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Palermo, Regione Siciliana, 1998, , 8vo (cm. 24 x 16) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 109 con 5 illustrazioni e 4 tavole fotografiche nel testo (Supplemento alla rivista trimestrale Sicilia Foreste, 4) . Con dedica autografa originale firmata dell'Autore ed una lettera di presentazione del saggio, anch'essa firmata dall'Autore. Volume in condizioni eccellenti.
12 pages. "Not to be Published - the information given in this publication is not to be communicated, either directly, to the Press or to any person not holding an official position in His Majesty's Forces." - from front cover. Reprinted in Canada September, 1943. Contents: Sicily Battle Diary - article with map; Hoping This Finds You - The Soldier and his Mail; Index to issue Nos. 27-52 of this publication. Unmarked with light wear. A quality copy. Book
Caltanisetta, Lions Club, 1988. Testi di Anna Amato e Daniela Vullo. Foto di Attilio Scimone. Presentazione del dott. Giuseppe Pilato. Dall’indice: Architettura religiosa; Architettura civile; Appendice. In 4to (cm. 31); copertina editoriale illustrata, con titoli al piatto e al dorso; pp. 124, (4). Con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo. Copia perfetta. PAx
16°, pp.39-1 b., cop. muta coeva. Il nome dell'Aut. è scritto in antica grafia al front. Fioriture. Nel set.1849, Ferdinando II aveva riconquistato la Sicilia: "Dopo 7 mesi dall'armistizio fra il Governo siciliano e re Ferdinando di Napoli, il 3 marzo, gli ammiragli delle flotte francese e britannico indirizzarono al nostro ministero 2 note, nelle quali era detto che re Ferdinando offeriva come diffinitive condizioni alla Sicilia quelle divisate in un atto pubblicato colla data Gaeta 28 febbraro..."(p.3), atto che veniva contestato in questo opuscolo. [Mira I 158 attribuisce l'op. al Calvi: "Fu questo libro publicato anonimo. L'Aut. vuol rigettare l' atto di Gaeta sulla restituzione della Sicilia"].
16°, pp.39-1 b., t.tela recente. "Dopo 7 mesi dall'armistizio fra il Governo siciliano e re Ferdinando di Napoli, finalmente il 3 marzo [1849] i 2 ammiragli delle flotte francese e britannica indirizzarono al nostro ministero 2 note, nelle quali era detto che re Ferdinando offeriva come diffinitive condizioni alla Sicilia quelle divisate in un atto pubblicato per la stampa con data Gaeta 28 febbraro.." (p.3). Il Calvi denunciava le decisioni prese da Ferdinando II senza consultare il governo sicilano, dopo che nel set.1849 aveva riconquistato la Sicilia, ponendo fine alla rivoluzione indipendendista siciliana del '48, qui brevemente riassunta. [Mira I 158 attribuisce l'op. al Calvi: "Fu questo libro publicato anonimo. L'Aut. vuol rigettare l'atto di Gaeta sulla restituzione della Sicilia"].
Palermo, 2006, vol. XXX n° 2, in-8vo brossura, pp. 147/357 con ill. : sette articoli entomologici (Coleoptera, ecc.) nella rinascita di un'antica, importate e gloriosa rivista naturalistica.
Torino, Azienda Grafica Editoriale, anni ‘60, 4to tutta tela editoriale, pp. 415-(64) con numerosissime illustrazioni fotografiche in nero e a colori (Enciclopedia turistica, 2)
Catania, Gruppo Editoriale Brancato, 1995, 16mo (cm. 17 x 12)brossura con copertina illustrata a colori, pp. 178 (Sicilia Viva) . Volume in condizioni eccellenti.
(Sicilia) (De Giorgio Florindo). Del Governo di Sua Maestà il Re Ferdinando II in Sicilia. Napoli, Stamp. del Fibreno, 1849. In-8°gr., legatura m. pelle con tit. al d., pp. (8) - 256, di numerazione, ma completo. Ottimo esemplare intonso. Rarissima opera pubblicata anonima.
Firenze, La Casa Usher - Ses, 1984, 8vo (cm. 23 x 21,5) brossura con sovraccoperta illustrata a colori, pp. 113 con numerose illustrazioni fotografiche nel testo (I "quadri" Usher) .
8°, pp.(8) 187-1 b., ottima mz. pelle blu recente con tit. oro al dorso. In barbe. Lieviss. fioriture.. L'op. era stata scritta per dimostrare che "il sentimento sublime dela longanimità e del perdono informa la mente e il cuore del sovrano, sicchè traluce in ogni suo atto..." come dimostravano le 2 amnistie del 22 apr. e 11 maggio del 1849 (p.nn.5). Questa apologia di Ferdinando II è divisa in 2 quadri. I11° (pp.11-96) contiene un resoconto delle opere che ordinò il re, dall'ascesa al trono (1830), al 1847, divisa per anni, tra cui, molto interessante è il progetto di apertura di ben 37 strade (anno 1838, pp.39-40). Nel 2° quedro, sono riassunte tutte le opere dell'amminstrazione pubblica delle singole province: Palermo, Trapani, Girgenti, Caltanissetta, Noto, Catania, Messina (pp.97-188), che contiene un'infinità di notizie locali: ad es. per la prov. di Palermo vengono ricor-date anche la bonifica di Mondello e Maredolce (pp.103-105) e lo stato delle prigioni di Palermo (pp.109-110). SI tratta della 1° ed. dell'op. stampata più volte nel corso del 1849. Nelle ediz. sucessive comparve anche un'appendice. Il nome dell'Aut. si desume dall'esempl. con stessi dati tip. e collazione censito da ICCU: "Nome dell'A. si ricava da Pagliaini, v.A-D, p.724".
17x10,5 cm; VIII, 206, (2) pp. Bella legatura ceova in mezza pelle scura con titolo e bei fregi in oro impressi al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Ottimo stato di conservazione. Seconda edizione della versione inglese di questo celebre scritto di Dumas. Second edition, good copy in contemporary fine binding. L'opera venne pubblicata per la prima volta in inglese nel 1837 per poi essere edita in francese solo a partire dell'anno seguente. Pasquale Bruno fu un brigante vissuto tra Bauso e Calvaruso tra la fine del Settecento e l’agosto del 1803, data della sua impiccagione nella Marina di Palermo. Fu proprio questo racconto di Dumas a renderlo famoso oltre i confini siciliani. Alessandro Dumas nel 1837, scrisse appunto il “Pascal Bruno”, quasi la prova generale de “I tre moschettieri” pubblicato sei anni dopo. In Italia il romanzo “storico” di Dumas fu tradotto e pubblicato nel 1841 per i tipi dello “Stabilimento Poligrafico Empedocle di Palermo ma dopo un successo iniziale venne presto dimenticato schiacciato dai grandi successi dei seguenti romanzi di Dumas. Questa seconda edizione, assai più rara della prima (stampata per la prima volta in forma di volume nel 1837 in lingua inglese sulla traduzione da un romanzo d'appendice francese uscito nello stesso anno, in forma di volume in francia uscì solo nel 1838) curiosamente non porta il nome di Dumas ma solo quello del suo celebre editore Theodore Hook. Lo scrittore francese conobbe le vicende di Bruno dall'amico Vincenzo Bellini, il musicista catanese e così racconta: "Ascoltate, mi disse Vincenzo "Bellini, non dimenticate di fare una cosa, quando andrete da Palermo a Messina per mare o per terra. Fermatevi al piccolo paese di Bauso, vicino alla punta di Capo "Bianco. Di fronte ad un albergo troverete una strada in salita che termina a destra con un piccolo castello a forma di cittadella. Alle mura di quel castello si trovano appese due gabbie: una è vuota, nell’altra biancheggia da venti anni la testa di un morto. Domandate al primo viandante che incontrerete la storia dell’uomo a cui appartenne quella testa e avrete uno di quei racconti completi che dipingono tutta una società, dalla montagna alla città, dal contadino al gran signore". Dumas ne rimase così coinvolto che volle venire a Bauso per conoscere i luoghi che avevano visto il bandito, protagonista di una vita alquanto avventurosa. Lo scrittore, giunto a Bauso, si diresse verso il Castello, nelle cui mura vi erano le gabbie di ferro: una era vuota, l'altra, invece, custodiva il teschio di una persona uccisa venti anni prima: era il teschio di Pasquale Bruno. Dumas raccolse tutte le informazioni sulla triste storia e, di ritorno a Parigi, scrisse due romanzi, “Pascal Bruno” appunto e “Pauline. Pascal Bruno. La salle d'armes”. La vicenda inizia molti anni prima e vede primo protagonista e causa di tutte le tragedie il padre di Pasquale, Antonio, detto “Zuzza”. Questi per vendicare l'onore della propria moglie aveva tentato di uccidere il Conte di Castelnuovo che aveva rapito e violentato la donna, Antonio fu condannato a morte e la sua testa fu messa in una gabbia sulle mura del Castello, a monito per tutti gli altri bausoti. La moglie e il figlio, ancora ragazzo, preferirono lasciare Bauso e si rifugiarono sulle montagne di Barcellona Pozzo di Gotto. Alla morte della madre Pasquale torno a Bauso e, secondo la leggenda, durante una gara di tiro a bersaglio colpì la testa del padre, facendola rotolare giù dalla gabbia e mettendo fine a quel triste spettacolo. Iniziarono così le sue disavventure leggendarie e il suo mito varcò i confini del suo paese. Questa seconda edizione è considerata molto rara. Second edition, rare. Good copy.
In 4°, cart. mod., pp 52. Magnifica testatina inc. in rame, capolettera istoriato. Estratto da "La Sicilia nobile"
2°ediz. con un'appendice.<BR>cm.9,5x14,5, pp.87-1 b., cop. posticcia. [Per l'Aut.: Parenti, Diz. dei luoghi falsi di stampa... p. 111: "Opera attribuita a G.F. della quale esistono 4 ediz. con stessa data e anno].
In folio (mm. 450x307), mz. pelle coeva con ang., tit. ms. su tassello al dorso. Il volume raccoglie 5 fascicoli con brossura edit. - dal n. XXX al n. XXXIV - con pagine di testo (dalla 63 alla 126) che descrivono 30 tavole incise all’acquatinta con inchiostro bruno - dedicate a Siracusa e dintorni (dal n. 175 al n. 203) e che raffigurano panorami, antichità, scene popolari, ecc. Questo gruppo di tavole è tratto dalla celebre opera sulla Sicilia di Jean Pierre Houel (1735-1813), pittore, architetto e incisore francese, pubblicata fra il 1782 e il 1787 in 4 volumi, ed illustrata da 264 tavole. L’opera di Houel, per il rigore scientifico con cui l’autore realizza piante, sezioni e proiezioni ortogonali degli antichi monumenti, e per le informazioni che offre sugli aspetti antropologici ed etnologici dell’isola, costituisce una preziosa ed ineguagliabile testimonianza della Sicilia del Settecento. L’uso dell’acquatinta nei toni di seppia consentirà a Houel di ottenere incisioni con effetti chiaroscurali più vicini alla sua sensibilità di pittore. Cfr. Cohen, p. 500: “Beau livre rempli d’estampes tirées en bistre de manière à imiter le dessin et curieux en ce que l’auteur a gravé ses propres compositions exécutées d’après nature” - Lewine, p. 247 - Moncada Lo Giudice: “Una delle più sontuose opere grafiche del ‘700 sull’Italia meridionale”. Esemplare ben conservato.
Torino, Tip. Scolastica di S. Franco e figli, 1861, in-16,br. edit., pp. CXIV, 64, ove il volume si interrompe. Scompleto: mancano le pp. 65-268, la prevista carta geografica e la copertina post. Dorso rinforzato con fascetta. La Masa (1819-1881) fu garibaldino poi generale dell'esercito italiano.
in-8°, 311 pages, annexes, broche, couverture illustree plastifiee. Bel exemplaire. [CA33-2]
in-16 (poche), 381 p., annexes, index, broché, couverture illustrée plastifiée. Bel exemplaire. [PM-LP1]
in-8°, 336 pages, broche, couverture. Tres bel exemplaire, en partie non coupe. [HA-4]
in-8°, 238 pages, broche, couverture a rabats.— Edition originale sur papier d"edition. Tres bel exemplaire, complet de sa bande pub. [109B-13] Les secrets de la mafia
308 p. Light age stain. Deckle edges. 12mo. 210 mm. Original cloth spine over plain paper covered boards, worn. Original paper spine label. Loss at head of spine. Hardbound. Very Good. The Young Rifleman's Comrade may be a translation of the third volume of Maempel's 'Der junger Feldjager.' Edited by Goethe, an edition, says the translator, whose fame is even more extensively European than the adventures of the hero. The hero's adventures take him from Germany through France, Spain, Italy and England. The last part of the volume describes his shipwreck off the African coast near Mauritius, and his adventures before reaching safety. This English translation first appeared in London, 1826. It is attributed to John Kincaid (1787-1862). First American edition. SCARCE. S&S/AI 29614. PAIMP 23
Castellina in Chianti, 27 luglio - 10 agosto 1980, in-4, br., pp. (12). Con 4 tavole a colori di Guttuso e 33 belle tavole fotografiche di Settanni, note bio-bibliografiche ed elenco delle mostre.
Siracusa, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, 2-17 luglio 1988, in-8, br., pp. (70). Con 61 illustrazioni fotografiche in b.n. e nota bibliografica.
Palermo, 2017, 8vo brossura, pp. 393 con numerose illustrazioni n.t.
Palermo, 1984, 8vo br. pp. 71 (importante ed interessante)