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(Codice OS/0186) In 8º VIII-151 pp. English, Italian, German text. With 8 folding plates & maps. Original softcover. Very fine. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Carta a colori di cm. 40 X 50 con tracce del tempo e fasc. manca l'opuscolo indice Conservati in busta edit. ill in similpergamena con guasti.
Carta (anni '30 circa) di cm. 114 x 61, colorata a mano, alla scala 1 : 50.000
In alto a destra, con caratteri grandi sotto il bordo superiore, è inciso il titolo BONONIA. Sempre in alto a destra è disegnato lo stemma della città. Lungo il margine inferiore, distribuita su quattordici colonne, una legenda alfanumerica con 179 rimandi (A-N e 1-168) a luoghi e monumenti notabili. Nell’ultimo riquadro, all’angolo inferiore destro, si legge: Vero ritratto dela Citta de bologna co tutti gli nomi dele cose principali di essa como Al presente si ritrova per claudio duchetto Nepote di Ant: lafreri 1582. La pianta della città di Bologna, incisa da Ambrogio Brambilla per l’editore Claudio Duchetti, rappresenta la prima derivazione dell’opera di Agostino Carracci (1581) disegnata su diretta commissione del cardinale Gabriele Paleotti (Bologna 1522 - Roma 1597), arcivescovo di Bologna dal 1566. La legenda alfanumerica incisa nella parte bassa della tavola deriva dal prototipo della cartografia cinquecentesca bolognese, e lo stemma della città è inserito nella parte alta della tavola. Sono delineati e localizzati chiaramente gli edifici religiosi, sia quelli all’interno del perimetro romano (San Pietro e San Petronio) che quelli all’esterno (Santo Stefano, San Procolo e SS. Naborre e Felice). L’opera del Duchetti fu presto replicata da Fransz Hogenberg, che ne incise una derivazione molto simile per il quarto volume del Civitates Orbis Terrarum realizzato in collaborazione con Georg Braun (Anversa, 1590 circa). Ambrogio Brambilla, nato a Milano, visse nella città per alcuni anni e, in quanto membro dell’Accademia milanese della Val di Bregn, compose poesie in dialetto che firmava con lo pseudonimo Or Compà Borgnin. Il Brambilla è però più conosciuto per la sua attività di incisore al bulino e all’acquaforte, a cui si dedicò a Roma nell’ultimo ventennio del XVI secolo, dove nel 1579 risulta iscritto alla Congregazione dei Virtuosi al Pantheon. La sua produzione venne pubblicata in gran parte da Claudio Duchetti e, anche, da Nicola van Aelst. Esemplare nel primo stato di tre, avanti l’indirizzo di Giovanni Orlandi. Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, con margini, piccolo restauro perfettamente eseguito lungo il margine superiore, per il resto in perfetto stato di conservazione. Bibliografia Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 2126-2127, tav. 1178bis, I/III; Benevolo (1969): pp. 47-51, tav. III; Brighenti (1979): n. 16; Comelli (1914): p. 44; L’Immagine delle città italiane (1998): p. 129, n. 4; Tooley (1939): n. 139. In the upper right corner, in large letters below the top edge, is engraved the title BONONIA. Also at the top right is drawn the coat of arms of the city. Along the lower margin, distributed on fourteen columns, an alphanumeric legend with 179 references (A-N and 1-168) to notable places and monuments. In the last square, at the lower right corner, reads: Vero ritratto dela Citta de bologna co tutti gli nomi dele cose principali di essa como Al presente si ritrova per claudio duchetto Nepote di Ant: lafreri 1582. The map of the city of Bologna, engraved by Ambrogio Brambilla for the publisher Claudio Duchetti, represents the first derivation of the work of Agostino Carracci (1581) drawn on direct commission of Cardinal Gabriele Paleotti (Bologna 1522 - Rome 1597), archbishop of Bologna since 1566. The alphanumeric legend engraved in the lower part of the table derives from the prototype of sixteenth-century Bolognese cartography, and the coat of arms of the city is inserted in the upper part of the plate. The religious buildings are clearly delineated and located, both those within the Roman perimeter (San Pietro and San Petronio) and those outside (Santo Stefano, San Procolo and SS. Naborre and Felice). Duchetti's work was soon replicated by Fransz Hogenberg, who engraved a very similar derivation for the fourth volume of the Civitates Orbis Terrarum produced in collaboration with Georg Braun (Antwerp, circa 1590). Ambrogio Brambilla, born in Milan, lived in the city for several years and, as a member of the Milanese Academy of Val di Bregn, composed poems in dialect that he signed with the pseudonym Or Compà Borgnin. Brambilla, however, is best known for his activity as a burin and etching engraver, to which he dedicated himself in Rome in the last twenty years of the sixteenth century, where in 1579 he was enrolled in the Congregazione dei Virtuosi at the Pantheon. His production was published in large part by Claudio Duchetti and, also, by Nicola van Aelst. Example in the first state of three, ahead of the address of Giovanni Orlandi. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, small restoration perfectly executed along the upper margin, otherwise in perfect condition. Rare. Bibliografia Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, pp. 2126-2127, tav. 1178bis, I/III; Benevolo (1969): pp. 47-51, tav. III; Brighenti (1979): n. 16; Comelli (1914): p. 44; L’Immagine delle città italiane (1998): p. 129, n. 4; Tooley (1939): n. 139.
This collection of old maps is designed to illustrate the course of American history from the earliest time down to the close of the Revolutionary War. The editors have brought them together from their hiding places in dark, dusty, and, in some cases, forgotten repositories. The seventy-four maps here reproduced were selected from many thousands examined by the editors in the great libraries in Am <br/> STATO: USATO, MOLTO BUONO.<br/> TITOLO: Book of Old Maps: Delineating American History from the Earliest Days Down to the Close of the Revolutionary War. Fite, Emerson D. & Archibald Freeman, Compilers & Editors<br/> AUTORE: Fite,Emerson David. Archibald Freeman.<br/> EDITORE: Dover<br/> DATA ED.: 1969,<br/>
IN HEBREW, ENGLISH AND ITALIAN. 22X15 cm. 153+61 pages. Softcover. Cover slightly stained. Else in good condition.
Carta geografica dell'estensione territoriale attorno a Bolzano. Incisione in rame, misure all'immagine cm. 22,7x17 più i margini. Buono stato di conservazione.
Amsterdam, 1640 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore d'epoca, cm 39,7 x 53 (alla lastra) più margini, testo francese al verso. Difetti del foglio lungo il margine sinistro, strettissimi margini, tracce di umido visibili al solo verso del foglio, discreto stato.
UNICO ESEMPLARE CONOSCIUTO Nel piccolo cartiglio di destra troviamo il titolo: BRANDICI. Nel cartiglio di sinistra si legge: EL. VER. SITO. DI. BRANDICI. IM PUGLIA. STAMPATO IN VENETIA. PER. FRANCESCO. LIBRA[RIA] DALA. SPERANZA. A. M.DXXXVIII. Sulla tavola, priva di orientazione e scala grafica, sono presenti alcuni toponimi, che identificano i luoghi notevoli della città. Tavola silografica rappresentante la città di Brindisi, firmata da Francesco di Salò nel 1538. Conosciamo l’opera solo attraverso l’esemplare che - per la prima volta - Szathmáry pubblica nel primo numero di Cartographica Hungarica del 1992. La tavola era parte di una piccola raccolta di incisioni silografiche firmate da Matteo Pagano, Giovanni Andrea Vavassore e Tommaso di Salò, che lo studioso ungherese Tibor Szathmáry acquistò sul mercato antiquario di Arezzo nel 1987; le carte furono poi vendute separatamente. La tavola di Brindisi fu parte della famosa collezione di Fritz Hellwig, poi dispersa in varie aste. Come prova l’iscrizione nel mare ARMA DE ANDREA DORIA, l’opera fu realizzata probabilmente per illustrare il ritorno della flotta di Andrea Doria dalla battaglia di Prevesa (1538). Il 28 settembre 1538 una flotta cristiana della Lega Santa (la coalizione militare voluta da papa Paolo III per contrastare l’invadenza navale ottomana nel Mediterraneo, e sottoscritta nel febbraio di quell’anno da Spagna, Repubblica di Genova, Repubblica di Venezia ed i Cavalieri di Malta) era finalmente riuscita a bloccare il Barbarossa nel canale di Corinto presso Prevesa. La battaglia di Prevesa avrebbe probabilmente avuto un esito diverso, risolvendo definitivamente i problemi creati da Khayr al-Dīn Barbarossa, se Doria, ritiratosi dal combattimento, non avesse lasciato campo libero al corsaro ottomano. Lo sganciamento operato dall’ammiraglio era giustificato dalle difficoltà di manovra, per la mancanza di vento, dei velieri cristiani e in particolare della poderosa nave ammiraglia Galeone di Venezia, contrapposti all’agile e veloce naviglio avversario. Francesco di Salò (si firmava Francesco Tommaso di Salò) fu un tipografo attivo a Venezia, figlio di Tommaso e fratello di Alessandro. Lavorò quasi sempre con soci non identificati: “Poche notizie si hanno su questo editore che spesso si firmava con l’imprint In Venetia: per Francesco de Tomaso di Salo e compagni, in Frezzaria, al segno della Fede. Secondo Reinach la tipografia sarebbe attiva dal 1550, ma più studiosi concordano per il periodo 1564-74. Le date, tuttavia, sono in contrasto con alcune opere pubblicate nel nostro catalogo; la pianta di Brindisi, ad esempio, reca la data 1538” (cfr. Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, p. 2525). Come giustamente afferma Bagrow - Leo A. Bagrow, Matheo Pagano: a Venetian cartographer of the 16th century. A descriptive list of his maps, Jenkintown 1940 – il nome di Francesco di Salò appare su ristampe delle opere di Matteo Pagano, del quale probabilmente acquisì la tipografia. Silografia, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini oltre la linea di demarcazione, restauri di tarlo perfettamente eseguiti alla piega centrale – come detto era parte di un piccolo album – per il resto in perfetto stato di conservazione. Prezioso documento sulla città. Bibliografia Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, p. 2129, tav. 1080; Shirley (1994): p. 29-32, n. 7; Szathmáry (1992): pp. 6-25, n. 5. THE ONLY KNOWN EXAMPLE In the small cartouche on the right we find the title: BRANDICI. In the left cartouche we read: EL. VER. SITO. DI. BRANDICI. IM PUGLIA. STAMPATO IN VENETIA. PER. FRANCESCO. LIBRA[RIA] DALA. SPERANZA. A. M.DXXXVIII. On the table, without orientation and graphic scale, there are some place names, which identify the remarkable places of the city. Silographic plate representing the city of Brindisi, signed by Francesco di Salò in 1538. We know the work only through the example that - for the first time - Szathmáry published in the first number of Cartographica Hungarica in 1992. The map was part of a small collection of silographic works signed by Matteo Pagano, Giovanni Andrea Vavassore and Tommaso di Salò, which the Hungarian scholar Tibor Szathmáry bought on the antiquarian market of Arezzo in 1987; the maps were then sold separately. This one of Brindisi was part of the famous collection of Fritz Hellwig, then dispersed in various auctions. As evidenced by the inscription in the sea ARMA DE ANDREA DORIA, the work was probably made to illustrate the return of Andrea Doria's fleet from the battle of Prevesa (1538). On September 28, 1538 a Christian fleet of the Holy League (the military coalition wanted by Pope Paul III to counter the Ottoman naval invasion in the Mediterranean, and signed in February of that year by Spain, the Republic of Genoa, the Republic of Venice and the Knights of Malta) had finally succeeded in blocking Barbarossa in the channel of Corinth at Prevesa. The battle of Prevesa would probably have had a different outcome, resolving once and for all the problems created by Khayr al-Dīn Barbarossa, if Doria, having withdrawn from combat, had not left the Ottoman corsair a free field. The disengagement operated by the admiral was justified by the difficulties of maneuver, due to the lack of wind, of the Christian sailing ships and in particular of the mighty flagship Galeone di Venezia, opposed to the agile and fast adversary ship. Francesco di Salò (signed Francesco Tommaso di Salò) was a typographer active in Venice, son of Tommaso and brother of Alessandro. He worked almost always with unidentified partners: "Little is known about this publisher who often signed his name with the imprint In Venetia: per Francesco de Tomaso di Salo e compagni, in Frezzaria, al segno della Fede. According to Reinach, the printing house would have been active since 1550, but more scholars agree on the period 1564-74. The dates, however, are at odds with some works published in our catalog; the plan of Brindisi, for example, bears the date 1538" (cf. Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo p. 2525). As Bagrow rightly states - Leo A. Bagrow, Matheo Pagano: a Venetian cartographer of the 16th century. A descriptive list of his maps, Jenkintown 1940 - the name of Francesco di Salò appears on reprints of the works of Matteo Pagano, whose typography he probably acquired. Woodcut, printed on contemporary laid paper, with thin margins beyond the line of demarcation, perfectly executed woodworm restorations at the central fold - as mentioned it was part of a small album - otherwise in perfect condition. Bibliografia Bifolco-Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, p. 2129, tav. 1080; Shirley (1994): p. 29-32, n. 7; Szathmáry (1992): pp. 6-25, n. 5.
1 49x34,5 cm., mappa a colori per i confini dei Paesi trattati, in inglese, buoni margini, piccolo strappo agli angoli inferiori, senza danno.
4 volumi, 18 cm, pp. 96; 80; 88; 96, il primo volume ha 4 tavole più volte ripiegate. Rilegatura coeva in mezza pelle, titolo in oro al dorso, piatti marmorizzati, tagli spruzzati, esemplare molto buono e fresco
In 8, pp. 23. Br. ed. Cenni relativi alla stesura della carta geografica della campagna romana e delle regioni limitrofe in scala 1/100.000 e classificazione delle formazioni geologiche.
Incisione su rame all'acquaforte e bulino in due fogli incollati di mm 556 x 485. Bella vergata veneziana. Filigrana AV e stelle. Foglio a larghi margini. Una gora pesante sul margine bianco sinistro e tre più lievi entro la battuta. Titolo entro ricco cartiglio in alto a sinistra. Toponimi e descrizioni geografiche nella mappa. Proveniente da: "Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes", Venezia 1784 (ma 1780). Gli Atlanti stampati da Francesco Santini, che, come indicato spesso nelle carte, teneva bottega a Santa Giustina, nel Sestiere di Castello, riutilizzano le lastre incise da Lattrè e disegnate da Janvier per l' "Atlas Moderne" stampato a Parigi nel 1771. L'Atlante di Janvier ebbe un immediato apprezzamento, sia per la precisione geografica, che per i ricchi cartigli molto decorativi. Robert (Jean) Janvier: working in Paris in the second half of the eighteenth century, Jean Janvier (1746 – 1776) produced a series of maps in the later half of the century. While there is some confusion about his Christian name, his maps usually were inscribed “Le Sieur Janvier”. He is best known for his collaboration with engraver Jean Lattre for an Atlas Moderne first released in 1762 and in several later editions some by C. F. Delamarche and by Chez Remondini. He also produced several maps used in general atlases by William Fadan and P. Santini.
368 pages. Index. Bibliography. "Award-winning map historian Derek Hayes continues his renowned Historical Atlas series by bringing together an unprecedented collection of these contemporary maps, most previously unpublished, in a single handsome volume. You'll find surveys, treaty maps, military maps, mining maps, promotional maps, real estate maps - even maps of murder. Alongside the lively and authoritative text and an additional three hundred photos and historical documents, these maps, many of them works of art in their own right, offer a geographical visual history - a unique and fascinating view of the province's past." - dust jacket. Clean, bright and unmarked with negligible wear. Dust jacket preserved in archival-grade Brodart. An excellent copy of this large and magnificent work. 35 x 26cm. Book
Vol. in -4 (22 x 28 cm.), legatura editoriale t.tela rossa, scritte in oro incise sul piatto e al dorso, pp. 295 con molte ill. a colori e b.n. nel testo e a p.pagina raffiguranti carte geografiche dell'inghilterra. Testo in inglese. In buone condizioni. Book in 4to, cloth red, gilt lettering, no dust-jacket, pp. 295 with ill. coloured and b/w. English text. Veri good condition.
First edition, thick royal 8vo, xxxii, 744pp., 600 illustrations, orig. publishers blue cloth, d.w. An illustrated dictionary of well over 1,500 members of the map-trade in the British Isles from the beginnings until the mid nineteenth century, including all the known engravers and lithographers, all the known globemakers and retailers, the principal mapsellers and publishers, the key cartographers, the makers of map-based games and puzzles, and others. Each entry includes a list of published work, the known biographical facts (in most cases based on fresh and original research), addresses and dates, details of apprentices, etc. Twenty-five years in the making, the book contains previously unpublished material on almost every page.
In folio (54.4 x 64.3 cm il foglio); esemplare in fine coloritura coeva ed in ottime condizioni di conservazione. Testo in tedesco e francese in cartiglio posto ai lati della carta. Cartiglio con titolo al margine basso dello stampa. Magnifica e vivida tiratura di questa celeberrima carta del territorio delle coste francesi e meridionali inglesi che illustra il percorso delle flotte inglesi e francesi che si sarebbero poi scontrare nella celeberrima battaglia, avvenuta durante la Guerra dei Sette Anni, nella Baia di Quiberon il 20 novembre del 1759, battaglia che è rappresentata appunto nel lato sinistro della carta. Lo scontro fra le flotte francese ed inglese si svolse presso la baia di Quiberon, vicino a Saint-Nazaire, di fronte al Golfo di Morbihan. La flotta francese era comandata dall'ammiraglio Hubert de Brienne, conte di Conflans e quella britannica, dall'ammiraglio Edward Hawke. La battaglia terminò con una netta vittoria della squadra navale britannica. "La potenza della flotta francese fu fortemente compromessa e non si riprese prima della fine della guerra; nelle parole di Alfred Thayer Mahan (L'influenza del potere navale nella storia), la battaglia del 20 novembre 1759 «…fu la Trafalgar di quella guerra […] la flotta inglese era ora in grado dii agire contro le colonie della Francia e più tardi di quelle della Spagna, su scala molto maggiore che mai prima.» Per esempio la Francia non poteva approfittare della sua vittoria di Sainte-Foy del 1760, nella terra che è oggi il Canada, poiché là necessitava di rifornimenti e rinforzi dalla Francia, e così la battaglia della baia di Quiberon può essere vista come l'evento che determinò il destino della Nuova Francia e quindi del Canada". La carta fu stampata dal successore e cognato del grande cartografo Matthaus Seutter (sposò una delle figlie di Seutter), il cartografo, editore ed incisore Tobias Conrad Lotter (1717 - 1777). Lotter, si formò alla bottega di Matthaus Seutter per il quale lavorò. Alla morte di Seutter ne rilevò l’attività che portò avanti fino al 1777 anno della sua morte. L’attività passo poi al figlio, Matthias Albrecht Lotter. Tobias Conrad fu uno dei più apprezzati cartografi del settecento. Il disegnatore della carta in questione è il cartografo Christian Friederich van der Heyden Lotter, l’incisore è Matthew Albrecht. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella coloritura coeva.
groot in-8°, 111 pp. + 24 platen, broché. VG+++. [MI-25]
Plan polychrome de Bruxelles en 1830 et en 1897 (date de l'Exposition universelle), avec de belles annonces publicitaires. (mesures : 100cm x 70 cm). Bon etat (petites à l'endroit des plis). [ARCH]
In folio, cm 34, due volumi di pp. 484 e pp. 466. Splendide legature editoriali in tela blu, illustrate in nero con titoli in oro al piatto e al dorso, tagli esterni dorati. Il volume primo con parziale fenditura della cerniera, comunque solido. Ottimo stato di conservazione complessivo di entrambi i volumi (fisiologiche fioriture alle prime e ultime carte bianche). Opera riccamente illustrata da centinaia di incisioni nel testo e fuori testo, anche a doppia pagina, alcune a colori o ripiegate. Un terzo volume pubblicato qualche anno più tardi chiuderebbe idealmente l'opera, comunque tematicamente completa in quanto il titolo dell'ultimo volume è differente: Bruxelles Moderne.
446pp.avec planches et cartes dépliantes (texte complet, 7 planches manquent), belle reliure cart., 26cm., cachet, bon état, [contient e.a. WAUWERMANS, Histoire de l'école Cartographique Anversoise (pp.259-442 à suivre, avec 5 planches des 12)], B50375
contient pp.113-459 (manque: avril-septembre 1893), reliure cart., 26cm., cachet, bon état, [contient e.a. WAUWERMANS, Histoire de l'école Cartographique Anversoise (suite et à suivre) pp.119-326 & MARISCHAL, Le Japon pittoresque (pp.330-355), …], B50376
524pp., tout complet avec 5 planches hors-texte (dont 1 portrait et trois cartes dépliantes), 25cm., brochure originale (peu restauré), pages toujours non coupées, texte et intérieur en très bon état, A98710