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Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplat, in excellent condition.
Amsterdam, 1704 circa. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 48,8 x 61,2 (alla lastra) più margini, legenda a novantuno voci in riquadro nell'angolo in alto a sinistra. Esemplare tratto dal primo volume del “Nouveau Theatre de l’Italie” pubblicato ad Amsterdam nel 1704 - 1705 e poi ancora nel 1724, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande “Libro delle città”, manchevole di gran parte delle piante della parte settentrionale della penisola. L’opera del Mortier è infatti in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, e integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe su disegno proprio, appunto relative alle città della Toscana e del Nord Italia. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese e olandese e la particolarità che differenzia le edizioni del Mortier da quelle del Blaeu sta nel fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca al retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine a un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts e edita nel 1724 - '25 (Bibliografia: Cremonini, pp. 83 – 90). Veduta planimetrica a volo d'uccello della città, in bella impressione, a apieni margini e in ottimo stato di conservazione..
Opera tratta dalla rara prima edizione del Theatrum Civitatum et Admirandorum Italiae ad aevi veteris & praesentis temporis faciem expressum à Ioanne Blaeu G. F., stampata ad Amsterdam nel 1663. Si tratta del primo, monumentale, libro interamente dedicato alla cartografia urbana della sola penisola, preceduto dal “tascabile” Italia Hodierna di Jodocus Hondius del 1627 e realizzato in probabile concorrenza con Johannes Janssonius che, nel 1657, aveva pubblicato il Theatrum praecipuarum urbium, contenente un volume dedicato all’Italia. Johannes Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre, suddivisi in Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli e Sicilia. Alla sua morte i suoi eredi danno alla luce altri due volumi datati 1682 incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata Nouveau Theatre de l’Italie. L’opera è in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Alberts ed edita nel 1724/5. Esemplare con testo descrittivo la verso, della prima edizione del 1663. Bibliografia Koeman, Atlas Neerlandici, pp. 332/338; Cremonini pp. 49-52, 39. Map taken form the rare first edition of Theatrum Civitatum et Admirandorum Italiae ad aevi veteris & praesentis temporis faciem expressum à Ioanne Blaeu G. F., printed by Johannes Blaeu, Amsterdam, 1663. This is the first monumental town book entirely covering Italy, preceded by the "pocket-size" Italia Hodierna by Jodocus Hondius jr. (1627) and realized in likely competition with Johannes Janssonius who, in 1657, published the Theatrum praecipuarum urbium, containing a volume dedicated to Italy. Johannes Blaeu, during his long editorial activity published three volumes on Italian cities. In 1663 the first three, divided into the State of the Church, Rome and the Kingdom of Naples and Sicily. At his death his heirs gave birth to two more volumes dated 1682 focused on the cities of Piedmont and Savoy, then reprinted by other publishers in 1693 and 1697. Pierre Mortier publishes a reprint in 1704/5, entitled Nouveau Theatre de l'Italie. The work is in four volumes and includes the plates of Blaeu, retouched and modified in small part, supplemented by the addition of several new maps of his own design, depicting the cities of the northern part of the peninsula, enclosed in the first volume of the work. Mortier's atlas was published with Latin, French and Dutch texts. The great success of the work gave rise to a further reprint, virtually identical, edited by R. Alberts and published in 1724/5. Example of the first edition, showing descriptive text on the back of the map. Literature Koeman, Atlas Neerlandici, pp. 332/338; Cremonini pp. 49-52, 39.
EDIZIONE DE WIT. Pianta della città per la prima volta inserita nel "Theatrum praecipuarum urbium" celebre teatro delle città del Janssonius, sullo stile del "Civitates Orbis Terrarum" di Braun & Hogenberg. L'opera, pubblicata nel 1657, contiene 500 tavole raffiguranti città di ogni parte del mondo. Contrariamente al lavoro degli acerrimi rivali Blaeu, Janssonius si servì per la realizzazione dell'opera delle lastre di precedenti cartografi ed editori. In particolare nel 1653 egli acquisto da Abraham Hogenberg le lastre del "Civitates orbis Terrarum" che incorporò nella sua opera, ristampandole. Per le piante delle città olandesi, ordinò delle nuove lastre basate sull'atalnte che Johannes Blaeu diede alla luce nel 1649. Per molte delle opere contenute nel 5° volume, quello dedicato all'Italia e denominato "Theatrum celebriorum urbium Italiae..", si servì delle lastre realizzate da Jodocus Hondius per l'opera "Italia Hodierna.." del 1627. Successivamente le lastre furono ristampate da Janssonius -Waesberghe "Tooneel der vermaarste Koop-Steden", Amsterdam 1682, da Frederick de Wit e da Pieter Vander AA nel secolo succesivo. Molto rara. DE WIT EDITION. Map of the city for the first time included in the "Theatrum praecipuarum urbium" of Janssonius. The work, published in 1657, contains 500 maps of cities from all over the world.
Incisione in rame f. 48,5 x 34, f. del foglio con margini 54,5 x 43,8. Da “Theatrum Celebriorum Urbium Italiae ...” Amstelodami, ex Officina Joannis Janssonii (1657). I° edizione, testo latino al verso. Bell'esemplare. Rara.
QUATTRO VOLUMI. Vol.I Dalle origini al Primo Rinascimento. Vol.II Dal Rinascimento alla Controriforma. Vol.III Dalla Controriforma al Barocco. Vol.IV Dal Barocco all'Eta Moderna. F.to cm 31x24, copertina rigida con sovraccoperta e astuccio in cartoncino editoriale, illustrazioni a colori e in b/n. Come nuovi
2 opere in un gr. vol. in folio, pp. IV, 185, (2); 112, bella leg. m. perg. primo '900 con angoli, piatti in carta dec. e tass. al d. Testo latino per la cronaca e testo italiano per i commenti del De Minicis. La seconda opera può ritenersi una storia della città di Fermo suddivisa per epoche, con l'elenco dei Fermani illustri. Lozzi 1580 (solo per la prima opera). Bell'esempl. in barbe. [531]
manoscritto cartaceo in-4 (mm.258x182), ccnn 6, leg. mod. m. tela con angoli, cart. dec. ai piatti e tass. al piatto ant. Manoscritto in chiara grafia settecentesca autografo del Lazzarini (Macerata 1668-1734) che fu professore di Lettere Greche e Latine all'Università di Padova. Con notizie sull'operato del Mauriceno (Fortunato Morosini), Vescovo di Brescia dal 1723 al 1727 anno della morte. [390]
Cm. 28, pp. viii, 399 (1). Frontespizio con grande stemma papale inciso. Leg. strettamente coeva in cart. alla rustica con nervi passanti. Esemplare genuino e marginoso, in ottimo stato di conservazione. Edizione non comune, assai documentata di questo studio di storia religiosa fermana. Cfr. Lozzi (I, 1574): “Raro”.
in folio, pp. 56, bella leg. carta dec. coeva. Antip. con gr. vignetta allegorica in rame, incis. in rame n.t. e gr. testat. inc. da P. A. Pazzi e 4 tavv. in rame al fine raff. monete e oggetti di scavo. Lozzi 3505. [016]
Incisione in rame (cm 38,2x50 e ampi margini) abilmente colorata da mano coeva. Tratta dall'edizione latina dell'Atlas Novus pubblicato ad Amsterdam nel 1640 ca. Esemplare fresco e marginoso. (Blavius o Guilielmus Caesius o Guilielmus Jansonius). Cartografo olandese (Uitgeest 1571-Amsterdam 1638). Allievo a Praga dell'astronomo Tycho Brahe, nel 1599 si stabilì ad Amsterdam, dove iniziò la pubblicazione di atlanti e carte geografiche e la costruzione di mappamondi. Nel 1633 fu nominato cartografo della Repubblica. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannes (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannes morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.. .
inc. a bulino, f. 49x16,5 l'una Civitates Orbis Terrarum, Anversa, Colonia
Rarissima carta geografica, due carte stampate al verso e al recto del foglio, tratte dal "Delitiae Italiae et index viatorius, indicans itinera ab urbe Roma ad omnes in Italia". Cyprian Eichovius è lo pseudonimo di Matthias Quad (Deventer 1557 - Colonia 1613). Come spesso succedeva all'epoca per sfuggire alle persecuzioni cattoliche contro i protestanti Matthias Quad usò per la sua attività diversi pseudoni¬mi, tra cui quelli noti di C. Eichovius, M. Quadus, M. Quad von Kinckelbach e quello di Konrad Loew. Fuggito dall'Olanda in Germania nel 1587, studiò ad Heidelberg e divenne poi uno dei più prolifici esponenti della cosiddetta Scuola Cartografica di Colonia, durata per circa mezzo secolo (1570-1620 ca.) e formata principalmente da rifugiati fiamminghi ed olandesi tra i quali spiccano lo stesso Quad e Frans Hogenberg che ne fu il fondatore. Nel 1594 Quad pub¬blica a Colonia Europae, totius terrarum orbis partis praestantissimae descriptio. Nel 1596 ca., sempre a Colonia pubblica Typus Orbis Terrarum, ad Imitationem Universalis Gerhardi Mercatoris, un planisfero sulla base dell'opera marcatoria-na e nel 1600 pubblica il suo primo atlante mondiale autonomo: Geographisch Handtbuch, che è anche il primo edito in lingua tedesca. Nel 1608 ne uscì una edizione in latino Fasciculus Geographicus con quattro mappe inedite incise da Johann Bussemacher, suo assiduo collaboratore A causa dei suoi numerosi pseudonimi la sua vasta produzione editoriale rimane ancora da identificare completamente. Le carte del Quad ebbero poca fortuna poiché stampate nel periodo dei grandi successi degli atlanti Orteliani; pertanto nessuna ristampa dell’atlante è nota, rendendolo rarissimo e molto ricercato nel mercato antiquario. Rarissima carta geografica, due carte stampate al verso e al recto del foglio, tratte dal "elitiae Italiae et index viatorius, indicans itinera ab urbe Roma ad omnes in Italia". Cyprian Eichovius è lo pseudonimo di Matthias Quad (Deventer 1557 - Colonia 1613). Come spesso succedeva all'epoca per sfuggire alle persecuzioni cattoliche contro i protestanti Matthias Quad usò per la sua attività diversi pseudoni¬mi, tra cui quelli noti di C. Eichovius, M. Quadus, M. Quad von Kinckelbach e quello di Konrad Loew. Fuggito dall'Olanda in Germania nel 1587, studiò ad Heidelberg e divenne poi uno dei più prolifici esponenti della cosiddetta Scuola Cartografica di Colonia, durata per circa mezzo secolo (1570-1620 ca.) e formata principalmente da rifugiati fiamminghi ed olandesi tra i quali spiccano lo stesso Quad e Frans Hogenberg che ne fu il fondatore. Nel 1594 Quad pub¬blica a Colonia Europae, totius terrarum orbis partis praestantissimae descriptio. Nel 1596 ca., sempre a Colonia pubblica Typus Orbis Terrarum, ad Imitationem Universalis Gerhardi Mercatoris, un planisfero sulla base dell'opera marcatoria-na e nel 1600 pubblica il suo primo atlante mondiale autonomo: Geographisch Handtbuch, che è anche il primo edito in lingua tedesca. Nel 1608 ne uscì una edizione in latino Fasciculus Geographicus con quattro mappe inedite incise da Johann Bussemacher, suo assiduo collaboratore. A causa dei suoi numerosi pseudonimi la sua vasta produzione editoriale rimane ancora da identificare completamente. Le carte del Quad ebbero poca fortuna poiché stampate nel periodo dei grandi successi degli atlanti Orteliani; pertanto nessuna ristampa dell’atlante è nota, rendendolo rarissimo e molto ricercato nel mercato antiquario.
2 voll. in-8, pp. XVI, 288 (ma 318); 318 (ma 302), bella leg. t. tela edit. con tass. al d., tagli spruzzati. Con ritr. del Gen. Monnier in antip. Con 4 tavv. di cui una ripiegata raff. il territorio delle Marche fino all'Adriatico, una veduta di Ancona presa dal mare, una gr. veduta dell'entroterra di Ancona con i paesi, e l'arco di Traiano. Al fine 4 tabb. ripiegate. Per errore del legatore le pagine da 289 a 318, che corrispondo al capitolo XXX del I vol., sono collocate al termine del II vol.: l'esemplare è completo e in ottimo stato di conservazione. [288]
Duisburg, 1589 circa. Dall' “Atlas” del Mercatore (che si compone di tre parti, tutte edite a Duisburg tra il 1585 ed il 1595 con testo latino al verso) incisione in rame, coloritura d’epoca, cm 35 x 45,8 (alla lastra). Testo latino al verso, indice della prima edizione di Duisburg. Esemplare a pieni margini e in bella coloritura, buono lo stato di conservazione.
inc. rame f. 53,5x43,5. In: Mortier P. - Nouveau Théà tre d'Italie... a La Haye
Inc. rame, f. 49x37,8. In: Mortier P. - Nouveau Théà tre d'Italie... a La Haye
In Sinigaglia MDCCXLVI. Per Stefano Calvani. (mm. 215 x 165). Cartonato rustico coevo con titolo manoscritto al dorso. Pp. xi(i), da 9 a 431(1), (2). Esemplare della variante B: in Sinigaglia per Stefano Calvani, 1746, completa come da Opacsbn IT\ICCU\RLZE\010721 (6 esemplari) Ottimoesemplare, su carta robusta. Firme d’appartenenza “ Jo Francesco Giacomini da Ripe “ e ribadito in fine: Franciscuss Jacominus de Terra Riparum… 1786 “.
1864 reprint of the 1863 first edition. 319 pages. A Biographical Sketch precedes works entitled: Natural History of Massachusetts, A Walk to Wachusett, The Landlord, A Winter Walk, The Successioin of Forest Trees, Walking, Autumnal Tints, Wild Apples, and Night and Moonlight. Appears to be professionally rebound with most of the original green cloth and gilt-decorated backstrip preserved. Pencil erasure atop front free endpaper, otherwise quite tight, clean and unmarked with light foxing. A lovely copy. Book
in-4, pp. (12), 204, (16), leg. p. perg. coeva con tass. al d. Belliss. antip. in rame e altra tav. in rame raff. la Santa Casa di Loreto sostenuta dagli angeli con, sottostante, la carta delle coste del Mediterraneo con l'indicazione del tragitto della Casa. Iniziali xilogr. Ediz. orig. Ampia difesa del famoso miracolo contro le tesi negazioniste dei protestanti, scritta dal Centofiorini originario di Civitanova Marche. Manca a Piantanida. Presente in Lozzi e Ranghiasci. Una lieviss. gora al margine sup. interessa le prime 2 cc. Bell'esempl. a larghi margini. Raro. [120]
In-8 gr. (mm. 266x186), mz. pelle con ang. Cospicua raccolta di 64 documenti relativi a “Decisiones Sacrae Rotae Romanae”. I documenti, di lunghezza variabile, hanno frontespizi quasi sempre decorati con stemmi xilografici; riguardano cause di ogni genere discusse presso il tribunale pontificio a favore o contro cittadini di varie località delle Marche. All’esemplare sono legati alcuni fascicoli manoscritti, di mani coeve, contenenti la trascrizione di documenti originali. Raccolta di grande interesse giuridico-economico-amministrativo. Solo alc. carte con arross., altrimenti ben conservata.
In-folio (cm. 32,3), legatura in cartonato d'attesa con titolo a stampa su tassello al dorso, pp. [8], 3-59 ma 61, [1], 110, [2] con 1 tavola in rame in antiporta fuori testo (golfo di Ancona con ascensione di S. Ciriaco) e 8 tavole numerate f.t. in fine (scene della vita del santo incise dal domenicano greco Podocartharo Christianopolo su disegni dell'anconitano Melchiorre Jeli); ripetute nella numerazione le pp. 57-58, lievi fioriture sparse. Edizione originale suddivisa in due parti, la prima agiografica, la seconda di confutazione del testo di Daniele Papebrocchi (con frontespizio proprio datato 1812). «Otto tavole figurate molto interessanti» [Lozzi 52]. Esemplare molto buono. (SO6)
73 pages plus eleven fold-out plans. Index. Gilt lettering upon navy blue front board and backstrip. Average wear. Usual library markings. Binding intact. A sound copy. Book
in-4 picc., pp. VI, 218, (8), bella leg. cart. dec. coeva con tass. ms. al d. In antip. bella veduta prospettica rip. e inc. in rame da L. Bonomi. Con 6 tavv. in rame al fine raff. oggetti di scavo e monumenti della città. Esempl. stampato su carta distinta in ottimo stato di conservazione. [063]
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original manuscript autograph document signed by Mehmed Said Pasha sent to Trabzon Vilayat, Ordu Kaza, Hasbamane Nahiya local manager, faziletlu 'Mehmed Ali Sevki Beyefendi'. 33,5x20 cm. Folded. 1 p. In Ottoman script. Mehmed Said Pasha was an Ottoman monarchist, senator, statesman and editor of the Turkish newspaper Jerid-i-Havadis. He supported the CUP, the political party which came to power after the Ottoman coup d'état of 1913. His origin comes from 'Sebazâde family' from Ankara. He became first secretary to Sultan Abdul Hamid II shortly after the Sultan's accession, and is said to have contributed to the realizations of his majesty's design of concentrating power in his own hands; later he became successively minister of the interior and then governor of Bursa, reaching the high post of grand vizier in 1879. He was grand vizier seven more times under Abdul Hamid II, and once under his successor, Mehmed V. He was known for his opposition to the extension of foreign influence in Turkey. n 1896, he took refuge at the British embassy in Constantinople, and, though then assured of his personal liberty and safety, remained practically a prisoner in his own house. He came into temporary prominence again during the revolution of 1908. On 22 July he succeeded Mehmed Ferid Pasha as grand vizier, but on the 6 August was replaced by the more liberal Kâmil Pasha, at the insistence of the Young Turks. Also during 1908, Mehmed Said Pasha bought the famed Istanbul arcade in the Beyoglu (Pera) district, today known as Çiçek Pasaji ("Flower Passage"). The modern name became common in the 1940s; during Mehmed Said Pasha's ownership in the 1900s and 1910s, the arcade was known as Sait Pasa Pasaji ("Said Pasha Passage"). During the Italian crisis in 1911-12, he was again called to the premiership. He was again removed from power by the Savior Officers (who backed the Freedom and Accord Party (Liberal Union) against the Committee of Union and Progress) and replaced by a new cabinet supported by the Officers and the Freedom and Accord Party. The CUP would return to power, however, the next year after the Ottoman coup d'état of 1913. (Source: Wikipedia). Seven lines on special paper with watermark 'Joynson Superfine'. Letter of request to provide teaching for some students in the region.