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br. Fra i molti elementi controcorrente che resero celebre Schopenhauer presso una ristretta cerchia di contemporanei e contribuirono nel Novecento a trasformarlo in oggetto di culto per una ben più folta schiera di appassionati vi è senz'altro la lungimirante apertura nei confronti del mondo, della cultura e della religiosità dell'Oriente, in particolare dell'India. Alcuni, da Nietzsche a Hesse, videro in ciò il segno di una inarrivabile libertà intellettuale: per Schopenhauer non la Grecia, non Roma, non il Cristianesimo rappresentano la culla e l'età dell'oro dell'umanità - e, quindi, dell'Europa - bensì l'India, il Brahmanesimo e il Buddhismo. Certo egli non fu il solo a pensarlo, giacché una sorta di indomania caratterizzò l'intera cultura romantica. Schopenhauer fu però il primo e unico filosofo a inserire organicamente l'India in un poderoso sistema di pensiero, facendone il cardine della sua metafisica e della sua etica: "Buddha, Eckhart e io insegniamo nella sostanza la stessa cosa" annotò due anni prima della morte, consapevole di imprimere così il proprio sigillo di verità a un'opera destinata a permanere.
In 16°. pagine 81. Brossura editoriale. Alcune macchie e bruniture. Intonso. Stato di conservazione complessivamente buono.
In 8°, brossura edit. ill. con alette, pp. 259,(5); copia molto buona. (ZB1/B) (ZB1/B)
br. "Siate e basta, non fate nulla, nulla deve essere fatto. Solo allora il vostro dimenarvi avrà fine". L'insegnamento di Nisargadatta, che il lettore ha assorbito in "Io sono Quello", viene ulteriormente approfondito in questa nuova raccolta di dialoghi con i tanti visitatori che si affollavano alla sua presenza. Tema centrale di questi discorsi è la "trascendenza", l'"andare oltre", e il processo che alla trascendenza conduce. Tale processo si articola in due fasi: dapprima l'osservazione di sé e la comprensione del proprio funzionamento, per giungere alla coscienza dell'"io sono" rompendo la falsa identificazione con il corpo; in seguito la trascendenza della coscienza universale stessa, per tornare a essere ciò che si è sempre stati: la "fonte", l'"assoluto", 'Quello'.
br. Quest'ultimo volume di discorsi e dialoghi emerge innanzi tutto per la grande accuratezza con cui sono state trascritte le parole del Maharaj, un lume della spiritualità advaita vedanta del novecento. Tratto per lo più dalle registrazioni dei satsang pomeridiani di novembre e dicembre 1979 e poi redatto da uno dei suoi traduttori personali, il testo è una riproduzione assai fedele di quanto veniva detto nella piccola sala di Bombay, dove Sri Nisargadatta incontrava ogni giorno i visitatori e i ricercatori spirituali che venivano a trovarlo. Ma non solo ragioni storiche pesano sul grande valore del libro. Proprio a motivo della completezza del testo, l'insegnamento del grande saggio viene qui esposto in ogni suo risvolto essenziale: l'identificazione col corpo, l'illusione dell'individualità, l'io-sono (ossia la sensazione di essere), che è la lente attraverso cui la manifestazione appare davanti al testimone di tutto, l'assoluto, il parabrah-man. Per questo la lettura è quanto mai toccante, profonda, chiara, e non mancherà nel suo grande intento di sconvolgere e cancellare l'ordine concettuale con cui di solito diamo forma al mondo e agli eventi che costituiscono la nostra esperienza.
Visnucarman Il Pancatantra. Quarto libro.. , Carabba 1928, Copertina: in cartoncino millerighe, sporca. Dorso: con impressioni in oro Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
Visnucarman Il Pancatantra. Secondo libro.. , Carabba 1928, Copertina: in cartoncino millerighe, sporca. Dorso: con impressioni in oro Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
<p>22 cm, br. editoriale, p. 51, con foglietto editoriale.</p>
tela edit. con sovrac. con titoli, piccole rotture in sovrac.
Formato cm. 25x16. Pagine 396 Rilegatura in tela rigida con sopracopertina e fascetta editoriale. Lievissime bruniture alle sopracopertine. Stato di conservazione ottimo.
In-8° pp. 396, leg. in tela edit. con sovrac. e fascetta. Stato di nuovo.
In 8°. Pagine 326. Rilegatura rigida con sopracopertina figurata a colori. Buono stato di conservazione. Testo curato da Alessandro Bausani
br. Il R?m?ya?a , grande poema epico indiano che narra la vicenda di R?ma, eroe generoso e devoto, figlio di re Da?aratha e incarnazione di Vi??u, è una parabola di portata estremamente importante e, allo stesso tempo, una travagliata e avventurosa storia di formazione. Lo scopriamo attraverso le parole di R.K. Narayan, che, con grande scioltezza compositiva, ci conduce nelle immense foreste e nelle città affollate di un'India da sogno, mostrandoci la tradizione fondante di un'intera civiltà, con i suoi valori, i suoi dei, le sue consuetudini. Di più, rivelandoci, tra gli altri, il valore e le debolezze di R?ma, l'umanità profonda di cui anche i demoni più terribili sembrano dotati, Narayan traccia una suadente lezione di psicologia universale: la lotta fra il bene e il male, oltre che sulle rive dell'isola di La?k?, avviene in qualche zona oscura della coscienza di tutti noi.
Mm 120x195 Collana "Tascabili. Letteratura". Brossura editoriale di 228 pagine, ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Il segreto della regina dei tre mondi - Sezione sulla gnosi getta una sfida al lettore in primo luogo per l'impossibilità di incasellarlo entro un genere letterario preciso nell'ambito delle nostre categorie occidentali. Una serie di avvincenti narrazioni incastonate l'una entro l'altra con la tecnica del racconto-cornice; la presenza di passi lirici e di un vero e proprio breve poema; l'uso di apologhi edificanti; la trattazione di temi speculativi di carattere filosofico e religioso di grande profondità sono solo alcuni degli elementi di interesse di questo libro. Autorevole e venerata espressione dell'hinduismo tardomedievale, il testo è presentato al pubblico in una versione condotta sull'edizione critica, aggiornata nella bibliografia e nelle note in questa sua riedizione. Curatori: A. Pelissero.
br. Il segreto della regina dei tre mondi - Sezione sulla gnosi getta una sfida al lettore in primo luogo per l'impossibilità di incasellarlo entro un genere letterario preciso nell'ambito delle nostre categorie occidentali. Una serie di avvincenti narrazioni incastonate l'una entro l'altra con la tecnica del racconto-cornice; la presenza di passi lirici e di un vero e proprio breve poema; l'uso di apologhi edificanti; la trattazione di temi speculativi di carattere filosofico e religioso di grande profondità sono solo alcuni degli elementi di interesse di questo libro. Autorevole e venerata espressione dell'hinduismo tardomedievale, il testo è presentato al pubblico in una versione condotta sull'edizione critica, aggiornata nella bibliografia e nelle note in questa sua riedizione.
br. Nel presentare il tantrismo così come viene realmente vissuto nell'induismo, ed evidenziando i controsensi più correntemente diffusi al suo riguardo, Jean Varenne compie con questo libro un'opera salutare. Infatti, gli eccessi di alcuni falsi "maestri", l'onnipresenza della sessualità più concreta nei rituali e il suo apparente gusto per ogni sorta di trasgressione, hanno fatto una pessima pubblicità al tantrismo, sino a farlo apparire, in quell'Occidente in cui la spiritualità è sempre associata ad una certa "moralità", come una delle forme religiose più lontane dalle nostre, oppure, viceversa, come la summa delle trasgressioni per un'umanità che cerca una "alternativa" e si crede tale. Esperto riconosciuto della cultura indiana, di cui costituisce uno dei migliori riferimenti in ambito universitario, Jean Varenne illustra la mitologia specifica del tantrismo, interamente orientata verso l'esaltazione del Femminile, precisando il senso dei riti sulla base di una lettura dei testi sanscriti medievali, talvolta inediti in Occidente. Da ultimo, analizza in profondità la teologia tantrica, incentrata su una dialettica tra il Maschile e il Femminile che sfocia nella "non dualità".
ill. L'autrice, fra i massimi esperti d'arte dell'India antica a livello mondiale, ricostruisce in questo volume le linee direttrici dell'architettura del tempio indù, sia dal punto di vista formale sia da quello concettuale. Stella Kramrisch esamina questa specifica tipologia di tempio dalle fondamenta al pinnacolo, e spiega, alla luce della dottrina contenuta nei testi sacri, il significato di ogni singolo elemento costitutivo. Il testo è corredato da un gran numero di fotografie che ne illustrano visivamente i concetti.
ill. L'autrice, fra i massimi esperti d'arte dell'India antica a livello mondiale, ricostruisce in questo volume le linee direttrici dell'architettura del tempio indù, sia dal punto di vista formale sia da quello concettuale. Stella Kramrisch esamina questa specifica tipologia di tempio dalle fondamenta al pinnacolo, e spiega, alla luce della dottrina contenuta nei testi sacri, il significato di ogni singolo elemento costitutivo. Il testo è corredato da un gran numero di fotografie che ne illustrano visivamente i concetti.
In-4 (cm. 33.20), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata (taglietti), pp. 247, (1), con illustrazioni a colori nel testo. In buono stato (good copy). Il racconto della diffusione dell'arte indiana attraverso tutto il sud-est asiatico è realmente epico e riguarda non solo la storia, ma anche la diffusione delle religioni e della cultura. Commercianti, esploratori e monaci indiani viaggiarono verso oriente a partire dall'attuale Sri Lanka e dalla Birmania raggiungendo la Tailandia, la Cambogia, Giava, la Malesia, fino al delta del Mekong. Non si trattò mai di un'invasione armata, ma di una pacifica presenza ed influenza che la cultura indiana seppe affermare in tutti questi territori. Sia la religione Induista sia quella Buddista si diffusero così dal subcontinente indiano al resto dell'Asia meridionale. Queste nuove religioni portarono le loro iconografie e i loro stili che si innestavano sulle culture locali fecondandole e trasformandole ma mai cancellandole.
brossura Bhakti Abhai Charan, meglio conosciuto come Srila Prabhupada, ha il merito di aver portato la cultura dei Veda in Occidente. Il successo della sua missione è inspiegabile, ed è per questo che è stato definito il santo del XX secolo. Senza averne i mezzi, è partito dall'India all'età di 69 anni, mendicando il viaggio su una nave da carico. È approdato in America nel 1966. In pochi anni ha aperto centinaia di templi, distribuito cibo gratuitamente a migliaia di persone e ridato motivazioni di vita ai giovani degli anni sessanta, trasformandone molti da hippy in perfetti devoti di Dio. La sua forza è stata la totale dedizione a Dio. L'autore di questo libro gli è profondamente grato perché è grazie a lui che ha potuto apprezzare il valore della vita spirituale.
201416356S.l., Hermé , 1995 ; in-4, 239 pp., cartonnage d'éditeur. Très bon état avec jaquette.
N.74 della collana, traduzione dall'inglese di Maria Cristina Coldagelli, copertina editoriale in cartoncino flessibile, illustrata, leggermente ingiallita ai bordi e con usura alle punte, pagine leggermente ingiallite ai bordi, con numerose illustrazioni in nero nei testi, qualche lieve fioritura ai tagli. Numero pagine 350 USATO
brossura
Ananda K. Coomaraswamy Induismo e buddismo. , Rusconi 1987, Copertina uso tela con titolo dorato al dorso. Tagli sporchi di polvere e ingialliti. Pagine ingiallite. Collana: "Problemi attuali". Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8818010123