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br. È una mancanza originaria che attiva e affanna il godimento? Oppure si gode sul posto, attraverso un inestirpabile sentore della vita, un basso continuo dell'affettività? O forse il godimento si rivolge a qualcosa di così distante da noi da non poter essere né desiderato né immanente? Qualsiasi risposta si dia a queste domande, resta la convinzione che il tempo che viviamo abbia reso incandescente la questione del godimento e dei suoi spericolati volteggi.
cm. 15 x 21, xlvi-260 pp. Immagini della Ragione Il De tradendis disciplinis dell?autore spagnolo integra organicamente la prima parte del trattato De disciplinis (1531) dedicata alla decadenza delle ?arti?, e offre il quadro vivace di un rinnovato modello del sapere. Opera pedagogica dall?impianto enciclopedico, nell?ambito della cultura rinascimentale si pone come un indispensabile punto di riferimento tra la crisi del sapere scolastico e l?emergere della modernit? Questa nuova traduzione italiana ? accompagnata da introduzione e commento del curatore. De tradendis disciplinis, the second part of De disciplinis (1531), is an organic integration of Vives? treatise on the decadence of the ?arts?, and provides a vivid picture of a renewed model of knowledge. This pedagogical, encyclopaedic work stands as a major landmark in the culture of the Renaissance, between the decay of Scholasticism and the rise of modernity. This new Italian translation is presented along with an introduction and commentary by the editor. 434 gr. xlvi-260 p.
br. Scritto nel 2001 in occasione del cinquantenario della morte di Guénon, questo libro si propone di spiegare i principali termini usati nelle opere del pensatore francese, per permettere un approccio chiaro, ampio e completo al vocabolario, a volte specialistico e spesso oscuro per la maggior parte dei lettori, che è stato utilizzato nei libri di Guénon. Vivenza ha organizzato un migliaio di termini, nomi, argomenti, temi, autori e testi citati dal filosofo tradizionalista, con le definizioni che egli ne dà nei suoi libri: in calce alla descrizione è infatti indicato il testo, il capitolo e il titolo da cui esse sono tratte. Il "Dizionario guénoniano" per i lettori di Guénon e per i tradizionalisti in genere è un testo importante perché spiega il pensiero di quest'ultimo con le sue stesse parole, senza interpolazioni personali, quindi consente un approccio propedeutico alla sua opera e al suo vocabolario specialistico.
br. Il nucleo essenziale della presente opera di Swâmi Vivekânanda è la concezione di Ishvara che è il Signore, l'Anima suprema, l'Io assoluto. E per determinare tale concezione della divinità, in ogni sua particolare accezione, l'Autore esamina i Sutra, ricerca nei Veda e in genere nelle sacre Scritture dell'induismo e nelle parole dei valli interpreti e commentatori. Attraverso tale ricerca, svolge e costruisce una personale teoria dello Yoga dell'Amore, o Bhakti Yoga.
br.
brossura "Jnana Yoga è il percorso per raggiungere l'Assoluto attraverso l'uso della giusta conoscenza, cioè attraverso la costante discriminazione tra il vero e il falso. Imparare a riconoscere ciò che è vero può essere un giuramento difficile, e lungo questa strada ci sono molti dilemmi filosofici. Ma Swami Vivekananda con il suo potente oratorio e l'uso della sua vasta conoscenza mette a nudo i principi di base. Jnana non è un percorso dottrinale ma qualcosa che può essere raggiunto attraverso il ragionamento. Questa è una delle più grandi esposizioni sulle credenze dell'Advaita Vedanta, specialmente perché non è fatta attraverso termini tecnici ma attraverso un appello diretto alla logica e alla ragione".
brossura Questo è un insieme di lezioni di Swami Vivekananda sul tema del Karma Yoga, uno dei numerosi percorsi yogici verso l'illuminazione. Il Karma Yoga è una disciplina mentale che permette di svolgere i propri doveri come servizio al mondo intero, come via verso l'illuminazione. Lavorando nel mondo reale, ma rinunciando all'attaccamento al lavoro, possiamo ottenere la liberazione spirituale. Vivekananda discute il concetto di Karma nella Bhagavada-Gita e individua il Buddha come un primo esempio di questa forma di yoga. "La parola Karma deriva dal sanscrito Kri,fare; tutta l'azione è Karma. In connessione con la metafisica, a volte significa gli effetti, di cui le nostre azioni passate sono state le cause. L'obiettivo dell'umanità è la conoscenza. Il piacere non è l'obiettivo dell'uomo, ma è la conoscenza. Piacere e felicità finiscono. È un errore supporre che il piacere sia l'obiettivo; dopo un po' l'uomo scopre che non è la felicità, ma la conoscenza, verso cui sta andando, e che sia il piacere che il dolore sono grandi maestri e che apprende tanto dal male quanto dal bene. Mentre il piacere e il dolore passano davanti alla sua anima, lasciano su di essa immagini diverse, e il risultato di queste impressioni combinate è quello che viene definito il "carattere" dell'uomo".
br. Il libro presenta, dopo due importanti saggi introduttivi di tipo filosofico e storico di Jacob Golomb e Andrea Orsucci, un'ampia selezione di passi tratti dalle principali opere, dai frammenti postumi e dalle lettere di Nietzsche sugli ebrei suoi contemporanei, gli antichi ebrei e gli antisemiti, e brani sull'ebraismo tratti dalle conversazioni di Nietzsche col medico viennese Joseph Paneth, amico di Freud. Viene così affrontata nel modo più diretto una questione cruciale, tuttora molto dibattuta e al centro di accese discussioni all'interno della ricerca internazionale su Nietzsche. Per quanto gli studiosi siano sostanzialmente d'accordo sul fatto che Nietzsche sia anti-antisemita, tuttavia la sua valutazione degli ebrei e dell'ebraismo appare molto controversa. In questa raccolta si è cercato di far parlare i testi stessi che molte volte hanno una forza e un'evidenza incontestabile, ma si è cercato anche di bilanciare per quanto possibile i giudizi più elogiativi con quelli più critici. I brani proposti sono accompagnati da introduzioni alle varie fasi e da una rete di note per ricostruirne il contesto; in particolare quelli più problematici (come quelli della "Genealogia della morale" e dell'"Anticristo") vengono ricondotti alle numerose letture di Nietzsche sui rapporti tra ebraismo e cristianesimo.
brossura Tutti i bambini crescono guardando quello che fanno gli altri, li imitano, cercano di condividere esperienze, pensieri e stati d'animo, giocano con gli altri, e iniziano a comunicare ancora prima di saper parlare. Tutti, tranne quelli colpiti da autismo. Non sanno interagire, non sanno comunicare, il loro comportamento è ripetitivo e stereotipato. Perché? Per capire il comportamento di questi bambini, dobbiamo capire in che modo funziona la loro mente, e il modo in cui percepiscono ed elaborano le informazioni del mondo che li circonda. Nel tentativo di trovare la chiave di questo enigma, sono stati raccolti nel corso degli anni dati sempre più intriganti, che spesso hanno ribaltato vecchie ipotesi, complicato spiegazioni apparentemente perfette, aperto nuove piste di ricerca andando a creare un affascinante mosaico di enorme complessità. In questo libro verranno ripercorse le tappe principali della ricerca psicologica sulla mente dei bambini con autismo: cognizione, percezione, affettività ed emozioni dei bambini sono ricostruite a partire dai dati alla ricerca, nel tentativo di dare una risposta alla domanda "come funziona la mente autistica?".
br. Negli ultimi dieci anni, tanti ne sono passati dalla pubblicazione della prima edizione di questo libro, il nostro modo di concepire l'autismo è cambiato profondamente. Sono innanzitutto cambiati i criteri che utilizziamo per attribuire la diagnosi di autismo, le pratiche di intervento e le conoscenze relative a cause, basi biologiche e aspetti psicologici della sindrome autistica. Ma è cambiato anche il modo in cui l'autismo è percepito dalla società, e le persone con autismo sono sempre più considerate per i contributi che hanno da offrire e le potenzialità che possono realizzare. Nonostante questi passi avanti, le domande aperte e gli enigmi irrisolti superano di gran lunga le aree in cui la ricerca ha portato a conclusioni definitive e i nuovi dati hanno spesso ribaltato scenari considerati definitivi. La seconda edizione di questo libro, completamente riveduta, ampliata e aggiornata alla luce dei progressi scientifici e culturali maturati nel decennio scorso, percorre le direzioni di indagine più importanti della ricerca sulla mente autistica, illustrando i dati, le ipotesi, i passi avanti e le molte sfide che l'autismo continua a porre alla scienza e alla società. Prefazione Cesare Cornoldi.
ill., br. Le Carte dei Cristalli Maestro ti aiuteranno a sperimentare, accrescere i tuoi livelli energetici, imparare a difenderti grazie a delle guide che ti illumineranno il cammino e ti aiuteranno nel tuo lavoro con gli altri. Che cos'hanno in comune tutti questi quarzi? Che sono cristalli maestro e che ognuno di noi ha il suo per una specifica lezione di vita. Il libriccino allegato ti permetterà di fare un piccolo ripasso e di acquisire qualche informazione sui cristalli maestro nel caso non li avessi ancora studiati.
br. Un "libro-palestra" per tutti, per sviluppare energia e potenza al di là delle ansie e inadeguatezze che ci auto-infliggiamo ogni giorno; pillole di saggezza utili per realizzare il nostro percorso, professionale e personale, e trasformarlo in un percorso più umano. Allenamenti e pratiche che fortificano invitando a frapporre un po' di distanza dal continuo fare quotidiano. Ed è in quella distanza che va trovato un alleviamento dagli affanni e guadagnata maggiore chiarezza e precisione di pensiero. È abitando quella distanza con dei nuovi allenamenti che è finalmente possibile trovare il nostro focus, il nostro senso e dunque le nostre possibili scelte e azioni. Muovendo da qui gli autori insegnano a prendersi cura per realizzarsi nel lavoro attraverso nuovi allenamenti ispirati alla mindfulness, tra riflessione, scrittura e pratiche di meditazione; con idee e strumenti per attivare la consapevolezza nelle relazioni e nei team di lavoro.
br. Antistene, un modesto filosofo allievo di Gorgia e di Socrate, osò una volta sfidare Platone sul terreno dei difficili rapporti tra le idee e le cose. Egli condensò la sua riflessione in una apparente e ingenua obiezione: "O Platone, vedo il cavallo, ma non la cavallinità", alla quale Platone avrebbe contrapposto la sua metafisica sicurezza rispondendogli sprezzantemente: "Perché non hai l'occhio per vederla". Dell'episodio non resta che un semplice aneddoto, che ha però, come spesso accade, sintetizzato in poche battute una complessa controversia, la quale si è definitamente conclusa, assegnando il primato della conoscenza a Platone e al suo cavallo come pura idea, e lasciando svanire nell'ombra Antistene e il suo cavallo vero e reale. Questa loro disputa intorno agli oggetti è rimasta sull'orizzonte del pensiero filosofico, sia pure ricacciata ai margini di una problematica sempre più negletta. Richiamarla alla luce significa perciò riportare il pensiero filosofico alle sue origini, dando all'oggetto, alla sua corposità, alla sua immediata vitalità, il valore che da tempo gli è stato negato.
br. Antistene, un modesto filosofo allievo di Gorgia e di Socrate, osò una volta sfidare Platone sul terreno dei difficili rapporti tra le idee e le cose. Egli condensò la sua riflessione in una apparente e ingenua obiezione: "O Platone, vedo il cavallo, ma non la cavallinità", alla quale Platone avrebbe contrapposto la sua metafisica sicurezza rispondendogli sprezzantemente: "Perché non hai l'occhio per vederla". Dell'episodio non resta che un semplice aneddoto, che ha però, come spesso accade, sintetizzato in poche battute una complessa controversia, la quale si è definitamente conclusa, assegnando il primato della conoscenza a Platone e al suo cavallo come pura idea, e lasciando svanire nell'ombra Antistene e il suo cavallo vero e reale. Questa loro disputa intorno agli oggetti è rimasta sull'orizzonte del pensiero filosofico, sia pure ricacciata ai margini di una problematica sempre più negletta. Richiamarla alla luce significa perciò riportare il pensiero filosofico alle sue origini, dando all'oggetto, alla sua corposità, alla sua immediata vitalità, il valore che da tempo gli è stato negato.
br. Cosa prova uno psicoterapeuta al termine di una seduta? Quali sono i suoi pensieri prima di addormentarsi? Questa professione modifica la vita di chi sceglie di esercitarla? Cosa fa "riuscire" una terapia? Il lettore trova qui le risposte personali di un clinico esperto che mette a nudo con sincerità il proprio modo di lavorare e le proprie debolezze. Il volume narra 10 storie cliniche. Si raccontano in modo romanzato, ironico, ma rispettoso delle procedure scientifiche, due settimane di lavoro di un terapeuta, immaginando che ogni giorno incontri un paziente diverso e descrivendo ciò che avviene in seduta.
br. "Europa. Topologia di un naufragio" esamina la crisi del rapporto sapere/potere a partire dal fallito tentativo di Hegel, e poi di Marx, di unificare teoria e prassi, sino all'inquietante esito nietzschiano: la dichiarata, e sofferta, impotenza della "volontà di potenza". Questa parabola, che nel tragico destino di Giovanni Gentile trova un singolare riscontro, caratterizza il fatale tramonto di Europa rappresentato nel grande, incompiuto, romanzo di Musil. Il pensiero del Novecento, da Schmitt a Benjamin, a Derrida e Heidegger, ha tentato in vari modi di opporsi a tale conclusione, con l'unico risultato di rivelare il fondo della crisi, coinvolgendo in essa la stessa immagine della storia. Più che "storie che corrono in tempo", Ottocento e Novecento appaiono come i luoghi, certo non gli unici, in cui la storia si 'raccoglie' e si 'arresta'. Il peggio è che Europa, come attestano i nostri giorni incerti e crudeli, si rivela incapace di ri-pensare se stessa libera dalla nostalgia del potere e della potenza.
brossura L'arte non abita più la regione ideale della Bellezza e del Significato. Ancora ieri la poesia viveva l'esperienza dell'estraneità dell'uomo alla Terra fidando nel potere del linguaggio e della ragione di portare pur il silenzio della natura e della morte alla trasparenza della parola e del significato. La poesia di oggi, resa esperta, dalla più recente storia, della catastrofe dell'umano, cerca altro nelle macerie del linguaggio: non nuovi "significati", ma un più antico suono, il respiro del corpo. Accostandosi alla natura, questa poesia ridà alla parola significante dell'uomo il peso e l'umore della terra, delle erbe, delle pietre, degli animali. Ha appreso, e ci ha appreso che, oltre lo stare insieme nella polis, v'è, anche per l'uomo, la possibilità di un più aperto, ospitale, stare-accanto, proprio dell'esperienza del sacro.
ril. La filosofia trascendentale di Kant segna una svolta radicale nella concezione tradizionale del mondo e dell'uomo: il passaggio dalla "necessità" dell'essere alla 'libertà' del dovere. Infatti, la dislocazione dello sguardo del filosofo dall'analisi dei concetti che dicono come "è" il mondo, alla operativa dimostrazione del modo in cui l'uomo dà forma al proprio mondo - e cioè: l'"operazione" che caratterizza la logica trascendentale, che Kant paragonò alla "rivoluzione copernicana" - non si arresta alla sfera 'logica', ma investe la prassi, il diritto e la morale, quindi l'esperienza religiosa.
br. "L'immagine infranta" descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervantes a Celan), filosofi (da Vico a Benjamin), pittori e scultori (da Manet a Fontana, a Pollock). Il filo conduttore è la crisi del linguaggio figurale: il mondo non offre più un'immagine stabile di sé, né il "pensiero" sembra capace di creare nuove immagini per dare ordine al mondo. La profondità di questa crisi, che ha raggiunto la stessa origine dell'esistenza umana, quell'"iconologia della mente" che ha segnato il passaggio da natura a storia, è testimoniata dalle decisioni estreme di due tra gli artisti più significativi del nostro tempo, Pollock e Celan, che non esitarono a "ripetere", per stanchezza, e disperazione, il gesto dell'Empedocle holderliniano - già compiuto, in altra forma, da Nietzsche. Tramonto o nuova alba? "L'immagine infranta" termina con questa domanda, che è anche una speranza: e se la crisi del linguaggio immaginale fosse il prezzo necessario per aprirsi alla possibilità di un linguaggio più umile, ma insieme più largo e profondo? Il linguaggio del corpo e della natura, il linguaggio che non "immagina", che non "fa-segno", ma è la cosa stessa: l'"essere-accanto" di uomini e cose, tra "pietre ed erbe".
br. Una suggestiva silloge di "schizzi" filosofici intorno al simbolo del fuoco, tra gli elementi naturali il più rappresentato nei miti antichi, nei pensatori delle origini, in poeti e scrittori d'ogni tempo. La "figura" talvolta rende più dell'argomentazione: il fuoco è così segno dello spirito che contrasta la morte. È un dono e al tempo stesso l'estremo pericolo di consunzione. Il pensiero in ogni modo teme il fuoco pur se ne avverte il fascino segreto. Sta per certo che alle idee hanno allestito il rogo i più fieri nemici della scienza, solo allo scopo di annullare secoli di cultura impressa su carta o pergamena. Fuor di metafora, il fuoco è l'irrazionale con il quale la filosofia sempre si confronta. Inspiegabile non è forse la stessa ragione, la volontà che aspira a colmare il futuro, la passione, la fede, la bellezza, il male, la contingenza della storia? Irrazionale è certo l'istanza di una razionalità assoluta. La filosofia ha il compito di combattere semmai l'irragionevolezza anche contro la pretesa assurda di abolire il mistero. Ha cioè il dovere morale di sconfessare ogni volta la superstizione dommatica, i conformismi, la cieca obbedienza ai dettami delle mode. In copertina un piccolo quadro a olio di Van Gogh, raffigurante il contadino che brucia sterpi sul finire del giorno. Al centro l'immagine di un fuocherello povero e impetuoso simbolo della riflessione solitaria, che è poi la più tenace forza per la sopravvivenza.
br. Croce ha profondamente inciso nella cultura europea del Novecento anche in virtù dell'atteggiamento socraticamente polemico e critico-selettivo riguardo ai diversi indirizzi di pensiero del suo tempo. Gli fu dunque necessario l'esercizio costante del "confronto" allo scopo di affinare i concetti e verificarne la congruità, sempre nella consapevolezza della storicità del vero. I Saggi su Croce, qui proposti in seconda edizione, ampliata e riveduta, in occasione dei settant'anni dalla morte del filosofo, riconsiderano le centrali questioni del soggetto e del giudizio storico, della natura in relazione allo spirito e della volontà che presiede all'agire individuale. Vengono altresì esaminati alcuni incontri e scontri, reali o ideali, che Croce instaurò con pensatori non solo suoi contemporanei, nella pratica quotidiana della cultura, in segno di rinnovamento della vita morale e civile se a guidarla è l'autentica libertà dello spirito.