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Prima edizione. Ottimo esemplare completo di un allegato bifolio su carta giallognola con réclame editoriali. Volume quinto del periodico polacco «Scena di Lwów» diretto da Wilam Horzyca — manager dell'allora molto attivo «Teatro Municipale» di Lwów — relativo alla stagione teatrale 1932/33, interamente dedicato a Marinetti e al futurismo in occasione della prima polacca di «Prigionieri e Vulcani» e della visita del capo del futurismo nel marzo 1933. Testo in polacco, tranne in copertina e nella dedica in prima pagina. Traduce dal francese il primo capitolo del poema «Monoplan du Pape», e il manifesto sul teatro sintetico futurista. Precede l’introduzione «Marinetti y futuryzm», firmata dalla scrittrice e traduttrice polacca Anna Ludwika Czerny (1891-1968), e chiude la postfazione del direttore «Marinetti a Wyspiański», «indubbiamente il tentativo più valido e originale di approcciare la figura di Marinetti [...] per il confronto col drammaturgo polacco [Stanisław Wyspiański (1869-1907)]. Horzyca inquadra i due quali esponenti del “tempo della realizzazione”, fortemente contrari a un’inclinazione romantica, idealistica e sentimentale» (Ajres, Il futurismo italiano in Polonia nel centenario del Manifesto, in: Italia e Polonia 1919-2019, pp. 217-229). Oggi Lwów si chiama Lviv (Leopoli) ed è nel territorio dell’Ucraina. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, n. 59
2015234492015 Dessin à l'encre noire, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
2015234482015 Dessin à l'encre noire, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
2015234502015 Dessin à l'encre de couleurs, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
1961242631961 Gouache titrée, 1961, 61 x 46 cm., cadre noir.
1982es585Les Humanoïdes associés Sélection Le Seanachi Album broché sous emboîtage 1982 "10 albums souples sous coffret (21 x 15 cm.), cet ensemble représente l'intégrale du storyboard original dessiné par Moebius pour le film de René Laloux ""les maitres du temps"", il en a été tiré 999 exemplaires numérotés et signés par Moebius, notre exemplaire porte le n° 266 ; tranches un peu jaunies au niveau du dos (sans doute la colle), bien complet du certificat signé par Moebius, l'emboîtage est consolidé par de l'adhésif papier transparent, quelques éraflures, bon état pour cet ensemble très rare et très recherché. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande."
2015234512015 Dessin à l'encre noire, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero 144 di una tiratura 1-300 «sur Lafuma», pregiato da dedica autografa dell’autore Le Bret. Mancanza all’angolo di testa della prima carta (rimozione del destinatario della dedica), per il resto in ottime condizioni. Il saggio è impreziosito da dieci xilografie di gusto futurista della Saint-Point: un autoritratto e nove pose “metachoriche”. «Ancora nel 1913, presenta al Théatre des Champs-Elysées la Métachorie, genere di espressione corporale attraverso cui cerca di introdurre nel balletto i principi della rivoluzione estetica avvenuta in pittura. [...] L’idea [...] anticipa i principi enunciati da Marinetti nel suo manifesto sulla danza e ne prefigura gli esiti successivi. Nel 1917, il balletto Métachorie viene eseguito dall’autrice sulla scena del Metropolitan Opera House di New York, dopo aver fatto il giro in Europa» (Diz. Fut., p. 377a). «La complessità di questa danza pantomimica sperimentale è risolta iconograficamente nel 1923 grazie all’ausilio della xilografia: nel libretto di Henri Le Bret “Essai sur Valentine de Saint-Point” esce una suite di nove incisioni raffiguranti i “gestes métachoriques”; i legni sono lavorati direttamente da Saint-Point, che sigla “VSP”, e offrono spunti sicuramente futuristi nel tentativo di registrare insieme movimento e simbologia della danza “ideista”. La figurazione dei volumi del corpo tramite brevi tratti di punta fitti e sottili, usati poi in spirali e volute a rendere movimento ed energia, fa pensare ad alcuni momenti di Marchi e soprattutto a Spartaco di Ciolo: con la differenza, non banale, che qui l’artista inverte il segno negativo-positivo e usa i bianchi per i contorni, alla maniera delle “impressioni sulla lavagna”, come Bot amava chiamarle» (I futuristi e l’incisione, p. 93). Salaris, Pentagramma elettrico, pp. 122-124; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 121 nn. 154-161; I futuristi e l’incisione (2018), n. 118
Edizione originale. Eccellente esemplare, freschissimo e pulito: condizioni estremamente rara per questo tipo di edizione. Molto raro, il testo non è stato più ristampato, nemmeno nelle «Opere» pubblicate da Bompiani, ma solo parzialmente rifuso in Pirandello e la Sicilia, pubblicato dallo stesso editore nisseno nel 1961. «Una delle prime cose che ho pubblicato — più che un quarto di secolo addietro, in un volumetto che non ho più riletto e neanche visto — è un saggio intitolato “Pirandello e il pirandellismo”. Credo vi siano molte ingenuità e qualche rozzezza; ma trovano compenso in una ricerca, piuttosto accurata, di tutti gli elementi che riguardano i rapporti tra Pirandello e Adriano Tilgher, comprese alcune lettere di Pirandello, fino a quel momento inedite, che Liliana Scalero mi aveva generosamente affidato. Tema della mia ricerca, del mio saggio, erano appunto questi rapporti: dello scrittore col suo critico più lucido e perentorio; dell’uomo Pirandello con l’uomo Tilgher. Rapporti per entrambi alquanto ossessivi e che si potrebbero tout court dire pirandelliani» (Sciascia, Nero su nero, Torino 1978, p. 240). -- «Edito nel 1953, “Pirandello e il pirandellismo” vince il “Premio Pirandello” della Regione siciliana (ma nonostante questo riconoscimento, finché l'autore visse il libro non fu più ripubblicato in Italia, né egli volle che venisse inserito da Bompiani nei primi due volumi delle sue Opere complete). Sono pagine stringate e pregnanti, in virtù di quella brevitas che costituisce, nella sua pratica di scrittura, e come dimostrano quasi tutti i suoi libri, un imperativo kantiano [...]» (Monforte, I teatri di Leonardo Sciascia, p. 33).
2015234522015 Dessin à l'encre de couleurs, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
2015234532015 Dessin à l'encre de couleurs, signé en bas à droite, 2015, titré au dos, 21 x 30 cm.
Edizione originale. Esemplare 238 di 299 numerati, molto ben conservato (dorso lievemente scolorito, carte leggermente brunite, come usuale). Raro così. Rarissima prima prova letteraria di Giovanni Testori, censita solo in una manciata di piccole biblioteche italiane: manca alle biblioteche nazionali e al catalogo internazionale OCLC. Gli esordi del celebre scrittore e drammaturgo milanese furono indissolubilmente legati alla sorprendente attività editoriale che si andò sviluppando, nei primi anni della seconda guerra mondiale, presso il GUF di Forlì, dove Walter Ronchi aveva preso le redini dell’editrice «Pattuglia». L’attività dell’editrice nacque precisamente attorno a due filoni: quello artistico, che aveva come referente unico il diciottenne Testori, e quello teatrale, diretto invece da Paolo Grassi,-- «C’era a Forlì, ai tempi del fascismo, una rivista che si chiamava “Pattuglia”, chiusa d’autorità. Una rivista di cultura che faceva la fronda. Ricordo che facemmo anche alcune edizioni, nelle quali uscirono, fra l’altro, due piccole baggianate mie […] due cose di teatro che si intitolano ‘La morte’ — guarda un po’ — e ‘Un quadro’. Su questa rivista uscirono poi dei miei disegni, dei miei sgorbi; e i primi tentativi di critica d’arte» —Gianni Testori (cit. in La morte-un quadro, Milano 2003, p. 13) Sebastiani, Libri e riviste, p. 149; ed. Milano 2003, cur. Frasnedi & Tassani, passim
155, (1) SS. Durchgehender Notendruck mit einem ganzs. Textkupfer. Pergamentband der Zeit auf 5 Bünden. 4to. Vierte Ausgabe der erstmals 1686 erschienenen Abhandlung über den gregorianischen Choralgesang. Der Franziskanermönch Francesco Fabrizio Tettamenzi (geb. 1650 in Mailand) verbrachte sein Leben wohl im Kloster zu Rom. - Der ganzseitige Kupferstich zeigt die menschliche Hand als Merkhilfe mit der spiralförmig angeordneten Bezeichnung der Fingerelemente. Am Vorsatz zeitgenöss. hs. Besitzvermerk "Pietro Angelo Luigi Campiellone" (dat. 28. April 1786). Alte Katalogeinträge an Titel und Vorsatz einmontiert. Teils unbedeutend braunfleckig; insgesamt gutes Exemplar. In allen Ausgaben selten; seit 1950 kein Exemplar auf Auktionen nachweisbar. Eitner IX, 386. Fétis VIII, 206. Vgl. MGG II, 1331. Slg. Wolffheim I, 1060. Slg. Hirsch I, 574.
1966207963Cambridge Massachusetts 1966. One corner creased; very good. Single leaf 8-1/2 x 11 in. printed on one side. Bulletin board leaflet-poster for an early screening of Warhol's film which had premiered earlier in the same month at the Film-makers Cinematheque in New York. This copy derives from the collection of experimental film maker Tom Chomont. On the reverse Chomont has drawn a sequence of images in ballpoint pen story-boarding his early film "Anthony" a ten-minute film completed in 1966. The sequence comprises 31 frames. unknown
195052980France 1950. 22 inscriptions/signatures and one pencil drawing on 35 leaves. 1 vols. Approxomately 4-1/2 by 5-1/2 inches. Leather binding edgeworn front hinge and spine repaired with black tape. 22 inscriptions/signatures and one pencil drawing on 35 leaves. 1 vols. Approxomately 4-1/2 by 5-1/2 inches. Wonderful collection of inscriptions and signatures of some of France's most celebrated actors and actresses of French stage and screen all inscribed to the album's owner "Michel" evidently a budding actor. The collection includes inscriptions/signatures from JEAN GABIN FERNANDEL ARLETTY VIVIAN ROMANCE JEAN TISSIER CECILE AUBRY and many others including Hollywood screen idol MYRNA LOY.<br /> <br /> In addition artist JEAN-LOUIS MARCEL COSSON 1878-1956 known for his scenes of opera circus ballet and theatre has provided a fine pencil drawing of "l'Institut de Paris" inscribed à Michel affectueusement" and signed "Cosson".<br /> <br /> An unusual and rare album of its kind. unknown
195052980France 1950. 22 inscriptions/signatures and one pencil drawing on 35 leaves. 1 vols. Approxomately 4-1/2 by 5-1/2 inches. Leather binding edgeworn front hinge and spine repaired with black tape. 22 inscriptions/signatures and one pencil drawing on 35 leaves. 1 vols. Approxomately 4-1/2 by 5-1/2 inches. The Hands of Gabin Arletty Fernandel et. al. Wonderful collection of inscriptions and signatures of some of France's most celebrated actors and actresses of French stage and screen all inscribed to the album's owner "Michel" evidently a budding actor. The collection includes inscriptions/signatures from JEAN GABIN FERNANDEL ARLETTY VIVIAN ROMANCE JEAN TISSIER CECILE AUBRY and many others including Hollywood screen idol MYRNA LOY.<br/><br/>In addition artist JEAN-LOUIS MARCEL COSSON 1878-1956 known for his scenes of opera circus ballet and theatre has provided a fine pencil drawing of "l'Institut de Paris" inscribed à Michel affectueusement" and signed "Cosson".<br/><br/>An unusual and rare album of its kind. unknown books
194143024Japan 1941. Loose in a black clamshell box. Very good copies with slight curl; some with small edge or corner tears; 23 have the name of the film or featured actors/actresses rubber-stamped on the back in Japanese. 47 b/w photos. Approximately 6 x 4 inches. One duplicate. Most are group scenes from dramas a few portraits a few without characters; subject matter ranges from early historical dramas to contemporary scenes to the war and its effects. The dates have been verified on a few and all fall during the years of the Pacific War including Tadashi Imai's Tanjiko-mura 1940 "Hanagoyomi hasshojin" 1940 based on the 19th century novel "Josei hongan" 1940 made in the same year as the novel by Kan Kikuchi Yasuki Chiba's "Kuso buraku" 1939. The balance of the stills appear to date within approximately the same period. unknown books
19027Barbarella : Photographie de David Hurn en tirage original couleurs, au format 26 x 20,3 cm, prise en 1967 pendant le tournage du film de Roger Vadim, d'après la bande dessinée homonyme de Jean-Claude Forest. Sur la photo on voit Jane Fonda dans le rôle de Barbarella et John Phillip Law dans celui de l'ange Pygar. David Hurn fut le photographe officiel sur le plateau de tournage de Barbarella. Photo en superbe état, avec minuscule trace de pliure au bord supérieur. Précieux exemplaire, enrichi, d'une dédicace autographe, signée, de John Phillip Law et Pygar. Complet du certificat d'authenticité, établi par un Expert près la cour d’appel de Paris, Membre et administrateur à la CNE (Compagnie Nationale des Experts), Membre du SLAM (Syndicat de la librairie ancienne et moderne).
25729Paris, avril 1952, in-4, broché, 288 pages, couverture métagraphique de Gabriel Pomerand. N° 1, seul et unique numéro paru de cette revue dirigée par Marc-Gilbert Guillaumin. Numéro spécial sur le cinéma, véritable manifeste du cinéma lettriste, qui donne « Hurlements en faveur de Sade », première publication du tout jeune Guy Debord. Textes d'Isidore Isou, « Esthétique du cinéma », Marc'O, « Cinéma nucléaire », F. Dufrêne, « Tambours du jugement premier », G. Pomerand, « La légende cruelle », G. J. Wolman « L'Anticoncept » et des articles de Yolande du Luart, Serge Berna, Poucette, Monique Geoffroy. Revue illustrée, à pleine page, des portraits de I. Isou, Poucette, G. Pomerand, G. J. Wolman, S. Berna, Y. du Luart, F. Dufrêne, G. E. Debord, M. Geoffroy, Marc'O (Marc-Gilbert Guillaumin dit). Exemplaire en parfait état, ce qui est rare, entièrement non coupé.
Edizione originale. Esemplare stampato in inchiostro sanguigna (ne esiste anche una variante stampata in blu), con stampigliato di traverso al margine destro: «cinematofuturista», e al retro, in taglio basso: «cinematofuturista | torino | città | FUTURISTA». In ottime condizioni di conservazione, quasi interamente integro. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
201805204Paris, Cine revue, 1955 ; in-4, 32 pages par n°, br. En superbe état presque parfait vendu année complète de 1955 - très rare en année complète -N°1 au n°52 - (tampon discret seconde page) -35e année - le magazine international du cinema.
192989406PUBLICATIONS FILMA | Paris 1929 | 14.5 x 22.5 cm | Reliure de l'éditeur
1948xb396Editions Lajeunesse Relié 1948 "Deux volumes in-4 (25,5 x 33 cm) et in-folio (28,5 x 37,7 cm), reliure demi-toile à coins, année 1948 complète de la revue ""Votre Cinéma"", dirigée par Robert Vorms, du n°37 (janvier 1948) au n°62 (29 juin 1948) et du n°63 (6 juillet 1948) au n°88 (28 décembre 1948), SAUF le n°73 manquant, nombreuses photographies en noir et blanc ; bords des plats usées, par ailleurs bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande."
Un volume broché de format in 8° de 176 pp.; jaquette illustrée; bande éditeur conservée. Jointe une photographie de 13,5x21 cm , dédicacée et signée par Fellini. Ensemble en très bel état. Voir photo.
1977AMO-2072François Truffaut / Charles Denner etc. Néstor Almendros (photographe). PHOTOGRAPHIES / L'HOMME QUI AIMAIT LES FEMMES. Ensemble de 15 tirages argentiques 25,3 x 20,2 cm noir et blanc. Papier Kodak. Tirages de l'époque, photos de presse non tamponnées au verso. Cote manuscrite au stylo au verso pour chaque photo (une seule photo n'est pas cotée). Excellent état (photographies très peu ou pas manipulées restées jusque là sous enveloppe). ON JOINT : 1 tirage identique avec annotations de tirage au verso. ON JOINT : Jeu B - 12 photos couleurs d'exploitation 27 x 21 cm, sous enveloppe. Complet. Excellent état, pas de trace d'affichage ni trous de punaise. Sortie en salle : 27 avril 1977 Synopsis : Bertrand est autant amoureux des femmes que de l'idée même de la femme. Pour lui, toutes les femmes sont uniques et irremplaçables. Elles sont à la fois l'œuvre de sa vie, son inspiration artistique et la cause de sa mort. Mais si Bertrand est un amoureux insatiable, c'est qu'une profonde blessure est restée en lui. Celle que lui a causé une mère distante et froide, tout d'abord, et dont il ne parviendra jamais à se faire aimer. Et puis celle que lui a infligé Véra en le quittant. Depuis que Véra est partie, Bertrand erre de femme en femme, les collectionnant pour ne pas s'y attacher. Une passion qu'il résume par ces mots : « Les jambes de femmes sont des compas qui arpentent le globe terrestre en tous sens, lui donnant son équilibre et son harmonie. » SUPERBE ENSEMBLE. Autres photos sur demande.