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(Codice MU/1481) In 8° 93 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ril. Ci invade la sensazione che abbia operato una forza sovrumana, divina. La creazione ci incute un rispetto che direi religioso, quando percepiamo una qualità che non caduca, una forza capace di durare nei tempi. È raro assistere a tale miracolo che si da in una sola sfera: quella dell'arte.
br. Il pensiero di Adorno ha avuto e continua ad avere per chiunque si occupi di musica un'importanza decisiva che non si limita alla concettualizzazione dell'avanguardia musicale: in questo lavoro si cerca infatti di dimostrare come la riflessione adorniana sulla musica nasca rapportandosi principalmente alla tonalità e alla tradizione classico-romantica, a partire dalla quale, come si vede nella prima parte del volume, si costituisce la categoria di "materiale musicale". Tale nozione è protagonista di una "dialettica storica" che traduce nello specifico musicale il concetto adorniano di Aufklärung. La seconda parte del libro è dedicata alla figura di Beethoven, che assolve nell'estetica adorniana - centrata sul rapporto tra espressione individuale e categorie universali della comunicazione - al ruolo di un paradigma unico e non più riproducibile. La terza parte del volume si occupa della rifles-. sione di Adorno sul Novecento: Schönberg, Stravinsky, Mahler e la scuola seriale sono qui altrettante reazioni - tutte problematiche - all'usura della tonalità. Dal confronto tra la "Nuova musica" e quella tradizionale si profila la presenza in Adorno di una filosofia della musica in quanto linguaggio, fondata sulla nozione chiave di "materiale musicale".
brossura Spazio di vita e di creazione, l'atelier è da sempre figura cruciale all'interno del sistema dell'arte. Che sia bottega o factory, alcova o letterario salotto, immacolato ufficio o caotica officina di immagini e fallimenti, mansarda, piazza o scrivania, lo studio dell'artista rappresenta un oggetto di riflessione complesso, una sfida e una promessa per chi pensa la storia dell'arte come un'interrogazione non soltanto dell'opera e della sua tradizione ma anche delle relazioni plurali che ne hanno di volta in volta orientato la produzione. I saggi raccolti in questo volume, frutto di un seminario promosso dal Laboratorio Archivio di Storia dell'Arte dell'Università di Salerno, affrontano secondo metodi e angolazioni plurali l'analisi dell'atelier e dei suoi significati, disegnando lungo un ampio arco cronologico - dal XVI secolo al presente - un inedito percorso critico, un'indagine puntuale su un luogo, fisico e simbolico, al confine fra il pubblico e il privato.
brossura Spazio di vita e di creazione, l'atelier è da sempre figura cruciale all'interno del sistema dell'arte. Che sia bottega o factory, alcova o letterario salotto, immacolato ufficio o caotica officina di immagini e fallimenti, mansarda, piazza o scrivania, lo studio dell'artista rappresenta un oggetto di riflessione complesso, una sfida e una promessa per chi pensa la storia dell'arte come un'interrogazione non soltanto dell'opera e della sua tradizione ma anche delle relazioni plurali che ne hanno di volta in volta orientato la produzione. I saggi raccolti in questo volume, frutto di un seminario promosso dal Laboratorio Archivio di Storia dell'Arte dell'Università di Salerno, affrontano secondo metodi e angolazioni plurali l'analisi dell'atelier e dei suoi significati, disegnando lungo un ampio arco cronologico - dal XVI secolo al presente - un inedito percorso critico, un'indagine puntuale su un luogo, fisico e simbolico, al confine fra il pubblico e il privato.
(Codice CV/2692) In 16° 264 pp. Brossura originale verde. Ex libris. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
brossura In questo libro, la scrittura viene mostrata in movimento, nell'atto del suo farsi. I testi della prima parte riguardano opere narrative di Maurice Blanchot, Claude Simon e Pascal Quignard. Più imprevista è la presenza, nella stessa sezione, di uno studio su Roland Barthes, del quale però si prende in esame il progetto di scrivere un romanzo. La seconda parte del volume è incentrata invece sul rapporto fra letteratura e filosofia, ed assume come punti di riferimento ancora Blanchot (considerato stavolta per le sue opere teoriche) e Jacques Derrida. Vediamo quest'ultimo nelle vesti di lettore di due grandi autori novecenteschi, Joyce e Artaud, ma anche impegnato a sognare un'opera sul tema della circoncisione. Non è un caso se, in vari saggi del volume, l'attenzione viene rivolta, oltre che alle opere compiute, al processo stesso dello scrivere, inteso nella sua materialità grafica e nelle correzioni e ripensamenti a cui dà luogo. La scrittura, infatti, tende di per sé a non raggiungere mai totalmente il proprio scopo, configurandosi come una ricerca illimitata, che mira sempre a qualcosa di più rispetto a quanto le è dato di conseguire.
In 8, pp. 11 con 1 tav. f.t. rip. Br. ed. Studio sulla legge trapezoidale utilizzata dai costruttori per il calcolo dei muri di sostegno.
51 S. + Appendix (Notenbeisp.). Rücken besch., teilw. lose. Bleistift-Eintr.
ill. Una nuova edizione, completamente riveduta, aggiornata, ampliata (e adesso anche in un nuovo formato più grande che facilita la lettura) dello straordinario successo di Ziegenrücker, un manuale riconosciuto per la sua ricchezza tematica e per un approccio sistematico volto a guidare il lettore o l'insegnante in un percorso didattico esaustivo e lineare. Partendo dagli aspetti più elementari della musica il libro arriva a fornire una sintetica esposizione dei principi e delle nozioni fondamentali della teoria del ritmo, della melodia, dell'armonia e dell'organologia, preoccupandosi di non lasciare mai lo studente nel dubbio e nel tormento dall'interrogativo: «Perché mai si farà così?».
ill., br. Bernardo De Dominici (Napoli, 1683-1759) è tra le personalità più controverse della storiografia artistica italiana. Modesto pittore di paesaggi, mercante di disegni e aspirante letterato, pubblicò dopo una lunga elaborazione, tre tomi di "Vite de' pittori, scultori e architetti napoletani" (1742-1745). Concepita nel momento di maggior successo della scuola napoletana di pittura, tra i clamori dei successi internazionali di Luca Giordano, Paolo De Matteis, Francesco Solimena, l'opera è il primo e il più ambizioso tentativo di costruire una storia dell'arte napoletana. Nonostante qualche perplessità suscitata già al tempo della prima pubblicazione, le "Vite" costituiscono da allora un punto di riferimento essenziale per chiunque sia interessato alla storia dell'arte nell'Italia meridionale. Costruite attraverso un uso estremamente disinvolto delle fonti, con largo ricorso a manoscritti ignoti e più che sospetti, le "Vite" non passarono il severo vaglio critico degli studiosi del secondo ottocento, che dimostrarono l'inaffidabilità di larga parte del testo, soprattutto delle parti relative al medioevo e al primo rinascimento, e bollarono il loro autore come "Il falsario" (così si intitolava un saggio di Benedetto Croce sul nostro autore). Nel corso del novecento, a cominciare dai primi studi di Roberto Longhi, l'opera è stata largamente riabilitata, soprattutto per le sue parti sei e settecentesche. Il libro, elaborato al termine di un lungo lavoro di edizione e commento dell'opera, condotto dall'autore in collaborazione con Fiorella Sricchia Santoro e con altri studiosi, offre per la prima volta un'approfondita analisi della storia dell'opera, del contesto in cui fu concepita, dei metodi utilizzati dal biografo, della sua altalenante fortuna e del ruolo che ancora oggi può e deve svolgere per la conoscenza e la comprensione dell'arte napoletana.
ill., br. Esiste un'arte ebraica? È prodotto esclusivo di artisti ebrei, o invece configura un orientamento valido anche per non-ebrei? Tra i flagelli della sinistra europea c'è il contrasto tra comunismo e sionismo. L'intolleranza marxista persiste bruciando ogni tentativo di revisione. I numerosi disegni rinvenuti nei campi di sterminio pongono il quesito: quali vincoli legano i martiri che li hanno tracciati ai linguaggi artistici dell'epoca? Un bambino ebreo è assassinato. In una drammatica seduta in Campidoglio, l'accusa tremenda al mondo cattolico, all'antisemitismo comunista, alla viltà dello Stato. La diaspora può esser vista: a) come valore del passato, b) come convivenza tra attualità e retaggio storico; c) come impulso a influenzare la cultura internazionale. In un'ipotetica quarta interpretazione, le eresie di Einstein, Freud e Schönberg permeano il quotidiano. Quanto è accaduto nella letteratura ebraico-americana si riflette oggi nel campo architettonico. Dominano figure anomale, eversive, comunque immuni da idolatrie linguistiche. Questi i temi roventi dei saggi qui raccolti. La nuova edizione di "Ebraismo e architettura" viene pubblicata in occasione del centenario dalla nascita di Bruno Zevi. Con un testo inedito e un documento donato dall'archivio di Daniel Libeskind questa raccolta di testi zeviani rimane attuale e di grande interesse per capire a tutto tondo l'identità del grande architetto ebreo romano.
con planimetrie n. testo e numerosissime illustrazioni fotografiche su tavv. f. testo. Tela editoriale, sovr. illustrata (minimo strappetto senza perdita, dorso lievemente sbiadito). Coll. "Saggi". Ottimo esemplare
Torino, Boringhieri, 1961, in-8, brossura editoriale, pp. 161. Buone condizioni.
ill., ril. Una raccolta di scritti che ha la ricchezza di un repertorio di immagini, dove convivono i quadri di Rubens e di Alma-Tadema, gli affreschi pompeiani e le mostre fotografiche più provocatorie, l'esotismo delle giapponeserie e la ritrattistica russa: questi "incontri", così variegati e policromi, non rappresentano una mera giustapposizione di temi, ma confermano un gusto polivalente e una cultura onnivora, che sa tradursi in forma di saggio. Rinnovando una tradizione che ha nobili precedenti nelle lettere italiane, ma i cui esempi di valore si fanno sempre più rari, "Mai di traverso" è un susseguirsi di illuminanti 'aperçus' in cui sarebbe vano cercare un filo conduttore puramente contenutistico. L'origine occasionale di gran parte di questi scritti non deve far pensare a essi come a semplici cronache o a resoconti, sia pure eruditi. Le ricognizioni di aspetti nuovi della cultura figurativa contemporanea (si pensi al saggio su quei "templi moderni" che sono i cinema o a quello sulla grafica dei dischi jazz e pop) e le ricostruzioni storiche, condotte con attenzione alla storia delle idee e del costume, sono sempre sorrette da un giudizio critico.
ill., ril. L'operosa ricerca e l'insaziabile curiosità di Federico Zeri si muovono liberamente nel tempo e nello spazio, dai grandi temi dell'arte ai più minuti o stravaganti aspetti della comunicazione visiva, ravvicinati dalla capacità dell'autore di coinvolgere il lettore e di trascinarlo. Pagine nate in occasioni e tempi diversi acquistano così un'intima unità, animate sempre dalla straordinaria erudiziene, dal costante senso della storia, dalla lucidità interpretativa e dalla puntigliosa foga polemica del grande maestro. I cui intenti, sin dal titolo, risultano palesi: l'"orto" che egli coltiva non è chiuso, non è quell'hortus conclusus che indica l'intimità dei segreti pensieri o il geloso campo di un lavoro intellettuale; bensì è aperto, a disposizione del pubblico e insieme luogo da cui si può indagare in qualsiasi direzione. Il ricco corredo iconografico consente inoltre un puntuale riscontro visivo delle affermazioni dell'autore e fa di questo libro un prezioso strumento per la lettura dell'opera d'arte.
(Codice SH/1325) In 16° 150 pp. Alcune illustrazioni e cartine. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Un'indagine sul pensiero politico di Machiavelli che ne investe anche l'aspetto filosofico, così da comprendere tutto quanto nel grande fiorentino esula dalla dimensione artistico-letteraria. Due sono i temi fondamentali nella sua meditazione esaminati dall'autore: il rapporto tra la "virtù" e la "fortuna", quella particolare capacità umana di governare i casi della vita, e il rapporto tra l'etica e la politica, riguardante i modi che l'uomo di Stato deve usare nell'esercizio della forza finalizzata al conseguimento del successo. Il secondo dei due temi offre una serie di spunti stimolanti e problematici per la nostra coscienza di testimoni delle grandi tragedie collettive dei tempi recenti.
Milano, Giuffrè, 1999, in-8 piccolo, brossura editoriale, pp. XIII, 307. Collana "Teoria e pratica del diritto", Sez. III - 98. Diritto e Procedura Penale. In stato di nuovo.
(Codice MT/2021) In 8° 25 pp. Ex libris. Brossura editoriale lievemente ingiallita. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Il sistema politico svizzero fa parlare di sé l'Europa intera, per esempio quando i cittadini impongono di rinegoziare gli accordi di libera circolazione, oppure quando abrogano la decisione di acquistare 22 aeroplani da caccia. La democrazia diretta moderna, di tipo svizzero, affianca e non sostituisce la democrazia rappresentativa. Essa abolisce il monopolio del potere legislativo e questo contribuisce a creare un dialogo tra rappresentanti e cittadini e a tenere sana ed effettivamente "rappresentativa" la democrazia. In questo piccolo paese, pieno di montagne, l'unica risorsa naturale estraibile dal sottosuolo è l'acqua. Negli indici sulla competitività industriale svetta però al primo posto nel mondo. Ho scoperto che, nei secoli, si è sedimentato qui un ricchissimo "giacimento di democrazia".
(Codice LN/1893) In 8° 203 pp. Avventure nella legione straniera rievocate in un romanzo "vero e vissuto". Rara edizione pubblicata da Einaudi ma poi "ripudiata". Porta infatti applicata al frontespizio l'etichetta del Fiorini, che ristampò anche la copertina. Ingiallitura marginale. Brossura originale. Ben conservato ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA