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br. La razionalità umana si rivela nel richiedere il perché di quanto consta e si articola in due tipi di ricerca, quella del fondamento e quella del senso. La prima spinge ad interpretare e spiegare i fatti attestati nelle diverse forme di esperienza e a tal fine ipotizza vari tipi di realtà invisibili la cui esistenza spieghi causalmente quanto accade. Questa razionalità è operante nelle scienze e nella metafisica (come si mostra specialmente nei primi otto capitoli). La ricerca sul senso si riassume nell'aspirazione a dare un valore positivo alla propria esistenza. Anche in questo caso esistono esperienze di tipo interiore, come quelle del senso estetico, della coscienza morale, del sentimento religioso e dell'orientamento globale della nostra vita, che spingono la ragione a impegnarsi nella ricerca di dimensioni invisibili del reale che possano fornire una risposta positiva alla ricerca del senso. A queste tematiche sono dedicati specialmente gli ultimi dieci capitoli.
br. La razionalità umana si rivela nel richiedere il perché di quanto consta e si articola in due tipi di ricerca, quella del fondamento e quella del senso. La prima spinge ad interpretare e spiegare i fatti attestati nelle diverse forme di esperienza e a tal fine ipotizza vari tipi di realtà invisibili la cui esistenza spieghi causalmente quanto accade. Questa razionalità è operante nelle scienze e nella metafisica (come si mostra specialmente nei primi otto capitoli). La ricerca sul senso si riassume nell'aspirazione a dare un valore positivo alla propria esistenza. Anche in questo caso esistono esperienze di tipo interiore, come quelle del senso estetico, della coscienza morale, del sentimento religioso e dell'orientamento globale della nostra vita, che spingono la ragione a impegnarsi nella ricerca di dimensioni invisibili del reale che possano fornire una risposta positiva alla ricerca del senso. A queste tematiche sono dedicati specialmente gli ultimi dieci capitoli.
br. Quali sono le basi biologiche dell'invecchiamento? Che cos'è l'invecchiamento cerebrale? In questo libro, Yves Agid - famoso neurologo e specialista in patologie del cervello - ci mostra come invecchiare non dipenda soltanto dal passare del tempo, ma soprattutto dal nostro cervello. Ci racconta, in modo semplice e divertente, i progressi compiuti nello studio e nella cura delle malattie neurodegenerative. Perché in fondo invecchiare è forse la parte più importante dell'esistenza e va vissuta intensamente.
ill., br. Spesso, la nostra vita assomiglia a un labirinto di cui abbiamo perso la direzione per il centro, a un sogno da cui non sappiamo più risvegliarci. Rassegnati al fatto che l'esistenza sia solo una continua altalena tra gioie e dolori e non un giardino dell'Eden, sprechiamo le nostre energie in ansie e paure di ogni sorta. Eppure il giardino della quiete è sempre lì, al centro del nostro cuore. Dobbiamo solo smettere di correre a vuoto. Dobbiamo solo uscire dal sogno.
br. La "theoria" come spazio indispensabile per la vita politica dell'uomo: questa profonda intuizione, posta da Hannah Arendt a fondamento de "La vita della mente", viene sviluppata, nel presente volume, indagando sulla peculiare libertà che Aristotele associa all'esercizio della filosofia. L'attività teoretica del pensiero implica infatti, nello Stagirita, una "proairesis tou biou", una scelta di fondo, con la quale colui che pensa plasma la sua vita nel libero corrispondere alla propria natura di essere pensante. Se si investigano ulteriormente i fondamenti di questa forma aristotelica di libertà, si comprendono meglio le ragioni del legame essenziale tra volere, pensare e giudicare, che per Arendt costituiscono nel loro insieme la vita della mente, e si apprezza in tutto il suo spessore la forza ermeneutica dell'aristotelismo arendtiano. Si possono però allo stesso tempo valorizzare aspetti ancora attualissimi della concezione aristotelica anche al di là dei limiti che sembrano comunque dover restringere, nella riflessione arendtiana, il ruolo della teoria in conseguenza della centralità dell'azione. La scelta di assumere fino in fondo il pensare, ripresa nel contesto aristotelico del riferimento alla determinatezza di senso e dello stare al discorso e con altri, deve certamente affrontare un'intensificazione della dialettica paradossale e drammatica di necessità e libertà all'interno della vita umana, ma viene allo stesso tempo portata in un ambito capace di illuminare in modo insostituibile il nesso tra libertà e responsabilità che l'agire dell'uomo, e la sua vocazione politica, chiamano ineludibilmente in causa.
br. Che cosa accade quando facciamo un incontro? Dove e quando accade ciò che accade? Come sono implicate le nostre singolarità negli eventi che le coinvolgono? Quali sono le condizioni di realtà dell'esperienza? A partire da queste domande, il libro ricostruisce le coordinate dell'opera filosofica di Deleuze attraverso l'intreccio delle due nozioni chiave di evento e immanenza. Emerge così un profilo analitico della filosofia deleuziana letta da un punto di vista teoretico, attento cioè a seguirne il rigore concettuale e l'insieme dei rinvii interni. In questo quadro, l'analisi delle strutture della temporalità, il nesso tra evento e linguaggio e la dimensione della pragmatica si presentano come i piani generali dell'impianto filosofico di Deleuze.
br. Agostino dialoga con Agostino. Nei Soliloqui come in uno specchio trova l'interlocutore a cui sottoporre i dubbi, le aspirazioni e rivelare le più profonde fragilità. Il dialogo diventa strumento per scandagliare lo spirito soprattutto su due argomenti-cardine: Dio e l'anima. Di grande modernità anche la riflessione di Agostino sulla bugia: la bugia ha due volti perché il bugiardo ha un cor duplex. Non è bugiardo chi dice il falso, perché potrebbe sbagliarsi, scherzare o farlo per indurre a credere il vero. Mente chi è doppio nella volontà, esprimendo con parole e altri mezzi qualcosa di diverso rispetto a ciò che crede vero.
br. Perché i giusti soffrono e i malvagi prosperano? Alla domanda - antichissima - si sforza di rispondere Agostino nel "De prouidentia dei", attingendo a un ricco retroterra filosofico e letterario e dando voce a un'inquietudine diffusa, quella di chi di fronte alle difficoltà del quotidiano vacilla nella fede. Questa è l'unica trattazione del vescovo di Ippona esclusivamente dedicata al tema della provvidenza. Il volume costituisce il primo studio monografico su un'opera tornata alla luce sul finire del secolo scorso. Il testo latino è stato aggiornato e corredato di una nuova traduzione italiana; il commento approfondisce gli aspetti filologici, linguistici, stilistico-letterari ed esegetici dell'opera, interrogandosi soprattutto sulla natura e sul genere letterario cui ricondurre il testo.
br. "Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo, non lo so più." In questo testo viene spiegato uno dei passi più significativi delle "Confessioni" di Sant'Agostino di Ippona che ci porta a riflettere sulla questione del tempo.
ill., br. Il libretto riporta alcune citazioni dai numerosi scritti di sant'Agostino di Ippona. La raccolta, curata da S. Prandini, è suddivisa in sette capitoletti: Immutabile, Conoscerlo per amarlo, Volontà di conversione, Tardi ti ho amato, Abitanti di due città, Noi, gli altri e l'amore e Cantiamo con la vita.
brossura
br. Come un'iniziazione alla magia cerimoniale, il libro spiega le diverse funzioni degli spiriti e come essi possano essere indotti a presentarsi e comunicare in determinati luoghi, tempi e circostanze. Agrippa consegna al lettore la descrizione dei metodi per conoscere e distinguere gli spiriti benigni e maligni, così come le formule magiche per invocarne l'intervento, al fine di ottenerne l'aiuto per mezzo di «responsi e rivelazioni» nella propria vita quotidiana.
ril. Quest'opera del noto filosofo, mago e alchimista tedesco Agrippa von Nettesheim, compare in uno scenario storico in cui, in tutta Europa, a seguito dell'Umanesimo e nel pieno fervore culturale del Rinascimento e delle riforme Protestanti, si assiste a un fiorire di dottrine filosofiche e religiose. Scienza e magia, alchimia e filosofia, religione ed esoterismo intrecciano in questo contesto una sottile rete di corrispondenze. La Chiesa Cattolica, minacciata dal fiorire di tante eresie, intensifica l'operato di quella grande polizia ideologica creata nel Medioevo: l'Inquisizione. In un clima simile, in cui il pregiudizio misogino viveva un nuovo, intenso, fermento, forse tra i più intensi della storia, è facile intuire la portata rivoluzionaria del discorso di Cornelio Agrippa. Il contenuto stesso dell'opera si differenzia rispetto a quanto già detto dai filosofi del passato. Per elogiare le virtù della donna, Agrippa attinge ad ogni campo del sapere: filosofia, giurisprudenza, conoscenza popolare, fonti enciclopediche e, soprattutto, religione. La cornice teologica in cui è inserito il discorso è senz'altro uno degli aspetti più interessanti e spregiudicati dell'opera.
ill. L'astrologia "evolutiva e del profondo" è una disciplina con tratti psicologici e spirituali, che considera i pianeti, e quant'altro presente nel nostro Cielo, come sedi di forze divine e come proiezioni esteriori del nostro universo interno. In questa opera l'autore evidenzia gli inusitati e singolari rapporti fra l'articolata e ricca psicologia del mondo dei Chakra e il tema natale astrologico: la sfida lanciata dalla presenza dell'asse dei Nodi lunari nel tema natale, o la carenza, la voragine e il timore espresso dalla Luna Nera, o la stoica ferita chironiana spessissimo corrispondono, nel medesimo soggetto, ad altrettante (o molto simili) dinamiche e blocchi a livello dei Chakra e dell'energetica dei corpi sottili; e l'aspetto ancora più interessante è che vi è frequentemente una altrettanto curiosa corrispondenza fra età, fasi e stadi evolutivi, a seconda della specifica Casa, del Segno e dell'Asse astrologico in cui si inserisce di volta in volta il Nodo Nord, la Luna Nera oppure Chirone.
br. Se la nascita del sacro viene fatta spesso coincidere con quella della religiosità, la sua esclusiva collocazione nell'ambito delle religioni appare semplicistica. L'ambiguità del termine stesso si riflette in parte in quella del concetto di spiritualità che può prescindere da quello di divino, che si tende invece a considerare come sua parte imprescindibile. Che la crisi odierna del sacro sia coincisa con la nascita di nuovi "culti" può far pensare a uno stretto legame tra i due fenomeni, ma il confine tra sacro e profano è da sempre indefinito. L'avvento della scienza e delle nuove tecnologie ha sicuramente partecipato al processo di desacralizzazione proprio dei nostri giorni. Le neuroscienze hanno inciso profondamente sulla nostra visione della vita, ma più che avere concorso a determinare questo processo hanno obbligato a ridefinire il concetto di sacro. Su questo tema attuale e affascinante si confrontano in questo libro filosofi, teologi, antropologi e neuroscienziati.
br. Se la nascita del sacro viene fatta spesso coincidere con quella della religiosità, la sua esclusiva collocazione nell'ambito delle religioni appare semplicistica. L'ambiguità del termine stesso si riflette in parte in quella del concetto di spiritualità che può prescindere da quello di divino, che si tende invece a considerare come sua parte imprescindibile. Che la crisi odierna del sacro sia coincisa con la nascita di nuovi "culti" può far pensare a uno stretto legame tra i due fenomeni, ma il confine tra sacro e profano è da sempre indefinito. L'avvento della scienza e delle nuove tecnologie ha sicuramente partecipato al processo di desacralizzazione proprio dei nostri giorni. Le neuroscienze hanno inciso profondamente sulla nostra visione della vita, ma più che avere concorso a determinare questo processo hanno obbligato a ridefinire il concetto di sacro. Su questo tema attuale e affascinante si confrontano in questo libro filosofi, teologi, antropologi e neuroscienziati.
br. Nella storia dell'umanità la morale ha formato un binomio inscindibile con la religione. Tuttavia, nella cultura e nelle società occidentali moderne, le teorie etiche hanno concepito la morale in modo autonomo rispetto alla religione, oscurando o rimuovendo il suo fondamento teologico, al punto da legittimare la tesi di "un'etica senza Dio" nel dibattito pubblico. In quello accademico, poi, si moltiplicano le spiegazioni naturalistiche della morale che tengono in scarsa o nulla considerazione la religione. L'intento del libro, che tiene conto anche del recente dibattito anglo-americano sul tema, è quello di ricongiungere morale e religione a partire dalla visione teistica del mondo: una visione filosofica e al tempo stesso religiosa che riconosce l'esistenza di un Dio onnipotente, onnisciente, perfettamente buono, creatore del mondo. La tesi sviluppata è che un'etica su basi religiose, lungi dall'essere superata e inattuale, è in grado di offrire una giustificazione e una motivazione della morale che è più convincente di una secolare e di rappresentare, all'interno del pluralismo etico contemporaneo, una chiara alternativa al relativismo e al nichilismo morale.
ill., br. Anziché basarsi sull'astrologia, questo libro si concentra sulla comprensione delle cinque fasi lunari e sul modo in cui possono essere applicate alla vita di tutti i giorni. Gli incantesimi vi consentiranno di rilassarvi, di guardare alle sfide della vita con maggiore chiarezza e di conseguire uno stato alterato di coscienza. Attingendo a quel livello di consapevolezza, troverete una messe di informazioni in grado di guidarvi e di offrirvi gli strumenti per praticare ciò che alcuni definiscono magia.
br. «La felicità è costantemente descritta come l'oggetto del desiderio umano, come ciò a cui ambiamo, ciò che dà scopo, significato e ordine alla vita umana. Ma anche se la felicità è quel che desideriamo, ciò non significa che sappiamo cosa desideriamo nel desiderare la felicità. La felicità potrebbe persino orchestrare il suo stesso desiderio. Oppure potrebbe mantenere il proprio posto come desiderio perché non può essere data. La felicità: un desiderio, una volontà, un bisogno. In questo libro mi domando cosa significa pensare alla felicità in questi termini. L'interrogativo che mi guida non è tanto "cos'è la felicità?", ma piuttosto "cosa fa la felicità?". Non avanzo una definizione di felicità, o un modello di felicità autentica. Né offro una serie di istruzioni su come raggiungerla: non ne ho da impartire e semmai scrivo da una posizione di scettica incredulità nei confronti della felicità come tecnica per vivere bene».
br. Attingendo a decenni di ricerca svolti dai più importanti psicologi cognitivi e ai suoi stessi rivoluzionari studi, Ahn ci conduce attraverso esempi divertenti tratti dalla cultura pop, storie di cui lei è testimone diretta, enigmi, parabole riuscendo ad avvicinarci alla psicologia cognitiva con uno stile leggibile e convincente. La psicologia cognitiva può fare del mondo un posto migliore? È ciò che si è chiesta la professoressa Woo-kyoung Ahn che da vent'anni tiene a Yale un corso in cui affronta i cosiddetti "problemi di ragionamento", errori cognitivi e pregiudizi in grado di influenzare, spesso negativamente, la nostra vita quotidiana. Un corso che in pochissimo tempo è diventato uno dei più popolari di Yale e che viene ora presentato per la prima volta al pubblico dopo anni di ricerche. Tutti commettiamo questo tipo di errori più spesso di quanto vorremmo: giudichiamo male, prevediamo male, fraintendiamo le cose che accadono intorno a noi. Alcuni di questi esempi sono ben noti, come il pregiudizio di conferma, l'attribuzione causale, la fallacia della pianificazione o l'avversione alla perdita, ma imparare che questi fenomeni esistono, riuscire anche a saperli chiamare con il loro nome, raramente ci garantisce di evitarli. Ahn ci insegna, quindi, non solo a riconoscerli ma spiega perché e come questi errori prendono forma nella nostra mente, offrendoci una serie di strategie per capirli e quindi eluderli. Evidenzia inoltre come i "problemi di ragionamento" possono innescare comportamenti che non influiscono solo sulla sfera individuale: gli errori e i pregiudizi fondamentali che Ahn esplora stanno infatti alla base di un'ampia gamma di questioni sociali, tra cui la polarizzazione politica, la complicità e corresponsabilità nel mutamento climatico, il pregiudizio etnico e quasi ogni altro problema che deriva da stereotipi e preconcetti. Questo libro va ben oltre gli altri libri sui modi di ragionare proprio perché mostra come possiamo migliorare non solo la nostra vita quotidiana attraverso una maggiore consapevolezza dei nostri pregiudizi, ma la vita di tutti coloro che ci circondano.
ill., br. "Il poltergeist non è uno spettro, né un alieno calato da chissà dove. Il poltergeist è l'uomo stesso, lo specchio di una sua realtà interiore cui raramente gli è dato trovarsi di fronte". Partendo da quest'assunto fondamentale l'autore fa l'analisi di uno dei più strani fenomeni che, pur raramente, capita in alcuni ambienti, domestici o altro. Interpreta la sua manifestazione - di carattere sostanzialmente paranormale - come un linguaggio pre-verbale, di origine inconscia. L'interpretazione è dedotta dai diversi, distinti comportamenti caratteristici del poltergeist che, classificati e confrontati reciprocamente, offrono un quadro organicamente strutturato del fenomeno, quadro che mostra gli stessi elementi di base dei linguaggi, almeno di quelli legati alle emozioni e all'istinto come il sogno, il gioco, il mito. È un particolare codice espressivo che manifesta la voglia di significare un nondetto che crea tensione nell'individuo e/o nel gruppo, una voglia che si esprime con impossibili irruzioni cinetiche e visionarie. L'effetto fisico della manifestazione è il motivo per cui, insieme ad apporti di aree disciplinari quali psicanalisi, teoria dei giochi, antropologia culturale, ne vengono utilizzati altri come la meccanica quantistica e la logica formale, suscettibili di fornire una comprensione della natura ibrida - fisica e psichica insieme - del poltergeist. La sintesi dell'indagine è quella di un fenomeno in cui si riflette tutto il complesso dell'esperienza umana...
brossura Il volume presenta il framework operativo "Valutazione dei Rischi Psicosociali" (VARP), in particolare per l'analisi del rischio da stress lavoro-correlato, come previsto dal D.Lgs 81/2008, con l'obiettivo di indagare lo stato di salute di un'organizzazione, per individuare fattori di criticità sui quali progettare interventi di miglioramento, fattori che suggeriscono necessità di monitoraggio e i fattori sui quali l'organizzazione può contare. Nella prima parte del volume vengono esaminate le principali prospettive teoriche di studio dello stress lavoro-correlato, le determinanti psicosociali dei rischi lavorativi, gli effetti dello stress sull'individuo e sull'organizzazione e i vantaggi derivanti da una corretta gestione e i più recenti aspetti normativi inerenti i temi della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. Nella seconda parte vengono presentati quattro specifici strumenti per la valutazione della qualità percepita del lavoro - Va.RP, per grandi e medie imprese (Va.RP-G e Va.RP-M), CSL per micro e piccole imprese e Val.Mob. per la valutazione del mobbing. Viene inoltre presentata la modalità di impiego della valutazione effettuata attraverso uno degli strumenti presentati, ai fini della redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Un volume fondamentale per tutti coloro che intendano occuparsi di gestione del benessere nelle organizzazioni.