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ill., br. Dopo il crollo dell'impero romano d'Occidente, dal V al X secolo, sullo sfondo di un'Europa ampia che va dall'Irlanda a Costantinopoli e alla Russia, dalla Scandinavia a tutta l'area mediterranea, si incontrano, si scontrano, si organizzano popoli diversi come i Goti, i Franchi, i Vandali, i Bizantini, gli Arabi, i Vichinghi. Sono loro i protagonisti dell'Occidente post-romano, dell'impero bizantino e degli imperi d'Oriente, dell'impero carolingio e post-carolingio. Saranno loro a dare una nuova forma al mondo dopo Roma: tutti si dovranno confrontare con la sua eredità, mediandola, traendone spunto, rinnegandola. Solo dopo sei secoli dal tracollo dell'impero, l'ombra di Roma comincerà così lentamente a scomparire. L'alto Medioevo è stato spesso ridotto dalla storiografia tradizionale a puro intermezzo temporale tra l'impero romano e l'alba del Rinascimento, o all'opposto esaltato come origine quasi mitica delle identità nazionali europee. Per la prima volta un grande storico restituisce la complessità, i cambiamenti sociali, politici, culturali di un pezzo di storia spesso trascurato, dove l'Europa odierna affonda le sue radici.
br. Pochi periodi storici hanno suscitato, fra gli studiosi così come fra la gente comune, interessi e giudizi contrastanti come il Medioevo. Il libro di Chris Wickham getta uno sguardo nuovo sulla storia del continente europeo fra il 500 e il 1500, facendo piazza pulita dei tanti luoghi comuni che nel tempo hanno finito per incrostarsi su questi dieci secoli.
br. In "Viaggio a Treblinka" l'autrice e giornalista Diana Wichtel narra la sua ricerca del padre, ebreo polacco di Varsavia sfuggito all'Olocausto dopo essere saltato dal treno che lo stava portando al campo di sterminio di Treblinka. La ricerca diventerà un'ossessione che porterà l'autrice a rovistare negli archivi di mezzo Mondo e a visitare i luoghi in cui sono vissuti suo padre e la numerosa famiglia, in gran parte sterminata negli anni dell'occupazione nazista. Diana Wichtel compie un viaggio introspettivo che delinea una profonda riflessione sul significato del trauma della perdita, sull'insistenza della memoria e, soprattutto, sulla fortissima risonanza dell'Olocausto anche nelle generazioni successive a quelle dei sopravvissuti. Un senso schiacciante che anche i discendenti delle vittime sono destinati a portarsi dentro in una dimensione che non conosce limiti di tempo e spazio. L'introduzione all'edizione italiana è stata curata da Alain Granat, fondatore e direttore di JewPop, interprete cinematografico e attore nel film documentario "AnneFrank. Vite Parallele" di Sabina Fedeli e Anna Migotto (2019).
HACHETTE. 1871. In-8 Carré. Cartonnage d'éditeurs. Etat d'usage. Couv. défraîchie. Dos frotté. Rousseurs. 411 pages. Illustré de 37 gravures sur bois et accompagné d une carte. Tampon de bibliothèque. Ouvrage traduit de l Anglais avec l autorisation de l auteur par Emile Jonveaux.
Mm 140x225 Collana "L'Ornitorinco" diretta da Ippolito Pizzetti - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 260 pagine con figure in nero nel testo. Copia in ottime condizioni; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
A clean, unmarked book with a tight binding. 165 pages, plus index. Black and white photos.
ill. Dalle pietre preziose alle spezie, dalle fedi religiose alle innovazioni tecnologiche, lo scambio di merci e idee lungo le antiche rotte commerciali delle Vie della Seta svolse un ruolo cruciale nello sviluppo delle civiltà asiatiche, africane ed europee. Questo libro offre la prima visione complessiva di 1500 anni di storia, ponendo al centro del discorso le tipologie dei territori. Con contributi di oltre settanta specialisti di tutto il mondo, ogni capitolo esplora la storia del commercio e delle culture lungo le Vie della Seta nel contesto dei diversi luoghi - steppe, montagne, deserti, fiumi e mari - per rivelare l'estrema importanza che i paesaggi hanno avuto nel determinare i viaggi, le economie e le comunità di coloro che vissero e commerciarono lungo tali rotte. Splendidamente illustrato con le mappe dettagliate degli itinerari, le fotografie degli spettacolari paesaggi dell'Asia centrale e cento tesori iconici, tra oggetti e strutture architettoniche, questo innovativo libro celebra la storia e l'eredità di culture diversissime che si sono sviluppate e hanno prosperato non a dispetto delle loro differenze, ma in virtù di esse.
Hardcover in unclipped dust jacket. Very good condition. Jacket is a little faded and scuffed at spine ends and upper edges at one or two places. Jacket is tanned at upper and lower edges of inner flaps. Grey cloth boards are mint. Internally excellent throughout. DP Used
ril. Liguria, 1946: durante una notte estiva, più di mille ebrei attendono in silenzio di potersi imbarcare su una nave dalla spiaggia di Vado. Sono sopravvissuti ai campi di sterminio e alle marce della morte, per mesi sono rimasti nascosti in attesa di raggiungere la Palestina forzando il blocco navale imposto dalla Gran Bretagna. Nell'Italia caotica del primo dopoguerra, una parte di loro ha trovato accoglienza in centri sparsi in tutta la Penisola: da via dell'Unione a Milano a Sciesopoli sulle Prealpi bergamasche, da Villa Bencistà a Fiesole a Tradate, a Modena... in una rete di sostegno in cui operano, ai margini della legalità, militari della Brigata ebraica, partigiani, agenti dell'Alyah Bet, figure straordinarie come Yehuda Arazi, Raffaele Cantoni, Ada Sereni. Dall'Europa dell'Est alla spiaggia di Haifa passando per l'Italia, Rosie Whitehouse segue le tracce di questi passeggeri clandestini e ne racconta le storie, ne ricostruisce i nomi e le vicende individuali, talora per la prima volta. Chi erano le persone in attesa sulla spiaggia di Vado? Da dove provenivano, come sono riuscite a sopravvivere? E perché, dopo essere stati liberati, così tanti ebrei non si sono sentiti né a casa né al sicuro in Europa? Oggi siamo capaci di ricordare anche questo aspetto della Shoah? Il suo è un viaggio nel tempo in un'Europa ebraica annientata e, insieme, nello spazio, nell'Italia, Germania, Polonia, Lituania, Israele di oggi, dove Rosie Whitehouse è andata a visitare campi di concentramento, campi profughi, musei e memoriali, e a intervistare i sopravvissuti e i loro figli e nipoti. Perché grazie alla conoscenza diretta è possibile ridurre quell'incolmabile distanza che esiste tra noi e chi ha vissuto l'orrore indicibile della Shoah e comprendere in modo adeguato il contesto in cui è nato lo Stato di Israele e l'ideologia di quanti, brutalmente privati delle loro radici e con un futuro incerto e oscuro davanti a loro, furono determinati a crearsi una nuova patria. Un libro che scava in profondità alla ricerca di risposte, sempre urgenti per la coscienza europea.
Paperback in very good condition. Minor edgewear to covers, faint marks to page block foot and tanning to page edges. Clean throughout. AD Used
Hardcover (no dust jacket; printed boards). Very good condition. Light scuffs to boards' corners and spine ends. Pages are clean and sound. TA Used
Hardcover, very good condition. Jacket is clipped and slightly worn with some minor nicks around the edges and bumps to the spine ends. Spine is cocked but binding remains solid with no loose pages. All content is bright and clear. DP Used
br. Dalla sua prima pubblicazione nel 1973, "Metahistory" è stato subito acclamato come un testo fondamentale per la comprensione della storiografia. Diventato presto un classico, il saggio di White si addentra nei meandri dell'opera storica, svelandone le tecniche retoriche, le strategie linguistiche, tutti quegli elementi di costruzione del discorso che lui per primo colloca sotto l'etichetta di ?metastoria?. Nel farlo, White prende le mosse dall'analisi stilistica degli scritti di filosofi come Marx, Hegel, Nietzsche, Croce, e di storici quali Michelet, Tocqueville e Burckhardt: ne emerge un originale studio sulla scrittura della storia che, nel privarla dello stato di pilastro della verità fattuale, ne riscatta invece la sostanza narrativa e poetica. Introduzione di Fabio Milazzo.
br. Nato quasi per caso nel 1949 come articolo destinato a una rivista, Questa è New York ha avuto in sorte di diventare il libro più citato sulla città più famosa. Molti dei luoghi evocati non esistono più: la ferrovia sopraelevata della Terza Avenue, il carbonaio di quartiere che vendeva anche ghiaccio e legna, i saliscendi con i libri della Public Library, la vecchia sede della Metropolitan Opera, la Queen Mary con la sua lugubre sirena e il molo da cui salpava. Ma agli occhi del lettore di oggi questa vera e propria dichiarazione d'amore alla città simbolo dell'Occidente contemporaneo non potrà che suonare profetica e dunque attualissima: perché White sembra aver saputo esattamente quali quartieri della città sarebbero fioriti, quali invece scomparsi, come sarebbe insomma cambiata, per rimanere in fondo sempre la stessa, la sua New York. Prefazione di Roger Angell.
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In-8 gr. (mm. 267 x 205), tela edit., pp. VI,944,VIII,(2). "Comprising their ancient and modern history, a general view of their physical character, trade, commerce, manufactures, agricultural condition, statistics, etc., etc.". Solo qualche lieve fiorit.
ill., br. La presenza di donne-soldato risale all'antichità: dalle guerriere scite che hanno ispirato il mito delle Amazzoni, alle fugaci soldatesse e marinaie del XVIII secolo, fino al riemergere delle donne come membri istituzionalizzati in numerosi eserciti contemporanei. Julie Wheelwright risale alle origini della nostra attrazione per queste eroine dimenticate raccontandole con le loro stesse parole, attraverso documenti ufficiali, diari, lettere e memoir, per ridare vita alle loro esperienze. Tra queste ci sono Christian Davies, il più famoso soldato irlandese del XVIII secolo, Sarah Edmonds, che lasciò il suo nativo Canada e fu una delle centinaia di donne arruolate durante la Guerra Civile americana, Marija Bo?karëva, dell'esercito dello zar e leader del battaglione femminile della morte nel 1917, e il capitano Flora Sandes, che ha girato l'Australia, entusiasmando il suo pubblico con storie di coraggio e patriottismo. L'autrice racconta l'esistenza di queste combattenti, portando alla luce le loro storie, per spiegare le circostanze in cui si sono arruolate e le possibili motivazioni che le hanno spinte ad accettare una realtà, sotto molti punti di vista, estraniante. Troppo spesso infatti erano costrette a rimanere camuffate e a dimostrare che il loro valore in combattimento fosse pari a quello dei compagni maschi. E quando facevano ritorno a casa si ritrovavano a vivere una vita che non riconoscevano più, fatta di povertà e ignominia. Wheelwright spezza le catene di genere con una storia stimolante e appassionante, ricca di parallelismi tra passato e presente. Il libro esplora anche la formalizzazione dei ruoli militari delle donne e mette in discussione il rapporto contemporaneo tra mascolinità e combattimento.
Washington, Government Printing Office, 1889. 4to. Orig. full cloth. Spine with gilt lettering. Light wear along edges. Stamps on title-page. 780 pp., 38 lithographed plates (tinted lithography and chromolithography), 3 folded maps. Internally clean and fine. With printet presentation slip on inside frontcover.
ill., br. Tony e Maureen si incontrano nel 1970 in piena swinging London, ma il loro progetto guarda altrove: si sposano e partono insieme, su un malconcio minivan, verso l'altra parte del mondo. Dalle conseguenze di questo romantico e avventuroso "atto fondativo", nel 1973 nasce Lonely Planet, più che una casa editrice una rivoluzione culturale. Andare dove gli altri non hanno osato, documentare, sperimentare, creare un'idea di viaggio avventurosa, indipendente e consapevole, crescere con i propri lettori. Questo libro segue le vicende dei Wheeler e della loro creatura editoriale attraverso i decenni e i profondi cambiamenti della società: la nascita di un movimento mondiale legato al turismo indipendente, l'avvento del digitale, le linee aeree low-cost, l'instabilità degli equilibri politici. E li segue poi nei loro nuovi obiettivi, dopo il grande distacco, avvenuto con la vendita della Lonely Planet nel 2007, documentando una passione che non dà segni di cedimento. Perché in fondo la sostanza di Lonely Planet è la stessa dei loro sogni. Il viaggio.
ill., br. Politici corrotti, affaristi senza scrupoli, eroi nazionali dalla dubbia reputazione, leggi opinabili e militari minacciosi. I luoghi perfetti per capire il nostro mondo. "Stavo semplicemente andando fuori rotta. Molto spesso è proprio così che si fanno i viaggi più belli; perché io adoro viaggiare comodamente, visitare paesi ospitali, soggiornare in alberghi accoglienti e gustare cibi deliziosi. Eppure i luoghi che ti lasciano a bocca aperta, quelli che ti tagliano il fiato, sono spesso i luoghi meno confortevoli, amichevoli e accoglienti. Sono i posti in cui è importante gettare spesso uno sguardo dietro le spalle, quelli in cui ti scopri a sfiorare continuamente la tasca, per controllare che il passaporto sia ancora al sicuro. Sono i posti che ti portano oltre la linea d'ombra, quelli in cui senti a volte il tuo cuore accelerare il battito e cominci a preoccuparti un po' per la tua incolumità."
br. In fin dei conti è per questo che viaggiamo: per capire. I nostri meschini pregiudizi e le certezze vengono lasciati a casa, come gli abiti che non siamo riusciti a stipare nel bagaglio già sovraccarico.
br. Puskin era un uomo licenzioso, lascivo, impetuoso, che ben di rado si lasciava sfuggire l'occasione di una rissa. Non ebbe mai un lavoro vero e proprio e, per lo più, visse con i soldi di suo padre. Dostoevskij usciva di casa con temperature rigidissime e sedeva poi per ore in una sala riscaldata per correggere le bozze. Spesso lavorava quindici ore al giorno e aveva sei attacchi epilettici alla settimana. Gogol' aveva le gambe corte e un'andatura goffa, portava i capelli lisci che gli penzolavano ai lati del collo e il naso era tanto lungo e aguzzo che era in grado di toccarlo con il labbro inferiore: forse è per questo che le sue prime storie raccontano tanto bene gli odori. Tolstoj era l'uomo più famoso di tutta la Russia, dopo lo zar, e indubbiamente uno dei più egoisti. Morì in una stazione, un decesso appropriato, dato che nelle sue narrazioni associò spesso la ferrovia alla morte: Anna Karenina perisce sotto un treno, e lungo tutto il romanzo eponimo la ferrovia rappresenta l'orrenda minaccia della modernità, l'adulterio, l'incubo. Attraverso otto fusi orari, viaggiando sulla Transiberiana in inverno e navigando sul Mar Nero in estate, Sara Wheeler raggiunge i luoghi più disparati e remoti della Russia per raccontare gli scrittori dell'Età d'Oro, i mostri sacri della letteratura russa del XIX secolo, coloro che ancora oggi continuano a dominare la letteratura mondiale. "Fango e stelle" non è, tuttavia, soltanto un corso intensivo sui classici russi. Ripercorrendo il paesaggio letterario russo, Sara Wheeler svela l'anima di una nazione ben diversa da quella descritta oggi dai giornali: un grande paese in cui le glorie letterarie del passato continuano a essere fonte d'ispirazione per la vita concreta, le lotte e la cultura dei suoi abitanti.
ill., br. L'avventura di Alessandro Magno, il più amato di tutti gli eroi, col suo leone d'oro e l'alabarda nera, toccò il suo apogeo a Persepoli. Nel 331 a.C., infatti, il Macedone e la sua armata giunsero nella capitale dell'Impero persiano per saccheggiarla e metterla a ferro e fuoco. Da lì Alessandro iniziò la sua marcia verso est, sottomettendo innumerevoli popoli dal Mediterraneo al Gange. Le notizie qui contenute, unite alla serietà dell'esposizione e alle meravigliose illustrazioni, danno vita a una lettura affascinante e suggestiva, che si colloca tra storia e archeologia. La scrittura vivace di Wheeler ci accompagna alla riscoperta dell'impresa di Alessandro, che da Persepoli giunse in Asia centrale con la velocità di un incendio nella giungla e dalle cui ceneri sorse una civiltà completamente nuova.