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Bruxelles, Imprimerie A. Lesigne, 1939, in-8, br., pp. 14.
Mm 150x210 Collana Disenciclopedia. Brossura editoriale di 154 pagine, copertina illustrata a colori, rare sottolineature a matita. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferm adell'ordine.
ill., br. L'ateismo del professor Renato Testa non è recente, ma nacque addirittura durante l'adolescenza, per di più - ironia della sorte - in una scuola salesiana, mettendo poi solide radici grazie ai successivi studi storico-filosofici, quando l'autore si rese conto che "Dio è morto". Ecco perché, una volta in pensione, l'autore ha messo per iscritto il suo pensiero ateo in questo libro, tanto ponderoso quanto scorrevole, brioso e ricco di ironia. Ne "La malafede", Renato Testa disseziona il cristianesimo e le sue scritture, sviscerandone assurdità e fallacie, per giungere alla conclusione che oggi essere cristiani non è più solo (per dirla con Odifreddi) impossibile, ma addirittura indecente.
in-8 broché, 205 pages. Index. Très bel exemplaire, très frais. [BAT-3]
ill., br. È la nostra mente che genera le credenze religiose, sostiene lo psichiatra J. Anderson Thomson. E in questo libro vi spiega perché. La sua ricerca sui meccanismi cerebrali e sull'evoluzione della nostra psiche non è diversa da quella condotta da un astronomo nei confronti di un corpo celeste. Perché quando si ha di fronte la realtà, non ci resta che osservarla scientificamente facendo buon uso della ragione. Le forme religiose e le affermazioni sul sovrannaturale possono infatti essere valutate come qualunque altra. Il merito di questo libro è di farlo in maniera concisa, senza però lasciare nulla d'intentato. È la via più veloce per comprendere il funzionamento di un fenomeno umano dal gigantesco impatto sulla vita di tutti. Anche di chi non crede.
br. È "ragionevole" credere? La fede è una scelta che deve passare anche attraverso il confronto critico con la scienza e la cultura? Scienza e Fede, un binomio che l'autore esamina tenendo conto delle più recenti conclusioni delle discipline scientifiche chea vario titolo studiano la credenza umana (filosofia, epistemologia, scienze religiose, psicologia, sociologia, teorie della decisione, scienze cognitive e altre ancora). Timossi affronta nello specifico la fede cristiana pur non limitandosi ad essa - per individuarne i nuclei fondamentali e passarne a vaglio la pretesa di ragionevolezza. Particolare attenzione è dedicata anche al rapporto tra fede e storia. Un libro rivolto ai credenti, per far loro apprezzare pienamente il valore della scelta religiosa e per rafforzarne le convinzioni di fede, ma soprattutto un invito per i dubbiosi e gli atei, ad accettare il confronto critico con la tesi della ragionevolezza della fede nel Dio cristiano, ad approfondirne i contenuti la validità razionale e l'attualità anche in un' epoca di progresso scientifico e tecnologico.
br. Nel mondo contemporaneo l'area della non credenza si allarga ogni giorno di più e, anche nell'ambito di coloro che si dicono credenti, si stanno diffondendo i comportamenti tipici dell'ateo pratico. L'ateismo si presenta come l'elemento unificante di culture e concezioni filosofiche spesso profondamente diverse tra loro ed è riuscito a insinuarsi in alcune teologie, come quelle della morte di Dio. In una rivisitazione complessiva dell'ateismo nella sua evoluzione storica, Roberto Timossi analizza il pensiero dei principali negatori dell'esistenza di Dio e della religione (da D'Holbach a Feuerbach, da Nietzsche a Heidegger, da Sartre a Foucault, da Meslier a Proudhon, da Stirner a Marx, da Bloch ad Adorno, da Sade a Freud, da Schopenhauer a Leopardi e Camus, da Russell a Carnap e Ayer), dedicando un'attenzione particolare agli atei "scientifici" e ai cosiddetti atei moderni, perché negli ultimi decenni si è diffusa una forma di ateismo che vede come protagonisti molti celebri uomini di scienza, quali Steven Weinberg, Richard Dawkins e Stephen Hawking. "Nel segno del nulla" offre dunque una visione completa dell'orizzonte ateo e un'interpretazione delle direttrici principali dell'ateismo alla luce dell'attuale condizione umana, perché di fronte a ogni singolo uomo si pone sempre la questione del senso dell'esistenza, del confronto con il rischio dell'assurdo e del nulla.
In 8°, br. edit. ill., pp. 226,(14), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; coll. "Nuova Biblioteca Dedalo / 306. Serie "Nuovi saggi""; prima ed., ottimo es.. (x205/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Mm 125x185 Collana "Passepartout". Opera completa in due volumi e cofanetto. Volumi rilegati in cartonato rigido, rispettivamente di VI-134 e 142 pagine, sovraccoperta editoriale. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 145x225 Volume cartonato di pp. 263, sovraccoperta figurata. Prima edizione. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
Mm 145x225 Volume cartonato di pp. 269, sovraccoperta figurata. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
In-12, broché, couverture imprimée, 32 p. Exemplaire à l'état de neuf.
108pp., 18cm., brochure originale, pour la plupart non coupé, bon état, rare, B96321
ril. Il dibattito tra credenti e non credenti, atei e cristiani, laici e laicisti infiamma tutti i settori della società. Eppure esso si svolge per lo più a un livello di superficie, tanto che si ha l'impressione che i ruoli si confondano: che i veri credenti siano gli atei, che i laici portino avanti ragioni che i chierici dimenticano e che le motivazioni dei laicisti combacino, per una strana alchimia, con quelle dei cattolici più ortodossi. Questi paradossi, come mostra Marco Vannini in questa riflessione, hanno radici profonde e non sono per nulla casuali: consistono nella dimenticanza di una serie di categorie che hanno attraversato la tradizione più alta dell'Occidente, a partire dalla filosofia greca, attraverso i mistici e i filosofi della modernità, sino a personalità come Simone Weil. Che Dio sia Spirito; che la religione sia essenzialmente un rapporto nello Spirito in cui Dio e uomo si muovono l'uno verso l'altro, l'uno nell'altro; che la vera religione sia uno spogliarsi della propria volontà, liberarsi dalla costrizione delle cose del mondo per entrare in una dimensione di libertà, di grazia. Questi concetti si sono via via eclissati a favore di rappresentazioni più comode di Dio e della religione, spesso ridotta a una dottrina morale, a una serie di precetti fisici, addirittura sessuali. E di questo oblio colpevoli non sono tanto i laici o gli atei ma, piuttosto, chi di questa tradizione doveva farsi depositario e custode: la Chiesa.
leggeri segni del tempo
in 8° br. fig. a col. pp.296, tracce del tempo
in 16° br. pp.296, buon esemplare
In-16° gr. pp. 295, bross. edit. ill. Firma di appartenenza.
In 16°, br. edit. ill., pp. 295,(1); coll. "Enciclopedia tascabile 71"; prima ed. nella coll., copia molto buona. (T07) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In-8, broché, couverture papier moderne, 44 p., (2) f. Troisième édition à la date de l'originale. Les éditions suivantes parurent sous le titre de "Libre examen".
1 vol. in-8°, 268 pages, broche, couv. plastifiee. Peu courant. Bel exemplaire. [NV-28][F] Cette etude revele que Jesus est un personnage historique depourvu d"histoire, une fiction elaboree par Pierre a des fins politiques …
In-12, broché, couverture imprimée, 139 p. Edition originale.
Ed. du Chalet 1965, In-8 broché, 237 pages. Bon état.
br. L'ateismo di oggi non sembra aver molto in comune con quello, tragico, dei grandi pensatori atei dell'Ottocento (si pensi per tutti a Nietzsche) o dello stesso Novecento (si pensi per tutti a Camus), ben consapevoli che la "morte di Dio" avrebbe comportato una terribile rivoluzione e per di più dagli esiti incerti e comunque inquietanti nel modo di vivere e di pensare dell'umanità. Le forme dell'ateismo odierno sembrano invece poter essere ben rappresentate dal pensiero di personaggi quali Vito Mancuso, Corrado Augias o Piergiorgio Odifreddi, i quali ritengono, sia pure con accenti diversi, che in fondo rinunciare al Dio personale e creatore di tutte le cose come instancabilmente proposto dalla Chiesa, costante destinataria dei loro corrosivi attacchi sia necessario o per lo meno opportuno. Un ateismo, dunque, ingenuo e del tutto incapace di autofondarsi, a volte perfino patetico nel vano tentativo di costruirsi delle ragioni che invece gli sfuggono senza neppure che i suoi alfieri se ne rendano conto.