3 465 résultats
ill., br. Questo libro è un classico nel suo genere, usato in accademie e conservatori, che esplora per il lettore ciascuno degli anelli dell'arte di suonare il pianoforte: i dettagli della tecnica ignoti al profano, con esempi esperienze e ricordi, notazioni di estetica, e grande attenzione verso gli spettatori. Non è però solo un manuale tecnico che imposta il delicato equilibrio musica-strumento-esecutore; al contrario, è un libro degno di essere letto anche dai non pianisti, anche da chi non vuole altro che amare la musica. Come suggerisce l'autore - Heinrich Neuhaus, musicista, critico, ma soprattutto il memorabile maestro di esecutori che hanno cambiato l'arte pianistica in occidente - avrebbe potuto altrettanto bene avere come titolo: Sulla comprensione della musica e sulla sua esecuzione. Il messaggio fondamentale è di tipo umanistico: il pianista vero deve prima di tutto capire la musica che esegue, il suo significato, «l'essenza»; e dunque occorrono per questo - accanto e prima dell'abile addestramento delle dita - riflessione, cultura, etica e spirito. Come un bravo critico d'arte svela la tecnica del pittore per far entrare chi guarda dentro la piena interpretazione di un dipinto, così Neuhaus utilizza le minuzie della tecnica per far entrare chi ascolta dentro la musica, dentro ciò che il genio creatore dei compositori voleva esprimere (o dentro il vuoto della musica quando non è che ripetitività). Questo è il suo scopo: «una rinascita del suono» dalla scrittura musicale. Egli confessa di credere che ai due poli dell'attività intellettuale degli esseri umani vi siano la matematica e la musica. E dunque la comprensione della musica in queste pagine rappresenta lo sforzo da tentare per corrispondere a un più universale desiderio di senso.
br. Se l'estetica musicale e la storia della musica condividono i medesimi oggetti, siano essi le forme musicali, gli scritti, le elaborazioni filosofiche, la riflessione estetica e la conoscenza storica appaiono dialetticamente e indissolubilmente connesse, anche a livello ermeneutico. È perciò ben difficile comprendere appieno l'esperienza e la riflessione estetica facendo astrazione dai prodotti musicali, considerati nella loro dimensione storica. In questo studio non si intende però parlare in senso stretto di estetica musicale italiana, inseguendo arbitrarie delimitazioni geografiche, temporali, stilistiche, o di altro tipo: si restringerebbe infatti in maniera controproducente il fondamento storico-analitico del piano dell'indagine, che è quanto meno europeo e che peraltro garantisce l'ampiezza teorica del problema affrontato. In maniera il più possibile storico-critica, si vuol piuttosto indicare quelle che potrebbero essere definite le peculiarità principali del pensiero italiano nell'ambito della riflessione estetica musicale tra il Medioevo e gli inizi del Novecento, con costanti rinvii all'orizzonte del pensiero europeo.
brossura Il volume raccoglie una serie di studi incentrati sulle nuove prospettive della filosofia estetica scaturite dalla crisi del pensiero romantico. Il percorso viene suddiviso in una prima parte incentrata sul tema del mito e del pensiero utopico nella cultura occidentale, dalle origini greche sino alle riflessioni sulla musica elaborate nel Novecento. Nella seconda parte, attraverso alcune analisi dei linguaggi artistici propri della rappresentazione scenica, e in particolare nei casi paradigmatici della danza moderna e della figura di don Giovanni nella riflessione di Kierkegaard, si perviene alla proposta di un'estetica di tipo esistenziale, basata non più sulle idee tradizionali del "bello" e del "segno" ma su quelle del "possibile" e del "finito", emblema non più di verità ma di libertà, di apertura e rigenerazione continua.
br. Il filosofo greco Teofrasto riteneva che il senso che apre più violentemente la porta alle passioni sia la percezione acustica: solo la musica è davvero lacerante per l'animo umano. Per Pascal Quignard il terrore e la musica sono inesorabilmente legati, e in un testo composto da dieci dense e poetiche riflessioni si interroga sulle relazioni che intercorrono tra musica e sofferenza sonora. Sentire è essere toccato a distanza: chi ascolta non è un interlocutore, è una preda che si consegna alla trappola. Ulisse legato all'albero della sua nave è "assalito" dalla melodia: la musica è un amo che afferra le anime e le conduce verso l'inconoscibile primigenio, verso la morte. Ma la musica, in quanto potere, si associa a qualunque altro potere: è intrinsecamente iniqua e asimmetrica. Udito e obbedienza sono intimamente legati, e il fascismo ha saputo fare dell'altoparlante il suo strumento principale per spingere l'uomo verso la distruzione. Come sentire la musica, qualsiasi musica, senza obbedirle? Come "disincantare" l'essere umano? L'espressione "odio della musica" vuole proprio indicare fino a che punto la musica può diventare detestabile per chi l'ha amata di più. Un classico su cui ogni appassionato del mondo sonoro dovrebbe fermarsi a riflettere.
brossura Secondo quali parametri può essere colto il rapporto di Bloch con la sensibilità espressionista? Quale la concezione della tecnica in relazione all'arte, e che senso assume il concetto di bello, così abusato nell'estetica tradizionale? E ancora: come intendere il confronto tra musica e parola, e in che misura l'arte dei suoni si presta ad essere inquadrata nei ranghi del linguaggio? Che spessore di incidenza ha sul sociale, e per quali vie giungono a trovare rilievo i concetti di tempo e spazio, correlati a quelli di storia, progresso, eredità? E, d'altro canto, che densità ermeneutica vengono ad assumere le 'categorie' di mistero, stupore e mistica - inevitabilmente richiamate dalle sfere egizio-gotiche di morte e silenzio - nella densa dinamica pensante di Ernst Bloch, che sembra davvero non trovare argini? E che ne è del suono, per nulla indifferentemente alternativo alla complessità del musicale? Questi alcuni degli interrogativi che si intrecciano con la Philosophie der Musik blochiana, che si delinea, nel suo mistero immanente, come una originale filosofia dell'ascolto.
br. Ascoltare una musica come qualcosa che tocca e si lascia toccare, che suscita in noi la memoria di gesti ed evoca vissuti intersensoriali è il frutto dell'incontro fra strategie compositive e reazioni immaginative degli ascoltatori. In "Musica a pelle" si esplora l'immaginario musicale attraverso pagine della storia della musica che sembrano evocare in modo privilegiato metafore di esperienze corporee: i miti di Ermes e Medusa, la poetica acquatica di Debussy, la leggerezza dei Miroirs di Ravel, la voce graffiante di Janis Joplin, l'immaginario gestuale dei Pink Floyd... Oltre alla psicologia della musica, alla semiotica musicale e alla filosofia del linguaggio, questo libro fa ampi riferimenti alla globalità dei linguaggi, disciplina fondata su un'estetica semio-psico-fisiologica, intenta a scoprire il senso profondo dei comportamenti umani.
brossura Con 80 basi armonizzate su CD. Il libro è articolato in vari capitoli: nel primo vengono presentate le scale maggiori, minori armoniche e melodiche ad un ottava in prima posizione; nel secondo le stesse sempre nelle prime posizioni ma a due ottave; nel terzo nella massima estensione consentita dallo strumento ed in altre posizioni e diteggiature (queste sono quelle che solitamente si portano all'esame di compimento inferiore di chitarra in conservatorio); nel quarto le scale doppie (terze, seste, ottave e decime) che esauriscono il 'classico' del libro. Le scale dei primi due capitoli presentano anche le basi su cui suonarle, queste basi possono essere utilizzate in diversi modi, o suonandole come scritte, oppure effettuando delle varianti ritmiche (ad esempio ribattendo ogni quartine o duine) o eseguendo la scala per salti di terza (ad esempio do, mi, re, fa, mi, sol, fa, la, sol, la si, do etc.) e quant'altro la vostra inventiva vi suggerisce, utilizzando quindi la base come supporto.
ill., br. Una delle caratteristiche che differenziano la chitarra da strumenti strutturalmente più "logici", quali, ad esempio, il pianoforte, il vibrafono e gli strumenti a fiato, è la grande quantità di alternative nella diteggiatura dei singoli suoni e delle scale, resa possibile dall'avere suoni di uguale altezza su corde diverse. Tale varietà è al tempo stesso una formidabile potenzialità ma anche un consistente limite, visto che la grande maggioranza dei chitarristi, per non avventurarsi in quella che sembra apparentemente un'impresa troppo ardua, usa solo poche "sicure" diteggiature, sfruttando cos" solo in minima parte le possibilità del proprio strumento. Ciò che è importante comprendere è che questa quantità di alternative risponde ad una logica insita nello strumento stesso. Non è necessario imparare "ogni possibile diteggiatura", perché quelle che vedremo essere principali ci renderanno disponibili tutte le altre.
br. A due anni di distanza dal suo primo e fortunato viaggio, documentato in un libro che gli aveva procurato fama e onori in tutta Europa, Charles Burney lascia nuovamente l'Inghilterra con il medesimo obiettivo: raccogliere materiale per "A Generai History of Music", l'opera con cui diede avvio alla storiografia musicale. Il viaggio in Germania sarà un po' più breve di quello in Italia (giugno-ottobre 1772), ma non meno denso di avventure, drammi a lieto fine, incontri curiosi, personaggi illustri e osservazioni inedite sulla vita musicale dei luoghi visitati. L'itinerario di quasi "duemila miglia" che Burney percorre tocca tutti i punti nevralgici della musica dei paesi di lingua tedesca: Mannheim, Monaco, Vienna, Praga, Dresda, Lipsia, Berlino, Amburgo, oltre a molti centri minori e ai Paesi Bassi. Come nel caso di quello italiano, tuttavia, la bellezza del racconto che ne deriva non riguarda solo gli aspetti musicali: tipico viaggiatore dell'età dei lumi, Burney più ancora della musica ama l'umanità. La sua curiosità lo spinge a interessarsi e a scrivere di tutto, della vita civile come di quella culturale, del paesaggio geografico e di quello umano, con una vivacità di spirito e una sottigliezza intellettuale che appassionano il lettore di oggi non meno di quello settecentesco.
br. È necessario parlare della musica oppure è sufficiente suonarla o ascoltarla? Il volume cerca di rispondere a questa domanda, introducendo il lettore al dibattito intorno ad alcune questioni centrali dell'estetica musicale del Novecento: in che termini si può parlare di linguaggio musicale? Cosa intendiamo quando parliamo di senso della musica e significato di una composizione? Cos'è un'opera d'arte musicale? Qual è l'importanza della dimensione temporale nella composizione e nell'interpretazione della musica? Cosa significa avanguardia? Senza seguire una narrazione strettamente storico-cronologica, viene data la parola alle voci storiche che hanno segnato una svolta nel dibattito, spaziando dalla prospettiva fenomenologica, ermeneutica, analitica a quella più specificamente estetico-musicale e musicologica.
THIS VOLUME ONLY. 245X175 mm. 266+68 pages. Hardcover with dust-jacket. Jacket edges slightly worn. Else in good condition.
IN HEBREW. 230x165 mm. 384 pages. Gilt hardcover with dust-jacket. Jacket yellowing and torn. Cover corners bumped. Spine edges bumped. Pages yellowing. Else in good condition.
IN HEBREW. 24x16.5 cm. 1027+XXII pages. Softcover. Cover slightly wrinkled. Few page edges slightly wrinkled. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
IN HEBREW WITH ENGLISH INTRODUCTION. 245x170 mm. XI+375 pages. Hardcover. Cover slightly yellowing and slightly worn. Cover corners and edges slightly worn. Ex-library copy with usual marks. Spine slightly bumped. Pages yellowing. Else in good condition.
250x175mm. 14+141 pages. Gilt hardcover. Cover slightly yellowing. Cover corners and edges slightly rubbed. Spine edges slightly bumped. Pages yellowing. Else in good condition.
28X21.5 cm. 335 pages. Hardcover. Spine edges slightly bumped. Else in good conditions. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
8' 151 pp. Hard cover slightly worn on edges. Yellowing pages. Stamp on the white page. Else in good condition
IN HEBREW. 21.5x14cm. 51 pages. Softcover. In good condition.
IN HEBREW. 23x16.5mm. 215 pages. Hardcover. Cover slightly yellowing, rubbed and stained. Cover corners and edges slightly rubbed and bumped. Spine slightly yellowing and curved. Spine edges slightly cracked and bumped. Pen inscription on first and last page. Stamp on title page. Few pages slightly stained - NO damage to text. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
TWO VOLUME SET. [VOL. I]: 240X170 mm. [VOL. II]: 235X170 mm. [191]+[169] pages. Softcover. Cover slightly stained. Cover corners slightly wrinkled. Spine slightly yellowing. [VOL. I]: Few pages bottom corners slightly wrinkled. [VOL. II]: Cover edges slightly worn. [SUMMARY]: Else both volumes in good condition.
IN HEBREW. 24x17 cm. 571 pages. Hardcover. Cover is slightly scratched and dirty. Else in good condition.
THIS VOLUME ONLY. CONTAINS VINYL RECORD. 18.5X25.5 cm. 46+182 pages. Hardcover with dust jacket in slipcase. Cover edges slightly rubbed. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.