34 279 résultats
8626Eau-forte du XVIIIème siècle,en couleurs.390x247mm à la cuvette et 460x300mm avec la marge.A Paris chez CHEREAU
Broch?. 243 pages.
1875W2464Paris France: Ferrier Soulier and Levy 1875. Stereoview #734 by Ferrier Soulier and Levy. The image shows the Lorelei a steep rock slate formation on the Rhine River in the Upper Middle Rhine Valley in Germany. Provenance: from the collection of Robert N. Dennis who was one of the most important stereoview collectors in the U. S. The New York Public Library's "Robert N. Dennis Collection" includes more than 70000 stereoviews from his collection many of which can be viewed on the library's website. Please note that my scanner does not do well with glass stereoviews. All of the glass views I have listed have superb images especially when observed through a stereoscope. Early Printing. Glass. Fine-. 3 1/4" by 6 3/4". Photo. Ferrier, Soulier, and Levy
LBW-6609[XVIIIe siècle]. 14,5 x 22,5 cm, sur une feuille pliée en deux de 22,7 x 30,7 cm.
Litografia tinta acquarellata a mano, circa 1840/50, firmata in basso a destra. Magnifica prova, impressa su carta coeva, con margini, minime ossidazioni agli estremi del margine bianco, per il resto in ottimo stato di conservazione. Isidore Laurent Deroy, è un acquarellista, pittore e litografo francese. Fu allievo dell'architetto Félix e del pittore Cassas. Autore di un notevole corpus di lavoro, particolarmente incentrato sulle vedute di città, tradotte poi in litografia tinta, ideali quindi per essere colorate. Le opere appartengono alla serie denominata Ports de Mer d’Europe, realizzata in collaborazione tra il Deroy e André Chapuy. Le vedute venivano pubblicate dall’editore Turgis sia a Parigi che a New York. Bellissimo esemplare. Tinted lithograph with watercolor, about 1840/50, signed at the bottom right. Magnificent proof, printed on contemporary paper, with margins, minimum oxidation at the ends of the white margin, otherwise in excellent condition. Isidore Laurent Deroy, is a watercolor painter and lithographer French. He was a pupil of the painter and architect Félix Cassas; author of a remarkable body of work, particularly focusing on the views of the city, then translated into color lithograph, making them ideal for coloring. The works belong to the series called Ports de Mer d'Europe, created in collaboration between Deroy and André Chapuy. The views were published by the publisher Turgis both in Paris and in New York. Beautiful example.
Esemplare tratto dal primo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 e nel 1724, quale integrazione al progetto di Johannes Baleu, iniziato nel 1663, del grande "Libro delle città", manchevole delle piante di gran parte della parte settentrionale della penisola. Il Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre, suddivisi in Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli e Sicilia. Alla sua morte i suoi eredi danno alla luce altri due volumi datati 1682 incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata “Nouveau Theatre de l’Italie”.L’opera è in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Map taken from the first volume of the "Nouveau Theatre de l'Italie" published in Amsterdam in 1704/5 and 1724, as an addition to the project by Johannes Baleu, begun in 1663, of the great "Libro delle città", incomplete of large part of plants of the northern part of the peninsula. Cremonini pp. 83-90
Veduta tratta dal L'Italie pittoresque [...]. Gravures sur acier d'après les dessins de madame D'Haubecourt-Lescot, de Mm. le Comte de Forbin, Granet, Deveria[…], edita a Parigi dal 1834 al 1836. Bella guida sull'Italia, pubblicata per la prima volta nel 1834, composta dei racconti di personaggi come Norvins, Nodier, Dumas, Berlioz (autore del capitolo Voyage musicale) e altri con le belle incisioni in acciaio da disegni di madame D'Haubecourt-Lescot, del conte de Forbin, Granet, Deveria ecc. Incisione in rame, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione. View taken from Italie Pittoresque by De Norvins & others, published in Paris between 1834 and 1836. Copperplate with fine later hand colour, good condition.
Acquaforte e bulino, datata e firmata in lastra in basso al centro. Buona prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, alcuni restauri perfettamente eseguiti, tracce di colla al verso, per il resto in buono stato di conservazione. La tavola deriva da uno dei celebri dipinti di Joseph Vernet ed è incisa a quattro mani da Cochin e Jacques Philippe Le Bas. Grazie al patrocinio di M. de Martigny, Direttore degli Belli Arti e fratello di Madame de Pompadour, che aveva a quel tempo tutte il favore di Luigi XV, Vernet ottenne dal Re un ordine per 24 dipinti dove poteva dare tutta la misura del suo talento: la rappresentanza dei porti della Francia. Nel 1753, l'artista dipinse due vedute del porto di Marsiglia, grazie alle quali, l’anno successivo, verrà ammesso all'Accademia Reale di Parigi. Terminò il suo lavoro nel 1765, dopo ben 12 anni di viaggio per le città francesi. Etching with engravings, signed and dated at lower center. A good impression, printed on contemporary laid paper, with margins, some expert repairs at the back, otherwise in good condition. This plate is engraved by Cochin & Jacques Philippe Le Bas, after a painting by Joseph Vernet. Vernet was commissioned by Louis XV in 1753 to paint fifteen views of the main ports of France, and given the exceptional title of peintre des marines de sa majesté. He spent twelve years travelling around the Mediterranean, Atlantic and Channel coasts with his family and servants in tow. The country was at war with England at the time, and Louis specifically requested that the artist show off the economic activities and maritime strength of France, which Vernet did to much acclaim. The majority of the paintings are in the Musée de la Marine in Paris.
Acquaforte e bulino, datata e firmata in lastra in basso al centro. Buona prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, alcuni restauri perfettamente eseguiti, tracce di colla al verso, per il resto in buono stato di conservazione. La tavola deriva da uno dei celebri dipinti di Joseph Vernet ed è incisa a quattro mani da Cochin e Jacques Philippe Le Bas. Grazie al patrocinio di M. de Martigny, Direttore degli Belli Arti e fratello di Madame de Pompadour, che aveva a quel tempo tutte il favore di Luigi XV, Vernet ottenne dal Re un ordine per 24 dipinti dove poteva dare tutta la misura del suo talento: la rappresentanza dei porti della Francia. Nel 1753, l'artista dipinse due vedute del porto di Marsiglia, grazie alle quali, l’anno successivo, verrà ammesso all'Accademia Reale di Parigi. Terminò il suo lavoro nel 1765, dopo ben 12 anni di viaggio per le città francesi. Etching with engravings, signed and dated at lower center. A good impression, printed on contemporary laid paper, with margins, some expert repairs at the back, otherwise in good condition. This plate is engraved by Cochin & Jacques Philippe Le Bas, after a painting by Joseph Vernet. Vernet was commissioned by Louis XV in 1753 to paint fifteen views of the main ports of France, and given the exceptional title of peintre des marines de sa majesté. He spent twelve years travelling around the Mediterranean, Atlantic and Channel coasts with his family and servants in tow. The country was at war with England at the time, and Louis specifically requested that the artist show off the economic activities and maritime strength of France, which Vernet did to much acclaim. The majority of the paintings are in the Musée de la Marine in Paris. Arlaud 253; IFF 319.II.
LBW-411520 juillet 1822. 285 x 385 mm, monté sur carton.
Acquaforte e bulino, circa 1780, firmata a quattro mani da Pietro Antonio Martini e Jacques Philipppe Le Bas. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. L'opera raffigura l'Ile Barbe, l'isola fluviale della Saône nei pressi di Lione. A view of the island of Barbe in the middle of the Saone river in France, with people arriving by boat from either bank and promenading. c.1780. Etching and engraving by Pietro Antonio Martini e Jacques Philippe Le Bas.
179045774Chez Basset | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Basset, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue du pont de la Trinité de Florence. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045782Chez Daumont, Basset et Lachaussée | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Daumont, Basset et Lachaussée, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue intérieure de la cathédrale de Dorth. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045618Chez Lachaussée | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Lachaussée, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue intérieure de la Bourse royale à Londres. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045796Chez Basset | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Basset , Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue du pont de Vienne. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045772Chez Basset | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Basset, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue du palais royal de Bruxelles. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045608Chez Hocquart | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Hocquart, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue du palais d'Holyrood, en Ecosse. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
179045777Chez Daumont, Basset et Lachaussée | Paris [circa 1790] | 30.50 x 48.50 cm | une feuille
- Chez Daumont, Basset et Lachaussée, Paris [circa 1790], 30,5x48,5cm, une feuille. - Gravure originale. Vue d'optique rehaussée en couleurs à l'aquarelle, représentant une vue du théâtre de Marcellus à Rome. Les vues d'optique, également appelées vues, perspectives ou encore "mondo nuovo", sont des gravures très en vogue entre la fin du XVIIIe et le début du XIXe siècle. Elles étaient destinées à être observées à travers un jeu de plusieurs miroirs ou par le moyen d'un Zygrascope, instrument constitué d'un miroir et d'une lentille. Les vues d'optique peuvent être considérées comme les précurseurs des images en trois dimensions et des stéréoscopes qui connurent un vif succès dès le XIXe siècle. Les vues d'optique semblent apparaître dans les années 1740 et sont des divertissements de salon. Le procédé s'est développé d'abord à Paris, puis Londres et enfin en Allemagne et s'attachait à représenter - de manière idéalisée - les plus célèbres panoramas et paysages d'Orient et d'Occident. Belle épreuve aux couleurs très fraîches. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]