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5 voll. in-4, pp. XL, 296; VII, 312; VII, 340; VII, 296; VIII, 303, bella leg. m. perg. coeva, c. dec. ai piatti, tass. al d. e tagli spruzzati. Rara opera che si ferma al V tomo (tutto il pubblicato). Rara opera presente in sole 15 biblioteche italiane secondo l'indice ICCU. Lozzi II n. 3592: scrive dal catalogo Bocca "Opera rara anzi rarissima pregevole e assai ricercata". [030]
2 gr. voll. in folio, pp. XXIII, 472; (4), 356, CXIX, bella leg. cart. rust. coevo con tit. mss al d. Tagli spruzzati. Con una tav. in rame ripiegata al primo front. raff. l'arco romano di Fano dis. e inc. da A. Magini. Lozzi 1560. Biblioteca Picena, p. 102. Splendido e marginoso esempl. [223]
2 gr. vol. in folio, pp. XXIII, 472; (4), 356, CXIX, leg. cart. alla rust. coevo. Importante storia di Fano molto lodata dal Ranghiasci anche per le notizie storiche sulle località e città vicine. Lozzi 1560. Raro. Lievi gore e qualche traccia di umidità ma ottimo esempl. a larghi margini in barbe. [361]
Quattro grossi volumi di cm. 26, pp. 2.000 ca. complessive. Con moltissime illustrazioni e tavole f.t. incise in rame. Legature coeva in mezza pelle, dorsi lisci con fregi e titoli in oro su tasselli. Esemplari spesso slegati e con qualche traccia d'uso alle legature, ma internamente ben conservati e completi. Importante testimonianza del lavoro che Olivieri degli Abbati compì come storico, soprattutto di cose pesaresi. La presente raccolta fu composta nel settecento e vi compaiono varie note manoscritte che spesso rivelano una certa, erudita competenza e sono poste a correzione e completamento del testo. Allegati pure vari fogli manoscritti di mano coeva. Non ci azzardiamo ad ipotizzare che il tutto appartenesse proprio all'Aolvieri degli Abbati, ma sicuramente ad uno storico marchigiano del tempo. Fra le opere presenti: Memorie della Badia di S. Tommaso in Foglia nel contado di Pesaro; Memorie di Alessandro Sforza Signore di Pesaro; Memorie di Gradara Castello di Pesaro; Memorie del porto di Pesaro; Memorie di Novilara; Memorie per la storia della chiesa pesarese del secolo XII; Dell'antico battistero della Chiesa pesarese; Della zecca di Pesaro; della fondazione di Pesaro; ecc...
2 volumi in folio (mm 320x220), pp. VIII, XXIII, (1), 472; (4), 356, CXIX, (1); legatura coeva piena pergamena, titoli manoscritti ai dorsi. Le "Memorie" sono narrate in ordine cronologico dalle origini al 1751, si concludono con una appendice contenente l'Elenco di tutti i vescovi della città di Fano, una "Raccolta di tutte le bolle, brevi, diplomi, lettere, privilegi, instrumenti, che si citano, distribuita per ordine cronologico" e una raccolta di "Iscrizioni antiche trovate in diversi tempi nella città di Fano, e nel suo Distretto, con alcun'altre, che alla medesima appartengono". Prima edizione di questa non comune storia di Fano, fornisce interessanti notizie anche sulle località limitrofe. Bell'esemplare fresco e marginoso.. .
<p>in 8°, (19x13) cm, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo in oro incorniciato al dorso; p. (16), 672. Complessivamente 70 tavole di cui: antiporta, 3 grandi carte geografiche più volte ripiegate e 66 belle incisioni di vedute di città ripiegate più volte fuori testo. Bell'esemplare raro da trovarsi completo di tutte le tavole</p>
in folio, ccnn 6, cn 78, leg. ottocentesca m. pelle con carta dec. ai piatti e tit. oro mss al d. Bel front. a due colori entro elaborata e ricca cornice xilogr. Lozzi 311: "Questa edizione rara secondo il Manzoni è da considerarsi come princeps per le importanti 'Additionibus' e trovasi esattamente descritta dal Raffaelli...". Restauro parziale perfettamente eseguito al verso del front. Belliss. esempl. marginoso e ottimamente conservato. [222]
Animata veduta della cittadina di Ascoli Piceno, nelle Marche. L'opera è attribuita a Fabre Francois Xavier (1766 - 1837) che già da giovanissimo si dimostrò particolarmente dotato nel campo delle arti. Nel 1781, a soli 15 anni si mise in luce all'Exposition de Montpellier, Costeau, il suo primo maestro, lo raccomandò a Vien e a David e proprio nei loro ateliers continuerà i suoi studi. Sarà "pensionnaire du Roi" a Roma, e dopo aver trascorso un anno a Napoli si trasferirà in Firenze dove divenne Professore della Scuola di Belle Arti, sarà questo il periodo in cui eseguì il maggior numero di lavori.Rif: Benezit, "Dictionnaire des Peintres Sculpteurs Dessinateurs...", vol IV, p. 237
gr. vol. in folio, pp. (10), 148, bella leg. p. pelle coeva con nervi e fregi al d. Antip. allegorica inc. in rame da P. Masini su dis. di P. L. Ghezzi. Front. a due colori con gr. vignetta in rame raffigurante veduta prospettica della città di Urbino. Dedicat. a Giacomo III con gr. testat. in rame con lo stemma araldico. Capilett. e gr. final. in rame. Con 146 tavv. numerate e una tav. non numerata raff. la topografia del territorio di Urbino. Manca il ritratto. Ediz. orig. Lozzi 5717: “Ranghiasci ne dice autore Annibale Albani e ne celebra la munificenza dell’edizione e ne loda i pregi storici....”. Ranghiasci p. 283.1. Manca a Moranti, Bibliografia Urbinate. Fossati Bellani III, 3624 cita una copia senza ritratto e carta topografica. Legg. tracce di usura alla pelle della leg. Bell’esempl. a larghi margini e su carta forte. [302]
in-4 antico, pp. (36), 328, leg. p. perg. coeva con tass. e tit. oro al d., tagli spruzzati. Bell'antip. inc. in rame con stemma araldico. A pag.1 una tav. con bel ritr. dell'A. inc. in rame. Fregi, iniziali e testat. xilogr. Rara prima e unica ediz. di importante fonte per la storia civile ed ecclesiastica della città di Ascoli, pubblicata postuma dai nipoti di Sebastiano Andreantonelli (1594-1643), erudito storico e accademico ascolano. I primi tre libri raccolgo pagine di storia cittadina, l'ultimo le biografie di uomini illustri ascolani. Sappiamo che molti esemplari dell'opera, in seguito alla revisione operata dai nipoti, recano delle censure o alterazioni al testo, poche sono le copie con il testo originale integrale: la nostra è una di queste. Lozzi 189. Ranghiasci p.7, nota a: "... siccome bullivano allora nella città di Ascoli le Fazioni [...] che si sopprimessero tutti quegli esemplari che fosse stato possibile ritirare affine di nuovamente adulterarli. Quindi è che in una gran parte di essi furono affatto tolte le pagine 9-10-15-16-17-18-23-24 e con frode altrettante vennero sostituite [...] e questa storia si può riporre tra le rarissime, particolarmente gli esemplari meno viziati". Lieviss. gore marginali sulle prime e ultime cc. Bell'esempl. [091]
Carta geografica tratta dal rarissimo Itinerarium Europae Provinciae edito a Colonia tra il 1579 e il 1588. Conosciuto anche come Itinerarium Orbis Christiani, questo atlante fu pubblicato anonimamente a causa dei problemi politici e religiosi che caratterizzavano il periodo storico, come spesso succedeva aal'epoca per sfuggire alle persecuzioni cattoliche contro i protestanti. L'opera fa parte degli atlanti editi dalla cosidetta scuola Cartografica di Colonia, durata per circa mezzo secolo (1570-1620 ca.), e formata principalmente da rifugiati fiamminghi ed olandesi tra i quali spiccano lo stesso Matthaeus Quad e Frans Hogenberg, che ne fu il fondatore. Le mappe sono attribuite alcune a Jan Matal ed altre a Michael von Eitzing. Jan Matal o Metellus, francese di nascita ed attivo a Louvaine ed a Colonia, dove si rifugia prprio per sfuggire alle persecuzioni dei regnanti cattolici e dove muore nel 1597. Fu tra i maggiori cartografi del tempo e, insieme al Quad e al Hogenberg stesso, il principale esponente della scuola coloniese. Alcune delle mappe del Matal sono poi successivamente incluse nelle successive pubblicazioni postume, e recano il testo al verso. Dal punto di vista cartografico le mappe sono una derivazione e basate sulle carte pubblicate ad Anversa da Abraham Ortelius, per la prima volta nel 1570; le incisioni delle mappe sono invece attribuite a Frans Hogenberg. La grandissima rarità dell'opera, insieme alla scarsità di informazioni sulle opere "carbonare" edite a Colonia, contribuisce al fascino di questa importante mappa, caposaòdo di ogni collezione cartografica. Incisioni in rame, magnifica coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Opera di incredible rarità, mancante in praticamente tutte le collezioni. Esemplare di primo stato, avanti il numero. 13 aggiunto in basso a sinistra e prima dle testo al verso Map from the very rare Initerarium Europae Provinciae, published in Cologne between 1579 and 1588. Also known as Itinerarium Orbis Christiani, this atlas was published anonymously due to the political and religious problems that characterized that particular period, i.e., the persecutions suffered by the Protestants who were threatened by the Catholics. The work belongs to the atlases published by the so called Cartographic school of Cologne, whose works were published along fifty years (1570-1620). The school was mainly made of Flemish and Dutch refugees among which Mattheaus Quad and Frans Hogenberg, the founder of the institution. The maps have been ascribed to Jan Matal and Michale von Eitzing. Jan Matal, or Metellus, was born in France and worked in Louvaine and Cologne, where he fled to escape the Catholic persecution and where he died in 1597. He was considered one of the greatest cartographers of his time and one of the most important artists of the school of Cologne, together with Quad and Hogenberg. some of his maps have been afterwards included in some posthumous works with the text on verso. From a cartographic point of view, the maps derive from those published by Abraham Ortelius in Antwerp in 1570; the engravings instead have been ascribed to Frans Hogenberg. The rarity of this work, together with the lack of information on the secret works published in Cologne confer a particular charm to this map, a bench mark for every collector. Copper engravings, magnificent contemporary colours, in very good condition. Extremely rare work, not present in any collection. Example in the first state, before the number was added. Meurer Atlantes Colonienses Die Kolner Schule der Atlas Kartographie 1570-1610; Meurer IOC 8; F. Mariano - A. Volpini, "Le Maeche nella Cartografia. XVI-XIX secolo", p. 30, 5.
in folio, 1 cb, pp. 374, 2 cb, leg. p. perg. coeva con tit. mss al d. Iniziali e final. xilogr. Con alcune incis. in legno n.t. Con una splendida tav. f.t., ripiegata e inc. in rame da pietro Galand, raffigurante la Sacra Casa di Loreto con la città di Recanati sottostante, e i Santi Flaviano e Vittore, incisione quasi sempre mancante. Rara ediz. orig. della storia della marca d'Ancona e in particolare di Recanati in cui l'A. (Recanati 1635 - Messina 1713) passa in rassegna la storia dei vescovi e personaggi illustri, dei cavalieri dell'Ordine di Malta, con note storico artistiche su conventi, monasteri e chiese. Fu stampata a Messina dove il Calcagno insegnò al Collegio dei Gesuiti. Lozzi 3975: "Rarissima, segnatamente così completa, mancando quasi sempre e quella e questa". Nota manoscritta sulla prima cb di mano coeva "Ex dono D. Bonfran.ci Calcanei Auctoris Negotis die 29 Martij 1735 mihi Jo. Philippo Angelita". Completo dell'Errata finale. Splendida copia fresca e genuina. [197]
2 gr. voll. in folio, pp. (38), 593; 421, (26), 52, bella leg. p. perg. muta coeva con d. (rifatti con perg. antica) a 5 nervi. Tagli spruzzati. Antip. in rame con l'immagine della casa di Loreto sorretta dagli angeli e altra tav. con bel ritr. di Papa Clemente XII cui l'opera è dedicata, inc. in rame da R. Pozzi. Con 6 tavv. in rame di cui 5 su doppia pag. Al fine del secondo vol. Appendice: Particola dell'istoria della citta d'Ancona, scritta a penna dal dottore M. Lando Ferretti. Rara opera. Lieviss. brun. su alcune pp. ma belliss. esempl. a larghi margini. [279]
In -4°, 8 cc. Raro documento originale che appalta la riscossione delle tasse al banchiere Zanchini. Le riscossioni sono dettagliate per luoghi, confraternite, categorie, etc. etc. A rare original document in which the tax gathering is given to Zanchini banker. Gatherings are specified by places, cathegories, etc.
Cm. 26,5, pp. xiii (7) 381 (1). Con stemma inciso al frontespizio e 5 tavole fuori testo (di cui 2 ripiegate). Solida legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con fregi e titoli in oro su doppio tassello. Tagli colorati. Qualche leggera e sporadica fioritura, peraltro esemplare genuino ed in eccellente stato di conservazione. Si tratta della rara edizione originale di quest'opera erudita sulla storia della città marchigiana. Cfr. Lozzi, 5370.
2 parti in un gr. vol. in folio, pp. XXVIII, 945 (num. cont.), bella leg. m. pelle coeva, carta dec. ai piatti, doppio tass. e fregi al d. Con una gr. tav. inc. in rame ripiegata raff. la Diocesi della Chiesa di Osimo estesa ad altri paesi vicini, e altre 3 tavv. in rame f.t. e alcune incis. n.t. Rara opera di storia locale composta in seguito allo studio di Francesco Maria Raffaelli che tuttavia rimase incompiuto. Lozzi 1244: "Raro". Melzi II, p. 291. Bell'esempl. a larghi margini. [472]
Incisione a bulino f. 54 x 40, es. mancante del margine bianco sinistro, gli altri tre margini di mm.5 ca. l'uno.
6 vol. in-4, pp. XVIII, LII, 522 , XXXV, 480; XXIV, 529; LXXIV, 514; XVIII, 388; XII, 306. Solida legatura moderna in m. pelle e angoli, titoli in oro su dorso a nervi, copertine cart. originale conservate. Iniziali e finalini incisi, testo su due colonne. Importante collezione di poeti latini di origine pesarese curata da Pasquale Amati il cui nome compare nella Dedicatoria; i primi 3 volumi contengono i Poeti Latini maggiori, il quarto volume i minori, gli ultimi due i Poeti Cristiani. Esemplare in barbe, su carta forte, assai fresco di importante e vasta raccolta storico-letteraria sulle lettere a Pesaro nei secoli passati.. Graesse II, 215; Brunet, II, 134..
gr. vol. in-4, pp. XIII, (7), 381, leg. mod. cartonato. Stemma in rame al front. Dedicat. a Giuseppe Garampi. Iniziali xilogr. Con 5 tavv. in rame, di cui 2 ripiegate al fine. Rara opera di storia locale marchigiana. Lozzi 5370. Picc. restauro di tarlo sulle tavv. e lieviss. alone. Ottimo esempl. in barbe. [054]
2 opere in un vol. in-4, pp. (8), 180; (4), leg. ottocentesca m. tela con carta dec. ai piatti e tit. mss al d. Con una bella tav. in rame ripiegata al front. raffigurante la veduta prospettca di S. Elpidio. Rara ediz. orig. della storia di S. Elpidio, in provincia di Ascoli Piceno, sorta sull'antica città romana di Cluana. Ranghiasci p. 253. Lozzi cita una seconda ediz. del 1716: "Raro". [MM2-175]
Iconic cover photo of Albert Einstein at blackboard proving the principle of Equivalence. 56 pages. Features: Exploring Prehistoric Georgia; Radio Facsimile (early fax machine development) - article with great photos; Building the World's Deepest-Water Bridge - connecting San Francisco and Oakland; Preserving rose bushes with paraffin for shipping; Nova Herculis recently discovered; Amazing growth in the packaging industry; Sundials and their construction - part IX - the principle and construction of the armillary sphere; The Oddest Thing About the Jews - Why Jews have some diseases more and others less than Gentiles - they often are first-class insurance risks; Stout "Scarab" auto photos and write-up; Photo of Einstein with Leo J. Scanlon; Tiny race cars - a developing sport; Astounding facts about American homes and sanitary conditions; Creative photo enlargement; Rapidly growing hybrid poplars; Frederick H. Ecker on progress in this age of science; Photo of harvesting American-grown rubber in California - Guayule; and more. Above-average external wear and soiling. Openings at each end of coverfold. Chip from lower corner of back cover. An uncommon Einstein collectible. Please note that large faint text appearing on image is not on magazine. Magazine
Due voll. In -8°, pp. 246, (2); 495, (1); brossura editoriale. È l’opera principale del marchese Amico Ricci, di Macerata, nella quale si ricostruiscono minuziosamente vita e opere degli artisti marchigiani a partire dal Medioevo; si tratta del primo studio sistematico di questo tipo, relativamente alla Regione: agli studi di Ricci si deve fra l’altro una consistente messa in luce dell’importanza di Gentile da Fabriano. It’s the main book of Amico Ricci, with a meticolous description of life and works of the major artists from the Marche, since the Middle Age.
Carta geografica tratta dal Theatrum Orbis Terrarum di Ortelius, edizione latina del 1608. Sebbene datata in lastra 1606, la carta appare solo nelle edizioni a partire dal 1608. Si tratta di una delle poche carte aggiunte dal Vrients alla sua ristampa dell'atlante di Ortelius. Sembra possibile che il Vrients si ispiri alla prima, rarissima, versione della carta del territorio di Urbino di Giovanni Antonio Magini, non citandolo quale autore della carta. Il Theatrum Orbis Terrarum è considerato il primo vero “atlante” moderno. L’opera fu pubblicata in 7 lingue e 36 edizioni, per il quale – nel 1570 - Ortelius ottenne il privilegio, ovvero una sorta di diritto d'autore che impediva ad altri cartografi di pubblicare i propri lavori. Il Theatrum rappresentava il lavoro più avanzato del lavoro della descrizione cartografica. L’Ortelius vi raccolse il sapere geografico e cartografico del suo tempo, proponendo in 147 spettacolari tavole incise l’immagine più fedele del mondo allora conosciuto e, in alcune straordinarie “carte storiche”, regioni e itinerari tratti dalla letteratura, dalla mitologia, dalla tradizione. Ortelius fu anche il primo a citare le fonti, menzionando i nomi dei cartografi nel “catalogus auctorum”. Dal 1598 al 1612 le edizioni postume del Theatrum furono realizzate dal suo collaboratore Johannes Baptiste Vrients. Incisone in rame, coloritura coeva, piccoli margini in basso, nel complesso in ottime condizioni. Molto rara. Bibliografia Van den Broecke 135, Mangani/Mariano, Il disegno del territorio, pp.124/5, 6. Geographic map, from Ortelius’ Theatrum Orbis Terrarum, Latin edition printed in 1608. Though the plate bears the date of 1606, the map has been published only from 1608 on.Due to the close resemblance, very likely Vrients drove his inspiration from Magini’s work, though he did not mention him as the author. The Theatrum Orbis Terrarum, is considered the first true modern "Atlas". The work was published in 7 languages and 36 editions, for which - in 1570 - Ortelius obtained the privilege, a kind of copyright that prevented other cartographers from publishing his works. The Theatrum represented the most advanced work of cartographic description. Ortelius collected in it the geographical and cartographic knowledge of his time, proposing in 147 spectacular engraved plates the most faithful image of the world then known and, in some extraordinary "historical maps", regions and routes taken from literature, mythology, tradition. Ortelius was also the first to cite sources, mentioning the names of cartographers in the "catalogus auctorum". From 1598 to 1612 the posthumous editions of the Theatrum were made by his collaborator Johannes Baptiste Vrients. Copper engraving, contemporary colour, small lower margins, in excellent condition. Very rare. Bibliografia Van den Broecke 135, Mangani/Mariano, Il disegno del territorio, pp.124/5, 6.
LEGATURA IN TUTTA TELA BEIGE CON PICCOLO DECORO IMPRESSO IN ORO, OPERA STAMPATA IN SOLI 150 ESEMPLARI FIRMATI DALL'AUTORE, LA NOSTRA E' LA COPIA N. 7, SU CARTA UMBRIA DELLE CARTIERE MILIANI DI FABRIANO. STAMPA DELLE ACQUEFORTI AD OPERA DEL MAESTRO STAMPATORE CALCOGRAFO VINCENZO ZANCHI, CON L'AUSILIO DI ALUNNI DELLA SEZIONE. STAMPA DEL TESTO AD OPERA DEI MAESTRI TIPOGRAFI ARTURO POGGIOLI E ANSELMO LUSLINI. VOLUME INTROVABILE. COLLAZIONATO COMPLETO numero pagine: 80 formato: 26.5X18.1 stato conservazione: BUONO, COPERTINA LEGGERMENTE SPORCA, ERA FODERATO E QUINDI TRACCE DI SCOTCH NEI 4 PUNTI AL RISVOLTO PER FERMARE LA FODERA collana: LE METE / 1
gr. vol. in-4, pp. XX, 303, leg. m. pelle coeva con carta dec, ai piatti. Bella carta topogr. dell'antico Piceno ripiegata in antip. inc. da G.Battista Cipriani. Con un'infinità di antiche iscrizioni commentate. Lozzi 3587. Insieme all'opera sono raccolti 3 opuscoli: 1 - Idem. LETTERA del Reverendissimo Padre... parroco di S. Salvatore in Onda, ed innografo della S. Congregazione dei Riti... sull'antica Alba città de Piceno. Fermo, Paccasassi, 1824, in-8, pp. 16, leg. carta dec. coeva; 2 - [ANTALDI Antaldo]. SULLA EMENDAZIONE proposta dal P. Antonio Brandimarte di un luogo di Plinio Seniore nella descriione del Piceno. Frammento... Pesaro, Nobili, 1823, in-16, pp. 23, senza leg.; 3 - Idem. LETTERA del reverendissimo... al Sig. Abate Francesco Cancellieri... Terza edizione. Roma, Mordacchini, 1818, in-8, pp. VIII, senza leg. [299]