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69 pp. Notes, fig., bibl., index. D/j. Add. pl. wrps.
In-8 (cm. 24), tela editoriale, titoli impressi in oro al dorso su tassello, pp. VII, (1), 203, (1). Deutscher text. Singoli segni a matita a margine alle primissime carte; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
23x15cm. 60 pages. Softcover. Cover slightly worn. Spine taped. Ex-library copy with usual marks. Pencil inscription on few pages - NO damage to text. Else in good condition.
140 S. Gr. 8°. OBrosch. Umschlag fehlt. Eselsohrig, Ecken bestossen. Rücken fransig. Mit Notenbeisp. von u.a. Schoenberg und Satie.
(Codice MT/0275) In 16° (19,5 cm) 122-55 pp. Dans la première partie la liste des Officiers d'Etat Majeur et des Troupes du Génie Français avec les données relatives à la carrière militaire. Dans la deuxième les règles de l'organisation du Génie. Démie basane d'époque à petits coins, tranches rouges. Très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
176 S. OU d. ersten Bd. ausgefranst u. schadhaft. Notenbeisp. Teilw. unaufgeschnitten.
ill., br. Nel 1994 John Nash vinse il premio Nobel per l'Economia per una ricerca pionieristica pubblicata negli anni cinquanta su un nuovo settore della matematica noto come teoria dei giochi. All'epoca di questi primi rivoluzionari lavori di Nash, la teoria dei giochi ebbe un breve periodo di notorietà tra alcuni matematici e tra gli analisti della guerra fredda, ma continuò a essere poco conosciuta fino agli anni settanta, quando i biologi evoluzionisti cominciarono ad applicarla nei loro studi. Negli anni ottanta poi iniziarono ad adottarla anche gli economisti. Da allora si è estesa con successo ai più diversi campi di applicazione: oggi i neuroscienziati scrutano il cervello dei giocatori per scoprire come le strategie rispecchino motivazioni ed emozioni diverse, i biologi usano i giochi per spiegare l'evoluzione o l'origine dell'altruismo e i matematici li sfruttano per comprendere meglio le reti sociali. Tom Siegfried, in questo suo itinerario all'interno del mondo della teoria dei giochi, disegna con intelligenza una mappa completa descrivendone in modo incisivo i concetti fondamentali e inserendoli nel contesto della cultura popolare e delle biografie dei giganti del settore.
Fine English Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. [xv], 128 p. Çeviribilimine giris.", MINE YAZICI, Istanbul Üniversitesi Edebiyat Fakültesi Mütercim Tercümanlik Bölümü, Istanbul, 2001. -- Edebiyat Çeviri Kuram
ill., br. Quando guardiamo un quadro di Caravaggio o di Mondrian, così come quando camminiamo di fianco a un battistero romanico, ci è subito chiaro che le regole compositive delle diverse discipline artistiche attraversano tempi e luoghi. Quando leggiamo i saggi che Luigi Moretti ha pubblicato nella sua rivista «Spazio» lungo l'arco dei suoi sette numeri, entriamo nei segreti della composizione artistica accompagnati da uno dei massimi esponenti della cultura architettonica del dopoguerra italiano. Architetto già noto a Roma prima della guerra, Moretti realizzerà a Milano alcune opere che segneranno con forza il paesaggio urbano di questa città, come il complesso di Corso Italia. Moretti parla, descrive l'architettura come pochi autori sanno fare, facendoci dimenticare il particolare momento storico che ha assunto ad oggetto e la sua recente riscoperta ha sottolineato ancor più il carattere di attualità del suo pensiero. Nei suoi testi le immagini, le figure e le parole sono messe strettamente in relazione, tanto da indicare nuove ricerche, come i modelli degli spazi interni che accompagnano l'ultimo dei noti saggi, diventati ormai un riferimento imprescindibile nell'architettura attuale, spesso citati o tradotti anche in contesto internazionale. Questo volume, la cui edizione è arricchita da alcuni saggi posteriori, usciti come estratti, sceglie di affiancare all'intero corpus dei testi le pagine originali riprodotte per intero: le fotografie delle architetture e della materia, i disegni interpretativi, le soppesate parole dei titoli dei saggi e i frammenti dei quadri si compongono in un insieme indissolubile che ci restituisce un pensiero chiave della composizione architettonica del Novecento.
brossura
brossura Questo libro non vuole proporne una nuova, astratta, definizione, e neppure disegnare un atlante della morfologia storica dei generi letterari, corredato dalla illustrazione dei caratteri distintivi assunti da ciascuno di essi nel corso dei secoli. Esso intende ripercorrere il discorso sui generi (della "genericità", appunto) privilegiandone i capitoli più rilevanti, senza alcuna pretesa di completezza (pretesa peraltro irragionevole, se soltanto si considera l'ampiezza dell'arco temporale preso in esame: da Platone ai giorni nostri) e in una prospettiva insieme sincronica e diacronica, capace cioè di riassumere gli sviluppi della riflessione sull'argomento, e di far risaltare l'interazione fra essa e le trasformazioni del sistema culturale.
br. Italia, primi del Novecento. La Chiesa, sotto il pontificato di Pio X, inasprisce le sanzioni disciplinari nei confronti di ogni tentativo di rinnovamento, proprio mentre alcune organizzazioni milanesi sperimentano forme nuove di impegno sociale e di partecipazione democratica. Tra queste anche il Fascio femminile (attivo a Milano tra il 1901 e il 1908), dotato di un progetto particolarmente originale per gli strumenti e le idee: rivendica per le donne i fondamentali diritti civili e politici, fino ad avvicinarsi, per alcuni aspetti, alle battaglie del femminismo laico. Questo volume si propone di indagare l'evoluzione delle posizioni del femminismo cristiano attraverso il caso milanese, mettendone in evidenza il ruolo di ricettore e catalizzatore di una fitta rete di rapporti sia con le varie anime dell'emancipazionismo e del riformismo religioso che con l'ambiente della diocesi ambrosiana e della curia romana, evidenziando per ognuno di essi le continuità e le cesure.
br. Questo lavoro di ricerca prende avvio da una constatazione e da una curiosità. Partiamo dalla constatazione. Studiando la produzione cinematografica realizzata dal nazionalsocialismo tra il 1933 e il 1945, il confronto - estetico produttivo, comunicativo e ideologico - con un film si rivela imprescindibile: Süss, l'ebreo (Jud Süss, 1940) di Veit Harlan. Lo è per l'evidente qualità formale dell'opera, ma, soprattutto, per l'altrettanto evidente, quanto radicale, carica antisemita. Ed essendo l'antisemitismo uno snodo imprescindibile dell'ideologia nazionalsocialista, studiare Süss, l'ebreo significa, in fondo, studiare il totalitarismo hitleriano attraverso il punto di vista di un'«opera mondo» (un film di finzione), universo visivo di significati che racchiude l'essenza di un'epoca: la lotta tra l'elemento ariano minacciato dal suo nemico storico, l'ebreo. Quando oggi vediamo Süss, l'ebreo in realtà ci troviamo davanti a due differenti rappresentazioni del passato: la storia settecentesca di Süss, manipolata nella finzione cinematografica; e la storia del 1939-1941, quando la risoluzione della «questione ebraica» imboccò la strada che condusse alla «soluzione finale», prima con l'invasione della Polonia e poi con l'invasione dell'Unione Sovietica. L'interpretazione di Süss, l'ebreo è sin troppo semplice: i tedeschi hanno un solo modo per liberarsi dell'eterna minaccia ebraica. Il finale del film è la risposta. Per quanto riguarda invece la curiosità, è racchiusa in una domanda: cosa ne scrissero i critici italiani quando il film fu presentato in anteprima a Venezia nel settembre 1940 e uscì nel circuito nazionale nell'ottobre del 1941? Prefazione di Francesco Perfetti.
ill., br. Il volume indaga l'intricato e, per molti versi, insondato universo sciasciano che scaturisce dall'ininterrotto rapporto con le arti figurative dal Rinascimento al Novecento. Dell'appassionato interesse di Sciascia per le arti visive in generale, restano innumerevoli scritti elaborati in occasione di presentazioni e cataloghi di mostre, così come per la stampa periodica e le riviste d'arte. Grande attenzione dedicava all'arte contemporanea siciliana, presentando le mostre degli artisti più amati, con i quali instaurò, spesso, legami di sincera amicizia. La sua scrittura d'arte colta e militante somiglia per l'ampiezza di prospettive e chiavi di lettura a uno straordinario caleidoscopio critico, dove, in un vitale dialogo fra immagini e parole, si combinano e si avvicendano rimandi letterari, simboli iconografici, suggestive intuizioni, insieme alla costante attenzione alle denunce sociali sempre sottese da un acuto spirito analitico.
174 S. 8°. OKArt. Notenbeisp.
47 S. + 30 S. Anhang 8°. OU. Umschlag mit kl. Aufkleber und leicht beschabt.
Szeged, Acta Universitatis Szegediensis de Attila Jòzsef nominatae, 1985, in-8, brossura editoriale. Estratto di 9 pp. da “Studia in honorem Elemer Pòlay septuagenarii”.
51 S. + Appendix (Notenbeisp.). Rücken besch., teilw. lose. Bleistift-Eintr.
38 S. Notenbeisp. Mod. Ln.
141 S. Gr. 8°. OKart. Notenbeisp.
175 pages. Index. "Personal account of a critical episode in the history of post-World War II Europe. Focuses upon Colonel Alfred Connor Bowman's experiences as head of the Allied Military Government in the Venezia Giulia area on the northeastern shore of the Adriatic during the years 1945-1947." - from dust jacket. Clean, bright and unmarked with minimal wear. Dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart cover. Excellent copy. Book
33x24.5 cm. 31 pages. Softcover. Cover slightly rubbed. Else in good condition.
br. Tutti conoscono Pinocchio, e quasi certamente tutti conoscono Sailor Moon, bionda combattente per la giustizia nei manga e negli anime giapponesi. Nessuno però è ancora al corrente di questa loro speciale avventura nel tempo e nello spazio, che li vede andare insieme a caccia di un tesoro nascosto. Da Bruno Bozzetto a Alexandre Alexeieff, dall'Africa all'Italia, dalla teoria dell'animazione al primo cinema astratto, fino all'uovo... di Cohl, il lettore segue i due personaggi nei loro zig-zag, districandosi in uno zibaldone che racchiude numerosi saggi scritti dall'autore dal 1972 a oggi.
br. "La prima volta che ho visto Sadie stava parlando all'università di Manchester davanti a uno schieramento di maschi idioti che facevano la guardia all'accademia ('Questa non è filosofia! Non puoi invadere casa nostra!'). Ho sentito le sinapsi del mio cervello che si riconfiguravano mentre mi inebriavo dell'estasi tipica di quando i tuoi preconcetti esplodono: Gibson e Luce Irigaray? Cyberpunk e French theory?! Com'era possibile metterli insieme? Eppure era necessario..." (Mark Fisher) "In Zero, Uno di Sadie Plant la tecnologia selvaggia e inaddomesticabile è sovrapposta al soggetto eccentrico del femminismo, alle amazzoni di Monique Wittig e a tutte le donne irregolari e anonime, contabili, centraliniste e segretarie, scienziate e matematiche, che hanno fatto il 'dietro le quinte' della storia dell'informatica. Dalla prima 'tessitrice' all'androide, che è sempre per definizione una ginoide, in quanto soggetto subalterno e perturbante che ha da perdere solo le proprie catene, la storia delle macchine desideranti di Plant è una fabula speculativa di schiav? in rivolta." (Ippolita). Con saggi di Simon Reynolds e Ippolita.