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Veduta tratta dalla monumentale opera Delle magnificenze di Roma antica e moderna.Pubblicata in 10 volumi dal 1747 al 1761, l’opera presenta 238 incisioni in rame, ciascuna incisione con testo narrativo che fornisce informazioni storiche e documentarie. Conosciuto dai più semplicemente come il "maestro" di Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi rivela in quest'opera monumentale la pienezza della sua creatività grafica. I 10 libri che la compongono hanno ognuno un frontespizio con titolo e data diversi: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. Le Magnificenze forniscono un panorama completo e al tempo stesso anticonvenzionale dell'Urbe: così, insieme alle consuete, celeberrime inquadrature desunte dalla migliore tradizione vedutistica, si trova anche una Roma insolita, quella che, talvolta, non esiste più. A quest'opera, di centrale importanza nell'editoria romana di metà Settecento, l'Autore aveva lavorato per quasi un ventennio realizzando una monumentale guida dell'Urbe dove accanto alle consuete e celeberrime inquadrature tratte dalla migliore tradizione vedutistica, immortala anche scorci insoliti che sono poi scomparsi con il cambiare della città. Il testo che accompagna le vedute nel primo volume è opera di Giuseppe Bianchini, nel secondo di Orazio Orlandi e nei restanti del Vasi stesso. A partire dall'edizione del 1786, l'opera del Vasi, fu aggiornata dal figlio Mariano, che la pubblicò col titolo Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, mostrando solo il nome del padre come autore. Questa nuova edizione presentava molte tavole della prima edizione, ed alcune nuove. Anche la pubblicazione di Mariano Vasi fu stampata più volte, sempre con l’aggiunta di nuove tavole. Veduta tratta dalla prima edizione della monumentale opera. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, completa dei margini, in ottimo stato di conservazione. View taken from the monumental work Delle magnificenze di Roma antica e moderna. Published in 10 volumes from 1747 to 1761, the work features 238 copper engravings, each engraving with a narrative text that provides historical and documentary information. Known by most simply as the "master" of Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Vasi reveals in this monumental work the fullness of his graphic creativity. The 10 books that compose it each have a title page with a different title and date: Libro primo che contiene le porte e mura; Libro secondo, che contiene le piazze principali di Roma con obelischi, colonne, ed altri ornamenti; Libro terzo, che contiene le basiliche e chiese antiche di Roma; Libro quarto che contiene i palazzi e le vie più celebri; Libro quinto che contiene i ponti e gli edifizj sul Libro sesto che contiene la chiese parrocchiali; Libro settimo che contiene i conventi e case dei chierici regolari; Libro ottavo che contiene i monasteri e conservatorj di donne; Libro nono che contiene i collegj, spedali, e luoghi pii; decimo che contiene le ville e giardini più rimarchevoli. The Magnificences provide a complete and at the same time unconventional panorama of the City: thus, together with the usual, celebrated shots taken from the best tradition of vedutistica, one also finds an unusual Rome, one that, at times, no longer exists. The author had worked on this work, of central importance in Roman publishing in the middle of the eighteenth century, for almost twenty years, producing a monumental guide to the “Urbe” where, alongside the usual and famous shots taken from the best tradition of vedutistica, he also immortalized unusual views that have since disappeared with the change of the city. The text that accompanies the views in the first volume is by Giuseppe Bianchini, in the second by Orazio Orlandi and in the remaining ones by Vasi himself. Starting from the edition of 1786, the work of Vasi, was updated by his son Mariano, who published it under the title Raccolta delle più belle vedute antiche, e moderne di Roma, showing only the name of his father as author. This new edition presented many plates of the first edition, and some new ones. The publication of Mariano Vasi was also printed several times, always with the addition of new plates. From the first edition of Vasi’s Delle Magnificenze di Roma Antica e Moderna. Etching, printed on contemporary laid paper, in very good condition.
Veduta ortogonale interna della Basilica di San Pietro in Vaticano, guardando attraverso la navata lungo un intero lato. In alto a destra cartiglio decorativo con titolo, dediche e misurazioni.Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Rara. Interior orthogonal view in St Peter's in the Vatican looking across the nave along one entire side.In the upper right corner, cartouche with title, dedication and measures.1687 Engraving.
Bella e decorativa veduta dell'interno di San Pietro, pubblicata da Giacomo de Rossi. Ridimensionata al margine
Spaccato del Colosseo, raffigurante l'interno dell'anfiteatro. Rara edizione stampata a Napoli
Raffigurazione in sezione, dell'interno del Colosseo
Veduta, antica ed originale, dell'interno del Colombario dei Liberti di Augusto sulla via Appia. Inserita nelle "LE ANTICHITA' ROMANE" Piranesi G.B., Firmin Didot, Parigi [1835]. Restauro al margine basso
RARISSIMO PRIMO STATO Primo stato, del celebre panorama dal Gianicolo che viene attribuito alla mano di Lugi Nisi-Cavalieri (Roma XIX sec.) e Augusto Marchetti (Forli 1813 – Roma 1871) per l'editore Tommaso Cuccioni.Prova avanti i ritocchi a bulino nel paesaggio e nel grande albero a sinistra; nel nostro esemplare l’uso del bulino si limita alla quinta arborea in primo piano, che inquadra la terrazza del Gianicolo, mentre la città ed il paesaggio è delineato a solo contorno.Scrive Barbara Jatta: "L'opera non è citata dai comuni repertori e la mancanza di iscrizioni ci induce a formulare solamente delle ipotesi attributive. È noto un esemplare della stampa (Roma, BASA) che indica come editore, e committente, Tommaso Cuccioni, attivo a via Condotti n. 18. Di lui si conosce anche un piccolo panorama della città che, perfettamente corrispondente a questo in esame, seppure di dimensioni molto ridotte, reca le indicazioni A. Marchetti inc il paesaggio L. Nisi-Cavalieri inc. il Panorama. Sembra dunque possibile, vista la corrispondenza tra i due incisori, che anche la presente sia da ricondurre ai medesimi autori. […] Il Cuccioni fu anche uno dei primi e più noti fotografi romani dell'Ottocento. […] Il panorama di Roma dal Gianicolo qui esposto ha senza dubbio una stretta relazione con gli esordi della tecnica fotografica. Eseguito ad acquaforte e bulino, esso deve la sua impostazione di base all'uso di strumenti meccanici". Inoltre: "Del panorama esiste anche un esemplare inciso al tratto acquafortistico, non terminato con il bulino, e avantilettera (Biblioteca Apostolica Vaticana, Stampe Ashby, Miscell. Panorami 24) che reca solamente un timbro a secco con le iniziali C. F. ad oggi non identificate" (cfr. Barbara Jatta in Roma Veduta, p. 230).Dunque, se l'attribuzione al Nisi-Cavalieri e al Marchetti è, sebbene plausibile, puramente congetturata, la commitenza di Tommaso Cuccioni e invece certa. Fatto che ci induce ad indicarlo, in qualità di editore, commitente e fotografo, come l'autore principale di questa veduta. Il timbro a secco che la Jatta identifica in "C. F." a noi appare chiaramente come un "C. T."; monogramma che identifica - fuori ogni dubbio - Tommaso Cuccioni.La stesura definitiva, con ritocco a bulino e completamento della lastra, reca l'imprint "Si trova vendibile presso l'Editore Tommaso Cuccioni, Negoziante di Stampe. Roma, Via della Croce n. 88". L'indirizzo di via della Croce 88 mette anche in dubbio la datazione assegnata da Barbara Jatta all'opera (1848 circa) che potrebbe essere quindi anche precedente. In accordo con le sue note biografiche infatti (cfr. Marina Miraglia - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 31, 1985) il Cuccioni viene descritto gia attivo all'indirizzo di Via Condotti 18 nel prima della morte di papa Gregorio XVI (1846). Una datazione intorno al 1840, ci sembra più compatibile con le note biografiche.Acquaforte e bulino, stampata su tre fogli di carta databile alla prima metà del'800, con margini, in eccellente stato di conservazione. Rarissimo. VERY RARE FIRST STATE First state, of the famous panorama from the Janiculum Hill that is attributed to the hand of Lugi Nisi-Cavalieri (Rome XIX sec.) and Augusto Marchetti (Forli 1813 - Rome 1871) for the publisher Tommaso Cuccioni.A proof state, before the burin retouches in the landscape and in the large tree on the left; in our exemplar the use of the burin is limited to the foreground, which frames the terrace of the Janiculum hill, while the city and the landscape is outlined with the etching only.Barbara Jatta writes: "The work is not mentioned by the common repertories and the lack of inscriptions leads us to formulate only attributive hypotheses. It is known a copy of the work (Rome, BASA) that indicates as publisher, and client, Tommaso Cuccioni, active in Rome, via Condotti n. 18. We also know of him a small panorama of the city that, perfectly corresponding to this one, even if of very small dimensions, bears the indications "A. Marchetti inc. il paesaggio L. Nisi-Cavalieri inc. il Panorama". It seems therefore possible, considering the correspondence between the two engravers, that also the present one is to be traced back to the same authors. [...] Cuccioni was also one of the first and most famous Roman photographers of the nineteenth century. [...] The panorama of Rome from the Janiculum Hill exhibited here has without doubt a close relationship with the beginnings of photographic technique. Carried out with etching and burin, it owes its basic approach to the use of mechanical instruments". In addition: "Of the panorama there is also an exemple engraved on the etching, not finished with the burin, and before the letter (Biblioteca Apostolica Vaticana, Stampe Ashby, Miscell. Panorami 24) that bears only a mark with the initials C. F. to date unidentified" (cf. Barbara Jatta in Roma Veduta, p. 230).Therefore, if the attribution to Nisi-Cavalieri and Marchetti is, although plausible, purely conjectured, the commission of Tommaso Cuccioni is certain. A fact that leads us to indicate him, as publisher, commissioner and photographer, as the main author of this view. The mark that Barbara Jatta identifies in "C. F." clearly appears to us as a "C. T."; monogram that identifies - beyond any doubt - Tommaso Cuccioni.The final issue, with burin retouching and completion of the plate, bears the imprint "Si trova vendibile presso l'Editore Tommaso Cuccioni, Negoziante di Stampe. Roma, Via della Croce n. 88". The address of via della Croce 88 also puts in doubt the dating assigned by Barbara Jatta to the work (about 1848) that could be therefore also previous. In accordance with her biographical notes in fact (see Marina Miraglia - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 31, 1985) Cuccioni is described already active at the address of Via Condotti 18 before the death of Pope Gregory XVI (1846). A dating around 1840, seems to us more compatible with the biographical notes.Etching and engraving, printed on three sheets of paper datable to the first half of the 19th century, with margins, in excellent condition. Very rare. Roma Veduta, p. 230, n. 72; Marigliani p. 364, n. 298.
- TERZO STATO con l'imprint della Libreria Spithöver - Terzo stato, del celebre panorama dal Gianicolo che viene attribuito alla mano di Lugi Nisi-Cavalieri (Roma XIX sec.) e Augusto Marchetti (Forli 1813 – Roma 1871) per l'editore Tommaso Cuccioni.Scrive Barbara Jatta: "L'opera non è citata dai comuni repertori e la mancanza di iscrizioni ci induce a formulare solamente delle ipotesi attributive. È noto un esemplare della stampa (Roma, BASA) che indica come editore, e committente, Tommaso Cuccioni, attivo a via Condotti n. 18. Di lui si conosce anche un piccolo panorama della città che, perfettamente corrispondente a questo in esame, seppure di dimensioni molto ridotte, reca le indicazioni A. Marchetti inc il paesaggio L. Nisi-Cavalieri inc. il Panorama. Sembra dunque possibile, vista la corrispondenza tra i due incisori, che anche la presente sia da ricondurre ai medesimi autori. […] Il Cuccioni fu anche uno dei primi e più noti fotografi romani dell'Ottocento. […] Il panorama di Roma dal Gianicolo qui esposto ha senza dubbio una stretta relazione con gli esordi della tecnica fotografica. Eseguito ad acquaforte e bulino, esso deve la sua impostazione di base all'uso di strumenti meccanici". (cfr. Barbara Jatta in Roma Veduta, p. 230).Dunque, se l'attribuzione al Nisi-Cavalieri e al Marchetti è, sebbene plausibile, puramente congetturata, la commitenza di Tommaso Cuccioni e invece certa. Fatto che ci induce ad indicarlo, in qualità di editore, commitente e fotografo, come l'autore principale di questa veduta. Della grande vedute esiste una prova di stampa, prima di gran parte dei ritocchi a bulino, che possiamo considerare un primo stato della lastra. La stesura definitiva, con ritocco a bulino e completamento della lastra, reca l'imprint "Si trova vendibile presso l'Editore Tommaso Cuccioni, Negoziante di Stampe. Roma, Via della Croce n. 88". L'indirizzo di via della Croce 88 mette anche in dubbio la datazione assegnata da Barbara Jatta all'opera (1848 circa) che potrebbe essere quindi anche precedente. In accordo con le sue note biografiche infatti (cfr. Marina Miraglia - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 31, 1985) il Cuccioni viene descritto gia attivo all'indirizzo di Via Condotti 18 nel prima della morte di papa Gregorio XVI (1846). Una datazione intorno al 1840, ci sembra più compatibile con le note biografiche.La terza stesura dell'opera - che qui presentiamo - reca l'imprint della Libreria Spithöver ed è probabilmente databile a dopo il 1864, anno della scomparsa di Cuccioni.Josef Spithöver (Sendenhorst, 11 oct. 1813 - Roma, 12 genn. 1892), nato in Germania, è stato un animatore della cultura romana di metà ottocento, gestendo una libreria-casa editrice. Fu anche un pioniere della fotografia.Acquaforte e bulino, stampata su tre fogli di carta databile alla seconda metà del'800, brunitura diffusa, macchie e ossidazioni sparse, strappi nel margine bianco, per il resto in buono stato di conservazione. - THIRD STATE with the imprint of the Spithöver Bookshop - Third state, of the famous panorama from the Janiculum Hill that is attributed to the hand of Lugi Nisi-Cavalieri (Rome XIX sec.) and Augusto Marchetti (Forli 1813 - Rome 1871) for the publisher Tommaso Cuccioni.Barbara Jatta writes: "The work is not mentioned by the common repertories and the lack of inscriptions leads us to formulate only attributive hypotheses. It is known a copy of the work (Rome, BASA) that indicates as publisher, and client, Tommaso Cuccioni, active in Rome, via Condotti n. 18. We also know of him a small panorama of the city that, perfectly corresponding to this one, even if of very small dimensions, bears the indications "A. Marchetti inc. il paesaggio L. Nisi-Cavalieri inc. il Panorama". It seems therefore possible, considering the correspondence between the two engravers, that also the present one is to be traced back to the same authors. [...] Cuccioni was also one of the first and most famous Roman photographers of the nineteenth century. [...] The panorama of Rome from the Janiculum Hill exhibited here has without doubt a close relationship with the beginnings of photographic technique. Carried out with etching and burin, it owes its basic approach to the use of mechanical instruments". (cf. Barbara Jatta in Roma Veduta, p. 230).Therefore, if the attribution to Nisi-Cavalieri and Marchetti is, although plausible, purely conjectured, the commission of Tommaso Cuccioni is certain. A fact that leads us to indicate him, as publisher, commissioner and photographer, as the main author of this view. Of the great view there is a proof, before most of the burin retouches, which we can consider a first state of the plate. The final issue, with the engraving additions, bears the imprint ""Si trova vendibile presso l'Editore Tommaso Cuccioni, Negoziante di Stampe. Roma, Via della Croce n. 88". The address of via della Croce 88 also puts in doubt the dating assigned by Barbara Jatta to the work (about 1848) that could be therefore also previous. In accordance with her biographical notes in fact (see Marina Miraglia - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 31, 1985) Cuccioni is described already active at the address of Via Condotti 18 before the death of Pope Gregory XVI (1846). A dating around 1840, seems to us more compatible with the biographical notes.The third issue of the work - which we present here - bears the imprint of the Libreria Spithöver and can probably be dated after 1864, the year of Cuccioni's death.Josef Spithöver (Sendenhorst, 11 oct. 1813 - Rome, 12 Jan. 1892), born in Germany, was an animator of Roman culture in the mid-nineteenth century, managing a bookshop-publishing house. He was also a pioneer of photography.Etching and engraving, printed on three sheets of paper datable to the second half of the nineteenth century, widespread burnishing, scattered stains and oxidations, tears in the white margin, otherwise in good condition. Roma Veduta, p. 230, n. 72; Marigliani p. 364, n. 298.
Bella e decorativa litografia in bianco e nero, mm. 290x390 . Tratta dalla monumentale opera di Felix Benoist "Rome dans sa grandeur. Vues, monument ancient et modernes " stampata in 3 volumi, da Henri Charpentier, nel 1870. . .
Bella veduta di Roma (mm. 360x460), disegnata e incisa in rame da Luigi Rossini. In basso è riportato anche: A. Gran Tazza di un sol pezzo di Granito Egizio di pal. 28. di diametro - Questa bella fontana è stata costruita da Pio VII. Regnante. Cfr. Petrucci “Cat. Gen. Stampe Calcografia Nazionale” (1953), p. 312. Esemplare ben conservato, sotto passepartout.
Dal celebre "Chiese principali d'Europa" edito a Milano da Artaria nel 1824, e successivamente ristampato nel 1829 dalla Tipografia Destefanis. Coppia di incisioni in rame all’acquatinta, colore d’epoca, cm 40,5 x 49 circa (alla lastra) più margini. Entrambe le vedute sono disegnate dal vero e incise da L. Rupp. Esemplari con un lieve ingiallimento della carta ai margini, alcuni strappetti marginali della carta, in tenue e piacevole coloritura, buono lo stato di conservazione.
Roma, Giacomo Antonelli, 1823, grabado original en plancha de cobre por P. Ruga, 23 x 32 cm.
Veduta della Piazza e della Basilica di S.Pietro, animata da personaggi
Acquaforte, fine XVIII secolo, firmata in lastra in basso a destra. Bellissima prova, impresse su carta vergata coeva (una con parziale filigrana non identificata), con margini, in ottimo stato di conservazione. Pittore di paesaggio e di rovine classiche, il Nicolle visita roma tra il 1787 ed il 1789 e tra il 1806 e il 1811. Sono censiti oltre 150 acquarelli dei principali siti della città, della quale realizza anche una serie di incisioni. Etchings, end on the XVIII century, signed on lower right. Beautiful works, printed on contemporary laid paper with partial unidentified watermark, with full margins, in excellent condition. Nicolle was a landscape painter and an expert in ancient ruins; he lived in Rome between 1787 an 1789 and again between 1806 and 1811. More than 150 watercolours of the main sites of the city have been catalogued. He also realized engravings with the same subjects.
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei.Tratta dal " Il Mercurio errante, delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne" di Pietro Rossini. Roma 1760. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei.Taken from " Il Mercurio errante, delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne" di Pietro Rossini. Roma 1760. Wilton-Ely 69; Focillon 80
Acquaforte, databile alla fine del XVIII secolo. Magnifica prove, impressa su carta vergata coeva con filigrana “petalo di fiore”, con margini, in perfetto stato di conservazione. Sconosciuta a tutti i repertori da noi consultati, queste rarissima incisione è stilisticamente databile all’ultimo decennio del XVIII secolo. Sulla prima tavola della serie, raffigurante la chiesa di San Giovanni e Paolo, che sembra essere anche il frontespizio della serie, troviamo l’iscrizione “Vedute di Roma Disegnate e Intagliate da Icaorat”. Opere non descritta. Dimensioni 260x195. Etchings, dating from the late eighteenth century. Magnificent proofs, printed on contemporary laid paper with watermark "flower petal", with margins, in good condition. Unknown to all repertoires that we consulted, these rare works depicting places in Rome are stylistically dated to the last decade of the eighteenth century. The first plate depicts the church of San Giovanni e Paolo, which appeared to be the title of the series; we find the inscription "Views of Rome Designed and Carved by Icaorat." However, we were not able to attribute the works, possibly belonging to a series of more than 5 prints. Works not described.
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 69; Focillon 80
Bella veduta del 1829 della città di Roma INCISIONE: acquaforte su rame AUTORE: Epimaco e Pasquale Artaria ATLANTE: Nouveau guide du voyageur en Italie DIMENSIONI FOGLIO: cm 10x17 DIMENSIONI INCISIONE: cm 8x12,5 EPOCA: 1829 CONDIZIONI: ottime condizioni. Piegature. Beautiful map of 1829 of the city of Naples ENGRAVING: copper etching AUTHOR: Epimaco e Pasquale Artaria ATLAS: Nouveau guide du voyageur en Italie LEAF DIMENSION: cm 10x17 ENGRAVING DIMENSION: cm 8x12,5 DATE: 1829 CONDITIONS: Very good conditions. Foldings<BR><BR>
Bella e decorativa litografia in bianco e nero, mm. 290x390 . Tratta dalla monumentale opera di Felix Benoist "Rome dans sa grandeur. Vues, monument ancient et modernes " stampata in 3 volumi, da Henri Charpentier, nel 1870. . .
Schematica veduta a contorno di Roma da Monte Mario, pubblicata nel 1816, e ristampata più volte assieme al testo esplicativo, che, priva di finalità artistiche, era indirizzata, come avverte l'autore, "à l'usage des voyageurs". Si tratta del "Pantogramma des Environs de Rome destiné à faire suite au Plan Topographique due même pays" di F. Ch. L. Sickler, Membre de l'Academie des Antiquités à Rome". Nelle otto fitte righe presenti nella parte superiore dell'incisione, oblunga e in tre rami, sono riportati i nomi degli antichi popoli del Lazio, delle località e paesi dei dintorni, antichi e moderni, i monumenti più importanti, le chiese, molti palazzi e le strade principali del centro cittadino.Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, più volte ripiegata, leggere ossidazioni per il resto in ottimo stato di conservazione. Schematic view of Rome from Monte Mario, published in 1816, that was realized "à l'usage des voyageurs". Taken from the "Pantogramma des Environs de Rome destiné à faire suite au Plan Topographique due même pays" by F. Ch. L. Sickler, Membre de l'Academie des Antiquités à Rome ".In the eight dense lines in the upper part of the engraving are listed the names of the ancient peoples of Lazio, the localities and villages of the surroundings, ancient and modern, the most important monuments, churches, many palaces and streets of the city center.Etching, printed on contemporary laid paper and folded, some foxing otherwise very good. Frutaz p. 12; Roma Veduta pp. 88-89; Arrigoni Bertarelli n. 208.
Veduta di un tratto del fiume Tevere, animata da barche
Incisione all’acquaforte, circa 1660, firmata in basso dall’editore Giovanni Giacomo De’Rossi. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini o rifilate al rame, tracce di colla al verso, per il resto in ottimo stato di conservazione. Attribuite al Falda da Maria Catelli Isola e dal Beltrame Quattrocchi, questo raro gruppo di vedute di Roma tuttavia differisce dallo stile classico del Piemontese. Engraving, 1660 circa, signed on lower part by the publisher Giovanni Giacomo De’Rossi. Beautiful work printed on contemporary laid paper with thin margins or trimmed to platemark, signs of glue on verso otherwise in excellent condition Maria Catelli Isola and Beltrame Quattrocchi ascribed these rare views of Rome to Falda da Maria Catelli Isola e dal Beltrame Quattrocchi. Nonetheless, the style used for this group of works is quite different from the classical Piemontese style. The Illustrated Bartsch vol. 47/2, 4725.317; M. Catelli Isola, I Ponti di Roma 92/96; E. Beltrame Quattrocchi pp. 66-67, 92/96. Dimensioni 360x500 circa.
Disegnata e incisa dall'architetto Luigi Ricciardelli, la tavola è la num. 12 della serie "Vedute delle porte e mura di Roma disegnate ed incise all acqua-forte dall'architetto Luigi Ricciardelli" edita a Roma nel 1832.L'opera, più che per l'effetto artistico, era apprezzata già dai contemporanei per il realismo dei disegni.Ecco come l'opera veniva presentata nel volume 74 della "Biblioteca italiana ossia giornale di letteratura scienze ed arti" del 1834:"Chi ha avuto sott'occhio le vedute di Roma disegnate ed incise dal Piranesi forse non potrà in queste gustare l'energia d effetto di quelle non già perchè non vi si Vegga ugualmente espresso il vero ma perchè mancano del più piccante effetto che quel celebre incisore dar sapeva...Ma ritornando alle porte di Roma incise dal sig architetto Ricciardelli avendole egli delineate sul luogo siamo certi che saranno le più fedeli al vero E ciò essendo importantissima cosa, avrà egli sotto di quest'aspetto un diritto di preferenza a quelle il cui maggior pregio consistesse nella bellezza dell intaglio e non nella precisione della cosa come ora trovasi"Acquaforte, lievi fioriture, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Plate 12 from the series "Vedute delle porte e mura di Roma disegnate ed incise all acqua-forte dall'architetto Luigi Ricciardelli" , Rome, 1832.Copper etching, occasional foxing, otherwise in good condition.
Veduta, con barconi e viandanti in primo piano, del ponte con porta d'ingresso
Veduta pubblicata nel noto Atlante illustrativo, ossia Raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del Medio evo e moderni, e di alcune vedute pittoriche… di Attilio Zuccagni-Orlandini, edito in 3 tomi nel 1845 a Firenze, per servire di corredo alla Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia…, opera in 12 volumi, pubblicati dal 1837 al 1845, corredata - oltre che dall'Atlante illustrativo sopra descritto - anche da un Atlante geografico degli Stati italiani, in due tomi. Incisione su rame all'acquaforte, in ottimo stato di conservazione. View published in the famous Atlante illustrativo, ossia Raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del Medio evo e moderni, e di alcune vedute pittoriche... di Attilio Zuccagni-Orlandini, published in 3 volumes in Florence, 1845, to accompany the Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia..., a work in 12 volumes, published from 1837 to 1845, accompanied - in addition to the Atlante illustrativo described above - also by a Atlante geografico degli Stati italiani, in two volumes. Etching, in excellent condition.