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brossura Cosa si intende per social network sites (SNS)? Quali caratteristiche ha la scrittura che li anima? Come cambia la comunicazione con clienti e cittadini grazie ai social media? Questo volume presenta una sintesi degli strumenti critici adatti a capire e usare al meglio questi siti, con un approccio interdisciplinare tra sociolinguistica e comunicazione. Un percorso innovativo che guida il lettore all'incrocio tra oralità e scrittura, competenze linguistiche e abilità relazionali e tecnologiche. Il volume è strutturato in due parti: la prima descrive le caratteristiche di scrittura e scrittori 2.0 e affronta i temi dello scrivere on line e dell'evoluzione linguistica degli spazi del web sociale. Infine, approfondisce il rapporto tra social media e cittadinanza, mettendo in luce le opportunità partecipative offerte dal web sociale. La seconda parte illustra alcuni case study sull'uso dei SNS delineando un modo nuovo di scrivere all'interno di inedite pratiche relazionali tra cittadini, istituzioni e aziende.
br. I giganti dell'info-tech hanno perso l'originaria innocenza, la cultura di internet come spazio illimitato, di libertà e apertura si va scontrando sempre più con la realtà delle controversie e delle proteste sulla sorte che possono avere i dati o sugli autobus di Google o su Uber e su Airbnb. L'autore affronta le questioni emergenti partendo dalle architetture dei social media e dai modelli di business online, non per concedere spazio a una forma di "romanticismo offline" tutto focalizzato su preoccupazioni per eccesso di informazioni, effetto del multitasking e temi simili. Cose importanti, ma il nocciolo è l'invisibilità di internet, piuttosto che l'onnipresenza: il digitale è la nuova, confortevole norma generale, indiscussa e i social media non sono macchine mostruose, ma uno strumento soft di influenza, che viene raccolta nello sfondo, più che nelle immagini. È dunque il momento di "progettare" una diversa sensibilità digitale, puntando a reti organizzate, gruppi di utenti mirati, capaci di operare al di fuori dell'economia del "mi piace" e dei suoi deboli link. È possibile - per l'autore - un rinascimento cooperativo su internet.
br. Nell'epoca dei social media, tristezza, disagio e distrazione sembrano ubiqui. Non appena smettiamo di cliccare, navigare, scorrere e likare, ci resta solo un senso di noia, di torpore, di vuoto. È una questione di progettazione, di design: i nostri stati d'animo patologici sono codificati fin dal principio nell'architettura delle piattaforme. Prima di disegnare alternative, è quindi indispensabile un'analisi tanto lucida quanto brutale degli scenari digitali contemporanei, che consenta di comprendere a fondo i meccanismi di funzionamento e la psicologia delle piattaforme dei social media: dalle sensazioni di noia e malinconia agli atteggiamenti contraddittori verso i selfi e, alla politica regressiva dei meme e alle (più o meno) nuove forme di violenza tecnologica. Rifuggendo da strali moralistici, intenti pedagogici o sterili pulsioni regolatorie, "Nichilismo digitale" abbina una critica radicale di internet al tentativo di fare i conti con gli sbalzi d'umore - assai reali - degli utilizzatori delle piattaforme.
br. Con la grande maggioranza degli utenti di Facebook presa dalla smania di aggiungere amici, scrivere "mi piace", lasciare commenti, sarebbe forse il caso di fermarci e riflettere sugli effetti che i social network hanno sulle nostre vite oramai sature di informazioni. Che cosa ci spinge, quasi fosse un obbligo, a impegnarci tanto diligentemente con i diversi network? Il libro esamina la nostra ossessione collettiva per l'identità e il management di sé stessi coniugati con la frammentazione e il sovraccarico di informazione della cultura online. Lovink traccia un percorso innovativo, analizzando criticamente motori di ricerca, video online, blog, radio digitale, mediattivismo e Wikileaks. Questo libro lancia un forte messaggio rivolto a tutti gli utenti della Rete: liberiamo le nostre capacità critiche e cerchiamo di influenzare tecnologia e spazi di lavoro, o saremo destinati a sparire nella rete. Pungente e acuto, senza essere pessimista, Lovink offre una critica delle strutture politiche e del potere incorporati nelle tecnologie che modellano la nostra vita quotidiana.
In 8° pp. 356 con ill., leg. e sovr. ill. a col. buonissimo.
Brossura con bandelle, usato molto ben preservato, copertina illustrata da composizione grafica, toni leggermente velati di polvere da scaffale, minime le tracce manipolazione, fogli avorio molto ben preservati, leggermente ossidati come i tagli. N. pag. 187. USATO
brossura I soldi facili non esistono, se qualcuno avesse inventato un sistema per ripulire i mercati, perché dovrebbe condividerlo con degli sconosciuti? Un mondo mi si è aperto dinnanzi agli occhi. Un mondo fatto di truffe legali, soprannominate raggiri dai legislatori e quindi non punibili. Un mondo fatto di uomini senza coscienza, un lavoro per i dipendenti delle aziende di trading, non accessibile a tutti. Un sistema perfetto gestito e tutelato in un modo impeccabile, ricco di gente che riesce a scindere il male che procura con il lavoro, convincendosi che sia onesto. Se con il trading vuoi guadagnare, devi versare, versare, versare... Fare trading online può sembrare una vantaggiosa attività pensata con il solo scopo di incrementare facilmente i propri risparmi, ma questa realtà nasconde un pericoloso universo sommerso che specula sulle preoccupazioni delle persone comuni, nascondendo i rischi della dipendenza e degli investimenti fallimentari che causano la perdita di grosse somme di denaro.
Autori: Luisa Caiazzo.
br. Da più parti si sente parlare di "età dell'oro del podcast". In effetti, i numeri relativi alla fruizione del formato - nato nel 2004 come tecnologia per la diffusione sul web di contenuti acustici - e la qualità di numerose produzioni sembrano confermare la circostanza. La definitiva esplosione del podcasting, settore in continua crescita, è partita nel 2014 quando, in particolare negli Stati Uniti, navigati produttori radiofonici e reporter hanno cominciato a proporre contenuti di pregevole fattura e grande seguito, su tutti i serial. Analizzando le caratteristiche dei podcast più ascoltati nei Paesi anglofoni e volgendo l'ascolto al caso italiano, dove i podcast registrano un crescente successo, sono emersi elementi che collegano le produzioni ad alcuni generi della radiofonia parzialmente scomparsi dai palinsesti. Come l'audio-documentario e il reportage. Il podcast, quindi, non solo sembra riportare in auge, nella formula asincrona dell'on-demand, le narrazioni sonore della realtà, ma si configura anche come un importante strumento per il giornalismo.
82 pages. Features: 'Scroll' - the new media 'zine; Keeping up to speed on the latest in high-speed internet access; Newspaper Design; What's In a Name? - Naseem Javed, well-known corporate namer; Illustrator Valerie Sinclair; How the designs of The Globe and Mail and the National Post were redone; and more. Clean and unmarked with light wear. A nice copy. Book
br. Il cyberbullo è colui che compie atti aggressivi, prevaricatori o molesti attraverso l'uso dei nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dalle moderne tecnologie digitali (sms,chat, email, social network, giochi online), spostando le dinamiche di un fenomeno noto e per lo più circoscritto quale il bullismo all'universo sconfinato della rete. Il suo campo d'azione è, infatti, il cyberspazio: un luogo facilmente accessibile in un mondo continuamente connesso e dal pubblico potenzialmente illimitato, in grado di creare nuove forme di relazione e, al contempo, di offesa. Grazie anche all'utilizzo di testimonianze dirette è possibile approfondire la conoscenza delle nuove variabili in gioco e acquisire strumenti utili a definire, quanto a prevenire, il cyberbullismo e contemporaneamente in grado di individuarne le possibili vittime.
brossura Ci troviamo dentro una vera e propria rivoluzione culturale. Immersi in una realtà "liquida" stiamo trasformando il nostro modo di vedere la realtà e i nostri rapporti. I bambini e gli adolescenti vivono come una "doppia vita" che influenza il processo di sviluppo e di individuazione: una reale dove fanno le esperienze comuni e si confrontano con il principio di realtà e una virtuale che consente altre esperienze e rapporti con se stessi e con gli altri. I "pollicini" cioè quelli che digitano solo con i pollici, altrimenti chiamati "nativi digitali", nati dalla fine degli anni Novanta in poi sono cresciuti con Internet e il nuovo modo di interagire. Comunicano, scrivono, parlano, hanno gesti e ritualità che le generazioni precedenti non conoscevano e che gli adulti di oggi, i "tardivi digitali", non comprendono. Riflettere su questi aspetti è una necessità. Perché è importante cercare di capire cosa sta accadendo a noi e ai nostri figli e interrogarci su cosa serve sapere e fare oggi dal momento che, per i nativi digitali, "on line" e "off line" non sono mondi separati e distinti come rette parallele ma realtà sovrapposte. Questo libro è pensato come una "guida" per i genitori di oggi spesso smarriti di fronte alle emergenze e ai fatti di cronaca. Essere Genitori 2.0 significa saper valorizzare le opportunità e le enormi potenzialità del mondo tecnologico ma soprattutto saperlo governare e non esserne governati. Serve anche per evitare che i nuovi "pollicini", lasciati soli da noi adulti nella scoperta di questi nuovi mondi e modi, si perdano nel bosco e si debbano arrangiare da soli ad uscirne o difendersi dai lupi. Se non ci siamo noi adulti e genitori alla guida di questo viaggio è partita persa per loro e per noi! Buon lavoro!
br. Il digitale è entrato prepotentemente nelle nostre vite a partire dal febbraio 2020. Nell'era del Covid-19, di fronte al rarefarsi della vita offline abbiamo dovuto rivoluzionare in pochi giorni il nostro modo di lavorare e comunicare, adattandoci a smart working, commercio elettronico e comunicazione digitale. Il risultato, in molti casi, è stato più simile a una bulimia temporanea che a una trasformazione duratura e consapevole. Eppure la via era tracciata da tempo e ora non si può certo pensare che il processo si arresti improvvisamente, anzi possiamo essere certi del contrario. In questo libro, Sara Malaguti, esperta di marketing e comunicazione digitale, con uno stile semplice, diretto e ricco di esempi spiega i concetti chiave del digitale, mettendo in particolare l'accento su gentilezza ed empatia. Quello che ci propone è un manuale delle «buone prassi» che permette di capitalizzare gli sforzi fatti in questo periodo, ma allo stesso tempo viene in soccorso a coloro che si sono sentiti esclusi dall'eccessiva velocità del cambiamento. E, una volta per tutte, consente di fare pace con i canali digitali.
brossura Siamo entrati nella nuova era della civiltà digitale e stiamo imparando, anche in modo drammatico, come «usarla». La rivoluzione della data economy investe e investirà profondamente la nostra stessa cultura e cambierà - non sempre in meglio - i nostri modi di lavorare, informarci, studiare, muoverci, produrre beni e servizi, creare nuove opere, vendere, comprare, coltivare relazioni personali. Ma non possiamo arrenderci di fronte allo straniamento che si prova tra boom del commercio online e chiusura dei negozi, robotizzazione e caduta dei posti di lavoro, trionfo dei social network e «fine della privacy». La sfida è reagire e «vivere» il cambio dei modelli di vita, di lavoro, di socialità. Mettere la tecnologia al nostro servizio senza esserne sopraffatti, imparare ad affrontare la novità come in passato abbiamo fatto con le altre grandi rivoluzioni scientifiche dalla comparsa delle macchine a vapore, del treno, dell'elettricità, dell'automobile. E per farlo occorre mettere in campo proposte e correttivi concreti che gli autori avanzano in queste pagine ricche di esempi e dati. Un pamphlet provocatorio e costruttivo al tempo stesso su come affrontare la più grande discontinuità nella storia recente dell'uomo.
ril. I tempi sono maturi per cominciare a interrogarsi su quella che viene chiamata "democrazia elettronica", ossia la democrazia esercitata attraverso gli strumenti dell'information technology, con la consapevolezza che, benché la tecnologia non sia né buona né cattiva né neutrale (come dice lo storico della tecnologia Melvin Kranzberg), essa inevitabilmente condiziona il nostro modo di agire creando "affordances", possibilità di azione, che prima non esistevano. Non si tratta quindi solo di studiare ciò che di nuovo è possibile fare, ma anche il modo nuovo in cui è possibile fare cose vecchie, consapevoli che il modo è in grado di determinare il senso dell'azione (secondo la lezione di Marshall McLuan "il mezzo è il messaggio"). Non si tratta ovviamente di sposare concezioni essenzialistiche della tecnologia (se tali concezioni sono pure possibili), ma di indagare il modo in cui le tecnologie vengono usate dalla popolazione e normate dal legislatore e di come, conversamente, le tecnologie modifichino l'idea di popolo e di attività legislativa.
Roma, Ideazione, 1998, 8vo brossura con copertina illustrata, pp. 141 con numerose illustrazioni nel testo.
br. L'evoluzione tecnologica delle risorse comunicative via internet ha ormai coinvolto anche gli psicoterapeuti, che si trovano non solo a confrontarsi in seduta con i pazienti per l'uso che questi ne fanno, ma anche a utilizzarli loro stessi per comunicare con i medesimi. In un mondo in cui le comunicazioni interpersonali sempre più passano attraverso il web, la sfida per gli psicoterapeuti è di utilizzare le nuove tecnologie in modo congruo con la relazione e con il processo terapeutico. Il libro rappresenta il risultato di quindici anni di confronto quotidiano tra la pratica clinica e le tecnologie digitali di comunicazione, descrivendone l'impiego con una ricca documentazione clinica. Messaggi ed e-mail, emoticon e videochiamate, foto e app sono prese in esame sia per l'utilizzo che ne fanno i pazienti sia per come possono avvalersene con adeguata consapevolezza i terapeuti. Capitoli specifici affrontano temi come indicazioni e controindicazioni in diverse patologie e situazioni cliniche, con raccomandazioni teoriche ed esempi, come si addice ad un testo di clinica, integrato da capitoli di interesse sociologico e deontologico.
br. Tutti oggi celebrano la vita online. Fruitori disinteressati, entusiasti sostenitori, ma anche critici e alternativi, non hanno dubbi: la tecno-cultura, di cui internet e i social media costituiscono il suggello più moderno, è una manna. Eppure, a trent'anni dall'invenzione del web, è sempre più chiaro che la promessa di un mondo trasformato in un villaggio globale di persone libere e sapienti è stata solo l'ennesima esca. Quel che la rete ha portato nella nostra vita non ha nulla a che fare con ciò che gli illusionisti della Silicon Valley (e i loro missionari disseminati ovunque) hanno promesso e continuano a spacciare: mentre si regge sulla sistematica distruzione del pianeta e sullo sfruttamento schiavistico di popolazioni intere, la società digitale sta compromettendo gli ultimi residui di socialità e di autonomia individuale, rendendo ogni soggetto un utente indifferenziato sempre più isolato, omologato, dipendente dal tecno-mondo. Allo stesso tempo, rinchiude tutti in un claustrofobico universo di sintesi totalmente programmato, mercifi cato, iper-sorvegliato. Enrico Manicardi prosegue qui la sua analisi critica della modernità. La società dell'interconnessione non è una "rivoluzione": è solo l'ultima fase di quella millenaria guerra alla natura che abbiamo chiamato civiltà.
br. Tutti oggi celebrano la vita online. Fruitori disinteressati, entusiasti sostenitori, ma anche critici e alternativi, non hanno dubbi: la tecno-cultura, di cui internet e i social media costituiscono il suggello più moderno, è una manna. Eppure, a trent'anni dall'invenzione del web, è sempre più chiaro che la promessa di un mondo trasformato in un villaggio globale di persone libere e sapienti è stata solo l'ennesima esca. Quel che la rete ha portato nella nostra vita non ha nulla a che fare con ciò che gli illusionisti della Silicon Valley (e i loro missionari disseminati ovunque) hanno promesso e continuano a spacciare: mentre si regge sulla sistematica distruzione del pianeta e sullo sfruttamento schiavistico di popolazioni intere, la società digitale sta compromettendo gli ultimi residui di socialità e di autonomia individuale, rendendo ogni soggetto un utente indifferenziato sempre più isolato, omologato, dipendente dal tecno-mondo. Allo stesso tempo, rinchiude tutti in un claustrofobico universo di sintesi totalmente programmato, mercifi cato, iper-sorvegliato. Enrico Manicardi prosegue qui la sua analisi critica della modernità. La società dell'interconnessione non è una "rivoluzione": è solo l'ultima fase di quella millenaria guerra alla natura che abbiamo chiamato civiltà.
brossura Internet ha modificato radicalmente il nostro approccio con la profondità, con le informazioni, le relazioni sociali, i mercati e la cultura. Ascoltiamo musica in nuovi formati digitali, fotografiamo il mondo attraverso la piccola ottica dei nostri telefoni cellulari. Non leggiamo più i quotidiani, preferendo l'informazione casuale che rimbalza sui profili social dei nostri «amici». Ma abbiamo sposato le cucine Ikea e i graffiti di Banksy, nuovi manufatti a bassa risoluzione che riempiono oggi le nostre vite. Questo libro indaga le relazioni fra simili scelte di riduzione e i mutamenti della società connessa. Spesso attraverso simili opzioni si intravedono i segni di una nuova intelligenza, altre volte esse raccontano per sommi capi la nostra usuale superficialità. Nella bassa risoluzione tecnologica il tempo reale travolge l'archivio. Internet, luogo della documentalità, si trasforma nello spazio in cui ogni cosa sarà rapidamente dimenticata.
Brossura tascabile, trad. di S. Viviani, vol. 1891 della collana, usato che conserva ottima condizione interna, copertina segnata da velature evidenti, comuni tracce di attrito alle estremità, pulviscolo ai tagli ossidati. N. pag. 262. USATO
br. Oggi, nell'era della società dell'informazione, delle reti e della mobilità senza confini, la dimensione spazio perde il suo significato di ambito protetto e di protezione. Governare senza la rete di protezione delle certezze e coerenze di un pensiero condiviso è la sfida sempre più attuale per i cittadini e per la Politica. Con il presente lavoro si intende mettere a disposizione di amministratori e cittadini, uno strumento per inquadrare l'azione amministrativa, governare nella complessità e innovare l'esistente ai fini del miglioramento della qualità della vita.
br. In questo libro la community di Ibridamenti riflette su se stessa, dimostrando che è possibile e talvolta necessario sperimentare pratiche nuove per fare ricerca universitaria in Italia; pratiche collaborative e innovative: perché utilizzano la rete per co-generare contenuti a partire da approcci metodologici differenti che integrano paradigmi della psicologia, del'antropologia, della sociologia e della semiotica. Ibridamenti è un'idea semplice, nata in rete e che della rete si serve per fare ricerca. È divenuta un progetto articolato e complesso promosso dall'Università Ca' Foscari di Venezia in collaborazione con Splinder. Ed è divenuta Ibridamenti.splinder.com, un blog collettivo, che è al tempo stesso una frontiera sempre in movimento tra ricerca universitaria e mondo blogger.
Il sito web della propria attività è indispensabile per aprirsi a nuovi mercati e per raggiungere nuovi clienti. Che tu voglia creare un sito aziendale o personale, in questo libro scoprirai come progettare al meglio il tuo spazio web, cosa scrivere nelle sue pagine e quali piattaforme di creazione sito sono più adatte alle tue esigenze per pubblicare informazioni utili o vendere online. Vedremo insieme come impostare i contenuti in chiave SEO per una buona indicizzazione sui motori di ricerca e come potenziare la tua visibilità grazie ai social network. Troverai Infine consigli su come promuoverti al meglio in rete attraverso i sistemi di pubblicità online (Google AdWords o Facebook Ads) e su come imparare a valutare il successo del tuo sito utilizzando Google Analytics e Webmaster Tools. Tutto questo senza bisogno di essere per forza un esperto e senza scrivere una sola riga di codice. Autori: Marco Bottarelli.