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brossura
br. Un'opera per il cammino spirituale di coloro i quali cercano di trovare il significato della vita e di "connettersi con quella forza generale che governa tutta la natura e che i kabbalisti chiamano il Creatore". Gli insegnamenti trasmessi dai grandi kabbalisti del passato, esposti in una forma chiara e completa da M. Laitman, sono disponibili alle nuove generazioni, dopo secoli di occultamento. La Kabbalah è un metodo pratico che permette allo studente di sperimentare ciò che i kabbalisti definiscono come i Mondi Superiori, mentre ancora vive in questo mondo. Al culmine di questo cammino, l'essere umano, attualmente frammentato e separato dai suoi simili, raggiungerà lo stato di Adam ("simile al Creatore"), ritrovando lo stato primordiale di unione e connessione con la Natura e con i suoi simili. Solo seguendo gli insegnamenti della Kabbalah saremo in grado di uscire dallo stato di crisi e di malessere che pervade l'uomo contemporaneo e ritrovare il ruolo che ci compete nel disegno della Creazione.
br. Rivolgendosi a chiunque intenda aprire la propria coscienza e liberarsi delle proprie paure, Lahy riprende antichi concetti cabbalistici adattandoli alla vita moderna al fine di reintegrare la gioia nelle nostre vite e intraprendere un cammino di benessere e libertà spirituale. Il titolo del libro allude al Kissé haKavod, il "Trono di Gloria" dell'antico misticismo, da cui Lahy riprende alcuni principi riformulandoli in chiave contemporanea. La gioia di cui parla è la felicità assoluta e fine a se stessa, l'estasi che ci libera da qualsiasi vincolo e malessere e che non è prerogativa di alcuni seguaci scelti, ma un'opportunità per chiunque voglia percorrere la strada verso il risveglio interiore. Nel Libro dello Zohar è scritto: "La Presenza Divina non dimora dove vi è tristezza, ma in un luogo inondato di gioia", ed è proprio questa la gioia che dobbiamo fare nostra per ritrovare la pace e la liberazione interiori.
brossura Per la Bioermeneutica® di Georges Lahy tutto ciò che ha un nome è simile a un libro che può essere aperto e interpretato a qualsiasi livello conoscitivo. Il nome di ogni parte anatomica è carico di misteri che la lingua ebraica sa rivelare e definire, e l'arte cabbalistica della trasposizione delle lettere (Tseruf) ne fa vibrare la sostanza più intima e aiuta ad attribuire ad ogni male le relative parole chiavi, che diventeranno la via di accesso alla guarigione. La trasposizione delle tecniche di lettura della Qabalah viene applicata al corpo e alla sua storia, svelando un'antica arte terapeutica iniziatica di grande valore anche per il pubblico moderno.
ill., br. Tra i vari orientamenti della Qabalah vi è quello mistico e spirituale sviluppato dal grande cabalista spagnolo del XIII secolo, Abraham Abulafia. Egli ha creato degli esercizi spirituali, contenuti nel libro, basati su combinazioni delle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico, aprendo così la via della Qabalah della parola, la cui pratica conduce all'estasi mistica. Tale estasi è un'apertura della coscienza grazie a cui è possibile comunicare con il proprio universo interiore e con tutto il creato. Le combinazioni di lettere alimentano tecniche di vocalizzazione, di respirazione e di movimenti del corpo, favorendo l'unione di materia, soffio e spirito.
français In-8 de 159 pp.; broché de l'éditeur.
Fascicoli da dattiloscritti, In-4°. legature in brossure editoriale, pp. varianti, circa da 50 a 110 per fascicolo. Diponiamo dei seguenti:- (Anno I°, Fasc. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, (3 fascicoli no numerati). (Anno II°, 1990, - 9 fascicoli non numerati). Con alcune simbologie illustrative. Perfetto stato di conservazione.
IN-16°, PP. 147 (5), BROSS. EDIT., COP. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO E DI POLVERE, LEGGERE BRUNITURE), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, SCRITTA A PENNA AL RISG., STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG). 635 99 B
In 8° grande; XV, (1), 56 pp. Brossura editoriale con titolo impresso in neo al piatto anteriore entro conrice con sopraccoperta protettiva in velina. Prima edizione assai rara di questa traduzione francese di uno dei testi cabalistici più importanti. Christian Knorr von Rosenroth (15/16 luglio 1636 - 4 maggio 1689) fu un celebre ebraista cristiano di origini tedesche e un cabalista cristiano nato ad Alt-Raudten (oggi Stara Rudna) in Slesia. Dopo aver completato i suoi studi nelle università di Wittenberg e Lipsia, viaggiò attraverso i Paesi Bassi, la Francia e l'Inghilterra. Ad Amsterdam conobbe un principe armeno, il rabbino capo, Meier Stern, il dottor John Lightfoot e Henry More. Influenzato da loro e da altri, studiò le lingue orientali, la chimica e le scienze cabalistiche. Al suo ritorno, si stabilì a Sulzbach dove divenne il consigliere privato di Christian Augustus, conte palatino di Sulzbach. Si è dedicato allo studio dell'ebraico. In seguito divenne uno studente della Kabbalah, in cui credeva di trovare prove delle dottrine del cristianesimo. La traduzione è opera del noto professore francese, Yves Millet (7 marzo 1920 - 22 dicembre 2000) specializzato in lingue slave e tedesche, nominato nel 1965 professore di ceco presso la Scuola nazionale di lingue orientali viventi, che diverrà poi l'Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Good gopy. First edition.
in-4°, 128 pages, 150 illustrations, 38 en couleurs, broche, couverture illustree plastifiee. Bel exemplaire. [P-40]
x + 604pp., Edition originale de 1901, 23cm., brochure originale, exemplaire de la collection de l'orientaliste belge Arnold Van Lantschoot O.Praem. (avec sa signature), bon état, X103737
In 8, brossura editoriale, pp. X, 604, con illustrazioni n.t. b/n; buon esemplare (ZC05/A)
brossura
brossura
pp. 131, cm 21x15, brossura. Nuovo.
ill., br. Il Bahir (Sefer ha-Bahir, Libro dell'Illuminazione) è considerato la prima opera letteraria kabbalistica, scritta alla fine del XII secolo nella Francia meridionale. Ciononostante, essa è ancora poco conosciuta nel mondo occidentale, a differenza del Sefer Yeztirah (Libro della Formazione) e del Sefer ha-Zohar (Libro dello Splendore). In questo testo Aryeh Kaplan offre al lettore un commento al "Bahir" e rivela la metodologia che gli antichi kabbalisti hanno seguito nella sua redazione, illuminando in tal modo le zone d'ombra che riguardano l'origine della Kabbalah.
br. La Kabbalah si divide in tre aree fondamentali: teorica, meditativa e magica. Molti libri ne hanno esplorato l'aspetto teorico, ma pressoché niente è stato scritto sui suoi metodi di meditazione. Nel presente libro, il celebre rabbino Aryeh Kaplan, avvalendosi di numerosi testi mai tradotti o apparsi a stampa, presenta le tecniche meditative utilizzate dagli antichi kabbalisti, esplorando in profondità il loro sviluppo. Per questa ragione, "Meditazione e Kabbalah" raccoglie per la prima volta le testimonianze sulle tecniche essenziali alla pratica kabbalista. Kaplan offre una lucida panoramica degli strumenti meditativi come mantra e mandala, utilizzati dai mistici e dalle scuole esoteriche kabbalistiche, coinvolgendo il lettore in una penetrante interpretazione del loro significato alla luce della moderna ricerca sulla meditazione e sugli stati non ordinari di coscienza.
ill., br. Tra gli studiosi della Kabbalah, il "Sefer Yetzirah. Libro della Creazione" viene considerato un testo meditativo con forti implicazioni magiche. Rabbi Aryeh Kaplan ci presenta lo scritto originale ebraico e la sua traduzione in base alle quattro versioni più accreditate. Ne offre altresì un accurato commento, in grado di accompagnare il lettore attraverso l'analisi e la comprensione di quello che appare come un antico manuale di istruzioni per uno speciale tipo di meditazione: è infatti ricco di esercizi volti a rafforzare la concentrazione dell'iniziato e utili nello sviluppo di poteri telepatici e di telecinesi, attraverso cui attuare imprese che dall'esterno sarebbero apparse come magie. Si tratta perciò di un'opera che senza dubbio arricchisce enormemente l'attuale panoramica degli strumenti di ricerca sulla meditazione, gli stati non ordinari di coscienza e l'evoluzione del Sé profondo.
In 8°, br. edit., pp. VIII,233,(3); buon esemplare, lieve brunitura, lieve usura del dorso; copia firmata dall'autore. (Yd4) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (Yd4)
Very Good English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 1 map, 318 p., [16] p. b/w plates. Turkish Edition of Freely's 'The lost messiah. In search of the mystical rabbi Sabbatai Sevi'. Kayip mesih. Sabetay Sevi'nin izini sürerken. [= The lost messiah]. Translated by Aysegül Çetin Tekçe.
Autori: Johannes Pistorius. Curatori: J. P. Brach, M. Gabriele.
br. Quando apparve nel 1988, questo libro - qui riproposto in una nuova edizione aggiornata e accompagnato da un'Introduzione che illustra i risultati più significativi della ricerca successiva - diede luogo a una feroce polemica. Gli allievi di Scholem, che pure a Idel era legato da un profondo rapporto di stima, si scagliarono unanimi contro quella che ai loro occhi appariva come la confutazione del maestro e la demolizione di un dogma. Benché estraneo agli intenti che gli furono attribuiti, il libro segnava un punto di svolta nelle indagini sulla mistica ebraica, offrendo, sulla scorta di una enorme documentazione inedita, un'interpretazione innovativa della Qabbalah e in particolare dei suoi aspetti più affascinanti e trascurati: quelli magici. L'assoluta rilevanza dei temi affrontati - a partire dalla questione dell'antichità della Qabbalah (Idei sovverte qui una classica teoria di Scholem, giungendo a dimostrare l'influsso determinante dell'ebraismo sulla Gnosi) -, le inedite prospettive dischiuse alla ricerca, i riferimenti comparativi alla filosofia greca, a quella araba medioevale e alle più diverse forme di pensiero religioso contribuiscono a fare di quest'opera una lettura imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla tradizione mistica della Qabbalah.
<p>24 cm, brossura editoriale, p. 409.</p>
br. I primi versetti della "Genesi" costituiscono da sempre un'arena di scontro per esegeti, filosofi e mistici. Tutto ruota intorno all'oggetto d'indagine della teodicea, quella branca della teologia che studia l'origine del male: si tratta di una realtà presente nella creazione e addirittura in Dio? Preesiste al bene, così come le tenebre preesistono alla luce? È una scorza dura che protegge un frutto succoso dagli attacchi di chi lo vuole distruggere? In antichi testi ebraici si legge che Satana fu il primogenito di Dio, o che il primogenito di Adamo, Agrimas, potenza primordiale malvagia, prese in moglie una lilit, una demonessa, la quale gli generò novecentomila figli che avrebbero invaso il mondo e imposto la loro supremazia se non fosse intervenuto Matusalemme a sterminarli con una spada magica. La storia della generazione del male da un principio positivo appare già nel IX secolo in un passo del vescovo Agobardo di Lione, dove si attribuisce agli ebrei la credenza in un Dio il quale, seduto sul suo trono sorretto da quattro bestie in una sorta di grande palazzo, "fa pensieri superflui e vani che, data la loro inanità, si trasformano in demoni" - una formulazione destinata a riverberarsi in molte forme della tradizione cabbalistica medioevale. Basandosi sull'analisi di testi perlopiù ignoti, ignorati o fraintesi dalla ricerca contemporanea, Moshe Idel indaga in pagine dense e coinvolgenti i processi che portarono all'adozione nel giudaismo di tradizioni dualistiche iraniche o gnostiche e all'elaborazione di gerarchie ontologiche in cui i due princìpi opposti di bene e male sono comunque intesi come entità subordinate al loro creatore. E solo di rado il male appare in forme diaboliche, perché in fondo esso deve la sua vitalità alle scintille di Dio che vi si trovano incluse, senza le quali sarebbe incapace di agire o addirittura di esistere.