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brossura
br. Dall'inizio del Novecento il clarinetto è stato uno strumento fondamentale nella fusione tra jazz e musica colta: nell'era dello swing Benny Goodman, Artie Shaw e Woody Herman sono diventati capo-orchestra e clarinettisti famosi da una sponda all'altra dell'Atlantico, facendo del clarinetto uno strumento sempre più solista. Il loro registro si è ampliato negli anni successivi e ha contribuito ad allargare il repertorio tradizionalmente proposto ancora oggi nella maggior parte dei conservatori. Sulla scia di tale consapevolezza, questo libro auspica che i musicisti studiando il clarinetto superino le soglie del Novecento, scardinino la consuetudine ed esplorino generi e linguaggi musicali diversi. Intende infatti aprire a studenti, appassionati e professionisti uno squarcio sulla storia del jazz e mettere in luce l'importanza del clarinetto nella sua evoluzione e diffusione, in una lettura che non rinuncia alla scorrevolezza e al gusto per il dettaglio. Nessun clarinettista che ambisce a una formazione globale e aggiornata dovrebbe infatti ignorare il jazz, il suo uso di tecniche inusuali quali ringhi, glissandi, nuovi modelli di scale, ritmi complessi e diversi colori tonali illustrati e approfonditi in questo volume. Per qualsiasi clarinettista completo che si vuole completo, il jazz rimane una sfida da raccogliere.
New Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 132, [4] p., b/w ills. Caz sanati.
Vintage vinyl Stereo 12" LP 33 1/3 rpm. [6382-014] The inimitable voice of Cleo Laine jazzing up Shakespeare's lyrics with music by John Dankworth. "Her 1964 LP "Shakespeare and All That Jazz" was an exceptional album-length tribute to the Bard, it still stands as one of her finest recordings. " Audio Book
ill., br. Dalla serie "Patterns" di Gary Chaffe, un manuale dedicato allo sviluppo degli schemi funzionamento dei ritmi sia nel jazz che nel rock. Gli argomenti trattati includono l'indipendenza coordinata in sedicesimi con gli ostinati sul piatto, quella in terzine con l'ostinato swing, la coordinazione jazz melodica e armonica e lo sviluppo del fraseggio lineare, uno dei concetti sviluppati dall'autore che ha avuto un'enorme influenza sulla batteria moderna. Lo scopo primario di questo testo è quello di aiutare lo studente a sviluppare un alto grado d'indipendenza coordinata sia in tempi rock che jazz e un fraseggio originale e creativo.
ill., ril. Paolo Fresu ci racconta la storia del jazz e sceglie insieme a Vittorio Albani i 50 protagonisti di questa meravigliosa arte, raccontati e illustrati in un volume prezioso e inedito per appassionati e amanti della musica.
br. È il primo libro didattico di Roberto Gatto! Tratta argomenti come il Suono, che distingue un genere musicale e un musicista da un altro. Lo Swing, componente imprescindibile del tipo di jazz di cui si parla nel libro. Il Comping, in quanto il batterista è chiamato soprattutto ad accompagnare. L'aspetto Solistico e le basi tecniche necessarie per potersi esprimere al meglio quando si improvvisa. Il libro è accompagnato da video online presenti sul canale riservato dell'editore.
br. Cento anni di storia jazz mondiale in 100 musicisti e 500 dischi: un viaggio tra vecchi e nuovi protagonisti di una musica secolare, da classica a sempreverde, da giovane ad avveniristica, tra presente e futuro. Mai come questo primo secolo, il jazz è una presenza stabile, marcata, diffusa in tutto il pianeta per quantità e soprattutto qualità di idee, utopie, soluzioni espressive. Per districarsi tra le centinaia di jazzisti soprattutto americani ed europei dai valori indiscussi e dalla fama internazionale, ecco un utile guida che segnala e descrive i personaggi più significativi e i loro migliori album realizzati appunto in decenni carichi di forti passioni musicali. Lo si chiami ragtime, hot, dixieland, swing, bebop, cool, mainstream, hard bop, free, modale, fusion, neo-bop, ethno, post-free, acid, manouche, revival o semplicemente jazz, resta comunque un sound autentico, esemplare, variegato soprattutto bello, durevole, affascinante come non mai.
in-8 etroit, XL-112 pages, illustrations, broche, couv. Tres bel exemplaire. [MI-9] Textes de Alain Bosquet, Caillois, Cocteau, René Crevel, Pierre Mac Orlan, Jules Romains, Jean Rousselot, etc.
Mm 205x280 Brossura originale, 185 pagine con numerose figure in nero lungo l'intero testo redatto in italiano ed inglese. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
con 14 tavole (trascrizioni musicali) f.t. Bibliografia. Lievi difetti ai bordi della
ill., br. Il leggendario musicista Miles Davis era noto per essere un artista alquanto difficile da intervistare. Celebre per le sue esplosioni d'ira sulle questioni razziali e per i suoi atteggiamenti antagonistici nei confronti di pubblico e giornalisti, è stato regolarmente etichettato dalla stampa come "Principe delle Tenebre" e "Principe del Silenzio". Eppure, leggendo attentamente le interviste che Miles Davis concesse ai più brillanti giornalisti e critici musicali, si scopre un artista molto più complesso, profondamente intellettuale, coerente nel desiderio di dare grande musica al suo pubblico e pronto ad aiutare giovani musicisti a diventare artisti. Il poeta, drammaturgo ed editore Michael K. Dorr, insieme allo scrittore Paul Maher Jr., ha raccolto le 30 interviste fondamentali fatte a Miles Davis, pubblicandole in un libro dall'eloquente titolo "Miles on Miles. Incontri con Miles Davis". Lettura imprescindibile per chiunque desideri conoscere il "Miles-pensiero" su musica, vita e filosofia, questo volume ci rivela un'icona del jazz complicata e contraddittoria, reticente in alcune occasioni ed eccezionalmente eloquente in altre. Perfino alla sua autobiografia manca l'immediatezza dei dialoghi qui raccolti. Molte di queste interviste sono state condotte da giornalisti americani, altre sono inedite, trascritte per da programmi radiofonici e televisivi o apparse su riviste di cui ormai si sono perse le tracce. Prefazione di Paolo Fresu, introduzione di Stefano Zenni.
br. Si abbassano le luci, squillo di fanfara una voce dall'altoparlante: "Signore e signori, ho l'onore di presentarvi il più illustre musicista della nostra epoca: Duke Ellington!". Si apre così, con un'immagine che sa di locali da ballo e big band in smoking, la rievocazione nostalgica e divertita della propria vita a opera di uno dei maggiori jazzisti di tutti i tempi, Edward Kennedy "Duke" Ellington. Uscita originariamente nel 1973, e qui pubblicata nella traduzione integrale curata dal critico jazz Franco Fayenz, "La musica è la mia signora" è un'autobiografia personalissima e insieme uno spaccato collettivo di storia del jazz, in cui il "Duca" trascina il lettore dall'epoca del "rinascimento" di Harlem negli anni Venti alla seconda guerra mondiale, dal difficile dopoguerra agli anni Sessanta, seguendo il filo di grandi melodie come "Creole Love Call", "Take the A Train", "Mood Indigo" e "Sophisticated Lady". Un volume ricchissimo di riflessioni, dettagli e curiosità: la genesi delle sue celeberrime suite, i ritratti affettuosi dei musicisti che l'hanno accompagnato in più di mezzo secolo di attività, i diari di viaggio delle tournée in Europa e in Oriente. Sempre nel nome dell'unico, intramontabile amore che l'ha sempre guidato: la musica.
Mm 220x240 Catalogo della mostra "SienaJazzEye", tenutasi a Siena, Complesso museale di Santa Maria della Scala nel periodo 21 giugno - 14 settembre 2008. Brossura editoriale con bandelle di 261 pagine, numerose illustrazioni a colori interne al testo. Esemplare in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1 vol. broche In-8 , 322 pp. Photographies hors-texte. Couverture illustree en couleurs (portrait). Tres bel exemplaire, tres frais. [TX-3] Sur Ray Charles.
ill., br. Lee Konitz, considerato il più famoso interprete dello stile cool sul sassofono contralto, ha forgiato un sound unico tra i musicisti della sua generazione, riuscendo a percorrere una strada indipendente e alternativa rispetto a quella di Charlie Parker, il più influente sassofonista della storia del jazz. La sua carriera comincia nell'orchestra di Claude Thornhill verso la fine degli anni Quaranta, quando entra in contatto con Miles Davis e Gil Evans, con i quali parteciperà poi alle storiche incisioni di Birth of the Cool. Grande importanza nella sua fase formativa la ricopre anche Lennie Tristano, musicista con cui intrattiene un complesso rapporto e con il quale inciderà alcuni memorabili dischi: attraverso la scuola di Tristano incontra il tenorsassofonista Warne Marsh, che diventerà una sorta di suo alter ego musicale. L'ingaggio con Stan Kenton lo porterà quindi al centro della scena del jazz mondiale, segnando l'inizio della sua maturità artistica. Andy Hamilton traccia in questo volume la storia umana e professionale di Konitz, e ne discute le idee mettendo a fuoco alcuni temi chiave: dal valore della melodia alla forma "tema con variazioni", dalle qualità del timbro al sound come cifra stilistica, fino a toccare il cuore delle sue convinzioni in merito alla dialettica fra composizione e improvvisazione.
grand in-8 broche, couverture illustree (Fr. WANSON).— Exemplaire DEDICACE par l'auteur. Tres bel exemplaire. [MI-1] Contient : Auto-Stop, Tombeau pour Dave Brubeck et Necrologie.
fort in-8 broche sous jaquette, 419 pages. Bel exemplaire bien complet de sa jaquette (avec accrocs et petits manques). [TX-5]
br. Amiri Baraka. Ritratto dell'artista in nero costituisce un ritratto essenziale di questo autore, ininterrottamente sulle scene della cultura americana sin dagli anni Cinquanta e considerato uno dei maggiori poeti e intellettuali afroamericani del secondo Novecento. Dopo un apprendistato tra le fila della bohème beat del Greenwich Village, divenne famoso come autore di Blues People, pubblicato nel 1963 con il nome di LeRoi Jones e tradotto nel 1968 per Einaudi con il titolo Il popolo del blues. Nei quarant'anni successivi LeRoi Jones/Amiri Baraka ha pubblicato una ventina di raccolte di poesia, inciso numerosi dischi, dato vita a una quantità di testi teatrali, diverse opere-jazz, otto volumi di saggi, almeno un paio di romanzi, parecchi racconti e chissà quant'altro e, in qualità di performer, ha collaborato con i maggiori jazzisti americani. Ha ricevuto diversi importanti premi e riconoscimenti. Vive, insieme alla moglie, la poetessa Amina Baraka, nella nativa Newark, nel New Jersey. Il volume, curato da Franco Minganti e Giorgio Rimondi, propone da un lato una riflessione a più voci che coinvolge studiosi di diverso ambito e orientamento - italiani, francesi e americani - tutti ugualmente convinti della necessità di rendere conto del valore e della ricchezza di un autore magari scomodo ma sempre intenso e culturalmente vivace, mentre dall'altro presenta una ricca antologia di testi in prosa e in versi, finora inediti in italiano, che tracciano un diagramma della sua attività quarantennale.
br. Cento anni fa nasceva Charles Mingus: contrabbassista geniale, tra i maggiori interpreti del jazz del Novecento, ma anche artista profondamente consapevole del proprio ruolo sociale e sempre pronto a esporsi in prima persona per le idee in cui credeva. Al pari della sua musica, il suo personaggio pubblico eccentrico e anticonvenzionale continua ad affascinarci oggi come affascinava la generazione Beat che fece di lui uno dei simboli della controcultura. "Peggio di un bastardo" è la sua unica opera letteraria e il suo testamento artistico. Scritto in terza persona, con una voce narrante che si presenta come il «doppio» di Mingus, è allo stesso tempo un'autobiografia e un romanzo; una dichiarazione d'amore per la musica e un grido di dolore contro il razzismo e le ingiustizie dell'America; una fantasia erotica e un'immersione lirica e commovente nel dolore della vita. La potenza della scrittura e l'originalità della forma narrativa lo rendono un libro irripetibile nella storia del jazz, e uno dei più amati di sempre tra quelli scritti da un musicista. Oggi "Peggio di un bastardo" viene riproposto con l'aggiunta di due storici testi inediti: una lettera aperta a Miles Davis (1955) e il saggio fondamentale del 1971 «Cos'è un compositore jazz?», in cui Mingus si interroga sul significato più profondo del proprio mestiere e di quel linguaggio misterioso e universale che chiamiamo jazz. La nuova edizione è impreziosita da una copertina originale, disegnata appositamente per SUR da Igort.
ill., br. Primo e unico libro a raccontare la vita e il tempo del jazzista Lee Morgan; una storia che è molto più di una semplice biografia della tumultuosa vita di un musicista di Philadelphia e che si allunga a descrivere il contesto artistico, sociale e politico di un'epoca ricca di contraddizioni, quella a cavallo tra gli anni Cinquanta e i primi Settanta, in America. Il libro delinea il cuore di un uomo nei suoi desideri di riscatto senza indugiare mai su ciò che non è essenziale dire. Dal pesantissimo rapporto con la tossicodipendenza alle contraddittorie condotte personali e artistiche; dalla sua "fuga" da New York - dove gli avevano spaccato tutti i denti - fino al trionfale ritorno nel 1963; dal progressivo avvicinamento alle istanze politiche e sociali della gente nera (cui sono dedicate pagine non banali e ricche di aneddoti e testimonianze) fino alla tragica fine, a 33 anni, allo Slugs' per mano (armata) della compagna, Helen Moore, ripresa in un ruolo ben più profondo della semplice assassina per gelosia.
ill., ril. Arrigo Polillo ha avuto la ventura, per circa quarant'anni a partire dal secondo dopoguerra, di incontrare i grandi maestri del jazz e di organizzare le loro esibizioni in Italia. Questo volume pubblicato per la prima volta nel 1978, offre una rievocazione scandita da una serie di ritratti illuminanti, arricchiti dalle fotografie scattate in quegli anni dal figlio Roberto. "Hai conosciuto John Coltrane?". "Sì? E che tipo era?". Non so quante volte mi sono sentito rivolgere domande simili; solo il nome varia di volta in volta. Non che i miei interlocutori volessero da me uno studio psicologico; si accontentavano di molto meno. Anche di sapere se il Tale è antipatico o simpatico, se è intelligente o tonto, se è gentile oppure no. Ho sempre cercato di rispondere come meglio potevo alle domande che mi venivano rivolte, ma alla fine mi sono dovuto chiedere: perché non rispondere una volta per tutte per iscritto, e cioè con un libro? Queste pagine sono nate così. In esse ho cercato di scrivere un rapido diario di quarant'anni vissuti in mezzo al jazz, e più precisamente fra le quinte del jazz. A costo di sorprendere qualche famoso jazzman in pigiama." (Dalla prefazione di Arrigo Polillo).
in-8, 380 pp., illustrations, broché, couverture illustrée. Bel exemplaire. [109B-6]