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Firenze, 1958, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 101/113 con una figuraL'ultima pagina è in fotocopia - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Firenze, 1958, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 101/113 con una figura. L'ultima pagina è in fotocopia. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Firenze, 1949, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 679/684 - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Tratta da un volume di primo '800, litografia stampata a colori e ritoccata a mano, cm 14,3 x 9,8 (il foglio). Figura di brigante corso in tipico costume, simile a quelli della vicina Sardegna.
2° edizione. Dimensioni: 11,5 x 18,5 cm circa. Stato di conservazione: Segni del tempo e dell'utilizzo: una macchia (sembra vernice) sull'angolo inferiore dei primi fogli (particolarmente evidente sulla prima pagina), una firma d'appartenenza a biro sulla prima pagina (del titolo), qualche leggero e ordinario ingiallimento su qualche pagina, i bordi di alcune pagine si presentano alquanto frastagliati (il lavoro di separazione delle pagine è stato fatto, in alcuni punti, in maniera un po' grossolana ma il testo non è intaccato) ma, nel complesso, un buon esemplare. Qualche pagina finale ancora intonsa. Con 4 tavole in nero fuori testo (tra cui la riproduzione della "carta della Corsica redatta nel 1767 e pubblicata nella relazione della corsica di Boswell (Glasgow 1768)".
In 8°, br. edit., pp. 28. Tenui fiorit. in cop.
Carta geografica, antica ed originale con coloritura coeva ai confini. Autore: Marieni Giovanni trad. & A. Campana dir.. Luogo: Francia - Corsica. Anno: 1833. Tecnica: incisione in rame. Dimensioni: 317x432. Milano, dall’Imperiale Regia Stamperia. Piccoli restauri e macchie
un vol in 16 cm. 17,6x 11,4 pp. legatura mz tela verde con fregi e scritte in oro al dorso piatti marezzati timbro al recto del frontespizio in ottimo stato. Raccolta di "voceri" ballate di canti funebri popolari della Corsica pubblicati in idioma corso (molto simile all'italiano) e tradotti a fronte in francese. in ottimo stato
ill., br. Era minuto e delicato, quel giovane canadese sconosciuto che era salito in fretta e furia su un volo per l'Italia. Aveva pensato a uno scherzo, quando gli avevano detto che Enzo Ferrari lo aveva convocato a Maranello, per proporgli di sostituire Niki Lauda, il campionissimo che se n'era andato sbattendo la porta. Cominciò così, per scommessa e quasi per caso, la leggenda di Gilles Villeneuve, che aveva un volto da poeta e quasi spariva all'interno dell'abitacolo. Paolo Marcacci la racconta in pagine dense di passione e di eroismo, dove tra mostruose accelerazioni e spaventose carambole trova spazio una serie di riflessioni poetiche ed esistenziali: il destino e la solitudine dei predestinati; le amicizie tradite, come quella di Noodles in "C'era una volta in America"; il folle volo di Ulisse. Dagli esordi sulle motoslitte al giro fatale di Zolder. Sullo sfondo, la bella e dannata Formula Uno a cavallo fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, dove la meccanica ancora non aveva ceduto il predominio all'elettronica e un manipolo di assoluti fuoriclasse dava vita a epici duelli sui circuiti di tutto il mondo. In mezzo a loro, d'improvviso, dal nulla sterminato delle nevi canadesi faceva capolino il sorriso malinconico di Villeneuve, veloce fra i veloci: spostando l'asticella del rischio un po' più in alto, per scrivere una storia che già era leggenda, tra il frastuono dei pistoni e i battiti di un cuore nato per l'asfalto.
In 4, pp. 458 con molte illustrazioni fotografiche n. t. Tutta tela editoriale. Reputato studio sull'allevamento del purosangue e sulle corse al galoppo in Italia a partire dal 1880, anno della pubblicazione da parte del Ministero dell'agricoltura del primo stud book italiano e della fondazione del jockey club al Congresso Ippico nazionale.
br. Lontano dalle coste affollate, nel cuore di una Corsica fatta di bellezze ruvide e straordinarie, è stato tracciato il trekking più difficile d'Europa: il leggendario Sentier de Grande Randonnée 20, meglio conosciuto semplicemente come GR20. Un lungo percorso che attraversa in diagonale l'intera isola, corre sulle creste, scavalca montagne, accompagna torrenti dalle acque cristalline e svela laghi nascosti. L'autore e protagonista di questo libro, in un momento delicato della propria vita, con ancora addosso le fresche cicatrici di un'importante relazione appena finita, decide di affrontarlo in solitaria, e nei suoi dodici giorni di cammino, in cui percorrerà 180 chilometri di sentieri e supererà 11.000 metri di dislivello, sarà testimone di una rara bellezza. Il racconto di un viaggio reale e metaforico, al cospetto di bellezze incredibili che suscitano emozioni contrastanti nel tumulto di un'anima in transizione.
19 cm, cop. muta recente, p. 62
16 pages. 20x27 cm. Rousseurs.
Carta geografica tratta dal l'edizione tedesca del "Description de l'Univers, contenant les differents systêmes du monde, les cartes generales & particulieres de la geographie ancienne & moderne: les plans & les profils des principales villes & des autres lieux plus considerables de la Terre; avec les Portraits des Souverains qui y commandent, leurs Blasons, Titres & Livrées: Et les Moeurs, Religions, Gouvernemens & divers habillemens de chaque Nation. Dediée au Roy. Par Allain Manesson Mallet, Maistre de Mathematiques des Pages de la petite Escurie de sa Majesté, cy-devant Ingenieur & Sergent Major d'Artillerie en Portugal", stampato a Parigi da Denys Thierry nel 1683 e poi tradotto e ristampato a Colonia alla fine del secolo. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Carta geografica tratta dal l'edizione tedesca del "Description de l'Univers, contenant les differents systêmes du monde, les cartes generales & particulieres de la geographie ancienne & moderne: les plans & les profils des principales villes & des autres lieux plus considerables de la Terre; avec les Portraits des Souverains qui y commandent, leurs Blasons, Titres & Livrées: Et les Moeurs, Religions, Gouvernemens & divers habillemens de chaque Nation. Dediée au Roy. Par Allain Manesson Mallet, Maistre de Mathematiques des Pages de la petite Escurie de sa Majesté, cy-devant Ingenieur & Sergent Major d'Artillerie en Portugal", stampato a Parigi da Denys Thierry nel 1683 e poi tradotto e ristampato a Colonia alla fine del secolo. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione.
Raffigurazione di un abitante della Corsica
Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Anna Saiu Deidda, Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tav. 145.
Carta geografica inc. in rame e più volte ripieg., mm.540x355 + marg. bianchi piuttosto ampi. Alcuni strappi abilmente restaurati. Buona conservaz. generale.
Carta geografica tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV. Map taken from L'Italia edited by Fabio Magini, published in Bologna in 1620, three years after the untimely death of his father. Composed of a short descriptive text of only 24 pages, the work is accompanied by 61 maps of the peninsula, and is the first example of an Italian atlas. The work is entirely by the hand of Giovanni Antonio Magini, who began the realization of the maps in 1594 or so; the first dated map (1595) the map of the territory of Bologna. All the maps were printed before 1620, in their provisional drafts, later corrected and updated for the final edition. For the realization of the plates Magini used two of the most famous engravers of the time: the Belgian Arnoldo Arnoldi and the English Benjamin Wright. Copperplate, in good condition. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV.
Incisione in rame, mm 345x455, dipinta a mano.<BR>Bellissima carta della Corsica a pieni margini, con due cartigli decorativi; uno con il titolo in alto a sinistra e uno con la dedica al cardinale Benedetto Giustiniano da Giovanni Antonio Magini, in basso a sinistra. In alto a destra la scala miliare. Nel mare occhieggiano un veliero e mostri marini.<BR>Tratta da "L'Italia" il fondamentale primo atlante con 61 carte di tutta la penisola, che il geografo e matematico Magini realizzò a fine '500, ma che, a causa della sua morte nel 1617, fu pubblicato postumo dal figlio Fabio nel 1620. <BR>Magini si servì per le incisioni di due famosi intagliatori dell'epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l'inglese Benjamin Wright.<BR>Grazie ai contatti personali con le istituzioni ed i più importanti cartografi del tempo, Magini ebbe a disposizione materiale cartografico talvolta inedito o comunque non disponibile per gli studiosi. La sua opera costituì il fondamento di tutta la cartografia del XVII secolo, venendo costantemente copiata da tutti i successivi autori. Bell'esemplare con buoni margini e piccoli restauri alla piega centrale. <BR>
Puisés dans un imaginaire venu des quatre coins de l'île et des peuples qui y accostèrent au cours des siècles passés ; contes des montagnes, des bergers, des gens de la mer. Au long de ces pages, des chats-sorciers envahissent les demeures des hommes, la Destinée s'incarne en un sanglier démoniaque, un enfant trouve l'anneau de commandement et va régner chez le sultan, le Diable en personne expul <br/> STATO: NUOVO.<br/> TITOLO: Le moulin du chat sorcier et autres contes, légendes, fables du peuple corse. <br/> AUTORE: Maestracci,Fabienne.<br/> EDITORE: Albiana<br/> DATA ED.: 2010,<br/> EAN: 9782846980661
Firenze, 1938, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 412/416 - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
A clean, unmarked book with a tight binding. Full black cloth boards show light wear. Discoloration to endpapers. Front hinge a bit loose. Signed by author on title page.
Antisanti, Associu Ricerche Storiche di a Pieve di Rogna, (1997), in-8, br., pp. 179, (7). Copertina a col. di Joseph Sicurani. Invio Carlo Cordié.
Mm 140x225 Brossura originale con copertina a stampa, 101 pagine in lingua corsa. Copia in ottime condizioni a fogli ancora intonsi. "IMPORTANT NOTE FOR NON ITALIAN COSTUMERS: Italian laws on cultural heritage state that all books printed over 70 years ago require an export license to leave the country: obtaining export licenses can take up to 2 months at worst. We thank you for your patience and remain at your disposal for further information"