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cm. 16 x 21,5, 2 voll. di xiv-850 pp. Lessico intellettuale europeo Lessico int. europeo voll. 20 e 21. 1153 gr. xiv-850 p.
729Paris, Imp. Royale, 1741 - in-4 : 8 pp. - ill. gravée en 1ère p., ff. détachés
br. Il primo numero della rivista "Outis!", un'inchiesta di matrice filosofica del movimento dei migranti in Europa e nel mondo, assume una prospettiva singolare: contro l'ordine del discorso vigente, riconosce alle insurrezioni dei migranti un carattere politico in grado di sconvolgere il senso e il valore delle istituzioni democratiche. Le rivolte sul territorio italiano di Lampedusa, di Rosarno, le tante rivolte che in questi anni sono scoppiate ovunque nel mondo, rappresentano forme di insubordinazione contro la nuova schiavitù e il razzismo di Stato. Il primo numero di "Outis!" si domanda se non siano l'espressione indeterminata di una nuova soggettività politica estranea a qualsiasi forma di soggetto politico prestabilito. Una figura destituente che da carne a una politica dell'esistenza in grado di provocare il potere. L'inchiesta sulle migrazioni globale non è condotta soltanto verificando il suo profilo geografico ed economico-politico, ma valutando il contraccolpo a livello estetico e culturale in generale che il movimento collettivo degli esseri umani per il mondo impone.
br. La morte di Osama Bin Laden. il 2 maggio 2011, vittima in Pakistan di un agguato da parte di corpi speciali dei marines americani, segna un punto di non ritorno per il destino delle democrazie occidentali: il crimine diventa giustizia, il nemico è hors de l'humanité. Osama rappresenta però soltanto il caso più vivido della realizzazione di una giustizia divina democratica: la Kill list che ogni settimana il Presidente degli Stati Uniti consulta, per stabilire quale sospetto terrorista deve essere eliminato, con una sentenza inappellabile di vita o di morte, rivela che la sorte di Osama riguarda potenzialmente tutti. Chiunque può diventare il corpo spettrale del nemico. Il secondo numero di "Outis!" interroga il senso della fine di Osama Bin Laden. Una fine, in realtà, senza fine: la sparizione del suo corpo serve a tenerne in piedi il fantasma. La comparsa pubblica di Osama. con 11 settembre, non era l'apparizione del fantasma del nemico che l'Occidente cercava dopo il crollo del comunismo di Stato tra il 1989-91? Osama è sempre stato uno spettro. La sua generazione, rende "infinita" la guerra; senza limiti la democrazia: legale l'illegalità planetaria; ragionevole la giustizia del più forte. Rappresenta l'occasione di incarnare il dominio dell'incertezza che governa un pianeta ingovernabile e per questa ragione, almeno per alcuni, terrorizzante. La guerra al terrore, in fondo, non è altro che una guerra contro tutto ciò che non conosciamo. Contro il nulla. Contro la chance di dire no.
brossura Nel quarto numero di "Outis!" si concepisce un'analitica della democrazia contemporanea ostile alle correnti dominanti della filosofia politica. Non ci si domanda, in particolare, che cosa sia un vero regime democratico, quali siano le norme della cultura democratica, a quali valori si riferiscano gli usi della democrazia, cosa sia la via democratica, quali siano le istituzioni che le sono proprie. Piuttosto, si affronta una questione totalmente diversa: in che cosa consiste l'operazione contemporanea che mira a imporre il nome della democrazia come l'unica figura di organizzazione e di vita politica accettabile e conforme alle esigenze di una vita civile? Di cosa è la cifra o il sintomo quest'uso della parola democrazia? Evidentemente, una decostruzione della democrazia si associa alla ricerca di un altro nome per pensare un'altra politica tutta da inventare che non si lasci catturare sotto il termine buono per tutti gli usi di democrazia. Quello che si tratta di destituire non è "la democrazia", oggetto introvabile, ma innanzitutto le pratiche discorsive implicate con questa parola/feticcio.
br. L'Europa? L'impossibile? L'Europa oggi non può rappresentare un sostegno in grado di promuovere una radicale forma di democratizzazione economica, sociale, culturale del processo di globalizzazione. Bisogna allora tentare di essere all'altezza del naufragio europeo, della sua rovina che ricorda, in forme diverse, la carneficina della Grande guerra scoppiata cento anni fa. Per questo motivo, il quinto numero di Outis, non si limita a indagare il pur decisivo lavoro di disarticolazione e rifiuto del sistema dell'Europa di Brussel, che, in nome della Necessità, scatena una catastrofe sociale e culturale pesantissima (vedi la tragica condizione della Grecia). Piuttosto, esprime l'esigenza di sottrarsi alla logica che determina la filosofia europea. Non immagina, in questo senso, un'ennesima forma di dover-essere utopico, ossia il topos secondo cui un'altra Europa sarebbe possibile. La (post)Europa è l'impossibilità dell'Europa di oggi. Farla finalmente con l'Europa vuol dire consegnare un'altra storia all'Europa - una storia differente, migrante e minore.
cm. 17 x 24, 184 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi I cinque studi spaziano in un arco cronologico che va dal V/IV secolo a.C. alla fine del V d.C. Messa a fuoco la personalit? e l?ambiente culturale di Horapollon, vengono quindi proposti: la riedizione di un testo nell?ambito delle problematiche plotiniane sulla natura del cielo, degli astri e dell?anima; un papiro che riporta i segni critici utilizzati nelle edizioni di Platone e pu? costituire la fonte dei Diogene Laerzio; una testimonianza su Pitagora che rispecchia l?interesse per i doppi sensi negli aneddoti sui filosofi utilizzati in ambiente scolastico. These five studies cover a chronological span from 400/500 B.C. to the end of 500 A.D. Bringing into focus the personality and cultural environment of Horapollon it is suggested: the re-edition of a text on the uncertainties of Plotinus concerning the nature of the heavens, the stars and the mind; a papyrus bearing the critical signs used in Plato's edition and that can establish the source of Diogene Laerzio; evidence on Pythagoras that reflects the interest for double meanings in the anecdotes on philosophers used in scholastic environments. 356 gr. 184 p.
brossura Scritto nel 1975 da un'équipe di psichiatri e psicoanalisti in rotta con l'ortodossia psicoanalitica "Paradosso e controparadosso" presentava al pubblico il lavoro del Centro per lo studio della famiglia di Milano, fondato da Mara Selvini Palazzoli nel 1971. Il "gruppo di Milano" diventerà famoso per l'adozione del modello sistemico come strumento terapeutico: i pazienti gravi si devono curare non solo individualmente ma coinvolgendo le loro famiglie. Oltre a segnare una tappa storica della sperimentazione in psicoterapia, il volume non manca di attualità, dato che il tema del come aiutare i pazienti gravi rimane al centro dell'attenzione nelle terapie dei più diversi orientamenti.
br. «Siamo un granello di sabbia in un numero infinito di galassie o possiamo diventare pienamente autocoscienti, autodeterminati e liberi? Esiste una corrente evolutiva che guida un progetto divino o siamo in balìa del caso? Abbiamo compreso veramente la direzione e l'origine della nostra capacità pensante che ci differenzia dal resto della creazione? Siamo consapevoli dell'azione morale che consegue a questo dono? Ci siamo spinti verso un atomismo esagerato, dimenticando totalmente l'aspetto spirituale in noi e nel mondo? In ogni momento sono presenti sulla Terra dei maestri, che ci ricordano di volgere lo sguardo verso quelle domande che, sole, possono condurre l'uomo verso l'alto. Le citazioni delle carte possono essere utilizzate anche come oggetto di riflessione o di meditazione. Trovare dei momenti di calma e di quiete in cui riflettere su se stessi e sulla propria esistenza, come se ci si guardasse dal di fuori, può illuminare importanti aspetti di noi o delle nostre vicende. Nel libretto di 48 pagine troverete la fonte delle citazioni (ogni carta ha al fondo un numerino che rimanda alle note) e una sintesi delle biografie dei maestri citati. I maestri spirituali che percorrono le vie terrene mostrano caratteristiche diverse sia nel loro modo di porsi sia nel loro insegnamento. Ognuno può sentire quello che gli è più affine, quello che meglio corrisponde al proprio momento evolutivo» (Di Giuseppe Vetromile).
54847aafColmar, Imp. de Ch.-M. Hoffmann, s.d., ca. 1858, in-8vo, 24 p., rousseurs, brochure originale imprimée.
brossura In questo numero si è scelto di analizzare il significato di natura in connessione con la libertà dell'uomo secondo differenti prospettive. L'antico binomio è ora analizzato in una prospettiva aristotelico-tomista (Campodonico), ora in riferimento al pensiero di Wittgenstein (De Caro). Inoltre trova spazio il confronto tra metafisica e naturalismo (Marsonet) e una riflessione sul concetto di libertà alla luce del dibattito in auge nell'ambito delle neuroscienze e della filosofia della mente (Manzotti). Molte sono infine le recensioni a testi e convegni e di particolare interesse risulta la Prefazione alla Metafisica di Van Inwagen, dove la natura e la libertà risultano essere oggetti di indagine a partire dal mondo quale luogo in cui la riflessione sulle domande ultime si colloca.
brossura Ospitiamo in questo secondo numero, dedicato al tema 'La verità', la traduzione italiana del saggio di Hans-Herbert Kögler Being as Dialogue or: the Ethical Consequences of Interpretation, composto in occasione del cinquantesimo anniversario di Verità e Metodo. Apre il numero l'intervista a Bernhard Waldenfels, uno tra i massimi esponenti della fenomenologia oggi in attività, ed è quindi proposta la presentazione del presente progetto editoriale con gli interventi di Rémi Brague, Michele Lenoci e Letterio Mauro intorno all'interrogativo 'Possiamo amare la verità?'. Seguono i contributi di Emilio Baccarini, Marco Buzzoni, Lorenzo Fossati, Michael P. Lynch e Marco Santambrogio che forniscono una lettura dello stesso tema secondo differenti prospettive di ricerca. Concludono il numero due sezioni dedicate alle cronache di recenti convegni e alle recensioni di testi di ultima pubblicazione che, oltre a offrire un notevole aggiornamento, dicono dell'attenzione al dibattito contemporaneo propria di una ricerca che in primis ha a cuore la verità.
br. "Philosopbical News", rivista semestrale di filosofia, nasce dalla collaborazione di più studiosi a livello internazionale e da un intenso lavoro di redazione. Obiettivo della rivista è di favorire la ricerca e la riflessione con particolare attenzione al dibattito contemporaneo, in tutte le sue diverse manifestazioni culturali. Per questo, la redazione sollecita in modo particolare contributi attinenti al dibattito attuale, siano essi di carattere teorico o storico. I numeri, oltre ad essere composti da articoli e recensioni, ospitano anche interviste e resoconti di works in progress: con ciò si vuole ribadire l'attenzione per gli sviluppi recenti che contraddistingue questo progetto editoriale. Al tempo stesso si è scelto di privilegiare grandi temi, conferendo a ciascun numero un taglio monografico: è soltanto a partire dall'unità di cui il pensiero consiste nella sua origine, da un pensiero radicato nel terreno dell esperienza e conscio della sua provenienza, che è inlatti possibile uno sviluppo, un progresso, un lavoro capace di portar frutto con quella pacatezza poi assolta e trasformata dal 'nuovo'. Così, l'armonia che talvolta trapela tra le pagine dei classici sembra poter divenire cardine di un lavoro sempre più proficuo.
brossura Il rapporto tra l'uomo e l'ambiente ha negli ultimi decenni assunto un importante ruolo sociale. Questo volume si focalizza sull'analisi di tale rapporto, individuando le ragioni per cui esso è divenuto così rilevante e presentando quindi differenti prospettive da cui può essere studiato. Parlare di ecologia significa parlare dell'uomo nel suo contesto vitale, nell'ambiente da cui trae il suo nutrimento, in cui elabora il suo sviluppo e per il quale rivolge attenzione o mancanza di cura nelle sue azioni. Tutto ciò che è "eco" sembra andare a braccetto con una parola, purtroppo oramai desueta in ambito morale, vale a dire la "responsabilità". Nel momento in cui si assume una prospettiva ecologica si diviene responsabili di un ramo di mondo. La responsabilità tuttavia non pare essere più in grado di svolgere un forte ruolo sociale poiché non è sinonimo di facilità, e neppure di comodità, ma spesso di sacrificio e fatica. Il volume apre con un'esclusiva di Andrea Tornielli sulla Laudato si' di Papa Francesco. Seguono le interviste a Robert Costanza e Martine Rebetez. Prosegue quindi con una ricca sezione di contributi di Manola Antonioli, Damiano Bondi, Emil Mazzoleni, Iolanda Poma, e Tommaso Tuppini. Chiudono il volume le due sezioni di aggiornamento di cronache di eventi e di recensioni di testi di recente pubblicazione.
brossura "Quale è il contributo specifico offerto dalla Filosofi a della religione al dibattito attuale? Se la filosofi a della religione può essere ancora oggi considerata quella branca della filosofi a in grado di riflettere sul significato della religione per l'essere umano, allora credo sia lecito sostenere che il suo fuoco teorico consista tuttora nel porre a tema il rapporto dell'uomo, inteso come vivente spirituale simbolico, con la sfera della trascendenza, sorgente originaria di ogni significazione, inquadrando il fenomeno religioso in termini storici e insieme antropologici e favorendo l'elaborazione di una prospettiva ontologica condivisa, incompleta e plurale in quanto in costante evoluzione, ma, al contempo, coerente e in qualche modo adeguata a qualsiasi campo della conoscenza. Un tale approccio consentirebbe certamente di porre delle domande di carattere generale sulla realtà e di integrare una varietà di discipline per ottenere risposte feconde, pur non conclusive, su questioni cardine della ricerca dell'uomo." (Dall'intervista a Francesco Miano)
br. In questo periodo storico il concetto di humanitas è lontano dal venire considerato al centro dello sviluppo della società. Esso è un concetto bistrattato. In ambito civile si assiste a uno scontro feroce sulla tutela dei diritti nella definizione del soggetto umano, in ambito politico a uno spietato scontro di civiltà. Si assiste al tentativo di una riformulazione di ciò che è umano, della dignità e dei diritti dell'uomo. Trovati i confini è dunque possibile stabilire che cosa sia oggi da considerare humanitas, che cosa meriti dignità e diritti. Ma come trovare tali confini? Secondo quale criterio? In virtù di che cosa l'umano è umano? I contributi raccolti in questo volume vogliono essere un aiuto per porre l'attenzione su una tematica che è necessaria alla formazione dell'uomo e al benessere della società. Apre il volume l'esclusiva di Stanislaw Grygiel, cui seguono le interviste a Vittorio Possenti e a François Saint-Ouen. Accanto alla sezione di saggi con i contributi di Eleonora De Conciliis, Michele Marsonet, Giovanni Puglisi, Giovanni Salmeri, Josef Seifert e Tine Stein, vi sono gli studi di Elena Bartolini, Tommaso Morawski e Nasser Suleiman Gabryel. Chiude il volume un'ampia rassegna di convegni e di testi di recente pubblicazione.
br. Un grande filosofo raccontato "in breve" nei tratti caratteristici del suo pensiero e nella sua importanza storica. La lettura diretta delle pagine più famose è inquadrata nel contesto generale della loro concezione. I giudizi di qualificati studiosi, la biografia e un'aggiornata bibliografia completano il profilo.