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brossura In questo numero contributi di: Emanuele Antonelli, Vincenzo Costa, Silvia Ferretti, Tonino Griffero, Jürgen Hasse, Giampiero Moretti, Rocco Ronchi, Giorgio Tamburi, Francesco Vitale.
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cm. 17 x 24, 254 pp. con 14 tavv. f.t. e figg. n.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Viene analizzato il codice L di Platone sotto il profilo paleografico,codicologico e filologico. Frammenti filosofici di carattere vario: da unodei pi? antichi papiri di Platone, a due testi che vengono attribuiti adopere perdute di Aristotele; da un frammento attribuito a Epicuro aglielementi di Etica di Ierocle stoico. 543 gr. 254 p.
br. Nuova rivista di studi utopici.
brossura Il "Huainanzi", manuale del Principe o Maestro di Huainan, è una notevole opera filosofica cinese del II sec. a.C. ancora poco conosciuta ma di fondamentale importanza per la filosofia e il pensiero che racchiude. Il capitolo XV, "Sulla strategia", è dedicato all'arte della guerra e alla gestione del conflitto. La sua lettura rivela i princìpi fondamentali del Dao così come dovrebbero essere applicati alla strategia militare, fino a giungere alla loro massima espressione: vincere senza combattere. È solo seguendo il Dao che l'uomo - nel caso specifico il sovrano e il comandante - può agire in sintonia con il flusso naturale della vita. È questa la strategia più efficace di tutte. La dialettica del pensiero cinese è sempre stata una questione di equilibrio: il gioco della complementarietà e opposizione di yin/yang, che è alla base di qualsiasi fenomeno, rappresenta l'emergere di una dinamica continua che si proietta su tutto l'esistente e che perciò diviene sociale, politica, psicologica, artistica, intima. Il conflitto non è altro che ricerca di equilibrio. Se i princìpi che regolano l'universo si fondano dunque su questa dinamica e se sono gli stessi che regolano quelli umani, risulta evidente che un manuale di guerra altro non è che un trattato sulla pace nel quale la prospettiva massima è quella di vincere senza dover incrociare le armi, rendendo così l'azione di guerra perfettamente inutile. Come dice il testo, chi è abile nel combattere - conoscendo quelli che sono i fattori in gioco, ovvero le chiavi di armonia e disarmonia - "ottiene la vittoria prima". Se la chiave della "vittoria" sta nella capacità di previsione che deriva dalla comprensione della coerenza insita nei processi naturali, l'auspicio è che la lungimiranza possa divenire un termine chiave in un cambio di prospettiva del pensiero e dell'agire nel quale la cooperazione degli opposti rappresenti una via per il vivere comune. È così che questa antica opera risulta ancora più attuale in un contesto come quello contemporaneo, in cui sempre più si ravvisa l'esigenza di una chiara visione e di saggezza nell'indirizzo della vita comune. In uno dei folgoranti passi del volume è scritto: «Chi è abile nell'uso delle armi prima coltiva il perfezionamento in se stesso e poi lo richiede agli altri; prima si rende invincibile e poi cerca la vittoria».
brossura Il "Huainanzi", manuale del Principe o Maestro di Huainan, è una notevole opera filosofica cinese del II sec. a.C. ancora poco conosciuta ma di fondamentale importanza per la filosofia e il pensiero che racchiude. Il capitolo XV, "Sulla strategia", è dedicato all'arte della guerra e alla gestione del conflitto. La sua lettura rivela i princìpi fondamentali del Dao così come dovrebbero essere applicati alla strategia militare, fino a giungere alla loro massima espressione: vincere senza combattere. È solo seguendo il Dao che l'uomo - nel caso specifico il sovrano e il comandante - può agire in sintonia con il flusso naturale della vita. È questa la strategia più efficace di tutte. La dialettica del pensiero cinese è sempre stata una questione di equilibrio: il gioco della complementarietà e opposizione di yin/yang, che è alla base di qualsiasi fenomeno, rappresenta l'emergere di una dinamica continua che si proietta su tutto l'esistente e che perciò diviene sociale, politica, psicologica, artistica, intima. Il conflitto non è altro che ricerca di equilibrio. Se i princìpi che regolano l'universo si fondano dunque su questa dinamica e se sono gli stessi che regolano quelli umani, risulta evidente che un manuale di guerra altro non è che un trattato sulla pace nel quale la prospettiva massima è quella di vincere senza dover incrociare le armi, rendendo così l'azione di guerra perfettamente inutile. Come dice il testo, chi è abile nel combattere - conoscendo quelli che sono i fattori in gioco, ovvero le chiavi di armonia e disarmonia - "ottiene la vittoria prima". Se la chiave della "vittoria" sta nella capacità di previsione che deriva dalla comprensione della coerenza insita nei processi naturali, l'auspicio è che la lungimiranza possa divenire un termine chiave in un cambio di prospettiva del pensiero e dell'agire nel quale la cooperazione degli opposti rappresenti una via per il vivere comune. È così che questa antica opera risulta ancora più attuale in un contesto come quello contemporaneo, in cui sempre più si ravvisa l'esigenza di una chiara visione e di saggezza nell'indirizzo della vita comune. In uno dei folgoranti passi del volume è scritto: «Chi è abile nell'uso delle armi prima coltiva il perfezionamento in se stesso e poi lo richiede agli altri; prima si rende invincibile e poi cerca la vittoria».
br. Qui si tenta di pensare la violenza. Non già contemplarla come una sostanza, sempre identica a se stessa, come un'essenza non segnata dai concatenamenti in cui viene convocata o si trova ad operare. Se così fosse, pensare la violenza significherebbe non solo sacralizzarla ma anche interpretarla come ciò che impedisce ogni pensiero, così che il pensiero dovrebbe, per restare fedele a se stesso, separarsi da ogni violenza e combattere ogni sua manifestazione. È quello che in fondo sostiene il pensiero neo-liberale. Qui, invece, si tenta di ripetere il gesto di Benjamin: pensare la differenza nella violenza. La violenza puramente annichilente non rappresenta la verità d'ogni violenza, ma l'affermarsi di una prospettiva, di una "valutazione" che rende la violenza annichilente o sterminatrice. Se pensare significa inaugurare un concatenamento che rompe con le relazioni abituali, ogni pratica di pensiero creatrice, dalla politica all'arte, è anche un atto di violenza. Allo stesso tempo, i concatenamenti abituali da cui il pensiero ci slega non hanno nulla di naturale: si sono costituiti grazie ad un modo della violenza e, per parafrasare Benjamin, si mantengono grazie alla violenza. Che senso ha allora il discorso che ripudia la violenza? Quale prospettiva e quali effetti produce? Pensare oggi la violenza significa inevitabilmente pensare la modalità della violenza prodotta dal discorso che si propone di eliminarla.
brossura Questo manuale teorico-pratico di tecniche della comunicazione verbale e non verbale, è un compendio essenziale per tutti coloro che desiderino affrontare con maggior sicurezza e piacevolezza le relazioni interpersonali. Il libro spiega i passi essenziali per poter costruire un rapporto empatico dove la qualità della relazione si basa sull'ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell'altro. Molti sono i fattori che influenzano e determinano la qualità della comunicazione: l'ambiente, i valori, gli atteggiamenti, le parole, i gesti, il silenzio. non essendo possibile "non comunicare" occorre sempre porsi il problema di "come" comunicare: occorre quindi formulare strategie, definire obiettivi, programmare attività di comunicazione. Dalla conoscenza di questi punti deriva un elemento di grande importanza: per sviluppare una buona comunicazione occorre saper ascoltare.Il comunicatore che non ascolta è come un giocatore di ping pong che non riesce a prendere la pallina quando gli viene ribattuta dall'avversario. Soltanto se ascoltiamo attentamente i nostri interlocutori possiamo realizzare una comunicazione davvero efficace. Esiste quindi la possibilità di un approccio cordiale alla comunicazione empatica, in cui si comincia a dare ciò che si sente di dare: questo libro, passo dopo passo, ci aiuta a capire, e a costruire, la migliore relazione con chi ci sta vicino.
br. Nel 1963 Edmund Gettier, un giovane filosofo pressoché sconosciuto, pubblicò su Analysis un breve saggio intitolato "Is justified true belief knowledge?". Grazie alle sollecitazioni e alle sfide lì contenute, la discussione sulla nozione di conoscenza e sulle nozioni correlate - credenza, giustificazione e verità - ha visto negli ultimi cinque decenni il fiorire di una grande varietà di analisi e posizioni filosofiche. L'epistemologia, nel senso di teoria della conoscenza prima ancora che in quello di filosofia della scienza, è oggi, specialmente nella tradizione analitica, uno degli ambiti più vivaci nel dibattito filosofico. Il lettore troverà in questo volume, oltre al saggio di Gettier, i testi epistemologici che sono alla base della ricerca attuale sull'analisi della conoscenza, la natura della giustificazione e il problema dello scetticismo.
ill., br. Durante la Seconda guerra mondiale, Bletchley Park fu il più importante centro di crittoanalisi del Regno Unito, e fu qui che Alan Turing svelò i codici della macchina cifratrice tedesca "Enigma", contribuendo a decidere le sorti del conflitto. Sulla scia dei grandi codebreakers del passato, oggi il Bletchley Park Trust propone una nuova, straordinaria collana di volumi con i quali potrete mettere alla prova le vostre abilità logiche e deduttive. Accettate la sfida, e scoprite se in tempo di guerra sareste stati arruolati tra gli analisti e i decifratori di Bletchley Park!
brossura Rivista di rosminianesimo filosofico.
ill., br. Un piccolo libro da donare a una persona cara. Splendide immagini e testi di grandi autori per augurare ciò che tutti desiderano: la felicità.
br. Pubblicato nel 1961 e da allora letto e riletto da almeno tre generazioni, "Cavalcare la tigre" di Julius Evola è anzitutto una pietra di paragone, un fuoco di sbarramento che può attraversare solo chi ha giurato vendetta alla modernità ma, per una ragione o per un'altra, non è intenzionato ad abbandonarla, vedendo nel nichilismo anzitutto una sfida, una prova capace di rivelare un sistema di valori che non è né di ieri né di domani, appartenendo al mondo dell'Eterno. Ma cosa rimane dell'uomo differenziato, ora che la modernità si è estinta, cedendo il posto alla post-modernità? I saggi raccolti in questo libro - uno studio esaustivo dedicato a uno dei libri più importanti di Evola, nonché esperimento intergenerazionale - provano a offrire una risposta, muovendosi in orizzonti nuovi e antichi al tempo stesso. Sempre con lo stesso proposito: cavalcare la tigre della modernità e della post-modernità per accedere a frutti non facilmente attingibili in altre epoche, risvegliare un Sole occulto nella Mezzanotte della storia, al culmine ipogeo del nostro ciclo, costringendo l'orizzonte del nichilismo europeo a sfociare nella trascendenza. Introduzione di Maurizio Murelli.
brossura Questa edizione dei frammenti degli stoici antichi di Hans von Arnim è un'organica raccolta di testi inerenti al pensiero dei primi stoici e, in particolare, dei fondatori della Scuola: Zenone, Cleante e Crisippo (IV-III sec. a. C.) e dei loro immediati successori. Nell'opera si trova delineato il sistema di pensiero stoico a partire dai frammenti di logica, per finire con quelli di etica, passando per le osservazioni sulla fisica.
br. Tutto filosofia è uno strumento agile per permettere lo studio dei grandi problemi della filosofia e della storia del pensiero filosofico, che sono alla base dell'acquisizione di un metodo rigoroso di pensiero per comprendere a fondo i continui mutamenti della nostra società.
br. La Speranza, l'Odio, l'Inquietudine, l'Invidia, la Gelosia, l'Amore, la Felicità, l'Amicizia. Che cosa accade ai sentimenti in una realtà di mutamenti vertiginosi? La virtualità della comunicazione si sta insinuando anche alle radici del sentire? Ha senso mantenere fedeltà alle speranze dell'adolescenza? Queste domande ci assillano. Ma abbiamo mai percorso fino in fondo con il pensiero il significato di un sentimento, il senso della sua potenza, l'energia che pone in atto? Laura Boella, Massimo Dona, Aldo Giorgio Gargani, Salvatore Natoli, Rocco Ronchi, Pier Aldo Rovatti, Carlo Sini, Vincenzo Vitiello, otto filosofi, attenti alla relazione tra l'attualità e il passato, tra la superficie della comunicazione e le profondità della psiche, esplorano i bordi e i fondali di questi otto sentimenti. Sono sguardi diversi, sono diverse le intonazioni, ma insieme compongono una sequenza di rara coralità. L'occasione di queste otto lezioni è stata la giornata dedicata nel settembre scorso dal festival pordenonelegge.it a una serie di incontri destinati principalmente ai giovani. Una mappa dei sentimenti, una guida alla riflessione sul sentire e sul senso dell'affettività, conserva intatta l'immediatezza e l'affabilità di quelle conversazioni.
br. Contiene i contributi di: L. Manfreda (editoriale), A. Perniola, R. Esposito, F. Scrivano, E. Lisciani-Petrini, G. Traversa, G. Strummiello, F. Cimatti, R. De Gaetano, S. Facioni.
br. In questo numero che segna il ventennale di Agalma facciamo ritorno a Mario Perniola, con la consapevolezza, tuttavia, che nel breve arco di tempo che ci separa dalla sua morte non ce ne siamo mai davvero allontanati. Anche l'ultimo fascicolo, dedicato all'Italian Thought, ha mostrato, più o meno implicitamente, quanto molti, decisivi temi oggi rielaborati nella riflessione filosofica rinviino al suo pensiero. Così Andrea Tagliapietra, che apre con un suo scritto questo numero, sottolinea come già nel 1985 Perniola, riferendosi a Giordano Bruno o a Vico, parlasse di una 'differenza italiana'. Tagliapietra pone giustamente in evidenza come, attraverso una profonda revisione della categoria del 'sentire', Perniola intenda sottrarsi alla metafisica dualista corpo/anima, materia/spirito, coscienza/oggetto e alla sua inesausta ricerca di un senso originario, dell'eterno che precede ogni tempo, da una parte, e all'indifferentismo post-moderno, al già-tutto-sentito che caratterizza quella specie di estremo, irriconoscibile discendente del musiliano 'uomo cerebrale' della Zivilisation, dall'altra. Movimento che sembra prender forma in un 'Egitto del sentire' che si contrappone al suo uso genealogico, all'idea d'una remota sapienza che giace immutabile, protetta dal sedimentarsi delle differenze di stili e culture che si succedono nel corso del tempo. La modalità 'egizia', mai del tutto perduta, genera invece un continuum, una corrente percepibile tra interno ed esterno, natura ed arte, animale e cosa, cose vive e cose morte. Proseguendo su questo stesso solco, Massimo Di Felice ha posto in evidenza come Perniola, nei suoi testi, vada oltre il semplice allarme che l'espansione della dimensione connettiva digitale ha prodotto in molti studiosi riguardo all'integrità del soggettivo. È piuttosto da sottolineare come le forme stesse dell'esperienza individuale stiano subendo in questi nuovi processi una profonda trasformazione, tanto da porre in dubbio l'adeguatezza delle tradizionali categorie ermeneutiche sinora adoperate per la decifrazione e il giudizio di questi 'perturbanti' modi d'essere (...)
br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.