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London, Collins, (1962), in-8, tela edit. con sovracc., pp. 319. Con albero genealogico e 23 ill. in b.n. f.t.
Cartonn?. 80 pages. 24x33 cm.
Broch?. 382 pages. Couverture d?fra?chie.
Broch?. 570 pages. Rousseurs. Manque ? la couverture. Dos r?par?.
brossura Questo libro è un copione/storyboard di un ipotetico docufilm che narra la storia di due famosissimi piloti di motociclismo degli anni '60-'70, vista attraverso gli occhi di un bambino di 6 anni, che all'epoca dei fatti ha assistito alle immagini televisive e ne è rimasto talmente colpito da fare ricerche da adulto e farne un racconto.
br. Questo non è un libro come gli altri: è il racconto di una vita dove uomo e sport si intrecciano fino a diventare una cosa sola. Per Ayrton Senna, protagonista indiscusso della Formula Uno tra anni Ottanta e Novanta, infatti, non c'è felicità senza vittoria. «Vincere è come una droga, una sensazione intensa. Non ne puoi più fare a meno», dichiarerà. Una dipendenza fisica e della mente. Che lo spinse costantemente a migliorare e a superare i propri limiti, costruendo il proprio mito con disciplina e sacrificio. L'unico modo che conosceva di stare nel mondo, del resto, era quello di essere sempre più veloce, il più veloce, fino trasformarsi in suono, nelle variazioni del ronzio assordante e penetrante del motore sulla pista. La sua è una storia che si intreccia con le grandi domande della vita e dell'uomo. Con l'imprescindibile corsa senza resa - profondamente umana, istintivamente carnale e, insieme, spirituale - alla ricerca della felicità.
La corsa fa parte della natura dell'uomo sin dai primordi dell'umanità: è dentro ciascuno di noi ma occorre riscoprirla dopo averla conosciuta da bambini, quando la interpretavamo con spontaneità e gioia. Ogni età è idonea per iniziare il percorso di apprendimento. Occorre, però, preparare il corpo e allenare la mente nel modo giusto per interpretare "un movimento orientato al futuro, accompagnato dalla gioia inesprimibile di simulare il volo", con consapevolezza e in modo naturale, sino a essere corsa. L'autore mostra i suoi tanti volti, sulla scorta di un'esperienza cinquantennale, soffermandosi sia sui cosiddetti fondamentali (lungo lento, fartleck, interval-training, ripetute, respirazione) che su aspetti meno noti quali il ruolo della mente, le corse estreme, la dimensione spirituale e la corsa-terapia adottata dai ragazzi speciali del progetto Filippide. A far da riepilogo il dizionario minimo dei termini tecnici oltre a tre sintetiche tabelle per riassumere e tradurre in numeri i concetti espressi. Autori: Pietro Cristini.
ril. «Quando cerco di spiegare il mio punto di vista a chi me lo chiede, non è sempre farina del mio sacco.» Con questa affermazione paradossale, Zanardi svela un segreto fondamentale del suo modo di interpretare la vita, un modo che da sempre ispira ed emoziona le persone. Già, perché Alex è un curioso, un ficcanaso, e ama osservare gli altri, come del resto gli consigliava suo padre: «Sandrino, si può imparare qualcosa da tutti». Secondo Zanardi, dunque, studiare i comportamenti altrui, per "rubare" gli atteggiamenti virtuosi ed evitare gli errori, è un esercizio utilissimo e lo sport è il campo ideale per metterlo in pratica. In questo libro Alex ha deciso quindi di raccogliere una serie di storie emblematiche di atleti, in momenti di gloria o di fatica o di sconfitta, per trarne spunti profondi, utili a chiunque, anche a chi se ne sta in poltrona. Per esempio si domanda: perché Ginobili a 40 anni riusciva ancora a fare la differenza nell'NBA? Ha una testa che sa sfruttare l'esperienza. E come interpretare invece le lacrime di Federer alla premiazione dell'Australian Open? Sono un segno di forza (soprattutto per i maschietti!). O, ancora, che cosa ci insegnano le parole pacate di Aliou Cissé, ct della Nazionale di calcio del Senegal, dopo l'uscita dal Mondiale? Essere onesti e conoscere il valore delle regole è il modo migliore per farsi onore nello sport come nella vita. In un'epoca in cui le telecamere arrivano dappertutto e, purtroppo, i commenti velenosi sui social spesso distorcono la realtà, Zanardi prova a cogliere i valori profondi e gli esempi più limpidi dello sport, offrendoci una lettura preziosa per la vita di ogni giorno, scritta con la saggia pacatezza e l'ironia che lo contraddistinguono.
ill., br. Era minuto e delicato, quel giovane canadese sconosciuto che era salito in fretta e furia su un volo per l'Italia. Aveva pensato a uno scherzo, quando gli avevano detto che Enzo Ferrari lo aveva convocato a Maranello, per proporgli di sostituire Niki Lauda, il campionissimo che se n'era andato sbattendo la porta. Cominciò così, per scommessa e quasi per caso, la leggenda di Gilles Villeneuve, che aveva un volto da poeta e quasi spariva all'interno dell'abitacolo. Paolo Marcacci la racconta in pagine dense di passione e di eroismo, dove tra mostruose accelerazioni e spaventose carambole trova spazio una serie di riflessioni poetiche ed esistenziali: il destino e la solitudine dei predestinati; le amicizie tradite, come quella di Noodles in "C'era una volta in America"; il folle volo di Ulisse. Dagli esordi sulle motoslitte al giro fatale di Zolder. Sullo sfondo, la bella e dannata Formula Uno a cavallo fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, dove la meccanica ancora non aveva ceduto il predominio all'elettronica e un manipolo di assoluti fuoriclasse dava vita a epici duelli sui circuiti di tutto il mondo. In mezzo a loro, d'improvviso, dal nulla sterminato delle nevi canadesi faceva capolino il sorriso malinconico di Villeneuve, veloce fra i veloci: spostando l'asticella del rischio un po' più in alto, per scrivere una storia che già era leggenda, tra il frastuono dei pistoni e i battiti di un cuore nato per l'asfalto.
Pagg. (107); con alcune illustraz. n.t. VG. ** LANZA The natural history of the Cerbicale Islands (Southeastern Corsica) with particular reference to their herpetofauna. ( Pagg. 54, con 1 carta e 21 illustraz. anche a colori).
Paris, Librairie Hachette, 1950, in-16, tela edit., pp. 409, [1]. Con ill. n.t. e una carta geogr. ripiegata in fine. Les Guides Bleus Illustrés.
Mm 165x225 Volume rilegato in tela con sovraccoperta, 1357 pagine con decine di diagrammi, schizzi e cartine, tavole in bianco e nero fuori testo. Condizioni buone-ottime. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Cartonnage de l'éditeur. 77 pages. Tache au dos. Mouillure en marge.
Milano, 1940, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 582/590 con illustrazioni - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
pp. 209, 201 ill. in nero; in 8°. Bross. edit. Buono
Modena, 1952, 8vo punto metallico,, pp. 28
Cartonnage de l'éditeur. 35 pages. 23x23cm.
Torino, Utet, 1940, 8vo br. pp. 197 con 8 tav. f.t. ("I grandi italiani")
Broch?. 415 pages. Couverture l?g?rement d?fra?chie.
In-4 (cm. 32), tela editoriale, sovracoperta, pp. 133, italiano/inglese, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
Autori: Antoine-Baptiste Filippi.
br. L'uomo più veloce del mondo è una figura mitica, che abita l'immaginario di tutti i popoli della terra in ogni epoca, da Achille ai supereroi. Oggi quel mito ha il volto e il fisico statuario di Usain Bolt, che calamita l'attenzione dei media ben oltre i confini dell'atletica. Anche Pietro Mennea è stato l'uomo più veloce del mondo. Per diciassette anni. Tanto è durato il suo record dei 200 metri (19"72) oggi detenuto dal giamaicano. Due atleti dal fisico diverso che in epoche differenti hanno affrontato da protagonisti la stessa sfida. Una posizione che permette a Mennea di analizzare il fenomeno Bolt da un punto di vista unico: quello di chi è già passato dallo stesso percorso in termini di allenamenti, infortuni, pressione mediatica, polemiche, sfide, successi e sconfitte. E solitudine. Entrambi hanno dominato le rispettive epoche, aprendo una strada totalmente nuova nei metodi di allenamento e imponendo consapevolmente un ruolo del campione sportivo che non si esaurisce nel primato.
ill., br. Sabato 30 aprile 1994, Hotel Castello. Nella Suite 200 si consuma l'ultima notte di Ayrton Senna. Mancano poche ore al Gran premio di San Marino e c'è una cupa tensione nell'aria. Nel primo pomeriggio è morto Roland Ratzenberger, il giorno precedente Rubens Barrichello si è salvato per miracolo dopo un brutto incidente in prova. Senna è scosso, vuole che tutto si fermi. Il fratello Leonardo gli ha appena fatto ascoltare un nastro che contiene alcune registrazioni compromettenti di Adriane, la sua fidanzata, l'unica persona con cui riesce a trovare un po' di pace. Senna sa bene quanto è invisa alla famiglia, e il gesto del fratello è solo l'ennesimo tentativo di separarli. Sarà una notte di pensieri, riflessioni, tutta la sua vita verrà passata al setaccio: il complesso rapporto con il padre, i suoi chiacchierati amori, la rivalità con gli altri piloti (Piquet, Prost, l'astro nascente Schumacher), l'afflato mistico che preme dentro di lui e l'urgenza di una svolta, «restituendo a chi ha meno». Terruzzi, grazie a uno stile secco e ritmico, ricostruisce con lente psicanalitica la complessità di Senna pilota e uomo, disseziona l'origine del mito. Ne viene fuori un ritratto intimo e inatteso, avvincente nel suo approssimarsi al momento fatale: un campione al cospetto del suo talento, ma anche il profilo di un mondo che dopo il primo maggio 1994 non sarebbe stato più lo stesso.
br. Questa non è una biografia di Ayrton Senna. Questa è la storia di un'amicizia tra un giornalista e un pilota. Tra Ayrton e Leo. Da quella maledetta domenica di Imola del 1994, Senna si è insediato nella memoria collettiva come uno dei grandi miti sportivi contemporanei. Non solo perché se n'è andato a soli trentaquattro anni, in piena attività - ai piloti può capitare, fa parte del gioco. Ma perché era un pilota che si ostinava a invocare, nel giudizio delle qualità professionali, la considerazione per l'elemento umano. Ecco perché ci manca tanto, a quasi trent'anni di distanza. Manca a tutti. Agli appassionati di sport, ai tifosi di una Formula 1 che, dopo la sua scomparsa, non è mai più stata la stessa; al nostro presente, che avrebbe bisogno di veri, limpidi eroi.
Genova, Giornale storico e letterario della Liguria, 1932, un fascicolo in-8, br. editoriale, pp. 176. Dall'indice: Vittorio Calestani “Dai Liguri moderni agli antichi Liguri”, Giuseppe Pierucci “Un condottiero ligure; il capitan Barbarossa”, Giacomo Gorrini “L'istruzione elementare in Genova e Liguria durante il Medioevo”, Renato Giardelli “Saggio di una bibliografia generale sulla Corsica”. Lievi ingialliture all'esterno: buone condizioni.