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br. Il libro sui videoclip che spiega la comunicazione audiovisiva. Una nuova prospettiva analitica sui video dei più importanti big della musica nell'era di MTV.
La parola biblica deborda nei versi di Bob Dylan, costeggia l’opera di Woody Guthrie, preme nella “teologia del Padre” di Bruce Springsteen, sostiene la poetica di Johnny Cash, urla nella furia di Patti Smith. Che si manifesti nella lotta o nell’abbraccio, nella fede o nella sua negazione, il rapporto con la Scrittura feconda il canzoniere di alcune delle voci più significative del rock. Ed è proprio la distanza, la ferita che si apre tra la parola biblica e il suo riecheggiare nella musica pop a renderne fertile e vertiginoso il risuonare. Massimo Granieri e Luca Miele provano a catturare quegli echi inseguendo suggestioni e voci, incrociando percorsi, affastellando canzoni in modo dichiaratamente non sistematico, aperto e fluido. Prefazione di Antonio Spadaro. Autori: Luca Miele, Massimo Granieri. Prefazione: Antonio Spadaro.
br. Si è sempre fieramente dichiarato ateo, ma nessun altro autore di canzoni, nel '900 italiano, ha toccato così profondamente il problema di Dio e la coscienza dei credenti. Anarchico e feroce critico della chiesa-istituzione, ha scritto alcune delle pagine più poetiche ed indimenticabili su Gesù di Nazaret e sua madre; ha raccontato i suoi "santi", senza aureola e senza benedizione: prostitute, assassini, pescatori e musicisti, bevitori e bombaroli. Una galleria straordinaria e memorabile di vite umanissime, raccontate senza veli o ipocrisie ma sempre con la tenerezza di una umana compagnia.
brossura L'intera produzione di Bruce Springsteen è punteggiata, attraversata, nutrita da simboli e figure religiose. Un rapporto, quello tra il cantante di "Born in the U.S.A." e la fede, mai pacificato, sempre conflittuale, controverso, spigoloso, aperto. Mediata dal patrimonio degli spirituals - che Springsteen riattualizza nell'esperienza di "The Seeger Sessions" -, la Bibbia costituisce una sorta di pre-testo a cui il cantante si appoggia per costruire la sua (formidabile) narrazione americana. Fede, speranza, risurrezione sono le parole chiavi del "vocabolario" del rocker americano. Un vocabolario che non disconosce la tragedia, la violenza, il male, ma li trasfigura nell'impegno, nell'attesa, nella tensione escatologica. Nella certezza che «un nuovo giorno sta nascendo» ("Rocky Ground").
bross. edit. ill. con bandelle
ill., br. Un biglietto d'entrata nella memoria costa solo 13 dollari. Basta trovarsi nei pressi della cittadina di Bethel, un'ora di macchina a nord di New York, e sarete attirati da cartelli che indicano una direzione e un nome che dopo quarant'anni manda ancora inaspettate scariche elettriche: Woodstock. Anzi per l'esattezza: Woodstock Museum. Una cosa del genere poteva accadere solo in America. A chi altri poteva venire in mente di costruire un museo dedicato a un concerto? Un concerto ... Un oggetto immateriale, intangibile, esistito solo nel flusso spazio-temporale di tre giorni. Come è possibile? E, soprattutto, cosa è stato davvero Woodstock? Di sicuro molto di più che un semplice festival di musica. Diciamo una singolarità della storia, un monumento costruito in tempo reale a una rivoluzione che si stava sbriciolando nello spazio di un sogno, e quindi necessariamente un'opera immateriale, di cui non sarebbe rimasta nessuna traccia fisica, un'idea, un concetto. È stata una singolarità? Ovvero un evento estremo, nel quale le normali leggi dello spazio-tempo subiscono alterazioni uniche? O più semplicemente il climax, l'inevitabile orgasmo di un'eccitazione generazionale durata qualche anno?
ill., br. Il rock è storia. Di più: il rock ha cambiato la storia del mondo. E continua a farlo, come raccontano queste pagine dove, con il rigore dell'inchiesta giornalistica, s'intrecciano la conquista della Luna e Woodstock, il Vietnam e John Lennon, il killer di JFK e Bob Dylan, il Sessantotto e i Rolling Stones, le nuove rivelazioni sulla misteriosa morte di Jim Morrison, la pacificazione della Giamaica e Bob Marley, la Generazione X e Kurt Cobain, il Bataclan e gli U2, Bruce Springsteen e Trump. Ricco di aneddoti, di star, di personaggi rimasti finora nell'ombra, di verità ufficiali smontate dai retroscena, questo è un libro in cui ciascuno può ritrovarsi, perché il rock è anche la colonna sonora della nostra memoria.
ill., br. Quarant'anni di musica. Trentasei album di rock and roll, folk e country, con sfumature di blues, techno e altri stili. Una vita a scrivere canzoni e a fare musica, canzoni che sono tuttora popolari e destinate a durare nel tempo. Neil Young è tutto questo. Qui si racconta, con semplicità e passione, rifacendo la strada percorsa, dai Buffalo Springfield alle collaborazioni con Crosby, Still & Nash, i Crazy Horse e altri gruppi e artisti di eccellenza. È, quella di Young, una scrittura che ci restituisce, intatte, le ragioni che hanno nutrito, contemporaneamente, l'ispirazione del songwriter e l'uomo che ha continuato a battersi nelle battaglie civili, per la pace, per l'ambiente, per i ragazzi disabili, per quel "sogno" che non ha mai smesso di sognare.
Un esplicito riferimento a David Bowie nel titolo del nuovo libro che Massimo Granieri – il «prete deejay radiofonico», come lo chiama Andrea Monda, direttore dell’“Osservatore Romano” – dedica alla rispettosa ricerca del divino nella musica contemporanea analizzando i testi di artisti «dubbiosi e con poche speranze per l’aldilà» come Ry Cooder, David Sylvian, Lucio Battisti, Giovanni Lindo Ferretti, i Depeche Mode… Integrano il volume le interviste a Patti Smith, Luca Madonia e Bugo. Avete presente un rabdomante? È questa la prima immagine che mi viene in mente se penso a Massimo Granieri, il prete deejay radiofonico. Ma cosa cerca in quel campo sconfinato che è la musica il rabdomante Max Granieri? Forse padre Max cerca non qualcosa ma Qualcuno. Lo fa con discrezione, acutezza, profondo senso del rispetto per le opere che studia, ma questo fa: cerca Dio. E lo trova. Si muove in aree apparentemente deserte ma incede sicuro perché conosce la “segnaletica” che il Dio cristiano, il Dio incarnato, ha sparso nel variega-to mondo dell’arte umana. Nei suoi attraversa-menti coraggiosi, Granieri mostra un passo calmo ed elegante, come fosse animato da una profonda gioia, che trasmette grazie a uno stile pacato e aperto al confronto verso l’altro, curioso e desideroso di conoscere qualcosa di diverso e magari distante da lui. (Andrea Monda) Prefazione di Andrea Monda. Postfazione di don Antonio Gatto. Autori: Massimo Granieri. Prefazione: Andrea Monda, Antonio Gatto.
brossura "I libri di formazione manageriale esprimono sempre gli stessi concetti, quindi rischi di perdere tempo e soldi senza imparare nulla. Per le sfide manageriali, invece, sono fondamentali nuovi punti di vista, nuovi approcci per migliorare la performance personale ed aziendale, divertendosi. Il libro "Il rock in azienda" spiega come affrontare e superare le sfide manageriali, per vincere come manager e come azienda, lavorare meglio ed essere più felici. Aiuta il manager ad ancorare i concetti formativi grazie ad uno strumento molto utile per il cervello: l'analogia. I 34 casi di studio sono presentati per la prima volta con analogie tra rock e management. Ogni traccia parte da un aneddoto musicale di rockband famose e poi riporta l'analogia in ambito manageriale. Nirvana, David Bowie, U2, Foo Fighters, Beatles, Elvis Presley, Muse, Oasis, e tanti altri, per parlare di cambiamenti abilitanti, culo, licenziamenti, coach, concorrenza... Chi ha già letto Il rock in azienda l'ha trovato utile, concreto e divertente. Ora tocca a te adattare e applicare i principi del rock al tuo lavoro. Tira fuori la rockstar che c'è in te. Be a rockstar!"
ill., br. Quali sono i punti di contatto tra Luciano Ligabue e Giovanni Lindo Ferretti? Quali le affinità tra i Genesis e i CCCP fedeli alla linea? Che relazione esiste tra il punk e il progressive rock? Ce lo racconta Gigi Cavalli Cocchi con uno stile unico in cui mette insieme i suoi due grandi talenti: quello per l'illustrazione e la grafica e quello per la musica che gli ha permesso, con il respiro della sua batteria, di attraversare oltre 40 anni di storia del rock in Italia. Gli episodi e le emozioni, i tanti momenti meno noti o particolarmente intimi, sono raccolti come i tasselli di un mosaico. La narrazione si spinge a mostrare quello che accade dove l'occhio dello spettatore non arriva. Ci sono ricordi, memorabilia, fotografie e disegni, spesso nati in tour o in studio di registrazione, che hanno costellato tutti questi anni. È la cronaca di un amore, quello per la musica, che vuole essere anche la testimonianza di come credere fortemente in qualcosa ti possa cambiare la vita.
br. Cantautore, attore, cardiologo e pioniere del rock'n'roll italiano insieme a Celentano e Gaber, Enzo Jannacci è uno dei grandi protagonisti della scena musicale dal dopoguerra al nuovo millennio. Caposcuola del cabaret italiano, nel corso della sua carriera collabora con stelle del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della televisione diventando una icona per le successive generazioni di comici e di cantautori. Autore di magistrali duetti, colonne sonore e decine di album che rappresentano importanti capitoli della discografia italiana, nel suo percorso ottiene molti premi e riconoscimenti.
br. L'energia dell'ottimismo: questa la chiave di lettura della carriera musicale di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Testa, corpo, cuore. Sogno, vitalità, dinamismo. Natura, fratellanza, amore. Il basso che pompa, ma anche suoni ricercati, la danza. Il rap che diventa pop raffinato, l'istintività che è sempre stato il tratto caratteristico per un personaggio che ha esordito come disc-jockey, intrattenitore, affabulatore. Con la capacità di coinvolgere. Il libro approfondisce e racconta il cantante attraverso i suoi dischi in studio, i lavori discografici, i tour, le collaborazioni, i testi. Ogni album di Lorenzo ha una storia a sé; se li metti tutti in fila, se inserisci nel pc la chiavetta con il backup di una carriera, ti accorgi che in fondo, è instancabilmente in cammino. Ha venduto più di 7 milioni di dischi. Aveva capito già tutto quando incise quel primo 45 giri nel 1987, Walking. Camminando... e di strada ne ha fatta davvero tanta.
Bross. ed. in-8, copert. a colori, pp. 364-(4). ill.ni in nero n.t. Ottimo.
21 cm, brossura illustrata; pp. 366, alcune foto nel testo
Brossura editoriale in cartoncino semirigido lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli, con numerose fotografie in bianco e nero, nel testo. A cura di Giancarlo Zucchet. Volume n. I della collana. Numero pagine 365. USATO
IN 8°, pp.406. COPERTINA EDITORIALE ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO. A CURA DI GIANCARLO ZUCCHET. AGGIORNAMENTI A CURA DI MAURO EUSEBI. DA PRESLEY AD OGGI, L'AUTOREVOLE GIUDIZIO MUSICALE E LA STORIA DEI PERSONAGGI CHE HANNO FATTO LA MUSICA ROCK. NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA. OTTIMA CONSERVAZIONE.ID 5422
ill., br. Lucio Battisti è un pezzo di storia italiana. Un pezzo importante, benché si tratti di cultura popolare. Musica leggera, insomma, canzonette, che però con lui si sono elevate al rango di arte nobile che ha emozionato e commosso intere generazioni. Lucio Battisti ha attraversato i generi, interpretato i suoi tempi, anticipato tendenze e movimenti, dialogato in silenzio con il suo pubblico, preservando sempre la sua integrità artistica. Rilasciando solo poche interviste e regalando una manciata di concerti, Battisti ha progressivamente separato la sua persona dalle sue opere, mettendo al centro esclusivamente i dischi. Nella lunga esperienza con Mogol, nella breve e incompresa fase con Pasquale Panella, Lucio ha esplorato tutte le possibilità della forma-canzone, da "Acqua azzurra acqua chiara" a "Una donna per amico", da "La canzone del sole" a "Don Giovanni". Ha innestato melodie italiane sulla black music americana, ha varcato i grandi spazi rock, blues, folk, prog e disco-music dei 33 giri, è arrivato in solitudine a un pop elettronico e colto, unico nel suo genere. A vent'anni dalla morte, questo libro racconta la vita, le canzoni, gli LP di Lucio Battisti, con un occhio di riguardo alle motivazioni che lo hanno portato a certe scelte, all'importanza delle sue innovazioni, ai misteri e ai segreti di una personalità complessa e imprevedibile, ancora oggi amatissima.
Copertina morbida pp. 34, illustrazioni e foto in bianco e nero.<BR>In evidenza nella copertina: <BR>Ry Cooder.<BR>Blue oyster cult.<BR>Tom Waits.<BR>Neil Young.<BR>John Fahey.<BR>Sanny Walker.<BR>Yardbirds (discografia).<BR><BR><BR>Il Mucchio Selvaggio, storico magazine musicale italiano, ha annunciato la chiusura. Con il numero 767 di giugno 2018, la rivista fondata nella Roma del ?7 da Max Stèfani, Paolo Car?e Aldo Pedron cessa di esistere, almeno nella sua forma cartacea.
Copertina morbida pp. 34, illustrazioni e foto in bianco e nero.<BR>In evidenza nella copertina: <BR>Ry Cooder.<BR>Grateful dead.<BR>Lynyrd skynyrd.<BR>Beserkley label.<BR>Fleetwood mac (discografia).<BR>Quicksilver m.s.<BR>Le signore del rock!!<BR><BR>Il Mucchio Selvaggio, storico magazine musicale italiano, ha annunciato la chiusura. Con il numero 767 di giugno 2018, la rivista fondata nella Roma del ?7 da Max Stèfani, Paolo Car?e Aldo Pedron cessa di esistere, almeno nella sua forma cartacea.
Copertina morbida pp. 34, illustrazioni e foto in bianco e nero.<BR>In evidenza nella copertina: <BR>The story of Willie Nelson.<BR><BR>Il Mucchio Selvaggio, storico magazine musicale italiano, ha annunciato la chiusura. Con il numero 767 di giugno 2018, la rivista fondata nella Roma del ?7 da Max Stèfani, Paolo Car?e Aldo Pedron cessa di esistere, almeno nella sua forma cartacea.
Copertina morbida pp. 42, illustrazioni e foto in bianco e nero.<BR>In evidenza nella copertina: <BR>Peter Green : In the skyes, nuovo album di Peter Green a distanza di nove anni da End of yhe game.<BR>Zachary Richard : dal vivo in Svizzera, intervista e traduzione dei suoi migliori testi.<BR>Link Wray : una retrospettiva di questo grande rocker.<BR>Bootlegs : il fenomeno del disco illegale. Una guida qualitativa dei personaggi pi?cari al Mucchio Selvaggio.<BR>Dire Straits.<BR>Lee Clayton.<BR>Bothy Band.<BR>Pop Group.<BR>Gram Parsons.<BR><BR>Il Mucchio Selvaggio, storico magazine musicale italiano, ha annunciato la chiusura. Con il numero 767 di giugno 2018, la rivista fondata nella Roma del ?7 da Max Stèfani, Paolo Car?e Aldo Pedron cessa di esistere, almeno nella sua forma cartacea.