18 957 résultats
ill., ril. Carl Gustav Jung lavorò al Libro rosso dal 1913 al 1930 e ancora in tardissima età lo definì l'opera sua capitale. L'opera in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Eppure non volle mai autorizzarne la pubblicazione, e dopo di lui anche gli eredi si attennero alla consegna. Così solo oggi, a ottant'anni dalla sua conclusione e a mezzo secolo dalla morte del suo autore, questo testo straordinario esce dal caveau della banca svizzera in cui era conservato. Il Libro rosso è il libro segreto di Jung, scrigno privato di un'anima che lì si cela nella sua nudità, e che un comprensibile pudore ha inteso proteggere da sguardi curiosi, e si situa al centro di una straordinaria sperimentazione artistica e psicologica che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. Quella che Jung chiamerà più tardi "immaginazione attiva" e che fu ampiamente utilizzata in questo volume, è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì, nel corso della sua discesa agli inferi, per suscitare i contenuti archetipici della psiche e oggettivarli attraverso il dialogo interiore, la scrittura, la pittura, la scultura. Prefazione di Ulrich Hoerni.
ril. Immanuel Kant (1724-1804) è uno di quei pochi pensatori che dividono il tempo con la loro filosofia, tanto che dopo di lui si può parlare soltanto di una filosofia post-kantiana, anche qualora si trattasse di un pensiero anti-kantiano. E in particolare la "Critica della ragion pura" è una di quelle opere senza le quali non solo non capiremmo l'intera vicenda della filosofia moderna, ma mancheremmo di una chiave decisiva per introdurci alla problematica e al lessico del dibattito filosofico dall'Ottocento fino ai nostri giorni. In quest'opera Kant afferma che l'unica metafisica possibile è quella dell'esperienza, e che a sua volta l'esperienza è guidata dalle forme rigorosamente "a priori" dell'intelletto, cioè di un puro "io" pensante.
brossura Antonio Labriola può essere considerato il principale filosofo marxista in Italia, maestro di Benedetto Croce e, indirettamente, di Antonio Gramsci. Sin dalla sua prima edizione (1896), il saggio Del materialismo storico è penetrato a fondo nella cultura europea, sollecitando traduzioni e dibattiti internazionali. Tra i suoi estimatori vi furono Lenin, Sorel, Kautsky, Bernheim, Gentile e molti altri. La pubblicazione di questo libro ha segnato una data nella storia del socialismo e in quella della filosofia italiana. Del materialismo storico entra a far parte dell'Edizione Nazionale delle Opere con un accurato apparato critico. Riprodotto nella versione della seconda edizione italiana (1902), l'ultima approvata dall'autore, il saggio è corredato dalle varianti del manoscritto prossimo alla stampa (aprile 1896) e della prima edizione italiana (giugno 1896). Tra i meriti di questo volume bisogna ricordare anche la pubblicazione integrale della prima redazione a mano del manoscritto (marzo 1896) finora del tutto inedita.
ril. Composti tra il 1703 e il 1704, e pubblicati postumi da Rudolf Erich Raspe nel 1765, i "Nuovi saggi sull'intelletto umano" costituiscono un trattato di filosofia della conoscenza, scandito secondo la prospettiva metafisica stabilita dall'"autore del sistema dell'armonia prestabilita", come recita il sottotitolo del volume. Redatti in forma di dialogo tra Filalete, seguace di Locke, e Teofilo, portavoce di Leibniz, paragrafo dopo paragrafo i capitoli dei "Nuovi saggi" seguono pari passo, come un commentario analitico, quelli del "Saggio sull'intelletto umano" di Locke.
ill., br. Traduzione italiana integrale del trattato "Astrologia cristiana" di William Lilly, comparso a Londra nel 1647 e subito diventato opera di riferimento fondamentale per la storia e la pratica dell'astrologia oraria. In questo volume, il secondo della serie, le domande relative alle prime sei case, che comprendono argomenti quali: la durata della vita, la datazione degli eventi, l'aspetto fisico delle persone, il ritrovamento e il destino di persone scomparse, la sicurezza in viaggio, la ricchezza e la fortuna, fratelli e sorelle, trasferimenti e spostamenti, voci e dicerie, oggetti smarriti, tesori nascosti, proprietà, terreni e coltivazioni, compravendita di immobili, eredità familiari e rapporti con i genitori, fertilità e sterilità, gravidanza e figli, ambasciatori e messaggeri, servitù e altro ancora. Del massimo interesse la sezione molto dettagliata e consistente dedicata alle domande sulla salute e alle carte di decubito, alla diagnosi e alla prognosi delle malattie, alle terapie e ai medicamenti.
ril. Pubblicato per la prima volta nel 1690, "Saggio sull'intelletto umano" è il capolavoro lockiano. Si tratta della prima grande opera moderna sulle capacità, le funzioni e i limiti dell'intelletto umano e ha inaugurato il fecondo filone di ricerche filosofiche culminato nelle tre "Critiche" kantiane. Obiettivo principale è quello di definire i limiti entro i quali l'intelletto può e deve muoversi e oltre i quali non deve spingersi. Il "Saggio" è tradotto sulla base della quarta edizione del 1700, l'ultima curata personalmente da Locke.
br. Quali caratteristiche deve possedere oggi un movimento di emancipazione per essere considerato tale? Quale l'antagonista contro cui occorrerebbe concentrare le energie? Che cosa dovremmo intendere per imperialismo? Questa raccolta di scritti di Domenico Losurdo contribuisce a gettare una luce chiarificatrice su alcuni nodi irrisolti del nostro presente: l'eredità della tradizione coloniale e del nazifascismo, la democrazia moderna, l'identità politica dell'Unione europea. Le critiche al "populismo", all'"economicismo", all'"antimperialismo barocco", concettualmente debitrici della lezione di Hegel (di cui l'autore è stato illustre studioso), forniscono gli strumenti analitici con cui affinare la nostra prospettiva della conflittualità, affrancarsi da una raffigurazione meccanicista delle contraddizioni sociali e acquisire, da un punto di vista sia spaziale che temporale, uno sguardo ben più ampio e profondo - ovvero una visione dialettica - sui grandi conflitti che hanno infiammato e seguiteranno ad infiammare i nostri tempi.
brossura "Mauvais sujet, bête noire della psicoanalisi, canaglia. E ancora: intemperante, incostante, senza scrupoli, bugiardo, meschino, "porco", imbecille. Così Freud definì a più riprese Stekel dal 1911, verso la fine del loro sodalizio. Né la successiva tradizione psicoanalitica è stata più tenera nei confronti di questo pioniere, del quale ci ha fatto giungere un'immagine prevalentemente svalorizzata o negativa tout court. Pure, occorrerebbe riconoscere a Stekel diversi meriti, come anche Freud dovette, a volte suo malgrado, fare. Nel panorama italiano più ancora che in altri, Stekel è stato ed è figura privata di voce: una lettura critica della sua autobiografia può consentire di accostare la sua parola, le sue idee e la sua versione su come andarono le cose con Freud e con la psicoanalisi, divenendo spunto per più ampie riflessioni sulla storia delle prime fasi di questa disciplina e dei suoi primi protagonisti".
br. "Sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa di Laura Lippolis (2/9/1948 15/2/2010), brillante studiosa di filosofia politica dell'Università del Salento. Un male incurabile la porta via nel pieno del suo vigore intellettuale. Una perdita che ha lasciato un vuoto in quanti l'hanno conosciuta e apprezzata come persona e ricercatrice. Laura Lippolis ha iniziato la sua carriera nell'Università del Salento. Negli anni successivi alla laurea ha vinto alcune borse di studio e poi il concorso di tecnico laureato e, oltre a pubblicare diversi articoli su riviste e in volumi collettanei, ha tradotto per la prima volta in Italia 'Etica e politica del filosofo francese Raymond Polin' (Milano, Giuffrè, 1985), ha curato gli scritti in onore di Giuseppe Codacci-Pisanelli (Milano, Giuffrè, 1987), ha pubblicato il volume 'Il pensiero del giovane Capograssi attraverso i "foglietti" a Giulia' (Milano, Giuffrè, 1988), ha curato il volume 'Costituzione e realtà attuale 1948-1988' (Milano, Giuffrè, 1990)".
ril. Di Massimo di Tiro si conoscono pochi dettagli biografici. Le fonti antiche, concordi nel ritenerlo 'filosofo' e 'filosofo platonico', affermano che le sue dissertazioni o indagini filosofiche sono da ricondursi al suo primo soggiorno a Roma, al tempo dell'imperatore Commodo. Le quarantuno dissertazioni filosofiche di Massimo di Tiro offrono una visione privilegiata della cultura imperiale del secondo secolo, epoca in cui, dominante l'eleganza stilistica, anche la filosofia non disdegnava di dispiegare i propri contenuti mediante il bello stilo dello strumento retorico. Nello svolgimento dei temi, perlopiù platonici nell'ispirazione e orientati ad argomenti presenti al dibattito coevo, ma comunque non escludenti altre influenze filosofiche, Massimo di Tiro si mostra pensatore dalla non banale semplicità. Muovendosi fra filosofia e letteratura, fra Platone e Omero, egli calibra l'erudizione sul filtro di un'esigenza educativa di ampio respiro. Nel volume si presenta la prima traduzione italiana completa dal greco. Il commento critico, aggiornato al dibattito accademico internazionale, mira a mostrare come l'opera del pensatore meriti una rinnovata attenzione nell'ambito degli studi classici letterari e filosofici, giacché nel delineare il quadro culturale del tempo essa consente di meglio precisare alcuni non marginali aspetti del platonismo del secondo secolo.
br. Una storia della filosofia antica vista con "occhi nuovi". Ciò è ottenuto cercando di riutilizzare l'ottica che i primi pensatori già avevano elaborato più di duemila anni fa. Infatti, come ha scritto Hannah Arendt: «i Greci scoprirono che il mondo che abbiamo in comune è normalmente osservato da un infinito numero di angoli di osservazione a cui corrispondono i più diversi punti di vista». Questo dipende sia dalla libertà del pensiero umano sia, soprattutto, dalla complessità dell'oggetto reale che è sempre, ad un tempo, uno e molteplice. Di questo la filosofia greca è ampiamente consapevole; su questo geniali pensatori hanno a lungo lavorato, discusso e scritto. Era quindi giusto tentare di presentare il loro pensiero assumendo, per quanto possibile, la loro stessa ottica. La rilettura dei pensatori, delle scuole e delle più importanti questioni filosofiche dell'antichità è fatta a partire da quello che appare come un nuovo paradigma ermeneutico, il Multifocal Approach. Si tratta di un paradigma "ottico", che invita il lettore a indossare, metaforicamente, un paio di occhiali con lenti multifocali, per provare ad osservare da varie distanze la realtà. Ciò consente di fornire uno scandaglio approfondito, e insieme di agile lettura, di questioni metodologiche e teorico-concettuali di straordinario rilievo e di assoluto fascino anche per il lettore di oggi.
ill., ril. Un commento in genere chiosa, espone, chiarisce. Accompagna la lettura dischiudendo ciò che appariva serrato e impenetrabile, interpretando passi così densi da risultare cifrati, stabilendo correlazioni intertestuali con opere prossime o con altre che a stento si sarebbero indovinate affini. Lo studioso di Jung Bernardo Nante conosce l'arte di prendere per mano il lettore e la mette al servizio del "Libro rosso" junghiano, per il quale non esistono termini di paragone se non nelle narrazioni profetiche o nei racconti mitici arcaici. Nante ne allestisce l'unica guida integrale, indispensabile per chiunque voglia addentrarsi nel magma di visioni portentose, affidate allo splendore delle tavole dipinte e alla mercurialità della parola scritta. Ogni movimento con cui l'Io sprofonda nelle proprie tenebre per conoscere infine la realtà piena, ogni personaggio che dà voce alla fondamentale polifonia della psiche, ogni immagine che amplifica lo sgomento e la fascinazione del lungo viaggio sono messi qui nella giusta luce. Non quella troppo cruda della ragione critica, che si limita a spiegare, né quella troppo complice dell'abbandono, che fa solo balenare i significati e lascia storditi, ma quella che illumina l'assurdo senza perdere l'ancoraggio del senso e delle sue numerose valenze. L'impresa di rendere comprensibile il libro più enigmatico del Novecento ora può dirsi compiuta.
br. Il libro vuole essere un riferimento aggiornato per chi usa la WISC-IV a fini clinici. Per ogni subtest sono precisate la richiesta operativa, le finalità della misurazione e le variabili più importanti nell'esecuzione della prova. L'interpretazione adotta criteri di lettura moderni basati sul confronto clinico fra i punteggi alla WISC-IV e quelli derivati da uno studio su 497 bambini italiani con i disturbi clinici più frequenti e sui maggiori dati di letteratura. La denominazione dei fattori e degli indici presa in considerazione nel testo si riferisce all'ultimo aggiornamento della teoria CHC. In linea con le spiegazioni più recenti, l'ininterpretabilità del punteggio QI è superata. Frutto di un rigoroso lavoro sul campo e della pluridecennale esperienza clinica dell'autore, questo nuovo libro sulla WISC-IV è fedele alla visione che David Wechsler aveva delle sue scale, "Prima e innanzitutto, test clinici - non test psicometrici, ma test clinici", per il quale l'esigenza era di mettere al centro della valutazione la persona nella sua totalità, piuttosto che qualche sua caratteristica specifica, per ottenere degli indicatori psicologici validi.
br. Il libro si propone come riferimento aggiornato e metodologicamente corretto per chi usa la WAIS-IV a fini clinici. Un ampio spazio è riservato alle modalità di somministrazione della scala, all'analisi degli Indici composti e dei subtest. Per saggiare il funzionamento della WAIS-IV in soggetti italiani e disporre di dati sull'utilità e i limiti dell'impiego della scala come strumento diagnostico, è stato condotto uno studio su un campione di 288 persone con disturbi clinici del nostro Paese. Attraverso questo studio è stata verificata l'adeguatezza di una pluralità indici psicometrici suggeriti nei maggiori lavori di letteratura, e i migliori di essi sono stati utilizzati come elementi sussidiari per l'interpretazione clinica del protocollo WAIS-IV. Al libro si accompagnano una seconda parte in PDF scaricabile gratuitamente e un programma Excel per la valutazione diagnostica acquistabile sul sito dell'Editore.
br. Obiettivo di questa ricerca è la ricostruzione sistematica del senso della nozione di "immagine" nel pensiero hegeliano, seguendo come linea guida l'"Enciclopedia delle scienze filosofiche" e approfondendo ulteriormente secondo le lezioni berlinesi di Hegel sulle diverse discipline filosofiche. Le tre grandi sfere di Idea-Natura-Spirito danno luogo a una declinazione tripartita (l'ontologia della parvenza, la teoria della visibilità e la teoria della rappresentazione) di una teoria dell'immagine unitaria. La parte conclusiva della ricerca indaga il senso dell'immagine nei prodotti concreti dello spirito (l'immagine nell'arte e nella religione) alla luce delle acquisizioni dell'intero percorso concettuale. Si evidenzia così la presenza di una riflessione articolata da parte di Hegel, non solo riguardo al concetto di immagine, ma sull'intero campo della cultura visuale. L'essere dell'immagine risulta così intrinsecamente connesso all'essenza dell'essere. Il principio qui denominato "iconoclastia endogena" vuole dar conto del come l'immagine, per essere vera, deve poter mostrare la sua auto-destituzione. Si tratta di una concezione dell'iconoclastia inedita dal punto di vista teorico che individua nella sparizione dell'immagine la sua perfezione e la sua verità ontologica.
br. Questo volume raccoglie gli Atti dei tre convegni dedicati a San Bonaventura in prossimità dell'ottavo centenario dalla sua nascita e organizzati dalla Cattedra Marco Arosio e la Facoltà di Filosofia dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. La prima parte del volume (La teologia della storia in san Bonaventura, 15-16 aprile 2015) riguarda la teologia della storia del Dottor Serafico, riconosciuta la sua originalità speculativa a partire dagli studi di J. Ratzinger e convenientemente impreziosita da un rescritto del Papa emerito. La seconda parte (La scuola teologica francescana del secolo XIII, 7-8 aprile 2016) incornicia Bonaventura nel contesto teologico francescano del suo tempo, mentre la terza (La ricezione di san Bonaventura nel pensiero del Novecento, 26-27 aprile 2017) guarda agli influssi potenti esercitati dal Nostro su teologi e filosofi di prim'ordine del Novecento.
brossura Con "Le materie prime della coscienza" l'autore prolunga il discorso che da "La struttura concreta dell'infinito" conduce a "Del tragico amore". In questo saggio, Pellegrino sviluppa ulteriormente quei tratti non ancora esplicitati nei suoi precedenti scritti, frutto di una profonda riflessione scaturita dalla necessità del superamento delle risultanze speculative di E. Severino. Si fanno innanzi, così, nuove teorizzazioni sulla struttura degli eventi, cioè dei finiti modi in cui l'Infinito si mostra in eterno. "Le materie prime della coscienza" si presenta come l'opera più audace e matura dell'autore: si approfondiscono i temi fondamentali dell'esistenza, gli enigmi ancestrali che circondano la vita nelle sue manifestazioni di splendore nonché di dolore, per giungere a nuove analisi sul senso della morte le quali oltrepassano le ingenue interpretazioni del medesimo. Si compie, inoltre, un ulteriore e decisivo passo, confrontandosi con tutta l'indagine speculativa dagli albori della civiltà a oggi. Qui troviamo l'esposizione di una storia della filosofia mondiale, in cui non ci si ferma all'analisi del dominante pensiero occidentale. Muovendosi all'interno della sua teoresi, Pellegrino avvia un processo di chiarificazione dei passi essenziali che il pensiero compie nel suo divenire, e che hanno determinato e determinano ciò che noi oggi siamo per lo più persuasi di essere...
brossura Un testo, l'ultimo, in cui Popper intesse congetture e confutazioni con significativi ricordi di incontri ed esperienze personali, con il richiamo a fatti e concetti di estremo rilievo, come la razionalità, darwinismo, democrazia, metafisica, verità.
ril. La Teologia Platonica di Proclo rappresenta la summa metafisico-teologica della riflessione neoplatonica. All'interno di questa monumentale opera, i miti del paganesimo greco e delle tradizioni misteriche sono intrecciati, in modo sistematico e attraverso una complessa interpretazione simbolico-allegorica, con l'esegesi filosofica neoplatonica della teologia divinamente ispirata di Platone, che agli occhi di Proclo è in grado di rivelarci i segreti della natura divina che permea l'intera realtà. Il Tutto, nelle sue diverse articolazioni, è concepito infatti come una serie di livelli di divinità assiologicamente ordinate sulla base del loro grado di trascendenza. Il fondamento assolutamente originario di questa struttura perfetta e intrinsecamente divinizzata, sulla scorta dell'insegnamento platonico, è identificato con l'Uno-Bene, inteso come l'Assoluto e il Primo Dio, in virtù del quale esiste ogni entità divina. Il contatto con il Primo Dio, attraverso un'ineffabile unione mistica, rappresenta la meta suprema alla quale il filosofo-teologo deve aspirare. È proprio nell'assoluta trascendenza del Principio al di là del Tutto che l'unità armonica del reale ha il suo incomprensibile, paradossale e divino cominciamento.
cm. 17 x 24, 296 pp. Biblioteca di storia della scienza A cavallo fra teologia e logica, uno studio dedicato alle teorie della proposizione e della modalit? in Germania all?inizio del XVII secolo, che mette in risalto l?importanza delle controversie interconfessionali in campo teologico per l?elaborazione di posizioni logiche interessanti e innovative. Between theology and logic, a study dedicated to the theories of proposition and formality in Germany at the beginning of the seventeenth century which emphasizes the importance of interconfessional controversies in a theological field to elaborate logical, interesting and innovative positions. 545 gr. 296 p.