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Foto all'albumina, 1870 circa, cm. 20 x 25. N. 5
Foto all'albumina, 1870 circa, cm. 20 x 25. N. 5
Foto all'albumina, 1870 circa, cm. 20 x 25. N. 1
grand in-8 (16x24), 159 pp., entièrement illustrées en couleurs, broché. Très bel exemplaire. [BAT-2] Text in Italian.
Conticello, Baldassare: Testi di - Mitchell, Ezio: Ricostruzioni ideal e disegni di Pompei. Guida archeologica. Vita, distruzione e riscoperta della città sepolta - Descrizione e ricostruzione ideale dei monumenti - Pianta archeologica degli scavi - Itinerari di visita dettagliati. Novara, Istituto Geografico De Agostini - I.G.D.A. Officine Grafiche (stampa) 1986 italian, in ottavo pp. 112 ed. 1986. VIII/112/rilegatura rifinita in similpelle blu con titoli e ornati in bianco e segnalibro in tessuto lucido blu. Illustrazioni fotografiche e disegni a colori. Ricostruzioni e disegni di Ezio Mitchell. Le fotografie che corredano questa pubblicazione sono di: Archivio IGDA; IGDA/C. Bevilacqua; IGDA/M. Carrieri; IGDA/A. Dagli Orti; IGDA/Foglia; IGDA/G. Nimatallah; IGDA/Pubbliaerfoto; IGDA/A. Vergani. Realizzazione grafica di Walter Angioletti. Stato buono.
In 16°, br. edit., pp. (4),184, con alcune cartine, 19 ill. n.t. b.n. e 113 ill. b.n. in tavv. f.t., coll. "Itinerari dei musei, gallerie e monumenti d'Italia. 3"; ottimo es.
In-16°, pp. (4), 150, (2), copertina editoriale. Con sedici figure in bianco e nero nel testo e cinquantatre tavole, anch'esse comprese nella numerazione delle pagine, con novantasei illustrazioni fotografiche in bianco e nero. Da pagina 85 alla fine, nella parte superiore delle pagine, l'esposizione ad umidità ha provocato una leggera ondulazione della carta (senza aloni o macchie). Sommario: Avvertenza; Avvertenza alla seconda edizione; Notizie itinerarie; Cenno storico; Lo scavo; Sguardo generale; Materiali ed epoche di costruzione; La decorazione; Tipi della decorazione parietaria; La decorazione musiva; La casa; Popolazione; Iscrizioni e graffiti; Il Foro, i templi ed i monumenti pubblici; Il Foro trangolare e il Tempio greco; I teatri; L'anfiteatro; Le terme; Case e quartieri; Quartieri di nord; Quartieri del centro; Quartieri di sud; Regione I ed i nuovi scavi; I nuovi scavi; La Via dei Sepolcri. Appendice. Antiquarium.
ill., ril. "Chi avesse la forza di mettere le mani in questa miniera di notizie, partendo dal noto all'ignoto, e cercando di fare quell'index completissimus, renderebbe uno dei più segnalati servigi alle antichità Pompeiane". Queste le parole con cui nel 1948 il grande archeologo Amedeo Maiuri introdusse il corso di Antichità Pompeiane. Egli definì la Pompeianarum Antiquitatum Historia scritta da Giuseppe Fiorelli un testo prezioso, una vera e propria "miniera di notizie" che raccolse le relazioni degli scavi condotti a Pompei dal 1748, data della sua scoperta, sino al 1860. Proponiamo così una nuova e attenta analisi urbanistica, con la compilazione di una scheda per ciascun edificio del Foro, una selezione di brani della Pompeianarum Antiquitatum Historia, la ricollocazione dei reperti all'interno dei contesti di provenienza e infine uno spaccato di storia contemporanea con i personaggi famosi che nel tempo hanno visitato la città.
ill., br. Novembre 2010. A Pompei collassa uno degli edifici più celebri, la Schola Armaturarum. La notizia fa il giro del mondo, i media denunciano lo stato di incuria in cui versa il fiore all'occhiello del patrimonio archeologico del nostro Paese. Un episodio drammatico, che però segna una svolta. Da allora, grazie ad anni di intenso lavoro, a Pompei c'è stato un cambiamento netto che ha permesso di mettere in sicurezza la maggior parte delle rovine e riprendere gli interventi di scavo che hanno portato alla luce gli affreschi con l'immagine di Leda e il cigno, gli splendidi mosaici della casa di Orione, il Termopolio e altri incredibili ritrovamenti di quello che Chateaubriand definiva "il più meraviglioso museo della Terra". In questo volume Massimo Osanna - direttore del parco archeologico dal 2016 al 2020 - presenta al grande pubblico i tesori di Pompei e al contempo ci restituisce "il presente di duemila anni fa", facendoci scoprire attraverso reperti e oggetti d'uso la vita quotidiana dei pompeiani fino al momento fatale dell'eruzione del vulcano nel 79 d.C. Un racconto sorprendente, in cui le parole sono accompagnate da immagini inedite, capaci di farci rivivere il tempo di Pompei che si scopre per molti versi così simile al nostro.
ill., ril. È l'alba del novembre 2010. Poco prima che aprano i cancelli ed entrino i visitatori, a Pompei collassa uno degli edifici più celebri, la Schola Armaturarum. La notizia fa il giro del mondo, i giornali italiani e internazionali denunciano a gran voce lo stato di incuria in cui versa il fiore all'occhiello del patrimonio archeologico del nostro Paese. Sono passati quasi dieci anni da allora. Anni intensi e di duro lavoro, che hanno permesso, grazie soprattutto all'avvio del Grande Progetto Pompei, di mettere in sicurezza la maggior parte delle rovine, di riprendere le indagini e gli interventi di scavo, di valorizzare al meglio quello che Chateaubriand definiva "il più meraviglioso museo della Terra". Massimo Osanna, oggi al secondo mandato da direttore generale del Parco Archeologico, è - insieme a una nutrita squadra di collaboratori - uno dei protagonisti della "resurrezione", ed è lui a guidarci in queste pagine tra le nuove scoperte realizzate negli ultimi anni. Affreschi, come la celebre immagine di Leda e il cigno rinvenuta nel 2018; splendidi mosaici come nella Casa di Orione, ricchissime domus rimaste sepolte fino a oggi, e ancora pitture, graffiti, architetture che vengono qui presentati per la prima volta in forma estesa al grande pubblico. Al contempo, Osanna ci restituisce "il presente di duemila anni fa", illustrando con registro divulgativo ma approccio scientifico dove e come vivevano gli uomini e le donne travolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., cittadini di una città che non è mai morta davvero. Una biografia dei pompeiani che passa anche per gli oggetti (monete, gioielli, vasi, amuleti) e per le abitudini (dai ludus con i gladiatori e le bestie alla dieta), fino al momento fatale in cui il vulcano irrompe e immobilizza il fluire della vita. Un libro non solo per specialisti, corredato da immagini inedite, capace di farci "ritrovare" il tempo di Pompei, un eterno quotidiano - per molti versi così simile al nostro - conservato nei secoli sotto una spessa coltre di ceneri e lapilli.
Foto all'albumina, 1870 circa, cm. 19,5 x 25. N. 190
Lenghi Editore, Napoli, 1840 circa. Litografia in colore d’epoca, cm 22,8 x 27 (il foglio). Veduta in piacevole coloritura, inquadrata da doppio filetto e con resti dell’antica Pompei animati da figure in costume. Buono lo stato di conservazione.
ill., ril. Edizione completa degli studi e ricerche condotte nell'area della casa di Marco Fabio Rufo a Pompei con un ricco catalogo di materiali di uso comune e arredo. Il complesso della casa di Marco Fabio Rufo rappresenta uno degli esempi più insigni nel panorama architettonico di Pompei, disposto su quattro livelli abitativi digradanti verso il lato occidentale e con più di 80 ambienti, si propone come il modello urbano della villa. Il giardino, di complessivi mq 1.581, è situato ad ovest della casa, a ridosso delle mura urbane. Nel volume sono stati raccolti tutti gli studi e le ricerche condotti nella casa di Marco Fabio Rufo dal momento della sua scoperta, nel 1960, sino ai più recenti scavi del 2013 condotti nell'area del giardino. Architetture, mosaici e pitture parietali sono tra gli esempi più belli di tutta Pompei e tra i più pregiati del mondo romano. Gli elementi emersi dallo scavo e presenti nel catalogo offrono la possibilità di riscoprire tutti i materiali utilizzati all'interno di una casa e i vari cambiamenti da essa subiti sino all'eruzione del 79 d. C. Il valore aggiunto di quest'opera è il carattere di forte multidisciplinarietà caratteristico del metodo di ricerca applicato alla casa di Marco Fabio Rufo. Lo scopo è quello di aprire per la prima volta le porte di una delle abitazioni più imponenti di Pompei a tutti coloro che ne vorranno godere.
AA. VV. POMPEI. La Documentazione nell'Opera di Disegnatori e Pittori dei Secoli XVIII e XIX . ISTITUTO DELL'ENCICLOPEDIA ITALIANA, ROMA, 2003. Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana 2003 italian, 1048 2003. "città vesuviane e loro fortuna". Opera con copertina rigida e sovraccoperta alettata, In custodia. Numerose illustrazioni a colori e b/n nt e ft. Dorso: con nervature e impressioni in oro. Copertina: con impressioni in oro al piatto, cartonata. Legatura: a filo. - in 4° gr. - leg. in pelle con fregi in oro + cofanetto - pp: 1048 - con 1200 ill. b/n e col., 28 tavv. col. 25.0x33.5 SL.33
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2003, in-4, elegante e lussuosa legatura in piena pelle con titoli dorati al piatto anteriore e al dorso, con quattro nervi, cofanetto rigido ricoperto in seta (con rottura alla base), pp XXIX-1054 completamente illustrato in nero e a colori. Il volume, tratto dall'opera "Pompei. Pitture e Mosaici", è stato stampato in in tiratura limitata su carta speciale Scheufelen e arricchito con 28 tavole fuori testo impresse su carta velata prodotta dalla Cartiera Magnani di Pescia su macchina in tondo. Stato di nuovo.
pp. 167, cm 29x22, rilegatura editoriale in t.t.. Nuovo.
198760227Milano, FMR museum, 1987. origi.Broschur, 4°, 72 Seiten. Zweisprachig italienisch und englisch.
ill., ril. La Villa Imperiale fu scoperta da Amedeo Maiuri a seguito dei bombardamenti dell'ultima Guerra Mondiale. Essa costituisce uno dei complessi più importanti di Pompei sia per l'enormità dell'impianto che per l'altissima qualità delle sue decorazioni che trovano confronto a Roma nei dipinti dalla Farnesina. Fu costruita abusivamente da privati, nell'ultimo decennio del I secolo a.C. nella fascia demaniale a ridosso delle mura urbane presso Porta Marina. Decorata originariamente in III stile con cicli pittorici raffinati ed eleganti che evidenziavano lo status sociale dei domini, fu rinnovata in IV stile a seguito di ingenti inflitrazioni d'acqua. L'edifico, munito di basis villae, si estendeva probabilmente su più livelli; attualmente visibili sono il primo, corrispondente al livello del portico, ed il secondo, completamente distrutto, sul pianoro dell'Antiquarium. L'esame dell'edificio mostra che architettura e decorazioni in III stile formavano un'unità progettuale in quanto prodotto creativo di un unico architetto, mentre la presenza di più cicli pittorici lascia intuire una generale atmosfera di ricchezza, cultura e lusso raffinato.
in 4°, pp. 6 nn., IV, 458; m/pelle verde con ampi angoli filettati, ds. a nervi con tit. e fregi in oro, piatti e sguardie marmor., conservata la bross. originale a colori. Prefaz. di Max Collignon; opera premiata da l'Académie Française, ill. da 600 disegni in nero n.t. e 32 acquerelli dell'A. in tavv. a colori f.t. protette da veline. Lievi abrasioni alla leg. e cerniera ant. un po' allentata; interno ottimo. 412/36
Milano, Mondadori, 1975, 16mo (cm. 18,5 x 13) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 195 con alcune piante nel testo e 8 tavole fotografiche fuori testo (Oscar, L186) . Fioriture.
30x44 cm, brussura; pp. 8, numerose ill. xilografiche
pp. 96, cm 22, rilegatura editoriale, illustrazioni. Nuovo.
In 4? (cm 30), Brossura originale, pagg.22 (pagg. 287-309) con 19 ill. b.n. n.t., rare lievi fioriture, ben conservato. Tutta la pubblicazione ? relativa alla scoperta della necropoli sannitico-romana ed ? firmata da Matteo della Corte (Cava de' Tirreni, 1875 ? Pompei, 1962), archeologo ed epigrafista.
In 4, pp. 331-335 + (1b) con foto in b/n e ill. n.t. Intonso. Br. muta coeva. Estratto da Notizie degli Scavi, fasc. 8o, 1911.