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br. II suo vero nome era Eunice Waymon, ma nell'America segregazionista degli anni trenta per affermarsi dovette ribattezzarsi Nina (come bambina in spagnolo) Simone (come l'ammirata Simone Signoret). Avrebbe voluto entrare al conservatorio e diventare la prima concertista di musica classica nera, ma proprio il colore della sua pelle glielo impedì. Divenne quindi cantante jazz per caso. Ma, pianista prodigiosa e voce potente qual era, conobbe un successo folgorante, grazie anche alle grandi capacità sceniche. Nella sua ben documentata biografia di Nina Simone, David Brun-Lambert si sofferma tanto sulla figura pubblica della straordinaria musicista e dell'impegnata militante politica, quanto su quella privata della donna vulnerabile, che andò incontro a delusioni e sconfitte, e conobbe la solitudine, soprattutto negli ultimi anni di vita. Attingendo tra l'altro all'autobiografia di Nina Simone e alle testimonianze di figure a lei vicine (manager, musicisti, amici intimi, avvocati, oltre ad artisti come Charles Aznavour o Toni Morrison), ma anche alle parole di persone meno celebri che l'hanno conosciuta e hanno lavorato con lei, l'autore offre un ritratto a tutto tondo del suo personaggio, al di là dei cliché. La componente artistica e musicale riveste una grande importanza nel libro, ma non mancano anche notazioni sulla militanza politica, a fianco del Movimento per i diritti civili dei neri a partire dagli anni cinquanta e sessanta.
ill., br. La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente. A partire dagli anni Trenta, il regime mussoliniano ha sviluppato nei confronti di questo genere musicale una crescente avversione, al punto da finire a osteggiarlo con norme e divieti: il jazz era visto come una minaccia, una pericolosa moda d'oltreoceano che rischiava di avvelenare la purezza della tradizione italiana. Nonostante censure e incomprensioni, il pubblico (grazie alla sua diffusione radiofonica e discografica e all'attività dei primi importanti jazzmen italiani, tra i quali Gorni Kramer e Natalino Otto) ha invece dimostrato di apprezzarlo particolarmente e di coglierne la portata di indiretta avversione ideologica al regime. Questo saggio di Luca Cerchiari, basato su una vasta documentazione storiografica e musicologica, analizza la contraddittoria ma sorprendente penetrazione del jazz in Italia nel suo periodo di massima repressione. Il volume propone inoltre gli isolati ma acuti scritti sulla musica afro-americana di Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Mila e Alfredo Casella ed è arricchito da un'intervista a Romano Mussolini, figlio del Duce, pianista jazz di professione.
br. Come fa un ragazzino nero cresciuto a piedi scalzi in un paesello della Florida negli anni Trenta a trasformarsi in un fenomeno musicale planetario? Come fa un cieco a farsi strada fino all'Olimpo delle star lasciandosi guidare, invece che da un cane e da un bastone, solo dal suo amore per la musica? Questa è la storia audace, appassionante e quasi miracolosa di Ray Charles, raccontata dal suo stesso protagonista con un candore e un entusiasmo rari. Dalle prime lezioni di piano nel retrobottega di un emporio ai tour nelle selvagge dance hall di provincia, fino agli studi delle grandi case discografiche e alle arene di mezzo mondo, Ray ripercorre le tappe di una vita avventurosa e determinata e di una carriera lunghissima, e insieme la storia della musica e della società americane (senza tacere nulla delle sue esperienze con il sesso e la droga, delle sue convinzioni politiche e dei suoi dilemmi religiosi). A chiudere questa autobiografia, aggiornata fino agli ultimi giorni di vita dell'autore, c'è un'utile discografia completa e commentata.
Il volume tratta di canto jazz, improvvisazione, tecniche e meccanismi di produzione vocale fornendo un importante approfondimento della vocalità jazz. Indagando a fondo sei voci maschili (Chet Baker, Mark Murphy, Al Jarreau, George Benson, Bobby McFerrin, Kurt Elling) l’autore analizza per ognuna di esse il linguaggio improvvisativo e creativo (modalità di emissione e tecnica vocale, sillabe, analisi ritmica, analisi melodica, analisi melodico-armonica). Il libro contiene 14 trascrizioni e analisi di soli vocali oltre a un ricco e dettagliato prontuario sillabico per lo scat e un glossario terminologico, nel tentativo di tracciare un quadro tecnico, descrittivo e terminologicamente specifico, in modo coerente e il più possibile completo. Autori: Giorgio Rossini.
ill., br. Dai, grazie alle lezioni del maestro Yui, ha acquisito maggiore sicurezza e decide di esibirsi durante l'ultimo festival culturale della sua vita da liceale. Riuscirà il suo jazz a raggiungere il cuore di tutti?
ill., br. «Nel suo ultimo anno di vita, «andando avanti stoicamente», com'era solito dire, Gianni Lenoci non si dedicava solo, con la consueta passione, all'attività didattica e concertistica, prodigandosi in iniziative e progetti che partoriva instancabilmente e con lampi di genialità, ma sentiva anche il bisogno, ineludibile, di fare il punto sulla sua musica, di mettere a fuoco idee, riflessioni e intuizioni che lo avevano accompagnato in tutto il suo percorso artistico e creativo. E per rispondere a tale bisogno che ha cominciato a dare forma al suo autoritratto ideale di pianista e compositore, da cui è nato questo libro oggi per noi così prezioso poiché ci offre, nella raffinata concisione del dettato stilistico, una immagine dell'autore ricca di dettagli e spunti nei quali siamo portati a riconoscere, con emozione, i temi che gli stavano a cuore, di cui parlava spesso e che lo appassionavano come intellettuale, come uomo e come poliedrico musicista che ha coniugato l'identità del pianista classico con stimoli e rivelazioni derivanti dal mondo del jazz...» (Dalla Prefazione di Paolo Testone)
br. Una ricognizione su alcuni aspetti dell'immaginario del jazz che, integrato alla Black Music nel suo complesso, si colloca al centro della cultura popolare occidentale, cortocircuitando musica, letteratura, cinema, storytelling, performance. Il volume accosta il jazz da prospettive diverse. Indaga questioni che innervano l'estetica afroamericana alle prese con la sfera musicale e mette in luce pratiche comunicative, sfumature dell'identità nera, la "messa in immagine" del jazz per gli schermi del cinema e della televisione, i rapporti tra performance, innovazione e tradizione, così come talune consuetudini dello storytelling o del signifying. Le tre sezioni che lo compongono (Indagini, Affetti, Coriandoli) mettono in fila saggi che affrontano, rispettivamente, una ricognizione sugli orizzonti più ampi della cultura del jazz, il recupero affettivo di tre grandissime figure di questa musica (Charlie Parker, Charles Mingus, Billie Holiday) e la ricapitolazione di una serie di interventi che aprono anche ad altre musiche del mondo come il klezmer.
ill., br. New York, una sera di fine anni Ottanta. Proprio mentre sta per lasciare la redazione e tornare a casa da una donna che lo aspetta, un giornalista viene incastrato dal suo capo, che gli commissiona un profilo di «Lady Day», ormai un'artista affermata e conosciuta in tutto il mondo, da consegnare entro poche ore. Per scriverlo prende a documentarsi, con iniziale riluttanza verso un personaggio di cui conosce poco o niente e che per lui è solo un ostacolo che lo intralcia nel suo obiettivo di una notte di passione. Subito però viene rapito dalla storia di Billie, che diventerà la sua sola compagnia per tutte le ore che lo separano dall'alba. È con il suo stesso stupore che il lettore si affaccia sulla vita tormentata della Holiday e di quella sua voce immortale in cui si sono rispecchiate intere generazioni. La discriminazione razziale, la carriera minata dai problemi con droghe e alcol, la fraterna amicizia con Lester Young: in poche pagine si snodano tutti gli elementi che hanno fatto dell'autrice di «Strange Fruit» una leggenda, tragica e indimenticabile, del jazz. Prefazione di Nicola Lagioia.
br. "Ho ascoltato il mio lavoro almeno una volta: quando l'ho scritto". Questa affermazione di Arnold Schönberg illustra bene la sua idea che l'esecutore serva solo a rendere la musica comprensibile per un pubblico tanto sfortunato da essere incapace di leggere le note a vista. In una simile prospettiva ogni esecuzione è una forma di corruzione rispetto all'ideale purezza dell'opera in sé. Come è emersa questa coincidenza fra partitura testuale e "vera" musica? E con quali conseguenze? Come è stato possibile che un caso limite di forma musicale, l'opera scritta, sia arrivato a costituire il paradigma con cui si pensa la musica in generale? Secondo Sparti, la tradizione europea, diversamente da quella di origine africana, non ha saputo cogliere nell'eccitazione di quella massa vibrante che è il corpo umano la fonte primaria dell'espressività musicale. Il jazz, nel quale opera ed esecutore coincidono, fa ascoltare una musica corporea "suonata" da pelle, bocca, lingua, labbra, braccia, torace, mani. Il jazzista valorizza così la funzione più nuda del linguaggio: "respiro sonoro che esce dalla carne".
in-8, 213 pp., photographies en noir et blanc, broche, couverture illustree.- Les tribulations d"un batteur de jazz entre 1937 et 1957. Le Boeuf sur le Toit - Le Casino de Knokke - Le Versailles - Le Pol"s - Le Brussels Jazz Club - Le Pavillon Bleu - L"Heure bleue - Les Enfants Terribles - Le Memling - Le Florida - Le Gaity - Le Métropole - L"Ancienne Belgique, etc. Bon etat. [TX-15] Bon etat.
leggerissimi segni del tempo
leggerissimi segni del tempo
428 p., illus. Hardcover Very good condition good
127 p. : chiefly ill. (some col.) Hardcover Very good condition good
Oblong, 24p PAMPHLET Very good condition
230 p., illus. Hardcover Good condition
155pp. 24 cm. Hardcover Very good condition good
ISBN : 0860010163. Clifford Essex. 1973. In-4 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos frotté. Mouillures. 72 pages. Quelques annotations dans l'ouvrage. A self-instructor written by one of the most outstanding Jazz Guitarists of today.
Brunswick. 1934. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos frotté. Intérieur acceptable. Plaquette de 26 pages. Contenant tous les disques Brunswick parus au 1er janvier 1934.
Desfossés Int.. 2000. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 62 pages. Illustré de nombreuses photos en couleur et en noir et blanc. John Lee Hooker, Le patriarche bleu. Joshua Redman. Albert Ayler. Jazz à Liège. Vincent Courtois. Enrico Pieranunzi...
Desfossés Int.. 2000. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 78 pages. Illustré de nombreuses photos en couleur et en noir et blanc. Guide des festivals. Jazz et musiques électroniques, Bugge Wesseltoft, Saint-Germain, Nils Petter Molvaer. Paco Sery. James Carter. Helen Merrill. Baptiste Trotignon...
Desfossés Int.. 2000. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 77 pages. Illustré de nombreuses photos en couleur et en noir et blanc. George Benson. Trash Corporation. Nicholas Payton. ANthony Braxton. Bud Shank. Bobo Stenson. Michel Pastre. Aaron Goldberg...
Label Jazz. 1996. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. Plaquette de 12 pages illustrée de photos en noir et blanc. Kenny Baron Trio. Biarritz ville jazz. Le Borie aux Chartrons...
Atlas. 1992. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 12 pages. Illustré de nombreuses photos en couleur et en noir et blanc. Les chefs-d'oeuvre du blues et du rythm'n'blues. John Mayall.