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8° (CM. 24), BROSSURA FIG. (LIEVI SEGNI), PG. 223 (5), 25 ILL. B.N. N.T. (PREVALENZA PIENA PG.), BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
Mm 120x170 Collana "Lunario Nuovo". Brossura originale, 93 pagine. Copia in perfette condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Parlare di Han Bennink significa intraprendere un viaggio nella storia del jazz europeo, a cominciare dai primi tentativi di emancipazione dal modello americano fino agli esiti più estremi della free improvisation. Altro obiettivo del volume è analizzare il drumming benninkiano, sempre riconoscibile indipendentemente dal contesto musicale in cui egli si ritrova. Intervistando lo stesso Bennink, Catalano prova a descrivere cosa significa essere un improvvisatore prima ancora che un batterista, affrontando così un tema molto discusso come l'improvvisazione ma da una prospettiva diversa rispetto a quella puramente tecnico-musicale o filosofica.
br. Paul Motian è stato un batterista unico e atipico. Ha attraversato da protagonista tutte le stagioni del jazz al fianco di musicisti quali Bill Evans, Keith Jarrett, Paul Bley, Gary Peacock, Charlie Haden, Lee Konitz, Joe Lovano, Bill Frisell, Tim Berne. Negli ultimi anni di carriera ha vestito i panni del talent scout portando alla ribalta musicisti come Chris Potter, Joshua Redman, Steve Cardenas, Jakob Bro, Kurt Rosenwinkel. L'obiettivo di questo libro è analizzare e descrivere lo stile di Motian, tanto dietro i tamburi quanto in sede compositiva, ma anche il pensiero musicale, le influenze e le particolarità della sua musica che continua a esercitare su di noi un fascino mistico, ineffabile. Il primo capitolo contiene una breve biografia del batterista americano di origini armene, dall'apprendistato musicale nell'esercito americano al successo trovato come sideman del pianista Bill Evans; il secondo è incentrato sull'analisi estetico-musicale di alcune fatiche discografiche motianiane; il terzo cerca di descriverne la musica da una prospettiva più filosofica, rintracciando, nella sua essenza e nel suo spirito, molte analogie con la millenaria tradizione zen; nell'ultimo capitolo viene invece lasciata la parola ad alcuni musicisti italiani che hanno diviso col batterista il palcoscenico e preziosi momenti di vita vissuta al fianco di questo guru del jazz.
ill., br. Arrivato in Italia alla fine della Prima guerra mondiale, il jazz fu accolto, almeno in parte, come una forma artistica "indigena". I futuristi ne lodavano l'energia virile, Mussolini lo descriveva come la voce della gioventù italiana e i musicisti, ipnotizzati da quei suoni nuovi, riempivano le sale da ballo e i night club. Grazie alla radio e ai grammofoni, si poteva inoltre godere della musica senza preoccuparsi dell'identità etnica di musicisti e compositori. E così Nick La Rocca, Gorni Kramer, il Trio Lescano e Louis Armstrong, per citarne solo alcuni, trovarono il loro posto nel panorama musicale del nostro paese. Il jazz italiano prosperò fino alla fine della Seconda guerra mondiale grazie al sostegno del Duce, ma dopo la sua caduta e la fine della guerra, molti musicisti cominciarono a riscrivere la propria storia nel tentativo di cancellare ogni traccia delle scomode relazioni intessute con le politiche e le pratiche del fascismo, causando così la rimozione di quest'epoca dalla storia del jazz. "Jazz all'italiana" esplora dunque una fase complessa della storia musicale italiana, in cui politica e cultura popolare s'intrecciarono con temi quali l'identità nazionale, la tecnologia, l'immigrazione.
ill., br. La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente. A partire dagli anni Trenta, il regime mussoliniano ha sviluppato nei confronti di questo genere musicale una crescente avversione, al punto da finire a osteggiarlo con norme e divieti: il jazz era visto come una minaccia, una pericolosa moda d'oltreoceano che rischiava di avvelenare la purezza della tradizione italiana. Nonostante censure e incomprensioni, il pubblico (grazie alla sua diffusione radiofonica e discografica e all'attività dei primi importanti jazzmen italiani, tra i quali Gorni Kramer e Natalino Otto) ha invece dimostrato di apprezzarlo particolarmente e di coglierne la portata di indiretta avversione ideologica al regime. Questo saggio di Luca Cerchiari, basato su una vasta documentazione storiografica e musicologica, analizza la contraddittoria ma sorprendente penetrazione del jazz in Italia nel suo periodo di massima repressione. Il volume propone inoltre gli isolati ma acuti scritti sulla musica afro-americana di Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Mila e Alfredo Casella ed è arricchito da un'intervista a Romano Mussolini, figlio del Duce, pianista jazz di professione.
Bross. edit. in-8, copert.- ill.ta, pp. 344-(8), coll. Saggi tasc. n. 87. Sottolineature e parti evidenziate in verde. Volume da studio.
Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. 251-(5), la seconda parte comprende la Discografia 1945-1959 di J. Lohmann. Volume con sottolineature a biro e parti evidenziate in verde. Libro da studio. Ottimo comunque.
diverse tavole f.t. Note, riferimenti bibliografici ed indici.
con 14 tavole (trascrizioni musicali) f.t. Bibliografia. Lievi difetti ai bordi della
In 8°, br. edit., pp. 353(3), con X tavv. di spartiti di composizioni jazzistiche f.t. oltre ad 8 tavv. di pubblicità jazz-musicale.
ill., br. Dalla serie "Patterns" di Gary Chaffe, un manuale dedicato allo sviluppo degli schemi funzionamento dei ritmi sia nel jazz che nel rock. Gli argomenti trattati includono l'indipendenza coordinata in sedicesimi con gli ostinati sul piatto, quella in terzine con l'ostinato swing, la coordinazione jazz melodica e armonica e lo sviluppo del fraseggio lineare, uno dei concetti sviluppati dall'autore che ha avuto un'enorme influenza sulla batteria moderna. Lo scopo primario di questo testo è quello di aiutare lo studente a sviluppare un alto grado d'indipendenza coordinata sia in tempi rock che jazz e un fraseggio originale e creativo.
Paris, Amiot-Dumont, 1949, in-16, br., pp. 175. Con catalogo dell'opera. (Collection “Jeunesse de la Musique”).
416 pages. Footnotes, Bibliography and Index. Reproductions of photos in black and white. "Not only an account of the shoals and reefs of Davis' life up to 1960 but a highly literate history of the social and cultural milieu of his times. Indispensable to anyone interested in music." - from dust jacket. Prior owner's details atop front free endpaper, otherwise unmarked with average wear. Dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart. A sound copy. Book
br. Come fa un ragazzino nero cresciuto a piedi scalzi in un paesello della Florida negli anni Trenta a trasformarsi in un fenomeno musicale planetario? Come fa un cieco a farsi strada fino all'Olimpo delle star lasciandosi guidare, invece che da un cane e da un bastone, solo dal suo amore per la musica? Questa è la storia audace, appassionante e quasi miracolosa di Ray Charles, raccontata dal suo stesso protagonista con un candore e un entusiasmo rari. Dalle prime lezioni di piano nel retrobottega di un emporio ai tour nelle selvagge dance hall di provincia, fino agli studi delle grandi case discografiche e alle arene di mezzo mondo, Ray ripercorre le tappe di una vita avventurosa e determinata e di una carriera lunghissima, e insieme la storia della musica e della società americane (senza tacere nulla delle sue esperienze con il sesso e la droga, delle sue convinzioni politiche e dei suoi dilemmi religiosi). A chiudere questa autobiografia, aggiornata fino agli ultimi giorni di vita dell'autore, c'è un'utile discografia completa e commentata.
In 8°, br. edit. ill. con ali, pp. 287,(1), con alcune fot. b.n. in tavv. f.t.; coll. "Nuovi Saggi Storia"; prima ed., dedica a penna alla pag. 2 (bianca), per il resto ottimo es.. (z009) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Buchet-Chastel, Corréa 1957, In-8 broché de 496 pages. Bibliographie, index. Traduit de l'américain par Clara BABELOON-BROOKE.
br. Il jazz è musica di rottura. Rottura delle convenzioni sociali, rottura degli stilemi di genere. Il jazz è la musica del cambiamento. Inafferrabile e chimerico, il jazz continua a mutare, a evolversi: è argento vivo che solo il più sopraffino dei critici musicali può sperare di catturare. Nate Chinen si prova nell'impresa di distillare il jazz del nuovo millennio: il risultato, "La musica del cambiamento", è la testimonianza di un'arte che non ha mai temuto di andare controcorrente, e che anche oggi, dopo più di un secolo di storia, continua a rivoluzionare i paradigmi della creazione musicale. In queste pagine animate dai più importanti musicisti contemporanei - dai sassofonisti Steve Coleman e Kamasi Washington alla cantante e bassista Esperanza Spalding, passando per i pianisti Jason Moran e Vijay Iyer - Chinen svela le nascoste sinergie fra il jazz contemporaneo e l'hip hop, da un lato, e l'R'n'B, dall'altro, mostrando come la nuova, proteiforme generazione di «grandi vecchi», Wayne Shorter e Henry Threadgill, abbia contribuito a riplasmare l'estetica del jazz e a ripensarne le fondamenta ideologiche, tecnologiche e teoriche. Di nome in nome, da innovazione a innovazione, Chinen improvvisa come i migliori jazzisti, e costruisce un testo ironico e affilato nei suoi giudizi critici. Chi ama il jazz ritroverà in questo libro molti dei nomi che già conosce, apprezza, segue, ma le sorprese - a maggior ragione per chi vi si accosta per la prima volta - sono molte: occorre avere a fianco un blocco note, cartaceo o digitale che sia, per prendere appunti, perché - come avvisa Dwight Garner dalle pagine del New York Times - non si può resistere alla tentazione di compilare una playlist. E ascoltare, lasciandosi guidare dalle parole di Nate Chinen. Prefazione di Ashley Kahn.
brossura "Walking in the jazz" è un viaggio personale nel magico mondo della musica jazz, a partire dalle radici di italianissime origini mischiate tra creolo e colore sino a oggi avvicinarsi a uno stato di ascolto di assoluto valore culturale.
Mm 220x240 Volume nella sua brossura originale con bandelle, 88 pagine completamente illustrate in nero e a colori. Testo in lingua italiana ed inglese - english-italian texts. Ottima copia paragonabile al nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
INSTITUT COOPERATIF DE L'ECOLE MODERNE. 1976. Bon état. Couv. convenable. Intérieur frais. 48 pages richement illustrées de photos et dessins en noir et blanc. Tampon et annotation sur le premier plat.
Brunswick. 1934. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos frotté. Intérieur acceptable. Plaquette de 26 pages. Contenant tous les disques Brunswick parus au 1er janvier 1934.