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Veduta panoramica della città di Roma presa dall'alto della via Flaminia. Incisione in quattro fogli con 42 rimandi e descrizione in calce contornata da due figure leonine. Eccezionale rarità, l'unico volume che la menziona "Le Piante di Roma delle Collezioni Private" a cura di Marigliani- Sciolari pag. 239, edito a cura della Provincia di Roma nel 2007, presenta solo uno dei 4 fogli sbagliando l'attribuzione datazione e descrizione poiché sino ad oggi si conosceva solo il foglio in alto a sinistra, mentre non era mai stato censito anche il secondo che completa la veduta e riporta la firma dell'autore e gli altri due con rimandi e descrizione storica della città. La stampa è applicata su tela e presenta alcuni restauri.Dimensioni: 465x1400 mm (la sola veduta) 740x1400 mm (dimensione con rimandi e descrizione). Exsclusive, extremely rare and unrecordered panoramic view of the city of Rome taken from the top of via Flaminia. Engraving in four sheets (two for the view and two for the 42 references and historical descriptive text surrounded by two lions). The only one complete exemplar known. Until now, only the left half of the view was known and its author, whose signature appears in the right half, was unknown. (Ref: “Le piante di Roma delle Collezioni private” Marigliani-Sciolari p. 239). A masterpiece by the architect Giorgio Domenico Fossati (1705-1785). Condition report: glued on canvas, few little restorations.
Pianta archeologica a proiezione verticale con alzato incisa da Etienne Duperac per l’editore Lorenzo Vaccari. Ricostruzione ideale della Roma Antica eseguita dal Duperac dopo un serio esame della pianta Severiana e della pianta archeologica di Pirro Ligorio, il maggiore studioso dei monumenti antichi di Roma dell’epoca. All’interno della città, è delineato ciascun edificio, riportando i nomi di quelli principali; questi includono il Colosseo, il Pantheon, le Terme di Diocleziano e il Circo Massimo. Fuori città sono contrassegnati le tenute di campagna (per esempio, i Giardini di Domiziano), i monumenti funerari (come i Mausolei di Adriano e di Augusto, ed i circhi di Nerone e Adriano). La lastra è stata intagliata dall’incisore ed editore parigino Étienne Dupérac, che si fece chiamare Stephanus durante il suo periodo di lavoro a Roma (1569-1582). Nella dedica a Carlo IX, l’autore stesso spiega come questa carta sia il frutto di quindici anni di studio di tutte le rovine e dei monumenti della Roma Antica e dei testi letterari correlati. In particolare, viene riportato un dettagliato resoconto della scoperta della pianta Severiana, i cui resti furono scoperti nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano nel 1562. Hülsen segnala come unico esemplare originale conosciuto quello conservato al British Museum, che reca il nome dello stampatore Francesco Villamena. Inoltre, aggiunge che, nel catalogo della stamperia dei Vaccari è annoverata la “Roma antica d’otto fogli reali, intagliata per mano di Stefano Duperach Parisino”, a lui sconosciuta. Frutaz obietta giustamente che la tiratura di Villamena sia solo una ristampa, databile ai primi del ‘600, quando l’editore era attivo a Roma. Nelle nostre ricerche, abbiamo finalmente rinvenuto un esemplare originale della pianta, finora sconosciuto, che è assolutamente da identificarsi con la “Roma antica d’otto fogli reali” del catalogo Vaccari, citata da Hülsen. Infatti l’esemplare, conservato nella collezione cartografica della Newberry Library di Chicago, reca proprio l’imprint di Lorenzo Vaccari, editore anche della raccolta I Vestigi dell’Antichità di Roma Raccolti et Ritratti in Perspettiva con ogni diligentia da Stefano Dv Perac Parisino (1575). Tra il 1649 ed il 1660, Gian Giacomo de Rossi ne pubblica una ristampa, utilizzando i medesimi rami (presumibilmente acquisiti dalla bottega del Villamena), ma aggiungendo scene dell’Antica Roma e una legenda tipografica con 159 richiami a monumenti. L’opera è descritta nell’ultimo catalogo della tipografia de Rossi, redatto da Lorenzo Filippo nel 1735 (p. 16, n. 1) come “Roma Antica di Stefano du Perac Parigino intagliata a bulino da Francesco Villamena co’ trionfi de Romani antichi, intagliati a bulino da Jacopo Lauro in dodici fogli reali grandi”. Dunque le tavole aggiuntive dei trionfi sono, secondo il catalogo, incise da Giacomo Lauro. Tale attribuzione viene respinta da Ashby e quindi da Hollstein, che attribuisce la lastre a Peter de Jode. La tipografia de Rossi fu venduta da Lorenzo Filippo, costituendo il fondo principale della neonata (1738) Calcografia Camerale (poi Regia, quindi Nazionale e oggi Istituto Centrale per la Grafica), luogo in cui sono ancora conservati i rami originali, erroneamente sotto il nome di Francesco Villamena. In alto, lungo il bordo superiore, è impresso il titolo: URBIS ROMAE SCIOGRAPHIA EX ANTIQUIS MONUMENTIS ACCURATISS. DELINEATA. A sinistra lo stemma con la sigla S.P.Q.R. (Senatus Populus Que Romanus). Nel cartiglio in basso a destra, con la raffigurazione dei gemelli Romolo e Remo, troviamo incisa la dedica: KAROLO IX GALLIARUM REGI CHRISTIANISSIMO STEPHANUS DU PERAC PARISIENSIS Quanta fuerit veteris illius popuki R. potentia atque amplitudo, karole regu[m] maxime, omnes sciunt:quae autem ipsius urbis, antiquis temporibus, maiestas ac pulchritudo, non alinde melius ac certius cognosci potest, quam ex admirabilibus veterum aedifitioru[m] vestigiis, q... Vertical projection archaeological map, engraved by Etienne Duperac for the publisher Lorenzo Vaccari. Ideal reconstruction of Ancient Rome carried out by Duperac after a serious examination of the Severian map and the archaeological work by Pirro Ligorio, the greatest scholar of ancient monuments in Rome at the time. Inside the city, each building is outlined with the names of the main ones; these include the Colosseum, the Pantheon, the Baths of Diocletian and the Circus Maximus. Outside the city are marked the country estates (for example, the Gardens of Domitian), the funerary monuments (such as the Mausoleums of Hadrian and Augustus, and the circuses of Nero and Hadrian). The plate was carved by the Parisian engraver and publisher Étienne Dupérac, who called himself Stephanus during his period of work in Rome (1569-1582). In the dedication to Charles IX, the author himself explains how this work is the result of fifteen years of study of all the ruins and monuments of Ancient Rome and related literary texts. In particular, a detailed account is given of the discovery of the Severian map, the remains of which were discovered in the church of Saints Cosma and Damiano in 1562. Hülsen reports as the only known original example the one preserved at the British Museum, which bears the name of the printer Francesco Villamena. Furthermore, he adds that the catalogue of the Vaccari print shop includes the "Roma antica d’otto fogli reali, intagliata per mano di Stefano Duperach Parisino”, unknown to him. Frutaz rightly objects that the Villamena's edition is only a reprint, datable to the early 17th century, when the publisher was active in Rome. In our research, we finally found an original example of the map, hitherto unknown, which is absolutely to be identified with the "Ancient Rome of eight royal sheets" of the Vaccari catalogue, quoted by Hülsen. In fact the exemplar, preserved in the cartographic collection of the Newberry Library of Chicago, bears the imprint of Lorenzo Vaccari, publisher also of the collection I Vestigi dell'Antichità di Roma Raccolti et Ritratti in Perspettiva con ogni diligentia by Stefano Dv Perac Parisino (1575). Between 1649 and 1660, Gian Giacomo de Rossi published a reprint, using the same plates(presumably acquired from the Villamena workshop), but adding scenes from Ancient Rome and a typographical legend with 159 references to monuments. The work is described in the last catalogue of de Rossi's printing house, edited by Lorenzo Filippo in 1735 (p. 16, n. 1) as "Roma Antica di Stefano du Perac Parigino intagliata a bulino da Francesco Villamena co’ trionfi de Romani antichi, intagliati a bulino da Jacopo Lauro in dodici fogli reali grandi”. So the additional plates of the triumphs are, according to the catalogue, engraved by Giacomo Lauro. This attribution is rejected by Ashby and then by Hollstein, who attributes the plate to Peter de Jode. The de Rossi printing house was sold by Lorenzo Filippo, constituting the main fund of the newborn (1738) Calcografia Camerale (later Regia, then Nazionale and now Istituto Centrale per la Grafica), where the original plates are still preserved, mistakenly under the name of Francesco Villamena. Example of the third state of four (cfr. Bifolco-Ronca, p. 2359) with the imprint Cura et Tipis Io. Iacobi de Rubeis in Romae ad Templ. Stae. Mae. De Pace cum Privil. Sum. Pont. Excudebat Romae Io. Iacob. De Rubeis. Etching with engraving, a very good example of the De Rossi edition, with decorations and the key-numbers on the lower part; minor repairs perfectly realized, otherwise in excellent condition. Literature Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 2358-59, tav. 1214, III/IV; Destombes (1970): n. 96; Caldana (2013): n. I.12; Frutaz (1962): n. XXII e tavv. 37-50; Grelle Iusco (1996): pp. 172, 379; Hollstein (1952): IX, p. 202, nn. 403-414; Hülsen (1915): XI, pp. 60-62, nn. 56-59; Mostra Bergamo (2016): n. 72; Sca...
In folio oblungo (mm. 272x410), 3 opere in 1 vol., elegante legatura in p. pelle settecentesca, sottili cornici decorate ai piatti con al centro tit. in oro, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro su tassello, dentelles dorate ai risg., tagli dorati. L’album contiene una straordinaria raccolta di tavole così composta: I - FALDA Gio. Battista / VENTURINI Gio. Francesco - in 4 parti - dedicate a: 1° “"Le fontane di Roma nella piazze e luoghi publici della città" con li loro prospetti come sono al presente, disegnate et intagliate da Gio. Battista Falda”, date in luce.. da Gio. Giacomo de Rossi, l’anno 1691, con 33 tavole numerate (inclusi il frontesp. e la belliss. tav. di dedica ad Agostino Chigi, Principe di Farnese) - 2° “"Le fontane delle ville di Frascati nel Tusculano", con i loro prospetti, disegnate et intagliate da Gio. Battista Falda”, con 18 tavole numerate (inclusi il frontesp. e la tavola figur. alla dedica al Card. Gio. Francesco Negroni) - 3° “"Le fontane ne’ palazzi e ne’ giardini di Roma", con li loro prospetti et ornamenti, disegnate ed intagliate da Gio. Francesco Venturini”, con 28 tavole numerate (inclusi il frontesp. e la tavola figur. alla dedica al Papa Innocentio XI) - 4° “"Le fontane del Giardino Estense in Tivoli" con li loro prospetti e vedute della cascata del fiume Aniene disegnate ed intagliate da Gio: Francesco Venturini”, con 28 tavv. numerate (inclusi il frontesp. e la belliss. tavola figur. alla dedica a Francesco II, Duca di Modana, Reggio, etc.). Raccolta completa - di complessive 107 tavv. - di questa magnifica pubblicazione antica, con animate vedute stupendamente incise in rame. Cfr. Choix de Olschki,Xi,16899: “Sans doute la plus belle publication sur les fontaines de Rome et environs qui ait jamais paru. Les parties III et IV, sauf une planche gravée par L. Rouhier e 4 par Falda, sont l’oeuvre de G. Fr. Venturini, un des graveurs les plus habiles de cette époque. II - VERGELLI Gioseppe Tiburtio “"Le fontane publiche delle piazze di Roma moderna", disegnate a G. T. Vergelli Recanatese, intagliate da Pietro Paolo Girelli Romano e date in luce con la Stampe Originali da Matteo Gregorio Rossi Romano”, l’anno MDCXC, con 31 tavole numerate (inclusi il frontesp. e la pregevole tavola alla dedica al Papa Alessandro VIII). Nel ns. esemplare questa bellissima raccolta è stata inserita accanto a quella del Falda (prima parte), ponendo cioè la veduta della stessa fontana l’una a fronte dell’altra (quelle del Vergelli naturalmente non hanno la stessa numeraz. di quelle del Falda). "Edizione originale", completa, collazionata con l’esemplare della Biblioteca Nazionale di Firenze. Cfr. Choix de Olschki,XI,18221 che cita l’ediz. del 1773 con 1 tav. in più: “ces estampes à l’imitation de celles de Falda avaient été dessinées au XVII siècle. Suite rare”. Mancano al Berlin Kat. III - “"Nuova Raccolta di fontane che si vedano nel alma città di Roma, Tivoli e Frascati". All’Ill. Sig. Andrea Corsini Marchese di Sismano Casigliano e Civitella”, Gio Jacomo Rossi formis Rome alla Pace all’insegna di Parigi, D.D.D. (1650 ca.). Questa pregevole e ricchissima raccolta è composta di 41 fogli di cui 26 con 2 vedute per foglio e 15 con 1 veduta a p. pag., finemente inc. in rame da Giovanni Maggi (con data 1618), Dominique Barrière e Francesco Corduba, per complessive 67 bellissime tavole di vedute (8 dedicate alle fontane di Frascati, 8 di Tivoli e le restanti di Roma). Cfr. Cat. British Library,II, p. 799 per una raccolta di 29 tavv. - La Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli di Milano possiede un esempl. con 58 tavv. di questa serie (1 su ogni foglio). Solo lieve alone marginale sulle ultime 9 tavole, altrimenti bello e fresco esemplare su carta distinta.
In-8° (cm. 25 ca.), pp. 21 inclusi i piatti. Brossura editoriale. Strappetto a un i bordo del piatto ant. Ultimo duerno staccato. "II Papa "fu cagione, per circa venti volte, di calate di genti forestiere, che chiamava a propria difesa... Gl' italianii, rivendicando il proprio dirtto su Roma capitale... intesero ... di rendere l'eterna città non a se stessa, non all'Italia soltanto, ma anche "al mondo moderno".".
in-folio, ff. 6, pp. 122, 1 f. con grande impresa tipografica, registro e colophon; bella legatura coeva in pergamena floscia; entro astuccio moderno in tela, tassello granata al dorso. Carattere corsivo, grandi iniziali istoriate. Illustrato da 23 silografie di vari formati riproducenti piante, monumenti, rilievi, inclusa la grande pianta di Roma su doppio foglio firmata dal celebre calligrafo G.B. Palatino, autore di altre illustrazioni del libro. Prima edizione illustrata di questa celebre opera di topografia e archeologia di Roma imperiale, col testo ampiamente rivisto (rispetto alla prima edizione in formato in ottavo e senza figure, pubblicata da Ant. Blado nel 1534). Il foglio 2 contiene la dedica a Francesco I Re di Francia (che in altra tiratura con alcune varianti, sarà sostituita dalla dedica a ''Catelanus Trivultius''). Stupendamente impressa con il bellissimo carattere corsivo dei fratelli bresciani Dorico, costituisce il fondamento per le altre opere successive sull'argomento. Riporta la prima raffigurazione in un libro del gruppo scultoreo del Laocoonte, benché sia citato un rame di Marco Dente del 1523. Il capolavoro venne ritrovato nel 1506 nella Domus Aurea; all'enorme scavo assistettero di persona Michelangelo e Giuliano da Sangallo, inviati dal papa a controllare il ritrovamento. Eccezionale esemplare, fresco e marginoso su carta crocchiante.. "The handsomely illustrated statues of the ‘Lupa Capitolina' and the Laocöon are remarkable, this depiction being ‘one of the earliest known". Fowler 189. Cicognara 3778. Mortimer, Harvard Cat. 284. Schudt 605. Olschki, Choix XI, 17512. Schlosser 601..
Due voli. in-folio. 2 cc. (frontespizio in italiano e latino), antiporta incisa, 2 cc. (dedica a Leopoldo I d'Austria in italiano e latino), 1 c. (imprimatur e al verso tavola incisa), 1 c. (prefazione e al verso spiegazione della prima tavola), 101 tavv. (numerate 1-100 più una non numerata tra la 53 e la 54) su 101 cc. che contengono anche il testo esplicativo, 2 cc. (spiegazioni aggiuntive per le prime 12 figure), 1 c. (indice). - 2 cc. (frontespizio in italiano e latino), antiporta incisa, 4 cc. (dedica a Giuseppe I in italiano e latino), 1 tavola non numerata, 2 cc. (prefazione in italiano e latino), 1 c. (imprimatur e al verso testo esplicativo della prima tavola), 118 tavv. numerate, su 105 cc. che contengono anche il testo esplicativo, 2 cc. (indice), 1 tavola introduttiva e 8 cc. (breve trattato sulla pittura a fresco). Legature in pergamena coeva leggermente diverse tra di loro. Prima rara edizione.
In-folio (mm 298 195). Carte [250], con la prima bianca; [52]. Collazione: a-G8 H10 i-U8 x10 A8 B12 C-I8; AA-DD8 EE FF10. Spazio delle iniziali vuoto con suggerimento di lettere. Carattero romani (R 94) su 55 righe. Copia con ampie ma leggere macchie di umidità alle pagine iniziali, alcune più marginali alla fine. Legatura in pelle coeva su tavole di legno, con motivi arabeschi impressi sui piatti, dorso con titolo manoscritto su carta; con difetti. Ex-dono del XVI secolo sulla pagina del titolo, alcune glosse dalla stessa mano nel testo.
Acquatinte stampate ad inchiostro bistro, 1781, firmate in lastra in basso a destra e datate in basso al centro. Magnifiche prove, impresse su carta vergata coeva con filigrana, sottili margini, leggere abrasioni al verso, nel complesso in eccellente stato di conservazione. Serie completa delle quattro famose vedute del carnevale romane incise dal Sandby su disegno di David Allan (Alloa 1744 - Edimburgo 1796). Alla grande maggioranza di pitture, incisioni, acquerelli e disegni che illustrano le feste del carnevale romano con un eccesso di "colore", si contrappone questa serie, che descrive quei medesimi festosi eventi con un asciutto e spiritoso sguardo pur rilevandone la nascosta eleganza e sontuosità. Le acquetinte di Sandby sono tratte da una serie di dieci disegni di Allan eseguiti durante i suoi soggiorni romani e ora conservati nella Collezione Reale del Castello di Windsor.La tecnica dell’acquatinta, conferisce all’opera quel particolare tono simile all’acquarello rendendo le opere molto affascinanti. Raro set completo in straordinario stato di conservazione. Dimensioni 550x370 circa ognuna. Paul Sandby was a landscape painter and printmaker. David Allan was one of the first painters in Scotland to record the everyday life of ordinary people. He was based in Rome from around 1767 to 1777 where he painted historical subjects, portraits and the everyday life around him in a series of watercolours. In Scotland he enjoyed a successful career as both an artist and a teacher of art. Some of David Allan's watercolours of Rome were copied by Paul Sandby in London, as prints. The technique of aquatint (used here) allowed the engraver to create the effect of colour washes with the addition of etched lines for detail. This is a technique that provides an additional layer of meaning to the scene. The aquatint allows tonal variation and contrast which in turn creates atmosphere. There is a tremendous amount of detail in the print, and any British observer at the time would have received a good impression of what Rome was like from this print. Sandby's re-creation of Allan's watercolour would have made the image much more accessible through multiple copies. Only the most popular or marketable images would be copied as prints. The composition is quite complex. The background of the street and buildings is rendered with single point perspective, where the landscape appears to recede away to a single point in the distance. The viewpoint Allan chose was a low one. This means that the buildings appear to loom over the scene and a lot of sky is shown. In contrast, the action on the ground occupies only the lower third of the composition; Allan did not "zoom in" on any one aspect but created a general view of the scene. In this view, two British travellers on horseback are confronted by the extravagant costumes and masked figures from the entertainers at a Roman carnival. Despite their politeness these grotesque figures are slightly disturbing. Perhaps this scene demonstrates the alien and disorientating feeling of visiting a new city and discovering bizarre customs which the traveller has never experienced before.
In-folio, cartella originale rigida, che contiene in fogli sciolti il frontespizio della serie, le 12 litografie a colori, tutte numerate, con timbro a secco “La margherita” firmate dall’autore e con l’indicazione del soggetto; tiratura limitata. Ottimo esemplare.
La rarissima veduta aerea di Roma di Balthasar Jenichen, pubblicata a Norimberga. La veduta di Jenichen deriva a sua volta da una xilografia della Cosmographia di Sebastian Münster (Basilea, 1550), che raffigura Roma così com'era intorno al 1490 (Per la veduta di Münster si veda A. Frutaz, Le piante di Roma, XCVIII)."Orientata con nord in basso. A proiezione obliqua; veduta prospettica. È una ripetizione del panorama comparso la prima volta col Bergomensis (1490) e, con lievi modificazioni, ripetuto poi nello Schedel, nel Munster e in altre edizioni tutte inspirate al panorama, detto di Mantova, e che rappresenta Roma sotto il Pontificato di Alessandro VI. Forse lo Jenicken ricalca un vecchio rame senza mai aver visto Roma, sicché non riesce ad interpretare la linea della cupola del Pantheon, colloca l'Aventino presso la Porta del Popolo e qua e là dissemina altri errori topografici. L'assenza del Colosseo ricollega la presente pianta più direttamente al Munster" (cfr. Scaccia Scarafoni, p. 74)."In alto a sinistra legenda con lettere di rimando in veduta (A-Z). È noto un solo altro esemplare con iscrizioni in caratteri gotici conservato al Paul Getty Museum ed un altro con iscrizioni in caratteri romani conservato presso la BVE. Si tratta pertanto di una pianta di estrema rarità e peraltro graficamente assai raffinata" (cfr. Marigliani p. 121, che erroneamente raffigura e attribuisce la copia con caratteri gotici allo Jenichen).Il lettering del nostro esemplare è in latino, mentre esiste una copia con caratteri gotici, di dimensioni ridotte. Un esempio (ex collezione Pecci-Blunt) si trova al Getty Museum, un altro è pubblicato su Marigliani, altro ancora è descritto da Scaccia Scarafoni alla Biblioteca Nazionale di Roma.La veduta dello Jenichen è sconosciuta a Frutaz, mentre Hollstein ne descrive solo 2 esemplari nelle collezioni dei gabinetti delle stampe di Berlino e Monaco. Scaccia Scarafoni descrive l'esemplare presso la Biblioteca Nazionale di Roma; Jenichen è stato il principale editore tedesco di carte topografiche. Insieme al connazionale Matthias Zündt si interessarono particolarmente alle cosiddette carte d'occasione - nate per documentare avvenimenti - e ne produssero diverse sulla scia e nella tradizione di quelle dei loro omologhi editori italiani. Data la loro natura effimera, sono tutte rare o introvabili.La veduta di Roma, priva di data, può essere ricondotta la periodo 1562-1590 in base alle informazioni sul periodo di attività dell'artista. Una datazione intorno al 1570 ci sembra più compatibile con alcuni dei lavori topografici - datati - dell'artista.Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con margini, in perfetto stato di conservazione. Rarissima.BibliografiaScaccia Scarafoni, Le Piante di Roma, pp. 74-75, n. 129; Marigliani, Le piante di Roma nelle collezioni private, p. 121, n. 17; Hollstein XL B, p. 54, n. 150; G.K. Nagler, Lexicon, VI, p. 439, n. 2; Andresen II, Nr. 279; Passavant IV, p. 429, n. 27; Le Blanc, II, p. 429, n. 27. The very rare Balthasar Jenichen's etched bird's-eye view of Rome, published in Nuremberg. Jenichen's view in turn derived from a woodcut in Sebastian Münster's Cosmographia (Basel, 1550), which depicts Rome as it was about 1490 (For Münster's view, see A. Frutaz, Le piante di Roma, XCVIII).Münster's table with lettered names keyed to buildings and monuments on the view has been shifted from the foot to the upper left-hand corner in Jenichen and the present view. In its place at foot are eight quatrains of German verse on the rulers of Rome, the last line of which reads: Das spricht Balthasar Jenichen. Lettering in the present view is Latin, while there is a copy with Gothic lettering, reduced in size. One example (ex Pecci-Blunt collection's) is at the Getty Museum, another one is published in Marigliani - who erroneously attributes the copy with Gothic characters to Jenichen. Unknown by Frutaz; Hollstein describes only 2 example of this very rare work. Scaccia Scarafoni listed the further example at the Biblioteca Nazionale di Roma (that own also the copy with Gothic text).Jenichen was the leading German publisher of news-sheet maps. Jenichen and compatriot Matthias Zündt took particular interest in the conflict and produced views and maps of it that equaled and surpassed those of their Italian counterparts. Given their ephemeral nature, all are rare and desirable.The view of Rome, undated, can be traced back to the period 1562-1590 according to the artist's period of activity. A dating around 1570 seems to us to be more compatible with some of the artist's topographical and dated works.Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, perfect condition.LiteratureScaccia Scarafoni, Le Piante di Roma, pp. 74-75, n. 129; Marigliani, Le piante di Roma nelle collezioni private, p. 121, n. 17; Hollstein XL B, p. 54, n. 150; G.K. Nagler, Lexicon, VI, p. 439, n. 2; Andresen II, Nr. 279; Passavant IV, p. 429, n. 27; Le Blanc, II, p. 429, n. 27.
La Bibbia di San Paolo (Bible of St. Pauls Outside the Walls). Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Editalia), Roma, 1992. Facsimile del codice membranaceo dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, Roma (secolo IX), per la corte di Carlo il Calvo. Commentario a cura di G. Arnaldi, S. Baiocchi, B. Bischoff, L. Maximilians, H. de Sainte-Marie, M. L. di Franco, J. E. Gahede, J. Gribomont, J. Mallet, F. Mütherich, G. Nardin, S. Pisano, A. Pratesi, K. F. Werner ormato cm 33x27 cm. 580 pagine; carta filigranata con 73 tavole fuori testo, legatura in mezza pelle ed in seta ricamata. Due contenitori-espositori in plexiglass permettono di proteggere il codice e il commentario. Formato facsimile 37x45 cm. Pagine 684. Tiratura limitata e numerata a 1000 esemplari. Condizioni ottime.
In-folio grande; pp. (4), 171, (5), 24 tavole fuori testo, una ripiegata, incise su rame da Domenico Franceschini su disegni del'autore,. Legatura in mezza pergamena con segni di usura. Sontuosa opera a stampa sul Colosseo, la pubblicazione piu' estesa sull'anfiteatro romano (Olschki Coix XI, 16952). "Un'introduzione sui teatri e gli anfiteatri, e cinque libri su questo monumento insigne dell'antichita', dottamente estesi e pieni di critica e di erudizioneO (Cicognara 3730). Rossetti II, 5097.
in-folio oblungo (345X458 mm ), album con 21 fogli incisi, che comprendono: il titolo, una superba animata veduta allegorica di Arnold van Westerhout che include la dedica ad Innocenzo XI, e 19 vedute di giardini incisi da G.B. Falda e Simon Felice. Legatura 800esca m. pergamena e angoli. Prima edizione, con le tavole in tiratura avanti il numero. Si conoscono tirature con data 1683 ed altre posteriori. Le magnifiche vedute raffigurano Villa Borghese, i Giardini Pontifici, quelli del Quirinale, del Granduca di Toscana sul Monte Pincio, dei Farnese sul Palatino, del Duca Mattei al Celio, dei Doria Pamphili sul Gianicolo, il Belvedere; di notevole interesse sono le tavole relative ai giardini del Principe Ludovisi, del Cardinale Savelli-Peretti, e del Duca di Parma, che non esistono più. Furono incise da Falda le tav. 3-13, 17 e 18; mentre dal Felice le 15-16 e19-21; la tav.14 non è firmata. Falda stabilì a Roma con G. De Rossi un inscindibile ed efficace sodalizio; a lui si deve gran parte della produzione grafica del secolo XVII a Roma. Il Falda godette di grande stima e le sue opere furono più volte imitate in Italia ed in Europa anche nel secolo successivo. Brillante prima tiratura delle lastre, ottimo esemplare.. BERLIN KATALOG 3492. Non in FOWLER né CICOGNARA. OLSCHKI, CHOIX 1689: "Suite célèbre.." ..
In 2°, (16) cc. (inclusi i due frontespizi), 489 (1) pp., (14) cc., doppio frontespizio in latino e italiano, entrambi con vignette tipografiche, con 79 tavole fuori testo, bianche al verso di cui 69 a piena pagina e 10 piu' volte ripiegate, legatura coeva in mezza pergamena e carta decorata con angoli.
in- fol. gr., 4 ff. nn., 21 fogli di testo su doppia pag., ritratto a 54 tavole inc. in rame. Testo italiano e latino, legatura coeva mezza pergamena, titolo entro fregio decorativo in oro al dorso. Magnifica ed importante opera di tecnica della costruzione e di architettura, riferita particolarmente all' edificazione dei grandi palazzi romani e del Vaticano. In essa mastro Nicola Zabaglia (1674-1760), che iniziò quale semplice ed illetterato muratore, espone le realizzazioni pratiche da lui ingegnosamente attuate. Stupendo il ritratto dis. da Ghezzi ed inc. da Ghir. Rossi; le belle e interessanti tavole raffig. varietà di ponteggi, scale, macchine, pulegge, mezzi di trasporto di materiali con cavalli ed operai, sono inc. da Rostagni, Vasi, Specchi, Duflos ed altri. Prima edizione. Buon esemplare, malgrado qualche arrossatura. . Cicognara 968. Riccardi 642. Choix d' Olschki,18271..
In-folio, cartella originale rigida, che contiene in fogli sciolti il frontespizio della serie, le 10 litografie, tutte numerate, firmate dall’autore e con l’indicazione del soggetto, e un ultimo foglio con indicazioni sulla stampa e la tiratura; tiratura limitata, dopo la stampa le matrici furono distrutte. Litografo Igino Alessandrini. Ottimo esemplare.
In -4°, due parti in un volume, antiporta figurata incisa, due tavole incise a piena pagina di cui una con ritratto dell’autore. Testo corredato da centinaia di vignette, testatine, iniziali e finalini istoriati calcografici; diverse illustrazioni incise (I) legato con “Poesie liriche toscane”, inc. di Giovanni Battista Bonacina, Etienne Picart su disegni di Gregorio Tomasini; legatura in piena pergamena coeva semirigida, fioriture e lievi macchie di umidità e bruniture su alcune carte (in particolare pp. 89-92), segni di restauro su alcune carte. Molto raro, questo libro è uno degli esempi più impressionanti della produzione barocca italiana: sconosciuto ai compilatori della Bibliografia Romana: Boffito nomina il primo frontespizio inciso come registrato da Le Blanc, ma aggiunge che per loro un esemplare sarebbe stato introvabile. Prima edizione delle due opere, rilegate assieme e pubblicate postume, probabilmente è un omaggio a Cesarini stampato in tiratura limitata. L’autore è un cugino di Federico Cesi, studioso di legge e filosofia e appassionato di astronomia e matematica. Amico di Galileo e membro dell’Accademia dei Lincei, sollecitò Galileo a scrivere Il Sggiatore. I versi qui contenuti sono dedicati ciascuno a personaggi illustri dell’epoca (molti di loro membri dell’Accademia). Rossetti 1824 Very rare, this is one of the most impressive examples of Italian baroque book production: It was not known to the compilers of the Bibliografia Romana: Boffito mentions the first engraved title page as registered by Le Blanc, but it adds “We couldn’t find the edition”. First edition of the two works, issued together and posthumously published, with a life of the author included. This was probably a memorial to Cesarini published in a small number of copies. The author was a cousin of Count Federico Cesi and, after studies in law and philosophy, developed a passionate interest in mathematics and astronomy. He was friend of Galileo and Ciampoli and a member of the Accademia dei Lincei. He went on to urge Galileo to write Il Saggiatore. The verses here contained, latin and italian, are each dedicated to a notable contemporary (many of these were members of the Accademia).
In-4, [12] ll. (incl. frontispiece), 689 pp., [9] ll., engraved title-page, full-page coat of arms of the dedicatee on the verso of the title, 12 copper-engraved plates; contemporary vellum, ms. title stamp, one clasp remaining, blue edges (tiny stain touching some margins, very rare sporadic browning, small cover defects). Genuine beautiful copy.
Cartella originale, in folio, contenente 12 fogli sciolti: il frontespizio, 10 litografie numerate e firmate a matita dall’autore, un testo in fac-simile con le note sulla stampa e sulla tiratura; la cartella fa parte della collana di cartelle litografiche diretta da Libero de Libero per lo studio di Villa Giulia; il litografo è Igino Alessandrini; esemplare 12 di 80. La copertina è di Mino Maccari. Le tavole del “Romanzo nero” riportano alla memoria l’episodio di cronaca della prostituta assassinata e fatta a pezzi nella pineta del Tombolo.
In-4 (295x235 mm), pp. (8), LIV, 416, elegante legatura di inizio Ottocento di Antoine Chaumont in vitello biondo, triplo riquadro di filetti ai piatti, dorso con decori a la "grotesque", titolo su tassello granata, dentelles e tagli dorati. Etichetta ovale alla sguardia anteriore con la firma di Chaumont, celebre rilegatore che operò tra la fine del '700 e gli inizi dell' '800, assai noto e ricercato. (cfr. Fléty, Dictionnaire des relieurs, p. 43). In antiporta bel ritratto in medaglione di Montaigne inciso in rame da A. de St. Aubin. Dedica di Querlon a Buffon, ''intendant du jardin du Roi''. Ex libris Fothergill applicato al contropiatto anteriore. Edizione originale, rara e lussuosa (differenziandosi dalle altre due edizioni pubblicate, quasi in simultanea, in due ed in tre modesti volumi di piccolo formato). Il manoscritto inedito del diario di viaggio di Montaigne, in parte autografo ed in parte di mano del segretario, rimase per circa due secoli obliato tra altre carte nel castello dell'autore nel Périgord. Nel ''Viaggio'', che durò dal giugno 1580 al novembre 1581, il grande filosofo offre un colto e vivo ritratto dello stato d'Italia sul finire del secolo XVI. Le notizie riguardano varie città d'Italia, ma è la visione di Roma, ove Montaigne si trattenne cinque mesi, che domina con la sua grandezza le pagine dell'immortale Diario, capolavoro della letteratura di viaggio. A pag. 221 inizia la redazione primitiva stesa dal Montaigne in lingua italiana (''tel qu'il le sçavoit ou qu'il pouvoit le parler'', con il rientro in Piemonte ed il ritorno in Francia) e la traduzione francese a fronte fatta dall'Abbé Prunis. Magnifico esemplare, impresso su lussuosa carta forte, con ampi margini, lievi arrossature ai primi e agli ultimi fogli. . Tchemerzine, Bibliographie des éditions originales et rares d'auteurs français IV, p. 914. Desan, Bibliotheca Desaniana, n. 111..
in-folio (mm 340x225), pp.91 di testo e descrizione delle tavole, un f. bianco. Antiporta inc. raffigurante la scena dell'omaggio del Castelmaine al Papa, ritratto della Duchessa di Modena dedicataria del volume ed una iniziale fig., 15 stupende tavole f.t. disegnate da G.B.Leonardi , P.M.Camers ed A.Cornely, incise all'acquaforte da Arn. Van Vesterhout, raffiguranti le scene, le decorazioni delle carrozze di gala, le sculture in argento che le decoravano, ecc. Rimarchevole (oltre 1200 mm. di lunghezza, ripiegata più volte) la grandissima incisione che raffigura la magnifica tavola preparata e decorata per il banchetto ufficiale (abile restauro nella parte inferiore del margine bianco della lunga tavola). Legatura ottocentesca in piena pergamena rigida, fregi e titolo oro al dorso. Sontuoso libro di feste relative al ricevimento in Vaticano nel 1687 dell'ambasciatore britannico Castelmaine, accompagnato dal pittore J.M. Wright, autore della presente opera. Scopo della missione fu la riconciliazione tra Giacomo II e la chiesa di Roma. Esemplare ben conservato ex libris "Bibliotheca Gastronomica Claudio Bemporat".. Lipperheide 2751. Vinet 808. Pine-Coffin 687. Cat. Ruggieri n. 828 (1873) e n. 323 (1885)..
Acquaforte e bulino, 1776-79 circa, firmata in lastra in basso a destra.Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con margini, in perfetto stato di conservazione.Rarissima veduta della piazza di Montecitorio. L'opera fa parte del non comune lavoro "Trofeo o sia Magnifica Colonna Coclide di marmo…" edita da Piranesi tra il 1774 ed il 1779.In primo piano il basamento della colonna.Magnifica tiratura coeva. Etching with engraving, 1776-79 circa, signed at lower right.A magnific impression, printed with tone on contemporary laid paper, with margins, perfect condition.A very rare work, taken form "Trofeo o sia Magnifica Colonna Coclide di marmo…" published by Piranesi 1774-79.A great, early, impression. Focillon 573; Wilton Ely 713.
6 vol. in-folio (3 di testo e 3 di tavole), bella e solida leg. mezzo marocchino rosso e angoli, tela sui piatti, dorsi a nervi con titoli e fregi oro, taglio superiore dorato. Edizione originale di quest'opera illustrata da complessive 157 tavole in cromolitografia numerate (40 nel I vol.; 65 nel II, di cui 62 num., la I doppia e 2 non num. in fine; 52 nel III). I volumi di testo, corredati di numerose riproduz. d'iscrizioni lapidarie, hanno il seguente contenuto: vol. I): pp. (8), 352 (con la storia delle antichità cristiane dalle origini fino al tempo dell'autore, seguita dall'analisi degli antichi documenti topografici e dalla descrizione della prima parte del cimitero di Callisto), pp. 86 di Analisi geologica ed architettonica dichiarata da Michele Stef. De Rossi. - Vol. II): pp. (8), XLIII, 391(continua la descrizione del cimitero di Callisto), pp. 134, (2) di Analisi geologica ed architett. del cimiterio di Callisto dichiarata da M.S. De Rossi. - Vol. III): pp. XXIV, 752 (Il cimitero di Santa Sotere, le altre sotterranee regioni e la necropoli sopra terra incorporate al cimitero di Callisto tra l'Appia e l'Ardeatina. Il cimitero di Generosa... presso il bosco degli Arvali. Appendice architett. e fisica di M.S. De Rossi). Opera monumetale per mole ed importanza, la più completa apparsa all'epoca sulle catacombe romane, fondamentale per l'archeologia cristiana, scienza della quale il De Rossi (Roma 1822-Castelgandolfo 1894) è universalmetne riconosciuto come il fondatore; "i tre volumi suscitarono nei dotti una tale ammirazione che ben presto ne furono compilati compendi per l'opera di divulgazione" (da parte di J. Spencer Northcote e W.R. Browlow, P. Allard, F.X. Kraus). Esemplare magnifico, a pieni margini, ben completo di tutte le tavole (il II vol. di tavole spesso è scompleto, in quanto fu accidentalmente distrutto in parte).. Olschki, Choix 17986. Encicl. Cattolica, IV, 1453-1455..
Meraviglioso set, completo, delle tre grandi vedute della Basilica di San Pietro (1090 x 745 mm cad.) di Giuseppe Vasi. Esemplari stampati su carta vergata coeva, con margini, sporadiche leggere ossidazioni, nel complesso in eccellente stato di conservazione. Le opere, vennero realizzate in data diversa, dal 1774 al 1778. Ad eccezione della prima tavola, documentano momenti diversi di cerimonie papali. I Titolo: Il prospetto principale del tempio e piazza S. Pietro in Vaticano, e palazzo pontificio presenta, e dedica l'umilissimo devotissimo obbligatissimo servo Giuseppe Vasi conte palatino e cavaliere dell'aula lateranense, dal medesimo disegnato ed inciso l'anno 1774. Dedica: All'altezza reale eminentissima di Errigo Benedetto Maria Vescovo di Frascati. Splendida veduta a volo d'uccello mostra la Basilica Vaticana, Piazza San Pietro e il Palazzo Vaticano, con una resa dettagliata del colonnato del Bernini, così come del paesaggio e degli edifici circostanti. Molte piccole figure popolano la piazza: pellegrini, chierici, mendicanti, curiosi ben vestiti e carrozze. Acquaforte, 1774, stampata da due lastre su due fogli uniti al centro, in ottime condizioni. Quest'opera è dedicata a Enrico Benedetto Stuart, il cardinale duca di York, nipote del re Giacomo II ed erede cattolico al trono britannico. II Dedica e titolo nel margine inferiore: Alla Santità del Sommo Pontefice Papa PIO VI. Felicemente Regnante L'interno della basilica vaticana colla rappresentanza dell'ordine, con cui l'ecclesiastica gerarchia de' cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati, ed altri personaggi, processionalmente colla Santità Sua si porta per celebrare le sagre solenni funzioni/ prostrato à Suoi Ss. piedi Giuseppe Vasi conte palatino, e cavaliere dell'aula lateranense, da se disegnato, ed inciso in rame l'anno del giubileo 1775, umilmente da, dona, e dedica. Disegnata e incisa durante l'anno giubilare del 1775, la stampa mostra una veduta interna di San Pietro in cui Papa Pio VI, cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati e altri dignitari procedono lungo la navata nell'esercizio di funzioni solenni; gli spettatori inginocchiati guardano verso il papa, che è seduto su una portantina sotto un baldacchino o drappo, affiancato da ufficiali che tengono i flabelli. L'architettura della navata è resa nel dettaglio, con didascalie che elencano le tombe, le sculture, i tabernacoli, le cappelle e le decorazioni pittoriche. Acquaforte, 1775, stampata da due lastre su due fogli uniti al centro, in ottime condizioni. Bibliografia: Scalabroni 434 III Dedica e titolo nel margine inferiore: All'Eminentissimo e Reverendissimo Principe Il Cardinal Leonardo Antonelli del Titolo di S. Sabbina La Veduta del Fianco destro della Basilica Vaticana con l'Ordinanza della Solenne Cavalcata del Som.o Pontefice de se disegnata e medesimamente incisa in rame l'anno 1778. La stampa mostra la partenza da San Pietro a Roma di una cavalcata che accompagna Papa Pio VI. Presenta una vista prominente del lato Sud della Basilica. Acquaforte, 1778, stampata da due lastre su due fogli uniti al centro, in ottime condizioni. Bibliografia: Scalabroni 435 Wonderful set, complete, of the three large views of St. Peter's Church (1090 x 745 mm each) by Giuseppe Vasi. Examples printed on contemporary laid paper, with margins, occasional light oxidation, overall in excellent condition. The works were made at different dates, from 1774 to 1778. With the exception of the first plate, they document different moments of papal ceremonies. I plate Title in lower margin: Il prospetto principale del tempio e piazza S. Pietro in Vaticano, e palazzo pontificio presenta, e dedica l'umilissimo devotissimo obbligatissimo servo Giuseppe Vasi conte palatino e cavaliere dell'aula lateranense, dal medesimo disegnato ed inciso l'anno 1774. Dedication in the lower margin: All'altezza reale eminentissima di Errigo Benedetto Maria Vescovo di Frascati. A bird eye's view shows the Basilica Vaticana, the Piazza San Pietro, and the Palazzo Vaticano, with a detailed rendering of Bernini's colonnade, as well as the surrounding landscape and buildings. Many small figures populate the space. This staffage includes pilgrims, clerics, beggars, well-dressed onlookers, and carriages. Etching, 1774, printed from two plates on two sheets joined down the centre, in excellent condition. This work is dedicated to Henry Benedict Stuart, the Cardinal Duke of York, grandson of King James II and Catholic heir to the British throne. Reference: Scalabroni 435 II plate Dedication and title in lower margin: Alla Santità del Sommo Pontefice Papa PIO VI. Felicemente Regnante L'interno della basilica vaticana colla rappresentanza dell'ordine, con cui l'ecclesiastica gerarchia de' cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati, ed altri personaggi, processionalmente colla Santità Sua si porta per celebrare le sagre solenni funzioni;/ prostrato à Suoi Ss. piedi Giuseppe Vasi conte palatino, e cavaliere dell'aula lateranense, da se disegnato, ed inciso in rame l'anno del giubileo 1775, umilmente da, dona, e dedica. Designed and etched during the jubilee year of 1775, the print shows an interior view of St. Peter's in which Pope Pius VI, cardinals, archbishops, bishops, prelates, and other dignitaries proceed down the nave in performance of solemn functions; Kneeling viewers look toward the pope, who is seated on a sedan chair below a baldachin or canopy, flanked by officers holding flabella. The architecture of the nave is rendered in detail, with captions listing the tombs, sculptures, tabernacles, chapels, and pictorial decorations. Etching, 1775, printed from two plates on two sheets joined down the centre, in excellent condition. Reference: Scalabroni 434 III plate Dedication and title in lower margin: All'Eminentissimo e Reverendissimo Principe Il Cardinal Leonardo Antonelli del Titolo di S. Sabbina La Veduta del Fianco destro della Basilica Vaticana con l'Ordinanza della Solenne Cavalcata del Som.o Pontefice de se disegnata e medesimamente incisa in rame l'anno 1778. The print shows the departure from St. Peter's in Rome of a cavalcade accompanying Pope Pius VI. It features a prominent view of the south side of the basilica. Etching, 1778, printed from two plates on two sheets joined down the centre, in excellent condition.
2 vol. in-folio -Vol. I: occhietto, frontesp. fig. inc., titolo in rosso e nero con grande vignetta, 7 ff. nn., 626 pp., 15 ff. nn., 1 tavola su doppio f. fuori testo e 91 illustrazioni a piena pagina n.t. -Vol. II: occhietto, frontisp. fig. inc., titolo in rosso e nero con grande vignetta, 3 ff. nn., 718 pp., 12 ff. nn., 7 tavole f.t., 125 illustrazioni a piena pagina n.t.; oltre a facsimili di iscrizioni, testate, iniziali e finalini. Bella e solida legatura coeva in mezza pergamena e punte, duplici tasselli granata e verdone ai dorsi. Prima traduzione latina a cura di Paolo Aringhi dell'opera importantissima e fondamentale sull' archeologia cristiana, dovuta alle ricerche di A. Bosio. Edizioni precedenti, meno estese e sontuose, apparvero nel 1632 e 1650. Esemplare di grande bellezza e pregio di questa monumentale opera che rappresenta l'origine dell'archeologia e iconografia cristiana di Roma, a tutt'oggi insuperata. Offre le prime ed estese notizie e illustrazioni sulle catacombe, cimiteri cristiani, sarcofaghi e mosaici esplorati dal Bosio nel sottosuolo della città.. Berlin Cat., 1859. Olschki, Choix, 16509-10. Cicognara 3585. Vinciana 4451: ''Opera di grande importanza frutto di studi profondi ed esatti, che meritò al suo autore il nome di fondatore dell' archeologia cristiana''.