottime condizioni.
Vol. quattro in-16° pp. a nuerazione progressiva LIII-615, bross. edit. Ottimo stato.
Alessandria, Unione Tipografica Editrice O. Ferrari, 1935, in-8, br. edit., pp. 15. Con illustrazioni. Prima edizione, non censita in Gambetti - Vezzosi.
8°, br. edit. protetta da velina, pp. 396. Ottimo esemplare. Intonso. Es. con ex libris coevo xilografato al contropiatto. Prima edizione. Collana I poeti italiani viventi diretta da Giuseppe Villaroel, n. 5. Cfr. Cammarota, Futurismo, 68.26. Gambetti / Vezzosi, pag. 148: "Non comune e molto ricercato". Spaducci, pag. 67. Paolo Buzzi (Milano 1874 – 1956) è stato un poeta e scrittore di impronta futurista.
In 8°, t. t. edit., pp. 166,(2), con un ritratto b.n. f.t.; brevi note bibl. ai risguardi; lievi fioriture sparse e minime bruniture marginali; ottimo es..
Manifesto di mm 440x160 stampato sia al retto sia al verso (che reca il catalogo delle “Edizioni Futuriste di Poesia”). Ottimo es. di scritto pubblicato in occasione dell’uscita de Le forze umane; ed orig. (SALARIS, 90). (lib) OK
Edizione originale. Sc. G.
In-4° (cm. 27,4x20), pp. 216, (1). Brossura editoriale con titolo in rosso e nero. Timbro dell'Editore, con Fascio, al verso dell frontespizio. Nome d'appart. (Pulichino Giovanni, Roma) a matita al front., in caratteri cubitali a penna coeva al primo occhiello. Piatto anteriore e primi quaderni parzialmente staccati, Strappetto risarcito al dorso, ma lo stampato del dorso è tutto presente. Ampi margini, in barbe. Per ogni poeta è riportata la lista delle pubblicazioni. Le poesie in buona parte inneggiano al duce. Contiene: a) introduzione di Walter Trillini. 1) Viatico: poesie di di Mario Angheben, Giosuè Borsi, Gabriele D'Annunzio, Carlo Delcroix. 2) Poeti in camicia nera: Garibaldo Alessandrini, Nino Burrascano, Paolo BUZZI (La trebbiatura), Vincenzo CARDARELLI (Camicia Nera), Mario CARLI (Battaglia, edificio di rumori, 1917, Serenata profetica a Milano 1920), Giovanni Chiapparini, Auro D'Alba, Nicola D'Aloisio (Ode all'Alpino 1915), Guglielmo Danzi, Nino D'Aroma, Valerio Degli Abbati, Arturo FOÀ (ebreo, sviscerato celebratore del duce perfino quando era a Fossoli e sul convoglio del 22-02-1944, lo stesso su cui partì Primo Levi), Pietro INGRAO (poi antifascista, dal 1939), Elpidio Jenco, Renzo Laurano, Vittorio Malpassuti, Mariani dell'Anguillara, Arturo MARPICATI, Nicola Moscardelli, Angiolo Silvio Novaro, Orsetta Orsatti, Andrea Felice Oxilia, Margherita SARFATTI, Armando Scalise, Deimo Scifoni, Valentina Seganti, Walter Trillini, Giuseppe Veneziano, Giuseppe Villaroel, Armando Zamboni.
Edizione originale. Splendido esemplare, copertina senza macchie e segni del tempo, mancante della prima carta bianca probabilmente rimossa a causa di una dedica. Non comune raccolta di poesie 1906-9, la prima pubblicata sotto l’egida del futurismo. Come prefazione, il «Secondo proclama» — ovvero il testo tra il mitopoietico e il programmatico con cui Marinetti traccia il bilancio della reazione alla fondazione del futurismo nel febbraio dello stesso anno. Il proclama appare qui in seconda edizione; nel 1911 verrà ripubblicato con qualche modifica e il titolo definitivo “Uccidiamo il chiaro di luna!”. Cammarota, Futurismo, 68.2
Milano, Giuseppe Morreale, 1931. PRIMA EDIZIONE. In 16mo; copertina originale; pp. 278, (10). Copertina arrossata. Axs
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare vissuto ma sostanzialmente integro (vistosa gora al piatto posteriore e alle carte da 171 - 172 in avanti). Dedica autografa dell’autore alla prima carta datata 23 giugno 1916: “Al mio caro Dr. Baila - Paolo Buzzi 23.Vi.916”. Cammarota, Futurismo, 68.7
“Ringrazio i cari amici e ricambio voti […]”.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare (tracce di adesivo al margine destro del piatto anteriore) pregiato dalla dedica autografa dell’autore. Raccolta di versi. Cammarota, Futurismo, 68.24
Manoscritto autografo firmato. Eccellente esemplare (normali segni della piegatura in quattro parti). Bellissimo messaggio manoscritto parolibero con una vera e propria copertina dove è vergato cubitale il messaggio di cui al titolo, con «TUTTI COLOOORIII» che è composto in diagonale con lettere ciascuna di un diverso colore pastello. In seconda pagina il messaggio continua «INFISCHIARSENE | DOGMI | SCRIVERE | TUTTO DI TUTTO | IN TUTTI I MODI — DIFFICILI FACILI — FACILI DIFFICILI | Ciao | Paolo Buzzi». La mano ricorda da vicino quella che si vede nella tavola parolibera del depliant «Parole in libertà consonanti vocali numeri», diffuso al principio del 1915.
Edizione originale. Ottimo esemplare (lievissimi segni del tempo al piatto anteriore, per il resto eccellente). Rarissimo, non registrato nel repertorio futurista di Cammarota e censito in sole quattro copie in ICCU (Sormani, APICE, Casa Lyda Borelli, ICBSA), cui OCLC aggiunge solo la copia del MART. La commedia in versi martelliani (ovvero alessandrini), realizzata nel 1936, fu respinta dall’Ufficio censura del Ministero dell’Interno, come appare dagli archivi (Ferrara, Censura teatrale e fascismo, p. 254). Forse il censore ravvisò delle note stonate nella rappresentazione di una povera famiglia di contadini umbri alle soglie della conquista dell’Etiopia: come dimostrano molti casi assurdi di censura verso la metà degli anni ’30 (si pensi al Talarico de «La fatica di vivere»), era il periodo in cui in Italia non era consentito rappresentare aspetti di ‘vita grama’. In realtà la commedia si chiude sulle note felici ed educative di un libretto di risparmio che arriva a scadenza e risolleva la situazione economica della famiglia (ecco dunque spiegato l’editore), che annuncia la decisione di trasferirsi in Africa: «Seminerem la terra nuova per gl’Italiani | nuovi, di cui sarete il simbolo, domani...». Curioso caso di teatro in versi pubblicitario a scopo progressista. -- Nel 1937, all’interno di una rassegna di «Autori drammatici» sulla rivista del sindatato «Autori e scrittori», compare notizia del «Miracolo della parete, commedia radiofonica in versi»; e nel 1938 — secondo il recente catalogo «La mia anima è musicale» (Milano 2009, p. 84) — essa fu addirittura rappresentata al Teatro degli Arcimboldi. Ma la pubblicazione, senza alcuna data, sembrerebbe da doversi posticipare, poiché nel catalogo di opere buzziane a pagina [2] è citato il «Poema di radio-onde», pubblicato da Vallecchi nel maggio del 1940. La data di edizione ci sembra debba essere dunque collocata tra il 1940 e il 1942, ultimo anno in cui è accertata l’attività editoriale dell’Associazione di Propaganda per il Risparmio e la Previdenza (Editori a Milano: Repertorio, p. 267b), e non già nel 1936, come scrive — sulla scorta di consistenti tesimonianze in letteratura (tra le quali Verdone, Teatro del tempo futurista, p. 98) — il repertorio Gambetti & Vezzosi. Ferrara, Censura teatrale e fascismo, p. 254; La mia anima è musicale (cat. della mostra Milano 2004), p. 84
Edizione originale dell’inno «In occasione delle Auguste Nozze di S.A.R. il principe ereditario con la principessa Maria Josè del Belgio». Partitura per canto e pianoforte. Ottimo esemplare, completo del volantino allegato con il solo testo dell’inno. Raro.
Edizione originale, seconda emissione. Più che buon esemplare, quasi ottimo (copertina lievemente scolorita e con poche e lievi fioriture; normale uniforme brunitura alle pagine interne; per il resto pulito). Rara seconda emissione ottenuta tramite ricopertinatura delle rese dell’emissione targata Studio Editoriale Lombardo. La nuova emissione aggiunge un foglio di avvertenze che spiega i tagli della censura e rivendica orgogliosamente il primato dell’arte («alto senso di purezza verista») su «qualche cautela d’ordine moralista». Il romanzo d’avanguardia con inserti paroliberi («poema civile» nelle parole del l’autore), scritto nel 1916 e in pubblicazione nel 1918, venne fermato e l’uscita ritardata al 1919 per l’intervento del censore — i cui tagli sono lasciati provocatoriamente in bianco nel testo. -- Dedicatoria ad Armando Mazza: «Mia prima idea fu quella di fermare in un libro di pura sintesi alcuni scorsi scenici oltre parecchi stati d’animo determinati dalla guerra, nel 1916, in Milano, la città della guerra magnificamente sonora e responsabile. [...] È un tentativo di romanzo, indubbiamente futurista, cioè antivigliacco ed antigrazioso certo necessario del “fronte interno” [...]». Cammarota, Futurismo, 68.9
Edizione originale. Ottimo esemplare (restauro di rinforzo alla cerniera e al sottilissimo dorso muto, eseguito in maniera professionale). Rarissimo estratto «dal “Carme di Vittorio Emanuele” parte dell’opera inedita “Carmen Sæculare”», dedicato «All’amico Avv. Antonio Vismara che celebrando nozze fa atto di poesia || Milano 23 Dicembre 1903». Assieme al «Carme di Re Umberto» (Treves 1901) e al «Il Carme di Napoleone Bonaparte» (P. Agnelli 1901), questo opuscolo è una delle minute testimonianze a stampa del progetto noto come «Carmen sæculare» che Buzzi andò elaborando dalla fine dell’800 per consegnarlo alle stampe solo nel 1919-20 come «Poema di Garibaldi» e «Carmi degli Augusti e dei Consolari» («La Notte di Roma» fu qui ripubblicata con varianti alle pp. 121-finis del «Notturno di Re Vittorio Emanuele il Grande»). Rampazzo, «Paolo Buzzi tra Gabriele D’Annunzio e Giuseppe Garibaldi» (Riv. Lett. Ital. XXVII,3, 2009), p. 206 nota 9
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco, pulito e squadrato (lievi fioriture in copertina e dorso appena scurito); menzione di «5° migliaio» in quarta di copertina. Straordinario romanzo parolibero, uno dei libri fondanti delle parole in libertà. Paolo Buzzi è stato il più vecchio compagno e collega di Marinetti: i due si conobbero a Milano, nei primi anni del Novecento, e rapidamente Buzzi divenne colonna portante della rivista «Poesia», collaboratore e redattore fisso della rubrica «Toute la Lyre». Non appena nel 1914 Marinetti lancia la rivoluzione letteraria delle parole in libertà — un vero terremoto letterario di proporzioni internazionali — Buzzi si getta a capofitto nella lavorazione di questo ‘romanzo parolibero cinematografico’ che è un crescendo di invenzione da mozzare il fiato: la partenza è tradizionale, ma con lo scorrere delle pagine le parole cominciano a degradare e spargersi sulla pagina, fino a perdere qualsiasi connessione tipografica tradizionale per assumere la forma di vere e proprie composizioni visive, che culminano in un ‘calligramme’ a spirale disegnato in rosso. -- Nella prefazione dedicatoria «A F.T. Marinetti» si dice: «L’opera fu scritta con l’anima gonfia di un presagio di sconvolgimento per la Società. L’ultimo capitolo — vedi la bizzarria del caso! — io lo finii proprio la notte dal 27 al 28 giugno 1914 […]. Qualche ora dopo scoppiava la folgore dell’attentato di Sarajevo: e l’Europa voltava la pagina al suo atlante geografico». La lavorazione del libro aveva preso dunque oltre un anno: «All’inizio della primavera del 1915 uscì “L’Ellisse e la spirale” di Buzzi [...]; si trattava in effetti d’un romanzone avventuroso del genere fantasy, strutturato come un film a episodi (dei quali era segnato addirittura il metraggio, come in un catalogo di pellicole). La narrazione si svolgeva con un andamento quasi salgariano ma poi, nell’ultima parte, la prosa si frantumava dando luogo a pagine di parole in libertà [...] originali costruzioni grafiche, geometriche, astratte [...] che ricordavano certi motivi dei Rosa-Croce». In realtà «era una sorta di metaromanzo in cui Buzzi utilizzava il registro dell’intreccio d’avventure ma realizzava al tempo stesso una mimesi del linguaggio filmico; inoltre tentava di inserire nel tessuto narrativo il concetto musicale di enarmonia e proprio nell’ultima parte dissolveva la prosa nel disegno e nel grafismo» (Salaris). Cammarota, Futurismo, 68.5; Salaris, Marinetti editore, pp. 180-182; Lista, Le livre futuriste, p. 19 nn. 19-20; Fanelli & Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 52 nn. 10-13
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare (dorso lievemente angolato, una sbucciatura alla testa del dorso e un piccolo foro riparato al piatto anteriore) pregiato da bella dedica autografa dell’autore, vergata in grande alla prima carta bianca e datata «Palazzo Monforti di Milano, 1915». A “Palazzo Monforti”, come lo chiama sempre Paolo Buzzi (in realtà Palazzo Isimbardi in Corso Monforte) aveva sede la Provincia di Milano, presso cui lavorò l’autore per tutta la carriera. Menzione di «4° migliaio» in quarta di copertina. Straordinario romanzo parolibero, uno dei libri fondanti delle parole in libertà. Paolo Buzzi è stato il più vecchio compagno e collega di Marinetti: i due si conobbero a Milano, nei primi anni del Novecento, e rapidamente Buzzi divenne colonna portante della rivista «Poesia», collaboratore e redattore fisso della rubrica «Toute la Lyre». Non appena nel 1914 Marinetti lancia la rivoluzione letteraria delle parole in libertà — un vero terremoto letterario di proporzioni internazionali — Buzzi si getta a capofitto nella lavorazione di questo ‘romanzo parolibero cinematografico’ che è un crescendo di invenzione da mozzare il fiato: la partenza è tradizionale, ma con lo scorrere delle pagine le parole cominciano a degradare e spargersi sulla pagina, fino a perdere qualsiasi connessione tipografica tradizionale per assumere la forma di vere e proprie composizioni visive, che culminano in un ‘calligramme’ a spirale disegnato in rosso. -- Nella prefazione dedicatoria «A F.T. Marinetti» si dice: «L’opera fu scritta con l’anima gonfia di un presagio di sconvolgimento per la Società. L’ultimo capitolo — vedi la bizzarria del caso! — io lo finii proprio la notte dal 27 al 28 giugno 1914 […]. Qualche ora dopo scoppiava la folgore dell’attentato di Sarajevo: e l’Europa voltava la pagina al suo atlante geografico». La lavorazione del libro aveva preso dunque oltre un anno: «All’inizio della primavera del 1915 uscì “L’Ellisse e la spirale” di Buzzi [...]; si trattava in effetti d’un romanzone avventuroso del genere fantasy, strutturato come un film a episodi (dei quali era segnato addirittura il metraggio, come in un catalogo di pellicole). La narrazione si svolgeva con un andamento quasi salgariano ma poi, nell’ultima parte, la prosa si frantumava dando luogo a pagine di parole in libertà [...] originali costruzioni grafiche, geometriche, astratte [...] che ricordavano certi motivi dei Rosa-Croce». In realtà «era una sorta di metaromanzo in cui Buzzi utilizzava il registro dell’intreccio d’avventure ma realizzava al tempo stesso una mimesi del linguaggio filmico; inoltre tentava di inserire nel tessuto narrativo il concetto musicale di enarmonia e proprio nell’ultima parte dissolveva la prosa nel disegno e nel grafismo» (Salaris). Cammarota, Futurismo, 68.5; Salaris, Marinetti editore, pp. 180-182; Lista, Le livre futuriste, p. 19 nn. 19-20; Fanelli & Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 52 nn. 10-13
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, in parte intonso, pregiato dalla dedica autografa dell’autore a Delfino Cinelli. «Esaltazione di Milano e della sua storia» («Dizionario biografico degli Italiani») che calca il titolo di «Notre dame de Paris». L’espressione «Nostra signora degli abissi» era già comparsa nell’«Ellisse e la spirale» come titolo di una sezione. Scrisse Buzzi a Ferrieri che «i miei romanzi-poemi “Le Dannazioni”, “Le Beatitudini”, e quello che sto elaborando “Nostra Signora degli Abissi” sono appunto della consacrazioni d'ordine creativo alla modernissima “Voce di Pan”» (Ferrieri, «La radio! la radio? la radio!», Milano 2002, p. 83). Difendolo il «romanzo più valido per mobilità di fantasia, ricchezza d'invenzione e omogeneità stilistica», scrive Ettore Mazzali che «In “Nostra Signora degli abissi” (1935), lo stile corrisponde duttilmente, nell'ambito di una più oculata maturità espressiva, a un raro stato di grazia inventiva. Il Duomo di Milano è trasfigurato in una costruzione pelasgica, in una città sotterranea, che entra in una favolosa osmosi con le città di superficie. […]. L'esemplare stile dannunziano tace; il moto astraente che abbiamo detto futurista assorbe e alimenta la “prosa lombarda”» (Letteratura italiana: I maggiori, 1974, pp. 61-2 e 72-3). Cammarota, Futurismo, 68.30
Prima edizione. Ottimo esemplare. Rimaneggiamento e condensazione de «L'Esilio», l’opera d’esordio in tre volumi pubblicata come primo libro delle Edizioni di “Poesia”, la rivista diretta da Marinetti. Cammarota, Futurismo, 68.16
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raccolta di poesie: «Queste diciannove Sinfonie psichiche, sognate prima e compiute durante la guerra, escono solamente ora. Le pubblico sotto l’egida dell’antica gloriosa bandiera di “Poesia”. La quale, dirò quarantottescamente, da buon lombardo, è sempre stata la più bella. Io ho troppo scritto in versi e in prosa: lo riconosco [...]» (dalla prefazione). Cammarota, Futurismo, 68.18
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare n. 66 per Nelson Morpurgo, ben completo della firma autografa dell’autore. In condizioni più che buone, è lievemente scolorito ai piatti, brunita ai bordi e con residuo di ruggine alla graffetta. Rarissima placchetta tirata in soli 150 esemplari ad personam numerati e firmati dall'autore, stampate su carta azzurra. Cammarota, Futurismo, 68.32.