3 221 résultats
Bifoglio, prima edizione ma seconda tiratura e prima con la dicitura "Direzione del Movimento Futurista". In questa variante viene soppressa la frase"Noi non invochiamo certo la materiale distruzione dei musei, come grossolanamente capirono gli stupidi detrattori del futurismo" e dove, fra i sottoscrittori, compaiono Balla e Severini al posto di Bonzagni e Romani che avevano sositutito la firma dopo la pubblicazione della prima versione. in ultima pagina del manifesto compare l'organigramma della "Direzione del Movimento Futurista" così suddiviso: Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile e Arte dei Rumori. Ottima conservazione. (Disponibili altri manifesti futuristi). Sc. E.
Milano, Direzione del Movimento Futurista (A. Taveggia), 1910 (11 feb.) [ma: maggio 1913]. 4°, cm. 29x23, un bifolio per pp. [4] di cui la seconda bianca. minuscole macchiette, bella copia. Seconda edizione ma prima pubblicata sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista».
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare (lievissima brunitura al margine esterno delle pagine). Seconda e definitiva tiratura del «Manifesto dei pittori futuristi», atto di nascita del gruppo artistico del futurismo. In questa tiratura il gruppo dei cinque artisti è aggiornato con le firme di Gino Severini e Giacomo Balla, che entrano i sostituzione dei due membri originari, Romolo Romani e Aroldo Bonzagni, i quali lasciarono il gruppo uno dopo l’altro tra marzo e maggio 1910. Rispetto alla prima tiratura, stampata senza data nella seconda metà del febbraio 1910 e con le due firme poi dimissionarie, viene cassata la frase «Noi non invochiamo certo la materiale distruzione dei musei, come grossolanamente capirono gli stupidi detrattori del futurismo [...]», sostituita da «[religione del passato] alimentata dall’esistenza nefasta dei musei». «Romolo Romani and Arolodo Bonzagni, one after another, left the group between March and May 1910, to be replaced, respectively, by Gino Severini and Giacomo Balla. Consequently, Marinetti ordered a reprint of the “Manifesto dei pittori futuristi” with the names of the signatories revised. He used the same plates as in the first printing, except for a major interpolation at the beginning of the text, a few other minor changes here and there, and the bottom lines of the last page with the new names in the — now definitive — quintet of the Futurist Painters. Furthermore, the “Redazione di Poesia” became “Uffici di Poesia”, and the date “11 February 1910” was added at the foot of the last page. Contrary to what is asserted in all the studies on the subject, this updated reprint of the manifesto leaflet did not coincide with the actual changes in the composition of the group. Several documents, which I shall examine more thoroughly below, show that the reprint of the “Manifesto dei pittori futuristi” did not take place before September 1910; there is even an off-chance that it may have taken place a whole year later, in preparation for a new series of serate to take place in the first half of 1911» (Coronelli). Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910 (IYFS 12, 2022, in print), fig. 1b & Appendix 2; Tonini, I manifesti del futurismo, 4.2
Seconda edizione. Seconda edizione ma prima pubblicata sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista». Testualmente conforme alla tiratura definitiva della prima edizione, che vedeva Balla e Severini tra i firmatari e alcune non banali modifiche testuali. -- A partire circa dal maggio 1913 Marinetti ordinò alla nuova tipografia, con cui lavorava dal 1912, una nuova edizione di tutti i principali manifesti usciti nel periodo fondativo 1910-1911: oltre a questo dei pittori, il manifesto di fondazione, il manifesto tecnico sulla pittura, i due manifesti sulla musica e sui musicisti. La nuova edizione aggiorna la grafica a quella in uso in quel momento — mantenendo generalmente una stretta identità formale con la serie già uscita — ed esce con le insegne editoriali della «Direzione del Movimento futurista» (suddiviso nelle sezioni di Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile, Arte dei Rumori), denominazione coniata già nel tardo 1911 ma impiegata massicciamente proprio a partire da questo rinnovato slancio editoriale dei manifesti futuristi. Tonini, I Manifesti, 4.3 (ma datazione erronea al 1911/12)
In 4, cm 23 x 28,7, pp. (4). Rara edizione che presenta alcune varianti rispetto alla prima (che ha in calce le firme di Bonzagni e Romani invece di quelle di Balla e Severini, come nella nostra), alla prima ufficiale (che alla 4o riga della prima pagina riporta la dicitura: Noi non invochiamo certo la materiale distruzione dei musei..., nella nostra cambiata in: Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica...), all'edizione con la dicitura Direzione del movimento futurista (nella nostra 'Uffici di poesia...' e con altra impaginazione che termina la prima pagina con 'cerebrale', mentre nella nostra termina con 'farraginoso').
In-4 p. (mm. 290x230), pp.nn. 4. Nel suo manifesto Pratella, che ripudia il titolo di "Maestro", conferma la sua entusiastica adesione al Futurismo e ribadisce in 11 punti le sue irrevocabili “conclusioni”. "Prima" edizione con dicitura “Direzione del Movimento Futurista”. Rispetto alla seconda edizione (novembre 1910), non compare l’annuncio del manifesto tecnico, posto in una nota in calce. Nell’ultima pagina del volantino è riportato l’organigramma della Direzione del Movimento Futurista. Cfr. Tonini “I manifesti del futurismo italianio”, p. 21, n. 22.4. Esemplare ben conservato.
Seconda edizione. Ottimo esemplare (normale lieve brunitura). Non riporta la data di composizione, ma da collocare grosso modo al 1913 dal momento che in taglio basso dell’ultima pagina l’organigramma della direzione del movimento comprende l’«Arte dei rumori». Questa edizione fa parte della «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” (nonostante la data «1912» indicata nella bibliografia di riferimento compilata da Paolo Tonini). Fu preceduta dall’edizione Milano: Redazione di “Poesia”, 11 ottobre 1910 (uscita in due tirature con varianti formali). Per Tampieri si tratta della «fonte testualmente migliore, quindi più affidabile» (1995: 397), riproponendo il testo con qualche minuta miglioria. È il primo dei manifesti di Pratella. Tampieri, Pratella, p. 397ss.: «Seconda ristampa (testualmente la più affidabile in assoluto)»; Tonini, I manifesti, 22.4 (ma data 1912); per la data vd. Coronelli, Spigolature manifesti (Alai 2, 2016), p. 73 n. 3
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare (normale uniforme e leggera brunitura). Seconda tiratura riconoscibile per l’assenza, in calce dell’ultima pagina, dell’annuncio relativo all’imminente pubblicazione del «Manifesto tecnico della Musica futurista». Differentemente da quanto registrato nelle bibliografie (in particolare Tampieri e Tonini), questa ristampa del primo manifesto pratelliano fu realizzata mesi dopo la prima tiratura dell’ottobre 1910, in vista della serata futurista a Pesaro del 16 maggio 1911, particolarmente importante per Pratella, che aveva frequentato il prestigioso «Liceo musicale Rossini». Testualmente, non si registrano importanti varianti tra la prima e questa seconda tiratura Tonini, I manifesti del futurismo, 22.1 (con imprecisioni); Tampieri, Pratella, p. 395-s n. 35-prima edizione (con imprecisioni)
Prima edizione, prima tiratura. Più che buon esemplare (uniforme brunitura, minima traccia della piegatura orizzontale, con breve lacerazione al bordo destro). Prima tiratura riconoscibile poiché in calce dell’ultima pagina reca l’avviso «NB. - Balilla Pratella pubblicherà fra un mese il Manifesto tecnico della Musica futurista». Il «Manifesto dei musicisti futuristi» è il primo intervento futurista sulla musica, e fu composto e pubblicato in fretta subito dopo che Marinetti e Pratella si erano conosciuti, in agosto, all’esecuzione della «Sina dei Vargoni». Evidente fin da subito fu l’intento di replicare lo scheda “manifesto generico / manifesto tecnico” adottato con i pittori futuristi qualche mese prima. La storia editoriale dei manifesti pratelliani è molto complessa e solo ultimamente sta venendo chiarita dagli studiosi: nei due principali repertori di riferimento (Tampieri e Tonini) l’ordine delle stampe varianti è indicato in maniera erronea, poiché per lungo tempo si riteneva che la tiratura con l’annuncio del manifesto tecnico «fra un mese» fosse successiva alla tiratura senza l’avviso; invece è proprio il contrario — precisi riscontri testuali con le menzioni del manifesto nella stampa coeva lo confermano senza ombra di dubbio — e la seconda tiratura senza l’avviso uscì nel 1911, dopo che il manifesto tecnico era già stato pubblicato (ecco perché manca l’avviso). «Delays and difficulties marked the publication of Pratella’s second manifesto, “La musica futurista: Manifesto tecnico”. Although announced at the bottom of “Manifesto dei musicisti futuristi” as being ready “within a month”, Pratella only finished it in December 1910; but then it was kept on hold until March 1911, amidst protests by the author» (Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910, IYFS 12, 2022, in print). Tonini, I manifesti, 22.2 (con imprecisioni); Tampieri, Pratella, p. 396-s n. 35-prima ristampa (con imprecisioni)
In 4, cm 22 x 29, pp. (4). Edizione originale datata 11 ottobre 1910. Nel novembre seguira' una seconda edizione con lieve variante grafica e la nota: 'N.B. Balilla Pratella pubblichera' tra un mese...'. Manifesto sottoscritto anche dai poeti e pittori futuristi: Marinetti, Lucini, Buzzi, Cavacchioli, Palazzeschi, Govoni, Folgore Boccioni, Carra', Russolo ecc. Tonini, 22.1. Tampieri, Pratella,35.
"AA. VV., Manifesto, Manifesto dei Drammaturghi Futuristi - Dalla redazione di "Poesia", Milano, 11 gennaio 1911 Milano 1911, manifesto a stampa su bifolio in carta (pp. 4 non num.), testo alla prima e alla terza pagina. Al termine del testo firma a stampa di Marinetti, e sottoscrizioni a stampa di vari celebri poeti, pittori e musicisti futuristi (vedi foto). Cm 29,5x22. Originale. Condizioni di conservazione Esemplare complessivamente ben conservato con tracce d'uso, piega centrale di conservazione, margini esterni e piega di conservazione con alcuni piccoli strappetti, minime / piccole bruniture principalmente alla terza e quarta pagina. Celebre manifesto futurista dedicato ai drammaturghi e alla drammaturgia. Originale. Molto raro. SC03.D15474 N "
Prima edizione, terza e definitiva tiratura. Ottimo esemplare. Non comune terza stampa, definitiva, del manifesto poi noto con il titolo «La voluttà d’esser fischiati». Il manifesto fu pubblicato in una prima stampa con data 11 ottobre 1910, andando a sovrapporsi erroneamente alla data del «Manifesto dei musicisti futuristi» e presto ritirata dalla diffusione. Il testo venne poi riprodotto in «Nuovo Teatro» n. 5-6, a cavallo del 1910-11, con il titolo «Conclusioni futuriste sul teatro», quindi ripubblicato in due tirature apparentemente identiche, entrambe con data «11 gennaio 1911», distinguibili solo per minute varianti tra le quali la sottoscrizione editoriale al piede dell’ultima pagina che legge «Dalla Redazione di “Poesia”» (seconda stampa) e solo «Redazione di “Poesia”» (terza stampa, ovvero la presente). Nella lista dei «Poeti futuristi» in calce all’ultima pagina, in questa ultima stampa manca il nome di Federico De Maria. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 23.2 (con imprecisioni)
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare. Rara seconda stampa del «Manifesto dei Drammaturghi futuristi», poi noto con il titolo «La voluttà d’esser fischiati» e mai più ripubblicato in questo formato. Questa tiratura non è registrata nelle bibliografie, nemmeno nelle più aggiornate. Il manifesto fu pubblicato in una prima stampa con data 11 ottobre 1910, andando a sovrapporsi erroneamente alla data del «Manifesto dei musicisti futuristi» e presto ritirata dalla diffusione. Il testo venne poi riprodotto in «Nuovo Teatro» n. 5-6, a cavallo del 1910-11, con il titolo «Conclusioni futuriste sul teatro», e ripubblicato nel presente volantino con data 11 gennaio 1911. Seguì infine, tra aprile e maggio, una terza tiratura, in tutto analoga alla seconda eccetto per il piè dell’ultima pagina, dove la sottoscrizione editoriale legge «Dalla Redazione di “Poesia”» (seconda stampa) e solo «Redazione di “Poesia”» (terza stampa). Nella lista dei «Poeti futuristi» in calce all’ultima pagina, in questa seconda stampa è presente il nome di Federico De Maria. Manca a Tonini, I manifesti del futurismo italiano
Prima edizione così. Eccellente esemplare nella variante stampata su carta paglierina. Rarissima edizione del manifesto, stampata come velina senza indicazioni editoriali. Tradizionalmente assegnata «… in occasione del Primo concorso fotografico nazionale bandito dalla Federazione fascista degli artigiani d’Italia nel settembre 1930 a Roma» (Tonini), essa è più probabilmente da collocare a lato della «Mostra fotografica futurista» organizzata a marzo del 1932 da B.G. Sanzin in Trieste: riprende infatti l’identico impaginato che appare distesa alle pp. [6]-[7] del catalogo. Del «Manifesto della fotografia futurista» esiste una prima versione in soli 15 punti (con alcune varianti) e mancante del cappello introduttivo, pubblicata a firma del solo Marinetti in una rarissima brochure dal titolo «Torino 15 marzo - 10 aprile 1931. 1° mostra sperimentale di fotografia futurista. Il grande manifesto della fotografia futurista di S. E. F.T. Marinetti accademico d’Italia» (cfr. Beinecke Library, Marinetti +M317 54); quindi l’edizione come numero 22 della testata «Futurismo rivista sintetica illustrata», datato 11 gennaio 1931; infine questa edizione. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 241.1
formato 21X15. Brossura editoriale pagine 276. Con diversi disegni e manifesti in B/N. Bella copia
br. I più anziani tra loro avevano solo trent'anni: furono la più dirompente ed esplosiva avanguardia italiana. I futuristi animarono una ribellione globale che, dalla pittura alla letteratura, dalla musica alla radio, dalla fotografia alla gastronomia, volle scardinare le convenzioni e infiammare una generazione. L'arte doveva uscire dal chiuso di musei e biblioteche per riversarsi all'aperto delle capitali moderne. E nei loro volantini e manifesti, diffusi in tutte le città - e qui raccolti in un'antologia polifonica e innovativa -, vennero racchiuse le idee più provocatorie e temerarie, decise a proclamare l'inizio di un'epoca nuova. Sperimentali, potenti, contraddittori, i testi proposti restituiscono quella unione di dinamismo e violenza, audacia e ambizione, visionarietà e forza tipica del futurismo, che segnò in modo indelebile la letteratura, l'arte e la politica del primo Novecento.
pillole BUR
30 cm, br. ill. con risvolti; p. 159, numerose ill. e tav. in nero e col
ill., br. Manifesti del futurismo riunisce un'estesa selezione di documenti del movimento, in genere «manifesti», ordinati cronologicamente, sino a coprire l'intera stagione della sua fioritura e del suo sviluppo, dal 1910 al 1921. Questi testi, rappresentativi dell'attività di tutti i principali animatori del movimento - Boccioni, Balla, Marinetti, Palazzeschi, Russolo, Severini, Sant'Elia -, intendono restituire l'ampiezza di temi e di orizzonti affrontati dal futurismo, dall'iniziale carattere letterario all'apertura alle arti plastiche, alla musica, all'etica, alle problematiche sociali e politiche. La veste tipografica dei testi, il più possibile aderente agli originali, le note analitiche di accompagnamento a ogni manifesto, l'estesa cronologia del movimento, il saggio critico, la sezione iconografica, rendono questa raccolta un essenziale strumento per lo studio degli sviluppi e del respiro internazionale della discussa stagione futurista.
Prima edizione in francese. Ottimo esemplare. Celebre manifesto di Boccioni - uno dei capisaldi tecnici del primo futurismo - nella versione francese, uscita in contemporanea a quella italiana. Tonini. I manifesti, 44.2
Prima edizione in francese. Edizione contemporanea a quella italiana. Fondamentale manifesto che codifica le regole della nuova scrittura dell’avanguardia, costituisce uno dei testi teorici fondamentali della svolta parolibera concretizzata pienamente solo nel 1913 e finalmente con «Zang tumb tuuum» (pubblicato al principio del 1914). Sono note due tirature, senza priorità particolare, impresse con diversi caratteri per quanto riguarda i grassetti nel testo, che comportano dunque una mise en page leggermente diversa. Per il resto apparentemente uguali, compresi i più minuti dettagli della sottoscrizione tipografica (A. Taveggia - S: Margherita 7 - Milano). Tonini, I manifesti, 45.2 (non specifica varianti)
Seconda edizione francese in questo formato. Ottimo esemplare (normale lieve brunitura perimetrale, minime sfrangiature al piede con piccola mancanza all’angolino, ben lontana dalla parte a stampa). Seconda edizione del testo integrale (comprensivo di «Prologue» seguito dal «Manifeste») nel formato volantino a bifolio, tipico dei manifesti futuristi. Prima edizione sotto l’egida della «Direction du Mouvement Futuriste», segue l’edizione stampata dalla Poligrafia italiana tra 1910 e 1911, nello stesso formato, senza indicazioni editoriali (in calce appare solo la firma di Marinetti in qualità di «Directeur du “Poesia”»). Il testo è ovviamente datato in sottotitolo 20 febbraio 1909, ma questa edizione fa parte della «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” (nonostante la data «fine 1911 / 1912» indicata nella bibliografia di riferimento compilata da Paolo Tonini). Si distingue particolarmente dalla prima (che è molto rara) per l’errore macroscopico in sottotitolo: «pubblié» invece di «publiè». Coronelli, The Futurist Manifestos of 1909 (IYFS 10, 2020: 3-34), p. 21-s; Versari, The Letterhead (in Futurism: a Microhistory: 91-115), pp. 99-s e nota 24; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 1.23; Coronelli, Spigolature bibliografiche sui manifesti (ALAI 2, 2016: 59-77), p. 67-s
Seconda edizione in questo formato. Più che buon esemplare (lievi fioriture alla cerniera del bifolio, con un minimo principio di distacco non destinato a peggiorare). Non comune ultima edizione del manifesto in formato volantino, è in realtà la prima a uscire sotto l’egida della «Direzione del Movimento Futurista», preceduta solo dall’edizione stampata da Poligrafia italiana nel 1910 e rilasciata sotto l’egida di «Poesia», la rivista di Marinetti. Questa edizione appartiene alla «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” per la reale data di pubblicazione del volantino. Assente dal repertorio Tonini, I manifesti (2011)
Seconda edizione. Ottimo esemplare (normale lieve brunitura). Questa edizione fa parte della «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” (nonostante la data «1912» indicata nella bibliografia di riferimento compilata da Paolo Tonini). Fu preceduta dall’edizione «Milan: Boureaux de “Poesia”, 11 Mai 1911», oggi molto rara. Curiosa la retrodazione al 29 marzo, probabilmente dovuta a un banale errore. Tonini, I manifesti del futurismo, 30.3; Tampieri, Pratella, p. 398 (con imprecisioni)
Prima edizione. Più che buon esemplare (lievi segni d’usura alla cerniera del bifolio, in parte distaccata). Rarissima versione francese del «Manifesto dei drammaturghi futuristi», poi ripubblicato a partire dall’antologia «Le futurisme» (luglio 1911) come «La volupté d’être sifflé» e mai più ripubblicato in questo formato. Rispetto al manifesto italiano, sono aggiunte quattro righe introduttive che fanno riferimento ai fatti di Parma del 26 marzo (il divieto a svolgersi della serata futurista e la contestazione anti-futurista in città). Il manifesto fu ricevuto e commentato dalla stampa francese a partire dal 25 aprile. È il primo manifesto in lingua straniera a recare le liste di poeti (con la particolarità che manca il nome di Federico De Maria ed è invece presente Auro D’Alba, in quella che è forse la sua prima attestazione ufficiale), pittori e musicisti futuristi in calce all’ultima pagina. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 23.3