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ill., br. Considerato il fondatore del jazz moderno, Charlie Parker fu animato nel corso della sua breve esistenza da uno spirito innovativo in continuo fermento. Cogliendo l'indissolubile intreccio fra vita e musica che lo caratterizza, Woideck apre il volume con una sintetica biografia del musicista, mettendo a confronto tutte le informazioni disponibili per chiarire le contraddizioni esistenti tra le varie fonti e definire una cronologia artistica e biografica documentata e attendibile. Vengono via via esaminati l'infanzia a Kansas City, i primi ingaggi professionali, l'importante incontro con Dizzy Gillespie, il trasferimento a New York, la fondazione del proprio gruppo e l'attività diversificata degli ultimi anni. L'autore ritrae con esattezza ma senza alcun compiacimento la concitata e problematica vita di Parker, le vicende sentimentali, l'abuso di alcolici e sostanze, l'emotività accesa e frammentata. Il libro si concentra poi sulla musica di Parker, seguendo passo per passo l'evoluzione artistica, la definizione e lo sviluppo del suo linguaggio musicale. La parte finale del libro è dedicata all'esame delle registrazioni degli anni Cinquanta, con un confronto tra le sue dichiarazioni relative ai programmi artistici e quello che effettivamente riuscì a realizzare, in particolare nel rapporto con la musica moderna di tradizione europea.
273p. + Plus photographs. Inked ownership of Harry E. Seyler. 8vo. Original full blue cloth binding. Small dampstain bottom of spine. Original dust jacket (dampstain bottom of spine). First Edition. JAZZ 1
246 S. Frontisp., Abb auf Tafeln. Fig. Notenbeisp.
br. In questo manuale, scritto da Alessio Menconi in collaborazione con Andrea Golembiewski, vengono approfonditi i concetti del Chord Melody, tecnica che permette al chitarrista jazz e pop di suonare melodia e accordi da solo come farebbe un pianista. Nel libro sono inclusi 70 minuti di videolezioni e numerosi esercizi e brani di esempio che renderanno l'allievo gradualmente indipendente.
Petit in-8 (13,5x18,5) broché, 128 pp. Nombreuses illustrations. Suede 59: Lettre de Stockholm, par Jean Beranger - Le reve d'Ingmar - L'homme au beret - Musique et cinema: Jazz sur la bande-son, par Rene Gilson - Silence, on tourne: Le journal d'Anne Franck, par A. Johnson - La Loi, reportage d'Yves Boissey [FL-17] Bon etat
ill., br. Lucca, 1960. Il grande jazzista Chet Baker viene arrestato per possesso di droga. Subisce un processo e viene condannato a 16 mesi da scontarsi nel carcere di Lucca. Qui, a seguito delle sue ripetute richieste, un giudice gli consente di suonare la tromba in cella, ma solo per cinque minuti due volte al giorno. La storia ripercorre quei mesi in cui Chet Baker viveva e suonava fra Lucca e la Versilia, con pagine che scorrono fra droghe, vita notturna, corse in auto, donne misteriose e la musica, le note, il jazz.
Melody, lyrics, and chords of 250 rock songs. Plastic comb binding. 304 pages.
ill., br. Terza uscita per Collezione Crumb, la collana che propone in Italia l'opera di Robert Crumb, il più famoso autore underground di tutti i tempi. Dopo gli adattamenti dalla letteratura del primo volume e le storie del mitico Fritz il gatto nel secondo, ora tocca alla più grande passione di questo viscerale autore, ovvero tutte le storie, le illustrazioni e le copertine di dischi legate alla musica jazz e blues. Nel corso della sua lunga carriera Robert Crumb è stato definito in vari modi, genio, visionario, artista, ma anche pervertito, pazzo e razzista. Possiamo tranquillamente dire che non se ne è mai curato più di tanto. Ma se c'è un titolo che lo lusinga davvero quello è "storico della musica". Infatti nella sua incessante ricerca di dischi a 78 giri degli anni Venti e Trenta, Crumb ha praticamente maturato sul campo una preparazione sull'argomento che lo fa ormai rivaleggiare con accademici riconosciuti. Una passione coltivata da Crumb, a sua volta un suonatore di banjo dilettante, fin dall'adolescenza e che lo porterà ad essere un compulsivo collezionista di dischi e a unirsi con alcuni amici per fondare il quartetto R. Crumb and his Cheap Suit Serenaders coi quali registrerà tre album.
82 pages. Features: Nice RKO photo ad advertises 'I Remember Mama', 'Tycoon', 'If You Knew Susie' and 'Magic Town'; 1-page ad for Philco entertainment products; Brother Jazz - The Story of Eddie Condon - with color photos; Affair's End (fiction); How to Have Ancestors; They're Still Expendable - article and photos explain how unemployment, small-business failures and layoffs are hitting veterans harder than the rest of the nation; Fever (fiction); He Clicked for 30 Years - Highlights of the career of photographer George William Harris - article with photos; The Five Dresden Angels (fiction); Man Running (fiction); Demon from the Doldrums - Nature's most destructive force is the West Indian hurricane; Nice 1-page color-photo ad for International Harvester Industrial Power features photo of a large diesel crawler in a Florida limestone quarry; Nice 1-page color ad for Ford cars; Nice vintage 1-page color ad for Kraft Cheeses; Western Electric 1-page color ad shows telephone repairman talking housewife and children at front door; Ballantine Ale 1-page color ad; Half-page 2-color ad for Fruehauf Trailers; Pennsylvania Railroad nice 1-page color ad shows comforable scene on-board; Fall Guise - article with six color photos of men's fall college fashions; Nice 1-page DeSoto car ad; A Good Whipping (fiction); Fantastic 1-page 2-color ad for the movie 'Body and Soul' starring John Garfield, Lilli Palmer and Hazel Brooks; Nice 1-page color Budweiser ad displays several illustrated plates; Goldwyn ad features colour photo of Danny Kaye; Rislone and Karbout ad features cute color photo of cigarette girl; 1-page ad for Gillette one-piece razors; Smiling Girl (fiction); Nice color 1-page ad for Hamm's Beer; One-page ad for American Overseas Airlines; Luckky Strike ad on back cover includes nice color illustration entitled 'Bright Tobacco' by Fletcher Martin. Couple of chips from top of front cover. Average wear. A worthy vintage copy. Book
ill., br. "In principio era il suono. Il suono nasce, cresce, si propaga nella natura del mondo, nella natura delle cose...". Il genio puro di John Coltrane, uno dei jazzisti che hanno lasciato un'impronta più profonda nella musica contemporanea, narrato e rivissuto in un'emozionante biografia a fumetti. Dalla dura infanzia nel North Carolina ai primi ingaggi come session man a Philadelphia, fino all'incontro con Miles Davis, alle mitiche registrazioni per l'etichetta Impulse! e all'esperienza mistico-spirituale di "Ascension". In quattro capitoli, seguendo le tracce e la struttura del suo disco-capolavoro "A Love Supreme", questo libro ci restituisce l'avventura interiore di un musicista straordinario, la sua ricerca, i suoi rapporti con compagni di strada come Dizzy GiIlespie, Thelonious Monk, Duke Ellington, Eric Dolphy, Elvin Jones, McCoy Tyner, Archie Shepp. E insieme a tutto questo, affiora il racconto del mondo che la musica di Coltrane attraversò: l'America degli anni '50 e '60, del Ku Klux Klan e di Malcolm X, delle lotte dei neri per i diritti civili. Una serie di eventi che è impossibile slegare dalla nascita e dall'affermazione del jazz, e che anzi si intrecciano con la sua evoluzione, delineando anche un preciso arco nella storia degli Stati Uniti d'America. Con un montaggio ritmato di parole e immagini Paolo Parisi compone con Coltrane il suo atto d'amore per questo genere musicale, tra i più importanti contributi che la cultura afroamericana ci abbia lasciato. Una storia attraversata da un sound. Un sound libero.
br. Non è solo musica, il jazz. È anche un modo di stare nel mondo, e un modo di stare con gli altri. Al cuore della sua "filosofia" ci sono l'unicità e il potenziale di ciascun individuo, uniti però alla sua capacità di ascoltare gli altri e improvvisare insieme a loro. È stato creato dai discendenti degli schiavi, ma sa parlare di libertà. È figlio della malinconia del blues, ma sa lasciarsi andare alla felicità più pura. Le sue radici sono nella tradizione, ma la sua sfida è la continua innovazione. E anche se vive di tensioni armoniche e ritmiche, ha saputo e sa essere ancora messaggero di pace. Wynton Marsalis fa leva sulla sua eccezionale storia artistica e sull'eredità dei grandi maestri per introdurci in questo universo fatto di opposti che si riconciliano. Con la passione del protagonista racconta storie del presente e del passato. Con la competenza dello studioso spiega cosa e come ascoltare. E soprattutto mostra come le idee centrali del jazz possano aiutare le persone e le comunità a cambiare il loro modo di pensare e di agire, con se stesse e le une con le altre.
br. Attraverso incontri e interviste con maestri della vocalità jazz, blues e soul - da Johnny Adams a Mark Murphy, da Johnny Otis a Carmen McRae, da Bill Henderson a Tony Bennett, da Jimmy Scott a Etta Jones, da Betty Carter a Bobby McFerrin - e con loro illustri accompagnatori, Confessin' the Blues dipinge il ritratto di un'epoca ancora fertile per la musica afroamericana, quella dell'ultimo Novecento, in equilibrio tra tradizione, innovazione ed eclettismo: un'epoca in cui il blues appare vitale come forma lirico-musicale (schiettamente popolare o raffinata, jazzistica), come richiamo sempre fondamentale nel grande songbook di Broadway, Hollywood e Tin Pan Alley, o come umore presente nell'intero spettro culturale nordamericano e nel linguaggio quotidiano dell'America urbana, suburbana o rurale. E anche come filtro (la sua fluida celebrazione degli alti e bassi della vita) attraverso il quale un cantante toccato dalla potente emotività del blues guarda alla propria arte e alla propria carriera.
br. Attraverso incontri e interviste con maestri della vocalità jazz, blues e soul - da Johnny Adams a Mark Murphy, da Johnny Otis a Carmen McRae, da Bill Henderson a Tony Bennett, da Jimmy Scott a Etta Jones, da Betty Carter a Bobby McFerrin - e con loro illustri accompagnatori, Confessin' the Blues dipinge il ritratto di un'epoca ancora fertile per la musica afroamericana, quella dell'ultimo Novecento, in equilibrio tra tradizione, innovazione ed eclettismo: un'epoca in cui il blues appare vitale come forma lirico-musicale (schiettamente popolare o raffinata, jazzistica), come richiamo sempre fondamentale nel grande songbook di Broadway, Hollywood e Tin Pan Alley, o come umore presente nell'intero spettro culturale nordamericano e nel linguaggio quotidiano dell'America urbana, suburbana o rurale. E anche come filtro (la sua fluida celebrazione degli alti e bassi della vita) attraverso il quale un cantante toccato dalla potente emotività del blues guarda alla propria arte e alla propria carriera.
In 16° leg. edit. fig. col. pp. 158, pieno di foto b/n , ben tenuto
ill., br. Trentaquattro interviste che coprono l'intero arco della carriera di Steve Lacy, dal 1959 al 2004, apparse in riviste di jazz americane ed europee ma anche inedite, per illustrare la straordinaria evoluzione della carriera e del suo pensiero musicale. Completano il volume una sezione di scritti autobiografici e artistici con vari inediti - riprodotti nella nitida calligrafia dello stesso sassofonista - le partiture autografe di tre canzoni su testi poetici, una discografia consigliata e molte foto storiche. Se oggi il sax soprano è onnipresente sui palchi del jazz lo si deve alla curiosità musicale di Steve Lacy, il cui esempio spinse Coltrane a imbracciare il sax dritto. Ispirato da Sidney Bechet, Lacy ha suonato giovanissimo a New York con i grandi del jazz tradizionale come Rex Stewart e Henry "Red" Allen. Dopo l'incontro con Cecil Taylor e Thelonious Monk, si dedica a sviluppare la propria musica continuando a collaborare con una vasta gamma di musicisti, dal trombonista Roswell Rudd all'arrangiatore Gil Evans da Mal Waldron e George Lewis a Misha Mengelberg, Evan Parker, Joelle Léandre e Alexander von Schlippenbach.
br. Alcuni aspetti dell'identità statunitense e la forza del suo soft power hanno concorso a rendere celebre, verso la metà del Novecento, uno stile creativo (tra musica, spettacolo e letteratura) e un atteggiamento sociale e comportamentale espressi da termini sintetici e fortunati come hip e cool. È stato soprattutto il jazz moderno, con personaggi di primo piano quali Duke Ellington, Lester Young, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Dave Brubeck, Chet Baker, John Lewis e il suo Modern Jazz Quartet, a sviluppare musicalmente il concetto di cool, al quale hanno contribuito anche raffinati interpreti vocali quali Billie Holiday e Frank Sinatra, con una sensibilità venata di sottile understatement. Ma il jazz moderno ha a sua volta influenzato la letteratura della beat generation, in particolare l'opera di Jack Kerouac (ispirata da Charlie Parker), il cui ampio lascito risulta ancor oggi imprescindibile.
br. Alcuni aspetti dell'identità statunitense e la forza del suo soft power hanno concorso a rendere celebre, verso la metà del Novecento, uno stile creativo (tra musica, spettacolo e letteratura) e un atteggiamento sociale e comportamentale espressi da termini sintetici e fortunati come hip e cool. È stato soprattutto il jazz moderno, con personaggi di primo piano quali Duke Ellington, Lester Young, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Dave Brubeck, Chet Baker, John Lewis e il suo Modern Jazz Quartet, a sviluppare musicalmente il concetto di cool, al quale hanno contribuito anche raffinati interpreti vocali quali Billie Holiday e Frank Sinatra, con una sensibilità venata di sottile understatement. Ma il jazz moderno ha a sua volta influenzato la letteratura della beat generation, in particolare l'opera di Jack Kerouac (ispirata da Charlie Parker), il cui ampio lascito risulta ancor oggi imprescindibile.
56 S. OU. Kl. Tintenvermerken.
3 p. 4°
6 S. Mit hübscher Titelabb. in Farbenlithographie.
br. La storia del jazz in Russia si confonde con la storia politica del Paese, creando un intricato percorso che porta talvolta alla commedia, talvolta alla tragedia. Krzysztof Wiernicki illustra la storia del jazz in Russia dalla sua affermazione negli anni '20 - durante la Rivoluzione d'ottobre, quando il jazz era considerato un'offesa all'autentico spirito musicale proletario e disprezzato dal popolo sovietico in quanto musica borghese - all'"epidemia di jazz" degli anni '30. "Dal divertimento dei nobili alla propaganda" esalta il potere della musica e le diverse facce che essa assume a livello politico e sociale, ripercorrendo la storia russa dall'epoca prerivoluzionaria agli anni della NEP, fino alla fine degli anni '50: una storia del jazz strettamente connessa a quella degli eventi politici e di costume.