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br. Il volume raccoglie il contributo di emeriti studiosi che mettono in luce nell'opera del frate Minore un grandioso disegno di christianitas; disegno che era sì religioso, ma che nel medesimo tempo non poteva non essere politico nel mobilitare le istituzioni della Mitteleuropa allo scopo di una riforma della Chiesa.
ril. A cent'anni dalla nascita, esce la biografia completa e documentata su Albino Luciani, diventato "il Papa dei trentatré giorni" con il nome di Giovanni Paolo I. Dalla nascita nel 1912 alla vigilia della Grande Guerra, sino all'addio avvolto nel mistero la notte del 28 settembre 1978, viene ripercorsa l'intera vita del terzo patriarca di Venezia del Novecento salito sulla cattedra di Pietro. L'autore ha valorizzato fonti scritte note e inedite, fino ai ricordi più attendibili degli ultimi testimoni. L'attenzione, centrata sul protagonista, si allarga poi ai differenti contesti - ecclesiali, politici, sociali e culturali - dell'epoca.
brossura Questa biografia è il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca storico-archivista avviata grazie all'introduzione della Causa di canonizzazione che ha consentito l'accesso alle fonti documentali. Si tratta di un lavoro omogeneo steso a più mani, che, sulla base delle fonti acquisite da una settantina di archivi in trenta diverse località, presenta con orientamento scientifico l'intero tracciato biografico di Albino Luciani - Giovanni Paolo I (Canale d'Agordo, 17 ottobre 1912 - Città del Vaticano, 28 settembre 1978). Suddiviso in tredici capitoli il volume ripercorre gli anni bellunesi di Albino Luciani, dalla nascita fino al 1958, il tempo dell'episcopato a Vittorio Veneto (1959-1970), a Venezia (1970-1978) e, infine, il breve tratto che va dal 10 agosto al 28 settembre del 1978, e che comprende il Conclave che lo elesse Successore di Pietro fino alla morte improvvisa, avvenuta dopo appena 34 giorni di pontificato.
ill. Il libretto illustrato racconta la vita semplice e straordinaria di Albino Luciani (1912-1978), eletto al soglio di Pietro come successore di Paolo VI con il nome di Giovanni Paolo I e tornato alla casa del Padre dopo soli 33 giorni di Pontificato. Periodo brevissimo per le nostre categorie, ma capace di squarciare le fosche tenebre che attraversavano il mondo. Illuminante la riflessione dello scrittore Giovanni Testori : "Noi tutti e tutto il mondo ci eravamo attaccati e quasi abbracciati al suo viso, al suo parlare dimesso e feriale delle più abissali verità che, sulle sue labbra, pur restando se stesse, riuscivano a farsi possibili alle nostre forze e alle nostre misure...". Ora Papa Luciani, già Servo di Dio, è avviato alla gloria degli altari.
ril. In soli 33 giorni di pontificato ha conquistato il cuore della gente per la dolcezza del suo tratto e per la trasparenza della sua fede cristallina e comunicativa. Di lui ha scritto il grande Jean Guitton: «Passare come un fiore dei campi, lasciandosi dietro il profumo del sorriso, significa compiere una grande opera in questo momento di angoscia per l'universo». La "grande opera" della vita e del pontificato di Giovanni Paolo I troveranno una solenne conferma da parte della Chiesa il prossimo 4 settembre, quando sarà proclamato beato da Papa Francesco. È l'occasione per riscoprire la figura di questo grande Papa, la sua intelligenza, la sua bontà e il suo sorriso.
ril. Giovanni Paolo I: l'infanzia a Canale d'Agordo (BL), con i ricordi di prima mano della nipote Pia Luciani; ma anche con le testimonianze rimaste dei fratelli Edoardo ed Antonia. Umile e amabile, Papa Luciani era comunque dotato di fermezza e di coraggio, come ricordano i testimoni. Morì,in circostanze ancor oggi non accertate, lasciando un grande vuoto, nonostante i soli trentatré giorni del suo indimenticabile pontificato.
brossura Del Vescovo venuto a Roma «da un paese lontano» esistono moltissime biografie, alcune divulgative, altre molto più accurate quanto a documentazione e a modalità di ricostruzione storica. I capitoli di questo volume costituiscono, invece, approfondimenti di tematiche o di avvenimenti legati a momenti della sua vita, precedenti al pontificato o del pontificato stesso, ad aspetti, come quello della produzione artistica di Karol Wojty?a e della sua riflessione sulla bellezza e sull'arte, poco studiati da autori di casa nostra, o a immagini, che hanno contrassegnato la sua personalità, la sua storia nella Chiesa e la vita stessa della Chiesa.
ill., ril. Giovanni Paolo II, protagonista per più di un quarto di secolo sulla scena mondiale, è stato definito il papa slavo, colui che ha dato il colpo di grazia all'Unione Sovietica e al suo impero, l'uomo del secolo. Più semplicemente, egli riteneva di aver ricevuto il compito di introdurre la Chiesa nel nuovo millennio. Questo era il senso del suo viaggio condotto, secondo la sua convinzione, dal filo invisibile della Provvidenza. Questa guida nascosta l'aveva sottratto alla guerra e alle deportazioni di cui erano caduti vittima tanti suoi compagni; l'aveva chiamato alla vita sacerdotale; l'aveva scelto come vescovo e come papa. Ancora nel 1981 questo scudo di grazia l'aveva protetto in occasione dell'attentato in piazza San Pietro. Una volta ristabilito, Giovanni Paolo II ampliò ulteriormente il suo raggio d'azione. Al servizio della Chiesa cattolica, egli si impegnò a favorire l'unione tra i cristiani, l'amicizia con l'ebraismo, il dialogo tra le religioni, la pace nel mondo. Al termine della sua vita, consumato dalla dedizione, commosse il mondo con la sua sofferenza. L'opera di Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant'Egidio che conobbe e collaborò a lungo con il papa polacco, è la prima vera biografa scritta su base scientifica e testimoniale di un papa che ancora vive nel ricordo di credenti e non credenti.
ril. tela Dal secondo decennio del XIV secolo Giovanni Visconti, principale esponente ecclesiastico della sua casata, acquista sempre più spazio nella Chiesa ambrosiana, in rapporto col papato fatto di rotture e continui patteggiamenti. Nel 1342 diventa arcivescovo di Milano e si fa promotore di iniziative di ampio respiro.
19644514Cite du vatican 1964 532 pages fort in8. 1964. broché. 532 pages.
br. Baldassarre Cossa-Giovanni XXIII fu un antipapa sui generis. Vissuto durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417), quando di papi se ne contavano addirittura tre, questo focoso ischitano rampollo di una famiglia dedita alla pirateria fu accusato dai suoi contemporanei di incredibili nefandezze, dipinto come un campione di avidità, violenza, depravazione, e, infine, dichiara- to «indegno» e deposto dal Concilio di Costanza, che lui stesso aveva convocato per risolvere lo scisma. La fuga clandestina da Costanza, il carcere duro, la liberazione (grazie all'oro dei Medici) e la sottomissione al pontefice legitti- mo Martino v non attenuano le colpe di Baldassarre Cossa. Ma, a seicento anni da quegli eventi, è forse il momento di guardare con più obiettività all'"altro Giovanni XXIII". E magari scoprire che, quando la confusione è massima, perfino un antipapa può contribuire a salvare l'unità della Chiesa.
br. La commovente ed edificante storia di Giovannimaria Rainaldi (2006-2013) ci costringe a misurarci con il mistero del dolore innocente. Tutta la sua breve ma intensa esistenza è segnata, infatti, da un male incurabile che non gli lascia scampo. Tuttavia, pur nella sua tenerissima età, Gio dà prova di una fede matura e di una fortezza straordinaria e, sebbene immerso nella sofferenza, non smette di essere un bambino gioioso e di portare consolazione a quelli che entrano nella sua vita, dimostrando giorno dopo giorno un'eccezionale "sapienza che viene dall'Alto" unita ad un'eroica docilità alla volontà di Dio. Prefazione di mons. Daniele Libanori.
MITOS Giovine con brocca e specchio. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
MITRA Giovine con quadrupede. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
MARZO Giovinetto che indica un uccellino. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
51856Paris: JB d�pos�e C. 1930 . Girl with long hair crouching on a rock cradling her knee with stamped 'Bronze garanti Paris JB d�pos�e' mark and signed 'Milo' to base on a marble stand. Weight including base : 1.54kg. Dimensions of bronze: 15.0cm height x 10.5cm length x 6.0cm width . "Milo Martin was a Swiss sculptor and medal-artist. He set up a studio in the Orangerie of Parc Mon-Repos. Most of his sculptures are spread across the Lausanne region. He also travelled to other European countries to exhibit his works in international exhibitions - these included those in Brussels and Amsterdam in 1928 in Paris in 1934 Vienna in 1937 where he won "lauriers d'or" or the golden laurels Cairo and Alexandria in 1938 and New York in 1939-1940. He won first prize in the national competition for medal design at the Swiss National Exhibition in Berne in 1913 and the silver medal for sculpture in the art competitions of the 1928 Olympic Games for his "Athl�te au repos". He won several public commissions and from 1931 to 1936 sat on Switzerland's federal commission for fine arts. He died in Lausanne. Paris: JB d�pos�e, C. 1930 . unknown
br. La grande biografia di Jedin dedicata a Girolamo Seripando, tra i protagonisti del Concilio di Trento, per la sua portata teologico-filosofica si può considerare una pietra miliare per comprendere, al di là di chiusure ideologiche, la storia della Chiesa, la dottrina e la storiografia successive. Illuminanti in tal senso le parole di Benedetto Croce, che nel 1937 recensì su "La critica" il primo volume allora uscito: "Con questa monografia del Jedin, la vita e l'opera di Girolamo Seripando ottiene finalmente la trattazione esatta e piena che da molto tempo si desiderava. Il Seripando ebbe una sua parte nel configurare la vita morale e religiosa d'Europa mercè dell'atteggiamento che egli prese e l'azione che esercitò nel Concilio di Trento, nei dibattiti intorno alla dottrina della giustificazione per la fede, punto capitale della divisione dei protestanti dai cattolici. [...] Altri (come il Gothein) notò già che alla formola nata da quelle obiezioni e proposte del Seripando si dovette la possibilità nella Chiesa stessa cattolica di un movimento come il giansenismo, che non fu mai possibile dimostrare eretico. Ora del modo in cui si formò il pensiero del Seripando su questo proposito, e di tutte le particolarità delle discussioni che egli sostenne in Trento, il Jedin offre preciso ragguaglio, che se ha, come è naturale, un interesse precipuamente teologico, non manca neppure di qualche interesse filosofico".
brossura Giulia è bella, colta e raffinata e appartiene a un'antica e nobile famiglia francese. Quando il padre, con il benestare di Napoleone, la invita a sposare un nobiluomo poco più grande di lei, Giulia non batte ciglio. Quell'uomo non è un nobile qualsiasi, ma Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo e ciambellano di corte, di idee illuministe e dalla condotta integerrima. Un matrimonio combinato quindi, ma un matrimonio fra spiriti affini. Dalla loro residenza torinese passano Silvio Pellico, Cavour - amico di infanzia di Giulia -, Vittorio Alfieri ma soprattutto poveri, mendicanti, orfani e ammalati, ed è la stessa Giulia a servire i pasti caldi nella mensa allestita nell'androne del palazzo nobiliare. Ma non è sufficiente, mentre Carlo si occupa di sanità e istruzione, Giulia si prende cura delle "forzate" prostitute, ladre e assassine - rinchiuse in galera e insegna loro a leggere e scrivere e ottiene dal re l'incarico di sovrintendente alle carceri. Una vita, quella di Giulia, spesa interamente per gli ultimi, sorretta dalla fede e dall'amore di Dio, ma non è solo una donna tutto zelo e carità, insieme al marito si dedica anche alla produzione del miglior vino della regione, il Barolo, e introduce innovazioni che permettono l'incremento della produzione del vino e - con i ricavi - finanziano l'Opera Pia Barolo.
brossura Giuliana di Norwich fu una grande mistica inglese del XIV secolo, dichiarata beata dalla Chiesa Cattolica e spesso definita la mistica della felicità e dell'ottimismo. Le sue "Rivelazioni dell'Amore Divino", infatti, contengono un messaggio pieno di positività, fondato sulla certezza che siamo tutti amati da Dio e protetti dalla sua Provvidenza. Giuliana di Norwich, però, comprese perfettamente anche un altro aspetto che non cessa di costituire una provocazione per tutti i credenti: se Dio è sommamente buono e sapiente, perché esistono il male e la sofferenza degli innocenti? In questo libro viene spiegata l'inevitabilità del peccato.
br. Lo chiamavano il prete della forca perché spesso si presentava alle esecuzioni capitali seguendo il condannato a morte fino al patibolo per abbracciarlo e farlo sentire amato. Prete e formatore di preti in un'epoca di grandi figure di santità sacerdotale, Giuseppe Cafasso (1811-1860), contemporaneo di don Bosco, era nato in una famiglia contadina di modeste condizioni e di profonda fede. Ordinato prete a 22 anni, entra nel Convitto Ecclesiastico torinese dove rimarrà per tutta la vita, come insegnante prima e poi direttore spirituale e Rettore. Come spesso accade, a una fragilità fisica associava una forza d'animo e una grande capacità di ascolto e di conoscenza dei problemi e delle fatiche della gente che a lui si riferiva con fiducia. Ha vissuto la sua esistenza tra il Convitto ecclesiastico di Torino e le carceri regie della città, divenendo punto di riferimento per chi cercava sostegno e consolazione e modello per molti sacerdoti, tra cui don Bosco, che guidava con sapienza.
ill., br. Attraverso una raccolta di saggi sui diversi ambiti di interesse e di attività (giuridico, artistico, culturale e pastorale) che impegnarono Giuseppe Capecelatro (1744-1836), il dotto Arcivescovo che resse la Diocesi di Taranto dal 1778 al 1817, il volume intende presentare un nuovo profilo di una delle figure più interessanti dell'illuminismo cattolico del Regno di Napoli tra fine Settecento e primo Ottocento. I moltissimi aspetti inesplorati della vita e delle opere del prelato napoletano vengono qui presentati con l'apporto di studi originali svolti su documenti inediti provenienti da Archivi statali e vaticani ed accompagnati da analisi e riflessioni del tutto innovative, affidate alla competenza di studiosi provenienti da diverse branche del sapere. L'approdo raggiunto offre diversi apporti e consente di sviluppare nuovi orizzonti di ricerca non solo sul personaggio, ma anche e soprattutto sulla vivacità culturale che ha interessato il Regno di Napoli e il mondo ecclesiastico tra antico e nuovo regime.
ill. Nella storia cinese, il missionario gesuita Giuseppe Castiglione è universalmente riconosciuto quale uno dei più celebri pittori alla corte imperiale ed è ammirato da tutti i cinesi come un "classico" della pittura. Giunto a Pechino nel 1715, il gesuita italiano mise le sue straordinarie abilità pittoriche al servizio di tre imperatori per ben 51 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1766.Il volume presenta numerosi saggi sulla sua figura, accompagnati da eleganti illustrazioni a colori della sua magistrale pittura. Ha detto di lui papa Francesco: «Ho avuto l'occasione di vedere i dipinti di un altro grande gesuita, Giuseppe Castiglione. Aveva anche lui il virus gesuita... Castiglione sapeva come esprimere bellezza, l'esperienza dell'apertura nel dialogo: ricevere da altri e dare qualcosa di se stessi su una lunghezza d'onda "civilizzata", quella delle civiltà che s'incontrano».