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br. Il problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
In-8 (cm. 24), brossura, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 243, (5). In ottimo stato (nice copy). .
br. Nel 1280 il grande cabalista aragonese Avraham Abulafia giunge a Roma per incontrare il papa Niccolò III e per comunicargli la sua visione della "redenzione finale" del mondo, il pontefice rifiuta di dargli udienza e il cabalista viene arrestato. Abulafia è solo uno dei tanti mistici-Messia della tradizione ebraica, maestri che diedero spesso origine a veri movimenti di massa. Questo saggio è una ricostruzione del misticismo messianico dalla "Qabbalah estatica" medievale sino alla modernità, con un'analisi della varietà di modelli impiegati nell'attività di redenzione volta a sconfiggere il male e l'imperfezione del cosmo, da quello mistico ed estatico, attraverso quello teosofico-teurgico fino a quello magico-cabalistico.
Milano,"Collection Sebastiani-Archè", 1975.
Milano, Armenia Editore, 1979. Volume appartenente alla Collana: I libri dell’insolito. In 8vo (cm. 20,4); brossura originale illustrata con titoli al piatto e al dorso; pp. 307, (13). Buono stato di conservazione. PAx
grand in-8°, 188 pp., broché, couv. Bel exemplaire. [BAT-7]
<p>22 cm, rilegatura editoriale in simil pelle rossa, sovracoperta editoriale illustrata, p. XV, 603.</p>
In-16 (cm. 17.10), brossura, pp. 32, con illustrazioni grafiche in bianco e nero nel testo. Macchie e tracce d’uso ai piatti. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro testo in buono stato (text in good condition).
Mm 150x210 Prima edizione. Collana "La saggezza della Cabala" - Brossura editoriale con alette, 542 pagine. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
395p. Uncut. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket. Bookseller's label. OCC 7 **
La Haye, chez Pierre Paupie, 1741, piena pelle coeva, dorso a snodi con titolo inciso, cm. 15,4 x 10, pp. 350. Strappo alla cuffia sup.
In 8vo.Cartonato editoriale,titoli applicati al piatto e al dorso." Ouvrage couronne par l'Alliance Israelite Universelle".L'Autore era Rabbino predicatore a Livorno ed esperto di Cabala.Ottima copia.Intonso.Pp.341
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 59,(5); esemplare molto buono, lievemente brunito. coll. Les maitres de l'occultisme, VII. (ZE5) (ZE5)
In 8°, brossura edit. ill., pp. 175,(1); esemplare molto buono, solo lievemente brunito. (ZE6) (ZE6)
In 8°, brossura edit., pp. 379,(5); copia molto buona, con lievi e sporadiche fioriture. (ZE6) (ZE6)
In 8°, brossura edit. ill., pp. 496,(2), con alcune ill. b/n n.t.; copia molto buona. (ZB2/B) (ZB2/B)
français In-8 de 153-(6) pp.; broché de l'éditeur. Collection "Le Soleil dans le Coeur". Quelques passages surlignés aux stabylos.
In 8°, br. ed. ill. pp. XXXII, 264, (2). Copia molto buona senza problemi evidenti. (Za8) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za8)
br. I primi versetti della "Genesi" costituiscono da sempre un'arena di scontro per esegeti, filosofi e mistici. Tutto ruota intorno all'oggetto d'indagine della teodicea, quella branca della teologia che studia l'origine del male: si tratta di una realtà presente nella creazione e addirittura in Dio? Preesiste al bene, così come le tenebre preesistono alla luce? È una scorza dura che protegge un frutto succoso dagli attacchi di chi lo vuole distruggere? In antichi testi ebraici si legge che Satana fu il primogenito di Dio, o che il primogenito di Adamo, Agrimas, potenza primordiale malvagia, prese in moglie una lilit, una demonessa, la quale gli generò novecentomila figli che avrebbero invaso il mondo e imposto la loro supremazia se non fosse intervenuto Matusalemme a sterminarli con una spada magica. La storia della generazione del male da un principio positivo appare già nel IX secolo in un passo del vescovo Agobardo di Lione, dove si attribuisce agli ebrei la credenza in un Dio il quale, seduto sul suo trono sorretto da quattro bestie in una sorta di grande palazzo, "fa pensieri superflui e vani che, data la loro inanità, si trasformano in demoni" - una formulazione destinata a riverberarsi in molte forme della tradizione cabbalistica medioevale. Basandosi sull'analisi di testi perlopiù ignoti, ignorati o fraintesi dalla ricerca contemporanea, Moshe Idel indaga in pagine dense e coinvolgenti i processi che portarono all'adozione nel giudaismo di tradizioni dualistiche iraniche o gnostiche e all'elaborazione di gerarchie ontologiche in cui i due princìpi opposti di bene e male sono comunque intesi come entità subordinate al loro creatore. E solo di rado il male appare in forme diaboliche, perché in fondo esso deve la sua vitalità alle scintille di Dio che vi si trovano incluse, senza le quali sarebbe incapace di agire o addirittura di esistere.
brossura Questo libro è stato scritto per aiutare coloro che, studiando queste due grandi correnti dei misteri occidentali si sono posti la domanda: quale relazione sussiste tra cabala e antroposofia? Il libro è una prima risposta a questa domanda e, chiaramente, non pretende di esaurire la questione. La speranza è poter contribuire a formulare le giuste domande.
19 cm, copertina muta coeva con leggere tracce d'uso; pp. 48, incisione in rame all'antiporta (Casamia che indica gli astri). In fine sigillo e firma di Montanari
pp. 387, cm 21x15, brossura.
br. "La dottrina della creazione dell'uomo a immagine (tzelem) di Dio ( Gn, 1, 26), già in sé alquanto problematica per la teologia monoteistica, offrì ai mistici il termine tecnico per una concezione che aveva ormai una parentela molto remota con l'idea biblica. Ai cabbalisti premeva sapere in che cosa propriamente consistesse la particolare essenza individuale dell'uomo, dal momento che la dottrina della trasmigrazione delle anime ... si prestava a mettere in dubbio la specifica unicità e irripetibilità dell'essere umano. Qual è il prìncipium individuationis di ogni uomo, l'elemento che costituisce l'unicità della sua esistenza e che mantiene la sua identità attraverso le varie trasmigrazioni dell'anima?". Così si legge in questo volume, che raduna le conferenze tenute da Scholem ai celebri Colloqui di Eranos, ad Ascona, tra il 1952 e il 1961. A quel pubblico assai scelto Scholem decise di presentare lo sviluppo storico e i nodi essenziali delle dottrine cabbalistiche scandendoli in altrettanti capitoli di un lessico ideale del misticismo ebraico. Scorrono così davanti ai nostri occhi i temi e i concetti più profondi, misteriosi e affascinanti della teosofia cabbalistica: la figura mistica del Creatore, l'intreccio misterioso di bene e male nella divinità stessa, la dimensione sessuale del divino, compendiata nelle forme del Giusto e della Shekinah, le peripezie della reincarnazione e i viaggi cosmici del nostro "doppio", il "corpo astrale".