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91 S. 4°. Dek. OU. Ecken bestossen. OU gering wasserrandig. Abb. auf Tafeln.
46 S. 4°. OKart.
DE RUBEIS 1993 LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PRESSOCHé PERFETTO.
71 S. 8°. OKart. Notenbeisp. Text-Ill.
196 S. + CD 8°.
228 S. Frontis., Notenbeisp., Bibl. Schutzumschlag. Name auf Vorsatz. 4° Unbenutztes Exemplar.
108 S. 4°. Grüner OKart.
211 S. 8°. Rücken etwas schadhaft oben. Notenbeisp. Selten.
221 S. 4°. Name auf Titel durchgestrichen.
360pp.+ buitentekstills., linnen band met stofwikkel, goede staat
No marks or inscriptions. A lovely clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or creased with nicks to upper edge. 324pp. The author has compiled a portrait of the famous jazz pianist, the players around him, the South Side Chicago scene, the rise of the big bands, and their collapse in this compelling and frank oral history. In his own words, Earl Hines recalls his phenomenal career. Other notables of the jazz world tell their impressions of Earl Hines, including Dizzy Gillespie, Billy Eckstine, Trummy Young and Budd Johnson.
ill., br. Un'appassionata e densa ricostruzione storica del fervore espressivo che portò alla nascita delle prime big band. Fatti, sogni, tensioni creative e morali, che dalle calde feste notturne di New Orleans portarono il jazz a diventare un linguaggio universale, si alternano alle vicende stilistiche di musicisti e compositori, come Duke Ellington, Gil Evans, Bob Brookmeyer, Gerry Mulligan, Charles Mingus, Carla Bley, Maria Schneider, capaci di elevare una semplice improvvisazione in qualcosa di sorprendente e speciale. Il viaggio proposto al lettore offre anche l'analisi formale delle registrazioni audio dei loro migliori brani orchestrali, da accostare idealmente alla lettura del testo. Il libro è accompagnato dal cd "Cypriana", progetto del musicista Nicola Pisani, che vede anche la collaborazione dell'autore, dedicato ai lineamenti emotivi e geografici della liberazione di Cipro. L'ascolto del cd punta in direzione del melting pot, concetto cardine del jazz che Francesco Caligiuri porta avanti, nella convinzione che la musica va oltre i generi e i confini, guardando il mondo attraverso le note.
br.
ill., br. Nato alla fine degli anni Ottanta in Inghilterra, I'acid jazz si è velocemente imposto a livello internazionale tra il 1987 e il 1995, non solo come genere musicale di grande successo ma anche come fenomeno culturale. La sua originalità consiste nella straordinaria sintesi di tanti microgeneri sperimentali e generi più consolidati come il jazz, il funk, il latin, il rock, I'hip hop. Nei primi anni Novanta i due dj produttori Gilles Peterson ed Eddie Piller saranno i principali promotori del genere attraverso le radio, le serate dj nei principali club londinesi e la loro stessa casa discografica Acid Jazz Records (l'etichetta diverrà presto famosa per le compilation Totally Wired, in cui veniva illustrato e lanciato il nuovo genere). È lo stesso Gilles Peterson, dj radiofonico e animatore del club Dingwalls a Londra, a coniare il termine acid jazz con una frase rimasta mitica: "Finora avete ballato acid house? E adesso ascoltate acid jazz!", ripetuta durante le serate musicali in cui proponeva l'ascolto di vinili ispirati alle contaminazioni tra funk, jazz, soul e rare-groove. II libro ripercorre otto anni di storia musicale legata al ballo e al "dancefloor jazz" e prende in considerazione anche aspetti vicini all'arte grafica e alla moda (o ai trend pubblicitari). Dal James Taylor Quartet ai Jamiroquai, passando per i nomi più noti di questa ondata musicale come Brand New Heavies, Galliano, Incognito, Mother Earth e Corduroy, ecco la storia di chi agli albori degli anni Novanta ha radicalmente cambiato i rapporti tra musicisti, dj e pubblico del jazz.
br. In "Possibilities", il leggendario pianista e compositore Herbie Hancock riflette su ben sette decenni di vita e carriera vissuti da vero innovatore, nei quali ha esplorato ogni genere musicale e lasciato un'impronta indelebile sul jazz, I'r&b e l'hip-hop, garantendosi al contempo il successo testimoniato dai quattordici Grammy Awards vinti. Dagli inizi come bambino prodigio al lavoro in quintetto con Miles Davis, dalle innovazioni introdotte come leader di un sestetto rivoluzionario alla collaborazione con musicisti del calibro di Wayne Shorter, Joni Mitchell e Stevie Wonder -passando per le sue influenze musicali, divertenti dietro le quinte, il suo matrimonio lungo e felice e il suo rapporto creativo e personale con il buddismo - queste pagine rivelano il metodo che si cela dietro l'innegabile genio musicale di Hancock. Illuminante e vitale come l'uomo che l'ha scritta, questa autobiografia è un contributo alla letteratura jazz e una lettura obbligata per gli appassionati e gli amanti della musica.
br. Grande classico della storia della musica afro-americana, Jazz di Arrigo Polillo è frutto di una grande passione e di lunghe riflessioni su questa musica straordinaria e sui suoi protagonisti dalle storie tormentate e spesso disperate. Un libro epocale che viene riproposto qui in un'edizione aggiornata e arricchita da Franco Fayenz. La storia del jazz, che è anche la storia dei neri d'America e delle loro lotte per l'emancipazione, rivive così nelle indimenticabili pagine di Polillo, dai mitici anni di New Orleans, fino alla stagione di eccezionale creatività esplosa alla fine del Novecento, con interpreti più colti e consapevoli della propria e delle altre civiltà musicali.
brossura Melodia e improvvisazione, disciplina e follia: per fare jazz occorre tutto questo, e non guasta anche un pizzico di fortuna. Di certo, è un dono della sorte cominciare la propria avventura nella Roma degli anni Settanta, dove i grandi musicisti americani in tour, come Chet Baker o Lee Konitz, "arruolano" giovani talenti del posto per accompagnare le proprie esibizioni. È un privilegio entrare da protagonisti in locali mitici come il Capolinea di Milano e il Music Inn di Roma. Poi, però, ci vuole un mix esplosivo di impegno e passione per passare dalle prove in cantina con il suo primo trio ai grandi festival come Umbria Jazz, e per arrivare a suonare con i migliori, da Pino Daniele a Mina e da Gino Paoli a Claudio Baglioni. Quel mix, Danilo Rea lo ha sempre avuto e lo ha messo in campo senza sosta nei suoi primi quarant'anni di carriera. E il suo ingrediente segreto si chiama contaminazione. Questo lo porterà a mettere in repertorio pezzi di Frank Sinatra e dei Rolling Stones, a cimentarsi con la sigla della "Domenica sportiva", ad accompagnare un balletto di Daniel Ezralow e una lettura di David Grossman, a duettare con il pianista classico Ramin Bahrami sugli spartiti di Bach, e a costruire una carriera capace di infrangere ogni limite di genere, tra sorprese e viaggi, aneddoti e incontri. Improvvisare è come parlare, scrive Danilo Rea, e anche la sua scrittura è jazz, in questo libro che ci cattura in una variazione continua sui ritmi della vita e dell'arte.
ill., br. Che ruole riveste l'improvvisazione nelle diverse espressioni della musica di oggi, jazz, etnica, colta, elettronica...? prova a spiegarlo Giancarlo Schiaffini con humour e competenza, attraverso le sue esperienze sul campo e alla luce della collaborazione con i maggiori protagonisti della scena musicale contemporanea: John Cage, Giacinto Scelsi, Luigi Nono, Karlheinz Stockhausen, Cecil Taylor, Anthony Braxton, Steve Lacy, Misha Mengelberg.
br. Prosegue con questo volume l'edizione italiana del grande affresco di Gunther Schuller dedicato alla storia del jazz. Nei quattro volumi precedenti l'opera ha esplorato le origini, gli anni Venti, la triade Armstrong-Ellington-Goodman e le orchestre nere; questo nuovo ampio capitolo si concentra sull'analisi di tredici figure di grandi solisti improvvisatori: i tre giganti del sax tenore, Coleman Hawkins, Lester Young e Ben Webster, i tre maestri della tromba, Bunny Berigan, Roy Eldridge, Red Allen, il trombonista Jack Teagarden, il clarinettista Pee Wee Russell, i grandi del pianoforte Teddy Wilson e Art Tatum, lo xilofonista Red Norvo, il caposcuola della chitarra elettrica Charlie Christian e l'indimenticabile cantante Billie Holiday. Un fascinoso panorama di personalità e stili contrastanti, tutti emersi nell'ambito del periodo swing. In queste analisi, Schuller mostra ancora una volta la sua profonda conoscenza delle peculiarità tecniche di ciascuno strumento e l'abituale chiarezza nel mettere a fuoco le rispettive individualità e poetiche artistiche. Il lavoro, rivisto e aggiornato da Marcello Piras in collaborazione con l'autore, è integrato da un glossario e una discografia.
br. L'edizione italiana della grande opera musicologica di Gunther Schuller giunge a compimento con il sesto volume. Dopo aver esplorato le origini, gli anni Venti, la triade Armstrong-Ellington-Goodman, le orchestre nere e i solisti Swing, l'Autore affronta tre argomenti separati e non connessi tra loro. Per prime vengono le orchestre bianche (con l'eccezione di Benny Goodman, già ospitato nel terzo volume). Questa sezione vede sfilare una serie di figure tra le più popolari del jazz d'anteguerra, come Artie Shaw, Jimmy e Tommy Dorsey, Glenn Miller, Charlie Barnet, Harry James e Gene Krupa. Segue un ampio panorama delle orchestre regionali, che integra ed espande la trattazione già inclusa nel secondo volume, con numerose schede su formazioni di regola ignorate dalle storie. Da ultimo vengono i piccoli complessi non associati alle figure finora trattate, in particolare il trio di Nat King Cole. In queste analisi, Schuller conferma ancora una volta la sua straordinaria conoscenza delle peculiarità di linguaggio di ciascuno strumento e l'abituale chiarezza nel mettere a fuoco le personalità e poetiche dei vari musicisti. Il lavoro, rivisto e aggiornato da Marcello Piras, è integrato da Glossario e Discografia.
Hardcover in-8, 243 pp. Pictorial dust jacket over blue cloth. Bel exemplaire.- VG+ Jacket has losses. Mostly clean pages with moderate tanning throughout. [MA-3]
Some ink marks inside, and some liquid damage to top of rear cover. 8 1/2"w x 11"h. 216 pages.
A clean, unmarked book with a tight binding. 543 pages. Many b&w photos. 7 5/8"w x 9"h.
224p. 8vo. Original full cloth backed binding. Original dust jacket. Slightly smudged. First printing. Nice copy. A famous collection of critical writings about jazz, includes a wonderful essay on the influences of Charlie Parker and analysis of Duke Ellington's remake of 'Ko' JAZZ 1
pp. xv, 360p + Plus photographs. Inked ownership of Harry E. Seyler. Tall 8vo. Harvest paperback. JAZZ 1