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Veduta tratta dall’opera “Nuova Raccolta delle principali vedute antiche e moderne dell’alma città di Roma e sue vicinane…” edita da Giacomo Antonelli a Roma intorno al 1830.Le tavole dell’opera, furono incise tra il 1825 e il 1829 da diversi incisori.Ciascuna reca il nome dell’incisione, l’indirizzo editoriale e una doppia didascalia in italiano e in francese.Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. Nice large view , from “Nuova Raccolta delle principali vedute antiche e moderne dell’alma città di Roma e sue vicinane…” published in Roma by Giacomo Antonelli around 1830.The plates was engraved between 1825-1829.All plates bear the engraver’s name, the editor’s address and captions in Italian and French.Etching, in very good condition.
Acquaforte e bulino, 1757, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura “romana” della lastra, esemplare nel terzo stato di sei, con indirizzo e prezzo descritto da Hind: “Presso l’autore a Strada Felice vicino alla Trinità de’ Monti. A paoli due e mezzo”. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813. - THIRD STATE OF SIX - Etching and engraving, 1757, signed on plate. Example of the third state of six described by Hind, from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813.
[Roma], presso l'Autore a Strada Felice vicino alla Trinità de' Monti, [seconda metà del XVIII sec.], incisione in rame, mm. 415x550 (l'impronta della lastra, che contiene anche il titolo e la firma del Piranesi - “Piranesi architetto fec.” in basso a destra - posti sotto all'immagine), il foglio mm 523x755. Dalle Vedute di Roma, serie di 137 incisioni. III stato su 6 dopo la variazione del titolo e la comparsa di indirizzo e prezzo (A paoli due e mezzo), su carta vergellata spessa con filigrana "fiore di giglio in doppio cerchio sormontato da lettere CB" (Hind, 3). Minimo forellino nella parte bassa destra dell'inciso. Lievissima traccia di piega centrale. Focillon, 813. Hind, 45.
- PRIMO STATO DI TRE -Acquaforte e bulino, 1765. Tiratura avanti il numero, esemplare della tiratura romana postuma. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "Bracciano", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF THREE -Etching and engraving, 1765, signed on plate.Example from the late Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "Bracciano" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 83, I/III; Focillon 789.
Incisione all'acquaforte di mm 265 x 155 alla battuta su carta vergatina settecentesca di buon corpo. Traduzione manoscritta del titolo in francese sotto quello calcografico. Proviene dall'album di 50 incisione dal titolo "Nuova Raccolta Delle Più Belle Vedute Di Roma. Dissegnate, E Intagliate Da Celebri Autori" di Domenique Montagu.
Veduta tratta dal “Briefe über Rom" di Christian Traugott Weinlig, edito tra il 1781 ed il 1787, illustrato da lavori di J. Friederick ispirati alle vedute di Roma di Piranesi. Le opere sono fedeli riduzione della serie "Vedute di Roma" come lo stesso autori dichiara, firmandosi "J.C. J. Friederick F. secundum Piranesi".Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. Non comune. View taken from the "Briefe über Rom" by Christian Traugott Weinlig, published between 1781 and 1787, illustrated by J. Friederickn and inspired by Piranesi's views of Rome.Etching, in excellent condition.
Cromolitografia su cartoncino, fine XIX secolo, cm 31,5 x 41. Applicata su vecchio e marginoso passpartout. Ottimo stato.
In-4 (cm. 34), brossura, titolo al dorso, pp. XXIV, 596, con illustrazioni in bianco e nero e a colori, ISBN 88-8196-006-0. In buono stato di conservazione (good copy).
Catalogo di mostra. Roma, Salone Sistino - Musei Vaticani, 9 ottobre 1996 - 19 apile 1997. 596 p., f.to 35x25, copertina rigida con sovraccoperta, illustrazioni a colori e in b/n. Ottimo stato: sovraccoperta con segni del tempo, rilegatura e pagine come nuovo
pp. 533, cm 22x12, rilegatura editoriale in similpelle rossa con scritte in oro al dorso e al piatto, con venti piantine-itinerario per la scoperta della città in allegato, volume in ottimo stato.
Volume rilegato in simil pelle con titoli in oro al dorso e al piatto anteriore, coperta in ottimo stato, sovraccoperta trasparente e minimamente imbrunita, tagli e pagine con naturale lieve imbrunitura, libro completamente fruibile, con prefazione di Carlo Pietrangeli e giustificazione di Armando Ravaglioli, presenti illustrazioni in nero nel testo, numero pagine 533; da segnalare: pieghevole con 20 piantine-itinerario per la scoperta della città contenuto in apposito astuccio al piatto posteriore della sovraccoperta USATO
ARMANDO RAVAGLIOLI VEDERE E CAPIRE ROMA. , ROMA CENTRO STORICO 1980-07-25, Copertina leggermente ombrata Buono (Good) . <br> <br> <br> 534<br>
In 8° grande, pp.. 503, copertina: in piena pelle, con impressioni in oro al piatto. Legatura: editoriale. Sovraccoperta: in acetato trasparente. Dorso: con impressioni in oro. A fine volume inserita la piantina Vedere e capire Roma: venti piantine - itinerario per la scoperta della città.
Roma,Agostiniana,1935. In 8°pp.195n.+8 tavv.f.t.leg.tt.tela.
Un volume (16x22,5 cm) di 183 pagine. Pochi tratti a matita ai margini. Brossura editoriale, nella collana Roma nel Cinquecento. Prima edizione.
Acquaforte misure: mm 313 x 155 Pittore e incisore italiano soprannominato "il re dei disegnatori". La più grande vocazione dell'artista è, infatti, la grafica. Dal 1860 studia a Napoli all'Istituto di Belle Arti sotto la guida di maestri come Domenico Morelli (Napoli 1826 - 1901), Filippo Palizzi (Vasto 1818 - Napoli 1889), Tommaso Aloysio Juvara (Messina 1809 - Roma 1875) e Francesco Pisante (Napoli 1830 - 1889). Qui egli studia la tecnica dell'acquaforte d'invenzione e aderisce al verismo di matrice palizziana. Agli inizi del 1873 si trasferisce a Roma e frequenta i corsi di incisione alla Calcografia Nazionale. Tra il 1878 e il 1880 è a Parigi presso l'editore Cadart e proprio questa parentesi parigina colloca il Piccinni tra gli artisti europei fautori della rinascita dell'acquaforte originale. Sperimentatore delle nuove possibilità legate al mezzo fotografico è tra i primi in Italia a impiegare la fotoincisione tra il 1874 ed il 1886. I temi affrontati da Piccinni dimostrano l'attenzione costante verso i gesti più semplici della quotidianità della vita, gli individui vengono rappresentati come modelli di categorie sociali. Il soggetto è riconducibile ad un gruppo di lavori appartenenti alle prime acqueforti di invenzione realizzate dall'artista che hanno per soggetti personaggi e situazioni colti durante il soggiorno romano. In questa stampa, la settima della cartella dei Souvenirs de Rome pubblicata nel 1878 dalla casa editrice parigina Cadart, vediamo rappresentato un uomo anziano in piedi a figura intera, di profilo rivolto a destra. L'inquadratura dal basso verso l'alto conferisce maestosità per contrasto ad un individuo che appartiene al mondo degli ultimi, pare di trovarsi di fronte ad un gigante buono dalla forza straordinaria. Il mendicante, con il volto solcato da rughe profonde, guarda in modo scettico lo spettatore che viene catturato dall'intensità profonda dello sguardo. La figura emerge dal fondo scuro creato mediante tratti decisi, orizzontali e paralleli e grazie ai forti contrasti chiaroscurali. L'artista descrive con particolare attenzione la giacca con le toppe ai gomiti, i calzari con le stringhe, i risvolti sui pantaloni, il cappellaccio, l'ispida barba bianca, l bastone stretto sotto il braccio sinistro e la bisaccia a tracolla sulla spalla destra. In alto a sinistra, incisi firma e anno. Impressione eccellente con leggero effetto di tono, carta cina. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: A. Petrucci, “A. Piccinni incisore”, 1931; G. Bassi “Antonio Piccinni”, Fasano di Puglia 1978; F. Fiorani - G. Scaloni, “Antonio Piccinni incisore”, Roma 2005, 1.7, pag.69
Dedica autografa dell'Autore all'occhietto. Dall'Indice: Padre Antonio. Un Pellegrino. L'ultimo Presepio. Il vecchio Ebreo. Bacco fanciullo. Frontespizio bicolore con capolettera ornato. L'Hermanin (1868-1953) fu uno storico e critico d'arte, funzionario delle Belle Arti, soprintendente alle Gallerie e ai Musei del Lazio e degli Abruzzi. Nato a Bari e morto a Roma. Ottimo esemplare. Brossura editoriale cartacea con graziosa impostazione tipografica, pp. 91, 3, in 8°
in-4°, pp. 83-(2) con 32 ill. n.t. Leg. in tela edit. con tit. in oro al dorso, in custodia edit. Buono stato.
Milano, 1926, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 561/568 con 10 fotografie. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Un volume (23 cm) di 231 pagine. Una dedica autografa dell'Autore alla pagina bianca. Una macchia al margine degli ultimi due fogli e della quarta di copertina. Brossura editoriale illustrata. Indice: Vita all'aperto (Piazza Guglielmo Pepe - Piazza Vittorio - Piazza Navona - Svaghi della gioventù - La passeggiata per il Corso - Piazza Colonna - Il ritorno delle corse - Gli ospiti illustri - La notte di S. Giovanni - La tombola in piazza - Carnevale) - Sagre campestri (Le ottobrate - Al "Divino Amore" - Acqua Acetosa - Il banchetto della Società - Il treno tropea) - Riunioni intime (Il ricevimento familiare - I ballo al "circoletto" - Il cenone di Natale) - Tipi e figure (L'accalappiacani - "Riffe" e "Riffanti" - Il Cicerone - Lo scrivano pubblico - Via Ripetta - I fiumaroli - Le "stagioni popolari". Buone condizioni.
In buono stato 80 disegni di P.Scarpa b.n. n.t.
In 8°, brossura edit. illustrata, pp. 231(1) con numerosi disegni n.t. ed una tavola con disegno a piena pagina. Buon esemplare.
Mm 170x245 Brossura originale illustrata 229 pagine con 80 disegni dell'autore nel testo. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
24 cm, ril. editoriale illustrata, p. 233, numerosi disegni
Ravaglioli Armando Vecchia Roma. 1850-1900 (Vol. 1). Aosta, Musumeci Editore 1981, Copertina uso tela con titolo dorato al dorso. Sovraccoperta plastificata con alette informative. Tagli sporchi di polvere, pagine lievemente ingiallite. Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 268<br> 8870320979