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196110521Les Éditions Ouvrières 1961 574 pages in8. 1961. broché. 574 pages.
81786Paris, Henri Laurens, s.d. (ca 1910). 14 x 20, 127 pp., 12 illustrations en N/B, reliure d'édition pleine toile, très bon état.
1936M97899, Davidsfonds 1936 163pp.+ 12pp. met zw/w ills., in de "Davidsfonds keurreeks" nr.16, originele omslag (licht verkleurd), 20cm., goede staat, [bevat vnl. Vreemde musici verblijven te Antwerpen (pp.7-100), en De Vlaamsche afkomst van Beethoven, een samenvatting (pp.134-160)], M97899
163pp.+ 12pp. met zw/w ills., in de "Davidsfonds keurreeks" nr.16, originele omslag (licht verkleurd), 20cm., goede staat, [bevat vnl. Vreemde musici verblijven te Antwerpen (pp.7-100), en De Vlaamsche afkomst van Beethoven, een samenvatting (pp.134-160)], M97899
cm. 24 x 35,5, vi-18 pp. Quaderni Rossiniani 160 gr. vi-18 p.
97867Genève, Editions Henn, 1950. 15 x 24, 211 pp., reliure pleine rexine rouge, très bon état.
1986M95108Amsterdam, Querido 1986 323pp., geïllustreerd met muziekvoorbeelden in tekst, 24cm., gebroch., stofwikkel (wat verkleurd), goede staat, M95108
323pp., geïllustreerd met muziekvoorbeelden in tekst, 24cm., gebroch., stofwikkel (wat verkleurd), goede staat, M95108
1957M94834Paris, Presses Universitaires de France 1957 131pp., 23cm., brochure originale, dans la série "Bibliothèque Internationale de Musicologie", non coupé, bon état, M94834
131pp., 23cm., brochure originale, dans la série "Bibliothèque Internationale de Musicologie", non coupé, bon état, M94834
1922M97901Brussel, Ons Vaderland 1922 199pp., 20cm., originele omslag, [inhoud: Bach (Mattheuspassion & Magnificat)- Benoit (De Schelde) - Beethoven (Missa solemnis & 9e symphonie) - Wagner (Parsival & Meistersinger te Munchen)], M97901
199pp., 20cm., originele omslag, [inhoud: Bach (Mattheuspassion & Magnificat)- Benoit (De Schelde) - Beethoven (Missa solemnis & 9e symphonie) - Wagner (Parsival & Meistersinger te Munchen)], M97901
97054Paris, Flammarion, 1983. 15 x 24, 622 pp., illustrations et notations musicales, broché, très bon état.
94567Paris, La Revue Musicale, 1984. 19 x 27, 77 pp., broché, très bon état (sauf couverture légèrement insolée).
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto X della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
ill., br. Mozart si ispirò al suono dello Stradivari per il suo quintetto d'archi, e al suono del clarinetto di Stadler, con poche chiavi e con un'intonazione approssimativa, per il suo quintetto K 581 e per il concerto K 622. Com'è possibile che Mozart, ma anche Weber o Spohr abbiano composto per simili strumenti? Probabilmente ad aver ispirato queste opere non è stato lo strumento ma lo strumentista; il modo di suonare di Stadler o di Baermann o di Hermsted ha colpito così profondamente i compositori che, anche senza il supporto di un buon strumento, con la propria bravura hanno trasformato il brano in un capolavoro. Molto probabilmente il compositore è stato colpito dal suono, dal timbro, dalla straordinaria bravura esecutiva del clarinettista. Attraverso la storia del clarinetto, con punti di vista assolutamente personali, come l'attribuzione dell'invenzione al figlio di Denner, o alla discendenza dal recorder, passando da alcune tra le innumerevoli opere più significative composte per lo strumento, dall'analisi del timbro e degli armonici, l'autore entra nel vivo di questo strumento e del suo bellissimo suono.
ill.
br. Nell'accezione comune l'ascolto musicale è riportato a percezione, ricezione, finanche fruizione. Spontanea o ingenua l'una o l'altra dizione? Suppongono diversi modi di accesso alla musica? Per avviarci a chiarimenti s'è preferito adottare l'etimo latino di "auditio" che consente, col bisturi dell'analisi, di osservare l'accesso a brani musicali che talora, per allusive funzioni rappresentative, sono tali da implicare sensi dubbiamente esplicabili. Per sua natura la musica è soggetta a performances (etimologicamente 'dar forma') costitutivamente portate a sinestesia e diacronicità. Il che implica una faglia di varianti interpretative d'un "opus" non proprio in assoluto, essendo l'opera musicale legata a strutture formali e simboli integrativamente portati a farsi oggetto d'un processo ri-creativo di cui l'"auditio" è luogo configurativo d'un immaginario musicale a suo modo eccentrico. Con una postfazione in inglese.
br. L'ascolto del Quarto Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven può essere vissuto come un invito musicale ad assistere all'opera del pensiero, così come viene svolta ad esempio all'interno del sistema filosofico schellinghiano. La profonda affinità tra la musica di Beethoven e la filosofia di Schelling si mostra nella loro incessante aspirazione all'assoluto. Pur con diverse modalità, la loro opera consiste essenzialmente nel cercare di ricostruire la storia trascendentale dell'essere, di raccontare musicalmente e filosoficamente l'avventura del divenire o del farsi dell'universo. In questo caso, poi, la loro reciproca speculazione fa sì che la musica illustri e illumini sonoramente il travagliato percorso della filosofia, e la filosofia chiarisca e spieghi i sublimi sviluppi della musica. La musica beethoveniana infatti "si può definire idealistica e la filosofia schellinghiana un idealismo estetico. Ciò significa, in altre parole, che la musica di Beethoven risulta più comprensibile se si pone in relazione con il modello dialettico della filosofia idealista e [...] la filosofia di Schelling risulta meno oscura e notturna se la si considera in parallelo alla forma sonata o alla forma concerto beethoveniana, in particolare al Quarto Concerto". Ben presto, però, l'accettazione di quell'invito ad assistere a quella duplice opera si rivela un'esortazione a mettersi all'opera, a cimentarsi, a disporsi a pensare, a partecipare assieme ad altri studiosi all'attività dei due autori.
brossura Il volume completa lo studio di Fubini "L'estetica musicale dal Settecento a oggi" e mira a fornire al lettore anche non specialista un quadro sintetico del pensiero musicale in Occidente, dalla Grecia antica fino alle soglie dell'Illuminismo. Nel mondo greco-alessandrino, medievale e rinascimentale la musica è stata oggetto di una ricca riflessione teorica con frequenti agganci ad altre discipline, dalla filosofia alla medicina, dalla matematica alla pedagogia, dall'estetica alla religione alla politica. Conclude il saggio il capitolo su "Parola e musica nella controriforma".
ill., br. L'iconografia musicale, settore di studi attualmente in rapida espansione, si occupa delle rappresentazioni figurative a contenuto musicale. In che modo, nel corso dei secoli, la musica è stata tradotta in immagini? E quali informazioni l'analisi iconografica può fornirci sulle molteplici maniere in cui la musica è stata eseguita, idealizzata, caricata di significati simbolici? Con questi interrogativi si confrontano studiosi provenienti da diversi orizzonti disciplinari, affrontando un vasto arco di tematiche che spaziano dall'antichità ai nostri giorni e proponendo nuove prospettive di ricerca.
br. Fin dall'antichità classica la cultura occidentale ha pensato la voce in maniera profonda e complessa. In essa si è riconosciuto un segno della razionalità e dignità umana. Elemento che riunisce in sé suono e significato, la voce accomuna anche tutte le arti della parola: musica, poesia, retorica, filosofia. La musica, fulcro e ponte di collegamento dell'enciclopedia del sapere grazie al suo rapporto con parola e numero, offre un punto di vista privilegiato per pensare la voce. Gli studi riuniti in questo volume cercano di chiarire alcuni dei momenti più significativi della riflessione intellettuale sulla voce dall'antichità al settecento. Nel momento in cui il suono sembra aver preso sopravvento sul significato e in cui il culto del sensibile sembra spesso soffocare la voce dello spirito, una riflessione su un ideale culturale che, unendo la nobiltà dell'idea alla bellezza della musica, offre un modello unico di espressione umana e creazione artistica, sembrava quanto mai attuale.
br. Quando, durante gli anni dell'università, scoprii l'esistenza della «filosofia della musica» pensai che si trattasse di qualcosa che avevo iniziato a coltivare, inconsapevolmente, già durante l'adolescenza, quando rimanevo incantato dall'emozionante - e per me un po' enigmatica - armonia d'apertura del III movimento della Sesta di Beethoven e seguivo quasi con trepidazione i volteggi della sincopata melodia dell'oboe, cercando di capire che rapporto ci fosse tra il programma «pastorale» di quell'opera e la musica. L'esigenza di trovare parole in grado di comprendere e spiegare l'intrico e la fascinazione che la musica esercita sull'anima mi accompagna fin da allora. Ma ricordo benissimo che il primo vero incontro con la musica avvenne molti anni prima, per caso, alla radio, durante l'infanzia. Seduto sul divano, in un pigro pomeriggio, venni investito dalle vorticose terzine iniziali della "Notte sul Monte Calvo" di Musorgskij con ciò che ne seguiva. Ne rimasi letteralmente terrorizzato. E scoprii una delle prodigiose caratteristiche della musica, il cui linguaggio - perfino nei silenzi espressivi - assomiglia così tanto al nostro ma la cui intenzione profonda eternamente ci sfugge: essa sembra riuscire a comprenderti perfino quando ti lascia ammutolito. (M.M.)
brossura Che cosa significa oggi parlare di musica classica? E che vuol dire musica "leggera"? Che cosa significa dodecafonia e minimalismo? Qual è l'estetica della musica per film? Cosa e come hanno scritto musica del Novecento Schoenberg e Stravinskij, Nono e Berio, Boulez e Cage? Dai più complessi ai più banali, sono tanti i problemi che pone oggi la fruizione e la comprensione della musica, sia essa una canzone o un'opera lirica, in un tempo dominato da espressioni le più diverse. D'altra parte la musica colta, o meglio sarebbe dire la "musica d'arte del nostro tempo", sembra sprofondata in una nicchia solitaria e appartata. Dal bisogno di distinguere, valutare e giudicare i fenomeni e i suoi protagonisti nasce questo libro, costruito per snodi, argomenti e correnti che percorrono l'intero arco del Novecento. Insieme a una finalità strettamente didattica per i conservatori di musica,per licei a in dirizzo musicale o anche per le facoltà umanistiche, questo lessico non esclude una sua utilizzazione da parte di lettori che della musica sono semplici appassionati o che sono animati dal desiderio di conoscerne aspetti poco trattati. Impreziosisce l'opera un essenziale Glossario della musica, che attraverso alcune voci spiega agevolmente i concetti fondamentali e in particolare i termini tecnici della musica del Novecento e di quella di oggi.