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Complet en 2 tomes: ensemble xlvi + 1068pp., 25cm., dans la série "Analecta Vaticano-belgica. Documents relatifs aux anciens diocèses de Cambrai, Liège, Thérouanne et Tournai. 2e série: Nonciature de Flandre" volumes 5-6, 25cm., brochures originales (dos du 1e tome peu restauré), la plupart des pages sont toujours non coupées, texte frais, bon état, [Texte des lettres en français, quelques documents en latin], poids: 2.4kg., R106227
<p>28x21 cm, brossura muta p. vii, (1), grande stemma papale, xilografico al frontespizio, bell'incipit ornato e capolettera figurato. Il cardinale Malvezzi, nel concistoro del 14 gennaio 1754, fu nominato Arcivescovo di Bologna</p>
clxxvii + 964pp. + 1 plate out-of-text, original 1911-edition, publisher's half-leather binding with gilt lettering at spine, marbled edges, stamp on blanco endpaper and at verso of title page, most of the texts are in Latin, text and interior bright and clean, in the series "Concilium Tridentinum. Diariorum, actorum, epistolarum, tractatum. Nova collectio, edidit Societas Goerresiana" Volume 2, good condition, weight: 3.8kg., [Contains: MASSARELLI Angelo (Italian, 1510-1566, bishop of Sant'Agata di Goti & secretary of the council of Trent), Diarium quintum: De conclavi post obitum Pauli III (6 November 1549 till 8 February 1550), Diarium sextum: De pontificatu Iulii III (8 February 1550 till 8 September 1551), Diarium septimum: A Marcello II usque ad Pium IV (12 February 1555 till 30 November 1561) // Laurentius PRATANI: Actorum sacrae et oecumenicae Tridentinae synodi Epilogus (pp.363-395) // Hieronymus SERIPANDI: De Tridentino concilio Commentarii (pp.397-488) // Ex Ludovici Bondoni de Branchis Firmani diariis caerimonialibus excerpta (pp.489-571) // Onuphrius PANVINIUS: De creatione Pii IV papae (pp.573-601) // GUIDUS Antonius: De obitu Pauli IV et conclavi cum electione Pii IV (pp.603-632) // D. Pedro Goncalez de MENDOZA: Lo sucedido en el concilio de Trento (pp.633-719) // PSALMAEI Nicolai: Fragmenta de concilio Tridentino (pp.721-890)], R98564
in-12, pp. (4), 83, (3), legatura coeva cart. zigrino verde. Dedica al Card. Pietro Franc. Galleffi. Prima parte (l'indicazione si legge in fine, a pag. 83) di questa succinta descrizione di oltre 300 oggetti d'arte antica presenti nei Musei Vaticani. Bell'esempl. (timbro di biblioteca privata sul tit.).. Non riscontrato nei vari reperori consultati..
v + 359pp.+ engraved frontispiece, 28cm., text in latin, original softcover, text clean and bright, good condition, an autograph letter from 1872 is tipped in: the letter is written by A. Branch (Branck?) to Monseigneur Wilmer, bishop of Haarlem, offering to him this copy which was received from the Secretariat of State of the Vatican City], R96647
In 8 (18,x13 cm); 408 pp., 402 pp., 447, 1 pp., 381, (3) pp., 427, (3) pp., 346, (2) pp. Opera assai rara. Legature coeve in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata (dorsi molto danneggiati), qualche strofinatura ai piatti). Tagli spruzzati di rosso. Qualche frontespizio leggermente lento. Antica firma di appartenenza privata abrasa nel margine basso dei frontespizi, in parte ancora leggibile. Per il resto all'interno in buone condizioni di conservazione. Numerosi frontalini, iniziali e finalini ornati. Frontespizi con titolo entro bella cornice xilografica. Rara edizione, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Foligno da Giovanni Tommasini di questa prima edizione italiana dell'opera più importante del grande teologo francese Jean Pey (1720-1797) che fu Canonico di Notre Dame, sepolto nella chiesa della Croce di Roma. L'opera presenta la traduzione e le note e numerosissime aggiunte del celebre cardinale marchigiano, arcivescovo di Fermo, Cesare Brancadoro che nacque a Fermo il 28 agosto 1755 nella celebre casta dei Brancadoro. Giovanissimo, nel 1793 è già segretario della Congregazione di 5 Cardinali a Bologna. Papa Pio VII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 23 febbraio 1801 in pieno periodo Rivoluzionario, preferendolo al proprio parente Serlupi. Il caso fu un vero e proprio caso diplomatico che infiammò la corte papale di Pio VII. Morì il 12 settembre 1837 all'età di 82 anni. L'opera è una profonda disamina sulla convivenza e rapporto fra potere spirituale e temporale con celebri dissertazioni sui vari tipi di governo (monarchico, repubblicano confrontati nei minimi vantaggi e svantaggi), sul battere moneta, amministrare la giustizia, i matrimoni, l'indipendenza del monarca e quella del Papa. Uno dei volumi è interamente dedicata a Febronio e alle sue idee. Il febronianesimo è un sistema politico-ecclesiastico che ebbe una grande influenza nella seconda metà del XVIII secolo. Suo rappresentante principale fu Johann Nikolaus von Hontheim (conosciuto col nome di Febronio), vescovo ausiliare di Treviri, nell'attuale Germania, che nel 1763 scrisse la sua opera fondamentale, dal titolo: De statu ecclesiae et legittima potestate romani pontificis liber singularis ad reuniendos dissidentes in religione christianos compositus. Partendo dai principi del Gallicanesimo, che aveva appreso a Lovanio seguendo le lezioni del canonista Van Espen, Hontheim prosegue sulla medesima via, ma raggiungendo un radicalismo acceso che lasciava alle spalle il Gallicanesimo tradizionale per sviluppare una teoria sulla organizzazione ecclesiastica fondata sulla negazione della costituzione monarchica della Chiesa. Il suo intento era di riconciliare le posizioni della Chiesa protestante con quella cattolica, diminuendo il potere e l'autorità del papa. Si tratta di una forma di Conciliarismo. Benché i principi di Febronio non fossero originali (vedi il Concilio di Costanza e Basilea del XV secolo), la forza e la profondità dei suoi studi fecero sì che essi venissero accettati e largamente diffusi, soprattutto in Germania. Il libro di Febronio venne condannato dal papa il 5 febbraio 1764, e con un Breve del 21 maggio Clemente XIII ordinò la distruzione di tutti gli esemplari dell’opera. L’ordine papale però ebbe un’accoglienza diversa: in alcune diocesi infatti l’ordine di distruggere il libro venne completamente ignorato; in altre diocesi, si volle dapprima aspettare il giudizio emesso da speciali e neutrali commissioni; in altre diocesi infine (se ne contano 9), l’opera venne distrutta. Malgrado questo, le idee di Febronio trovarono viva accoglienza presso i principi tedeschi e soprattutto presso i vescovi, che nella maggioranza dei casi erano principi-vescovi, già indipendenti dall’imperatore sul piano politico, e che ora aspiravano anche ad una indipendenza ecclesiastica: consideravano infatti come ingiustificabili le ingerenze della curia romana nelle loro prerogative sovrane e volevano stabilire con fermezza la loro indipendenza dal papa stesso. I principi (soprattutto in Austria, in Toscana, a Napoli, in Portogallo), nelle loro riforme “illuminate”, fecero energici sforzi per riformare la Chiesa, a partire dalla idee di Febronio. In Italia si possono ricordare soprattutto il Sinodo di Pistoia e il vescovo riformatore Scipione de' Ricci. In Germania occorre menzionare i 23 articoli redatti dai tre principi E elettori, i vescovi di Magonza, Colonia e Treviri, che nel 1786 stillarono un elenco di lamentele contro la curia romana, che si ispiravano alle idee di Febronio (benché questi non ebbe parte diretta nella loro stesura), e che invocavano l’aiuto dell’Imperatore per la loro attuazione. La rivoluzione francese mise fine a questo tentativo di indipendenza della chiesa tedesca. Opera RARA.
In-8°. pp.8, montate su fogli in-4°. Stemma pontificio inciso su legno. senza legatura. Pio 6 papa Pius VI possesso cavalcata festa feast cerimonia ceremony apparato effimero basilica vaticana vaticano basilica lateranense roma rome ebrei hebrew jew
In-8°. pp.(4), montate su fogli in-4°. L’architetto che organizzò la macchina per la cerimonia fu michel’angelo Simonetti; senza legatura. potenza cerimonia ceremony rito rite roma rome vaticano san francesco bonaventura apparato effimero ephemeral basilicata
cxxix + 931pp. + 1 folding map in fine, original 1901-edition, publisher's half-leather binding with gilt lettering at spine, marbled edges, stamp on blanco endpaper and at verso of title page, text in Latin, text and interior bright and clean, in the series "Concilium Tridentinum. Diariorum, actorum, epistolarum, tractatum. Nova collectio, edidit Societas Goerresiana" Volume 1, good condition, weight: 3.5kg., [Contains: 1) The diary and comments, by Ercole Severoli, Italian jurist ca.1510-1571, on the Council of Trent from 11 december 1545 till 16 January 1548 (pp.1-147) // 2) MASSARELLI Angelo (Italian, 1510-1566, bishop of Sant'Agata di Goti & secretary of the council of Trent), De Concilio Tridentino Diarium primum (22 February 1545 till 1 February 1546), pp.149-873], R98563
LEGATURE IN MEZZA PERGAMENA CON TASSELLI TITOLI IN PELLE, PIATTI MARMORIZZATI. numero pagine: 368+368 formato: 16.4X10.8 stato conservazione: BUONO TRANNE FIORITURE SPARSE collana: BIBLIOTECA SCELTA DI OPERE ITALIANE VOL. 450 E 451
Small chip to base of spine. Minor shelfwear. Heavy book. ; Mit Beiträgen von Guido Cornini, Giuseppina Ghirardini sowie Claudia Barsanti. ; 9.1 X 6.4 X 1.2 inches; 359 pages
cm. 21,5 x 30, xx-454 pp. con 57 figg. n.t. e 255 tavv, f.t. di cui 24 a colori. Fondazione Carlo Marchi - Studi Il Vaticano rinascimentale ? emblema papale. Poco noto ? che nasconda un palazzo pi? antico e che nel Medioevo questo non fosse sede del papa. Dalla tradizione lateranense, si ripercorre l?affermazione del Vaticano; si collazionano fonti per la pristina storia architettonica; si rilevano e si contestualizzano lacerti e notizie degli interventi decorativi. Si rivela un?emergenza cittadina, che, descritta anche nella sua diversificazione decorativa, risulta presupposto per ingrandimenti e ridecorazioni successive. The Renaissance Vatican as we know it today has become the emblem of the papacy. Less well known is the fact that within it is hidden an older palace which, during the middle ages, was not the papal see. This, the Lateran, is studied in detail, and all the sources for reconstructing its architecture and history are examined and placed in the context of its later evolution. 2490 gr. xx-454 p.
In-16° gr. pp. 170, leg. in cartone con targhetta al dorso muta. Annotazioni sul foglio di guardia. Pagine ondulate a causa di collocazione in luogo umido.
2 tomes (le tout paru), I: 465pp. avec 140 figures et plans historiques et 1 carte en couleur, II: 456pp. avec 84 figures et plans historiques, 28cm., belles reliures uniformes en demi-cuir rouge, titre doré aux dos, tranches supérieures dorées, cachet, peu de rousseurs, bon état, R68660
2 tomes (le tout paru), I: 465pp. avec 140 figures et plans historiques et 1 carte en couleur, II: 456pp. avec 84 figures et plans historiques, 28cm., reliures uniformes cart. (dos en cuir brun avec titre et nerfs dorés, plats marbrés), feuilles de garde marbrées, brochures originales conservées et reliées, cachet, qqs. Rousseurs occasionnelles, bon état, poids: 3.6kg., R106636
xxiii + 294pp. + 51 planches hors-texte, 30cm., brochure originale, dans la série "Medagliere della Biblioteca Vaticana" volume I, exemplaire de la collection du byzantiniste et helléniste belge prof. Justin Mossay (avec cachet et ex-libris), bon état, X103499
310pp.+ frontispice (portrait en photographie albumine originale du baron de Woelmont), 19cm., reliure cart. (plats marbrés, dos en cuir avec titre doré), cachet sur la p.d.t., peu de rousseurs, bon état, rare, R90370
In 4°, pp. XVI+596+104. Pergamena coeva con piccole mancanze al dorso..Segni di restauro e rinforzo al frontespizio. Segni di gore su alcune tavole.
cm. 22 x 31, viii-362 pp. con ill. Broch? Gi?: ?La Bibliofilia?, Vol. LX, Anno 1958. 2220 gr. viii-362 p.
In 8' gr., cart. ed. pp. 95, tagli di col. giallo, 2 carte ripiegate n.t.evidenti segni d'uso e del tempo ai piatti, strappi e mancanze al dorso, numero scritto a penna sia la piatto che al dorso, (presumibile collocazione di biblioteca personale), tracce d'insetto nella parte centrale, ordinarie fioriture e segni del tempo.Luogo di pubblicazione RomaEditore Nella stamperia dell'Ospizio ApostolicoAnno pubblicazione 1832Materia/Argomento Chiesa, Vaticano
x + 524pp. + 4 cartes dépliantes, reliure carrt. d'époque (plats marbrés, dos en cuir avec titre et faux-nerfs dorés), petit cachet sur la page de titre, bon état
v + 359pp.+ engraved frontispiece, 28cm., text in latin, orig.softcover (spine repaired, small piece detached), text and interior VG, R51917
In 8° (22,1x14,3 cm); X, 351, (1) pp. Bellissima e pregiata legatura coeva in mezza pergamena rigida con titolo e la scritta volume unico impressi in oro al dorso su fascette rossa e verde. Altri ricchi ed elaborati fregi impressi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Quest’opera doveva essere il primo volume di una collana ma risultò poi come l’unico stampato e rappresenta un’importante fonte per la storia del Vaticano, della Polonia e della Svezia ricostruendo le relazioni diplomatiche che intercorsero fra questi stati nel periodo storico compreso fra ii 1523 anno di insediamento al potere di Giovanni III ed il 1611 anno della morte di Carlo IX di Svezia. I tre regnanti, tutti appartenete alla nobile famiglia dei Vasa, furono anche i primi re di Polonia. Sigismondo III Vasa, in polacco Zygmunt III Waza, in svedese Sigismund III Vasa, in latino Sigismundus Tertius Dei gratia rex Poloniæ, magnus dux Lithuaniæ, Russiæ, Prussiæ, Masoviæ, Samogitiæ, Livoniæque, necnon Suecorum, Gothorum Vandalorumque hæreditarius rex (Castello di Gripsholm, 20 giugno 1566 – Varsavia, 30 aprile 1632), fu re di Svezia dal 1592 al 1599 e di Polonia dal 1587 al 1632. Appartenente alla reale famiglia Vasa di Svezia, era figlio di Giovanni III e della principessa di Polonia Caterina Jagellona, sorella di Sigismondo Augusto. Eletto al trono della Confederazione polacco-lituana, Sigismondo era intenzionato a creare un'unione personale tra la sua confederazioen e la Svezia (Unione polacco-svedese), riuscendoci nel 1592. Dopo essere stato deposto dal trono svedese nel 1599 da suo zio eletto sovrano col nome di Carlo IX di Svezia, egli trascorse il resto della sua vita nel tentativo di reclamarlo mentre lo zio passò buona parte della sua vita nel fortificare i confini e nell’imbastire una fitta rete di rapporti diplomatici per scongiurare il ritorno del nipote. Opera assai rara in questa prima edizione italiana, sei soli esemplari censiti in ICCU, in bellissima legatura coeva ed in perfetta condizioni di conservazione.
Ouvrage complet en 3 tomes: xciv, 758 + lxviii,576 + 630pp., Reprint (Bruxelles 1998) de l'édition originale (Bruxelles, Bruylant-Christophe, 1880-1881), br.orig., bel état, B45440