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ill., br. Un'appassionata e densa ricostruzione storica del fervore espressivo che portò alla nascita delle prime big band. Fatti, sogni, tensioni creative e morali, che dalle calde feste notturne di New Orleans portarono il jazz a diventare un linguaggio universale, si alternano alle vicende stilistiche di musicisti e compositori, come Duke Ellington, Gil Evans, Bob Brookmeyer, Gerry Mulligan, Charles Mingus, Carla Bley, Maria Schneider, capaci di elevare una semplice improvvisazione in qualcosa di sorprendente e speciale. Il viaggio proposto al lettore offre anche l'analisi formale delle registrazioni audio dei loro migliori brani orchestrali, da accostare idealmente alla lettura del testo. Il libro è accompagnato dal cd "Cypriana", progetto del musicista Nicola Pisani, che vede anche la collaborazione dell'autore, dedicato ai lineamenti emotivi e geografici della liberazione di Cipro. L'ascolto del cd punta in direzione del melting pot, concetto cardine del jazz che Francesco Caligiuri porta avanti, nella convinzione che la musica va oltre i generi e i confini, guardando il mondo attraverso le note.
In-8° pp. 318 con molte foto su 32 tav. f.t. Leg. edit. con sovrca. ill. Dedica autogrfa e disegno dell'autore sul foglio di guardia. Come nuovo.
ill., br. New York, una sera di fine anni Ottanta. Proprio mentre sta per lasciare la redazione e tornare a casa da una donna che lo aspetta, un giornalista viene incastrato dal suo capo, che gli commissiona un profilo di «Lady Day», ormai un'artista affermata e conosciuta in tutto il mondo, da consegnare entro poche ore. Per scriverlo prende a documentarsi, con iniziale riluttanza verso un personaggio di cui conosce poco o niente e che per lui è solo un ostacolo che lo intralcia nel suo obiettivo di una notte di passione. Subito però viene rapito dalla storia di Billie, che diventerà la sua sola compagnia per tutte le ore che lo separano dall'alba. È con il suo stesso stupore che il lettore si affaccia sulla vita tormentata della Holiday e di quella sua voce immortale in cui si sono rispecchiate intere generazioni. La discriminazione razziale, la carriera minata dai problemi con droghe e alcol, la fraterna amicizia con Lester Young: in poche pagine si snodano tutti gli elementi che hanno fatto dell'autrice di «Strange Fruit» una leggenda, tragica e indimenticabile, del jazz. Prefazione di Nicola Lagioia.
in-8, 380 pp., illustrations, broché, couverture illustrée. Bel exemplaire. [109B-6]
br. Bitches Brew, album doppio di Miles Davis, registrato nell'agosto del 1969 e pubblicato nel marzo del 1970, è un disco leggendario che da cinquant'anni disorienta e incanta gli appassionati di jazz e rock. George Grella, l'autore di questo libro-guida, lo ascoltò per la prima volta con un amico quando aveva quindici anni senza riuscire a capire cosa stesse succedendo. Grella e il suo compagno erano giovani ma non sprovveduti, suonavano già discretamente, conoscevano i meccanismi della musica jazz: «Sapevamo barcamenarci fra melodie e successioni di accordi e piazzare un assolo dove richiesto. Insomma, sapevamo strutturare la nostra musica. Ma la struttura di Bitches Brew ci sfuggiva completamente: non capivamo come ciascuna nota determinasse la successiva». L'album è un misterioso monolito sonico e conquista Grella con l'oscura bellezza e le infinite possibilità promesse dalla sua musica inaudita - letteralmente: mai ascoltata prima. In questo libro Grella sa trasmetterci tutto il suo entusiasmo giovanile, l'ebbrezza che si prova davanti a una rivoluzione musicale, ma soprattutto ci racconta la storia e svela i segreti di quell'oggetto magico che è Bitches Brew. Il disco è infatti il frutto della collaborazione tra due geniali sperimentatori, Miles e il produttore-compositore Teo Macero, e la loro visione viene sostanziata da un gruppo di musicisti fenomenali come Wayne Shorter, John McLaughlin, Joe Zawinul e Chick Corea che negli anni Settanta hanno poi tracciato nuovi percorsi del jazz.
ill., br. Agosto 1969. Nei giorni in cui i prati di Woodstock vengono ripuliti dai rifiuti lasciati da mezzo milione di giovani accorsi a seguire un festival già leggendario, Miles Davis porta in studio un'orchestra come non si era mai sentita: tre fiati, chitarra, due bassi, tre tastiere elettriche, quattro set di percussioni. Con qualche appunto schizzato su carta e dopo una sola serata di prove, in tre mattine si registra il materiale di "Bitches Brew": un disco che cambierà la storia della musica, influenzando intere generazioni di musicisti e di ascoltatori. «È ancora jazz?» Quando esce il disco, nella primavera del 1970, si parla della nascita di un nuovo genere musicale, che fonde le sottigliezze improvvisative del jazz con l'energia del rock. Ma la vera novità sta nelle proporzioni, nel respiro sinfonico di brani estesi per venti e più minuti, frutto di un sapiente lavoro di postproduzione che sconfina nella vera e propria composizione. Profetico, psichedelico, progettato come un'opera d'avanguardia e allo stesso tempo pianificato come un grande successo commerciale, "Bitches Brew" è il risultato di una serie di esperimenti durati alcuni anni, durante i quali la visione artistica di Miles entra in una fruttuosa tensione con gli interessi della sua casa discografica, grazie alla sottile mediazione di un geniale produttore, Teo Macero. Enrico Merlin e Veniero Rizzardi, consultando per la prima volta un corposo materiale d'archivio, compresi i nastri originali delle sedute, ricostruiscono la genesi dell'album in un racconto che abbraccia i tre anni in cui Miles conobbe forse l'evoluzione più interessante della sua intera carriera, e ci restituiscono una cronaca accurata delle fasi di preparazione, registrazione e postproduzione, arricchita di foto e documenti, cronologie e discografie. A mezzo secolo dall'uscita di "Bitches Brew" il Saggiatore porta in libreria la nuova edizione, completamente riveduta e aggiornata, di un libro candidato a classico della storiografia jazz.
Milano, Ricordi, 1961, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 93 con tavole fotografiche in nero fuori testo (”Kings of Jazz”). Tracce di ingiallimento alle tavole.
ill., br. Dai, grazie alle lezioni del maestro Yui, ha acquisito maggiore sicurezza e decide di esibirsi durante l'ultimo festival culturale della sua vita da liceale. Riuscirà il suo jazz a raggiungere il cuore di tutti?
in-12 carre, 188 pp., illustrations en noir, broche, couverture illustree Bel exemplaire. [FL-10]
In-8, brossura, pp. 276. In ottimo stato (nice copy).
In 8°, br. edit. ill. con ali, pp. 287,(1), con alcune fot. b.n. in tavv. f.t.; coll. "Nuovi Saggi Storia"; prima ed., dedica a penna alla pag. 2 (bianca), per il resto ottimo es.. (z009) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. Come fa un ragazzino nero cresciuto a piedi scalzi in un paesello della Florida negli anni Trenta a trasformarsi in un fenomeno musicale planetario? Come fa un cieco a farsi strada fino all'Olimpo delle star lasciandosi guidare, invece che da un cane e da un bastone, solo dal suo amore per la musica? Questa è la storia audace, appassionante e quasi miracolosa di Ray Charles, raccontata dal suo stesso protagonista con un candore e un entusiasmo rari. Dalle prime lezioni di piano nel retrobottega di un emporio ai tour nelle selvagge dance hall di provincia, fino agli studi delle grandi case discografiche e alle arene di mezzo mondo, Ray ripercorre le tappe di una vita avventurosa e determinata e di una carriera lunghissima, e insieme la storia della musica e della società americane (senza tacere nulla delle sue esperienze con il sesso e la droga, delle sue convinzioni politiche e dei suoi dilemmi religiosi). A chiudere questa autobiografia, aggiornata fino agli ultimi giorni di vita dell'autore, c'è un'utile discografia completa e commentata.
Brunswick. 1934. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos frotté. Intérieur acceptable. Plaquette de 26 pages. Contenant tous les disques Brunswick parus au 1er janvier 1934.
128 p., ilus. Paperback Good condition
New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In English and Turkish. 84 p., color and b/w photos. Burcu Orhon. Pulse of Jazz.= Cazin nabzi. [Exhibition catalogue]. 6-29 Mayis, 2011.
3 p. 4°
Il volume tratta di canto jazz, improvvisazione, tecniche e meccanismi di produzione vocale fornendo un importante approfondimento della vocalità jazz. Indagando a fondo sei voci maschili (Chet Baker, Mark Murphy, Al Jarreau, George Benson, Bobby McFerrin, Kurt Elling) l’autore analizza per ognuna di esse il linguaggio improvvisativo e creativo (modalità di emissione e tecnica vocale, sillabe, analisi ritmica, analisi melodica, analisi melodico-armonica). Il libro contiene 14 trascrizioni e analisi di soli vocali oltre a un ricco e dettagliato prontuario sillabico per lo scat e un glossario terminologico, nel tentativo di tracciare un quadro tecnico, descrittivo e terminologicamente specifico, in modo coerente e il più possibile completo. Autori: Giorgio Rossini.
In-8, brossura editoriale, pp. 246 non numerate; numerosissime fotografie in bianco e nero fuori testo. Lievi tracce d’uso in copertina. Bella dedica di uno degli autori (firma incomprensibile) a pag. 29.
New Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 132, [4] p., b/w ills. Caz sanati.
ill., br. Di formazione classica e di ascendenza mista (aveva nonni cinesi, svedesi e africano-americani), Charles Mingus è stato uno dei più importanti innovatori musicali del Ventesimo secolo. Compositore, interprete e produttore discografico, la sua celebre e romanzata autobiografia, "Peggio di un bastardo", ha contribuito molto a creare l'immagine di un uomo tormentato e selvaggio: un genio musicale eccentrico e idiosincratico, con un debole per le donne e soggetto a violente esplosioni di rabbia; ma anche un inguaribile romantico. Facendo ampio riferimento a fonti e documenti inediti o sconosciuti ai precedenti studiosi, Krin Gabbard sottopone il mito autobiografico a un attento lavoro di verifica. Dopo aver illustrato gli eventi artistici e biografici più importanti, Gabbard dedica infatti un approfondito esame a Mingus come scrittore e come compositore-musicista. Si domanda perché abbia dedicato così tanto spazio nella sua vita all'auto-analisi e ne racconta la lotta per sentire riconosciuta la propria complessa identità razziale in una società da cui era identificato semplicemente come "nero"; illustra inoltre quanto i problemi di salute fisica e mentale abbiano influito sugli alti e bassi della sua carriera musicale. Mettendo in discussione a leggenda, Gabbard racconta tuttavia come Mingus abbia saputo creare un complesso e inimitabile linguaggio costituito da emozioni che non si limitano al solo mondo musicale. Ne ricorda il rapporto con le arti plastiche, con le avanguardie e la presenza nel repertorio cinematografico. Il risultato è quello di un'articolata visione dell'opera di Mingus situata in un panorama che va ben oltre la musica, per abbracciare il contesto sociale, politico e culturale americano, anche attraverso gli incontri con altri artisti e musicisti di primo piano.
in 16°, cofanetto in bross. edit. ill. contenente libro in bross. edit. ill. e 12 cartoline in b.n.