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br. Che cosa insegna la fede cristiana su Dio? Che cosa possiamo sapere di lui? Le convinzioni religiose sono motivabili? Che cosa può deporre in favore della loro verità? Ci sono delle prove dell'esistenza di Dio? Che cosa significa Trinità? Perché Dio permette il male? Possiamo conoscere la sua volontà? Le risposte a queste domande non dovrebbero proporre solo delle opinioni qualsiasi, bensì rendere possibile un discorso impegnativo, coinvolgente. Una dottrina cristiana su Dio deve sapersi giustificare davanti alle tradizioni bibliche così come davanti alle domande degli uomini; richiede rigore intellettuale, ma anche umiltà davanti alle esperienze fatte in altri ambienti culturali e storici; e spinge a concentrarsi sull'essenziale. Il libro di Jürgen Werbick soddisfa queste esigenze mentre presenta una moderna dottrina su Dio che spazia dalla filosofia della religione alla teologia fondamentale e alla dogmatica, senza evitare nessuna di queste domande. Il termine tedesco ricorrente è verbindlich, che significa "vincolante, obbligante": deriva da verbinden, "legare, collegare" e richiama il greco leghein, da cui deriva logos: nel significato di "parola, ragione, senso". Dio vincolante e obbligante e dunque coinvolgente.
Vol. in -4 (23 x 30 cm.), legatura editoriale cartonala lucida illustr. a colori, sopracopertina con le stesse caratteristiche, testo in spagnolo ed inglese, pp. (4), 174 illustr, fotogr. a colori a piena e doppia pagina. In ottime condizioni. Introduccione de (introduction by) Wolfgang Peuchert - Book in -4 (23 x 30 cm.), hardcover editorial binding illustr. in color, dust-jacket with the same characteristics, English and Spanish text, pag. (4), 174 photographs in full color by Wenzel Fischer, Very good conditions.
In-4° pp. 1211 con 90 foto a col. applicate sui fogli. Leg. edit. con sovrac. ill.
<p>25 x 17 cm, in 8° rilegatura in tela con titolo al dorso, illustrazione applicata al piatto, contiene una grande carta litografica a colori <span>316x23 cm, più volte ripiegata con la veduta a volo d'uccello assai dettagliata della vallata del fiume Reno da Firenze a Bologna. Al margine della carta sono indicate le località toccate dal percorso. Panorama di Bologna applicato al risguardo. Allegato in tasca editoriale con exlibris, l'opuscolo esplicativo "Cenni esplicativi" di 11 p. datato 1865. Seconda edizione del panorama pubblicato l'anno precedente per l'inaugurazione della tratta ferroviaria. Qualche leggera brunitura, complessivamente assai ben conservata.</span></p>
PP. 124, CM. 30X21,5, CART. NERA FREGIO ORO, SOVRACOPERTA, DEDICA A PENNA.
B., Noguer, 1968, 22 x 16 cm., cartoné original con sobrecubiertas, láminas y figuras intercaladas en el texto, 459 págs. - 1 h.
Gutes Exemplar. - Faksimile in Latein. - Der Kurpfälzer Wendelinus (1584-1652) studiert als reformierter Pfarrersohn Theologie in Heidelberg, trifft Prinzen aus Anhalt-Zerbst und folgt ihnen in ihre Heimat, wo er von 1612 bis zu seinem Tod der zweite Rektor des berühmten Gymnasium illustre gewesen ist; an seinen kontrovers-theologischen Schriften hat sich die lutherische Orthodoxie gerieben. Sein gelehrtes Nebenwerk "Wunder des Nil" vom Beginn der geahnten Greuel des Dreißigjährigen Krieges dagegen beschreibt aus 318 griechischen und lateinischen antiken, mittelalterlichen und neueren Autoren den Vater aller Ströme, seine sagenhaften Quellen, Katarakte und Delta-Mündung, Fruchtbarkeit und erstaunliche Tierwelt; das Buch konzipiert und exemplifiziert am Nil die unvergleichliche Schöpfung des Wassers. Ein witziger Vergleich des Nil-Wassers mit dem örtlichen Zerbster Bitterbier sowie mehrere Reminiszenzen an die pfälzische Heimat machen das Nilbuch des Wendelinus, das durch die Jahrhunderte merkwürdigerweise unbekannt geblieben ist, zu einem wissenschaftsgeschichtlich höchst bemerkenswerten, formal durchdachten Lehrbuch in allen Nil-Fragen - lange bevor mit der Expedition unter Napoleon nach 1800 die Wissenschaft einer Ägyptologie sich abzuzeichnen begann. (Verlagstext) / INHALT … Kap. IX Vom schlammigen oder trüben Wasser des Nil Nili aqua limosa seu turbida. -- Kap. X Vom süßen Wasser des Nil -- Nili aqua dulcis. -- Kap. XI Das Wasser des Nil verdunstet nicht -- Aqua Nili avaupoa. -- Kap. XII Das Wasser des Nil kennt keine Fäulnis -- Nili aqua immunis a putredine. -- Kap. XIII Von der Heilkraft des Nilwassers -- Nili aqua salubris. -- Kap. XIV Fischreichtum im Nil -- Pisäum in Nili copia. -- Kap. XV Name und Körperbau des Krokodils -- Crocodili etymologia et somatologia. -- Kap. XVI Physiologie und Bestimmtheit des Krokodils durch die Zahl Crocodili physiologia et arithmologia. -- Kap. XVI Freunde des Krokodils -- Crocodili philologia. -- Kap. XVIII Feinde des Krokodils -- Crocodili echthrologia. -- Kap. XIX Hieroglyphischer Charakter des Krokodils Crocodili tropologia hieroglyphica. -- Kap. XX Beschreibung und Natur des Nilpferds -- Hippopotami descriptio et natura. -- Kap. XXI Wie Lebewesen bei Hochwasser des Nil auf den ägyptischen Feldern sich vermehren -- Animantia a Nilo exundante in agris Aegyptiorum gignuntur. - (u.v.a.) ISBN 9783825308797
ill., br. II volume parte da una domanda in apparenza semplice: come ha potuto un'isola situata ai margini dell'Europa conquistare per oltre due secoli una posizione dominante sulla scena mondiale? Una fitta rete di relazioni - commerciali, economiche, politiche, militari, ma anche culturali e intellettuali - hanno permesso la creazione dell'Impero. Wende ripercorre lo sviluppo del commercio, senza trascurare gli elementi che hanno permesso all'Inghilterra elisabettiana di scalzare la Spagna dal controllo dei traffici con le Americhe; esamina le ragioni dei successi della marina militare; analizza le strategie politiche e le regolazioni dei rapporti con le élites locali nelle colonie. Tutto questo senza trascurare le dinamiche di politica interna, per giungere, infine, alle lotte e ai movimenti di liberazione e decolonizzazione, che hanno lasciato come eredità all'Inghilterra il Commonwealth e al resto del mondo una serie di questioni geopolitiche in buona parte ancora irrisolte.
In-16 gr., mz. pelle con ang., titolo oro al dorso, pp. 222,(2), con 1 carta geografica fuori testo. Memorie di un marinaio cecoslovacco che alla fine dell'800, e per circa 30 anni, visse nelle regioni artiche tra gli eschimesi. In buono stato (good copy).
in 8°; pp. 222; br. con sovracop.; coll. La ruota della fortuna. un soggiorno di trent'anni, di un marinaio ceco, fra gli eschimesi delle isole della Nuova Siberia e in Alasca
236pp., 21cm., softcover, text in German, Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Doktorgrades der Philosophischen Fakultät der Universität zu Köln), good condition, T54547
Buenos Aires, Ediciones Anaconda, 1952, 3 tomos, 23 x 15 cm., mapas y diagramas intercalados en el texto, XV – 356 págs. = VIII – 407 págs. = IX – 432 págs. – 1 h.
ill. In una manciata di secoli, da piccola città stato sulle rive del Tevere, Roma si trasforma nella sovrana del mondo conosciuto: il suo dominio si estende dalla Gallia all'Africa del Nord, dalla Spagna all'Asia Minore, e la sua capacità di espansione sembra illimitata. Nelle regioni a est del Reno, tuttavia, le tribù germaniche sono irrequiete e minacciano i confini. E così nel 9 d.C. il generale Publio Quintilio Varo parte con tre legioni per sedare le rivolte nei territori settentrionali. Né lui né i suoi soldati faranno mai ritorno a Roma: nella selva di Teutoburgo un'orda di guerrieri capeggiati da Arminio tende un'imboscata alle truppe imperiali; i romani, stanchi e impreparati, vengono colti alla sprovvista e trucidati uno a uno. Dopo aver perso tutti gli uomini e le insegne, Varo e i suoi ufficiali, per il disonore, si tolgono la vita. È il momento in cui Roma si rende conto di non essere invincibile; ed è la spaventosa sconfitta che segna definitivamente l'arresto dell'espansione romana nell'Europa centrale. Peter S. Wells, con sicuro dominio delle fonti antiche - letterarie e archeologiche - e accattivante piglio affabulatorio, conduce il lettore sulle orme dei legionari romani e fa rivivere i loro ultimi istanti di vita, il panico e il dolore della disfatta. Ma racconta anche la prospettiva degli aggressori, di quei popoli sempre ritenuti barbari che, in definitiva, non hanno fatto altro che difendere la propria libertà e autonomia. Con "La battaglia che fermò l'Impero" - narrazione e documentato saggio storico - il Saggiatore invita a riscoprire la cronaca di un punto di svolta epocale, che spiega come da quel giorno sia cambiata la storia d'Europa e dell'umanità intera.
br. I conquistatori romani li hanno chiamati «barbari». Cesare e Tacito ne hanno descritto gli usi primitivi, lo stile di vita selvaggio, le forme di organizzazione politica elementari: popoli senza alcuna tradizione scritta, con una scarsa identità sociale. Sono le popolazioni celtiche e germaniche che l'impero romano incontra, combatte e ingloba nella sua espansione in Europa, dalle Gallie alla Germania fino alla Britannia. Da allora il termine «barbaro» è sinonimo di arretratezza e inciviltà, un marchio con cui stigmatizzare l'altro ritenuto inferiore. Negli ultimi decenni, tuttavia, ricerche e studi archeologici hanno modificato la nostra percezione di questi popoli, rivelando un quadro sociale e culturale molto complesso e variegato. A partire da questa nuova prospettiva, Peter S. Wells propone una storia alternativa dell'epoca romana e compie un viaggio nel tempo che dall'età del Ferro giunge fino al In secolo d.C.: resti di mura e templi, vasellame, gioielli, manufatti e monete provano l'esistenza di civiltà evolute, che dopo la conquista romana entrano in simbiosi con la cultura dei «vincitori» e svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione della società romana in ambito commerciale, militare e religioso. La parola ai barbari smentisce consolidati luoghi comuni e rende manifesta un'interazione culturale ricca e feconda, nella quale i tradizionali ruoli di conquistatori e conquistati sono stati in realtà meno rigidi di quanto tramandato dalla storiografia. È questo l'humus che ha reso fertile il terreno su cui si è sviluppata l'Europa, e da cui si è formato il primo nucleo della nostra identità.
br. Nel 1834 la "questione indiana" risultava risolta. Con la firma del trattato, gli Indiani accettavano un vasto territorio dove avrebbero potuto vivere in libertà. Poi esplosero le ribellioni, le prime battaglie. Che cosa aveva provocato la svolta nei rapporti fra i bianchi e gli Indiani? La storia non ha dubbi: i conquistatori europei non avevano rispettato i patti. La loro avidità li aveva spinti a forzare i confini, a penetrare nel territorio indiano e conquistarlo con la forza. Le tribù disseppellirono l'ascia di guerra. Le cronache individuano due eventi in particolare: il massacro del Minnesota, nel 1862, e la battaglia di Wounded Knee, nel 1890. Tra questi si snoda un sanguinolento trentennio di agguati, scontri e carneficine. Di questo periodo, l'autore ci fornisce un quadro completo, passando in rassegna le grandi battaglie, come Washita o Little Bighorn, e dedicando pagine memorabili ai leggendari capi guerrieri come Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Giuseppe, Toro Seduto. Ma la miccia che diede fuoco alle polveri non fu soltanto il dominio delle terre, bensì un'antitetica concezione della vita: per i Sioux, i Cheyenne, gli Ute, i Comanche, gli Apache, i Nasi Forati o gli Arapaho, la guerra serviva a dar prova del loro coraggio individuale. Per gli usurpatori europei, invece, era un'operazione da concludere in fretta, attraverso lo sterminio "scientifico" del nemico. Le fasi di quella epopea sono raccontate da Wellman con grande perspicacia storica, ma non senza una viva partecipazione, rendendo il libro un contributo doveroso alle tribù degli Indiani, la cui unica colpa fu quella di difendere la propria dignità e la propria libertà.
Paperback with lighlty rubbed front cover, otherwise like new without any notable flaws. AD Used
In-16 (mm. 180x110), vol. 1° (su 2), mz. pelle mod., tit. oro su due tasselli al dorso, conserv. brossura orig., pp. XI,272,(2). Vol. XXI della “Raccolta de’ viaggi.. nelle varie parti del mondo.. dopo quelli di Cook, e non pubblicati fin ora in lingua italiana”. Mancano le 4 tavv. f.t. indicate in Indice. Con alcune fioriture, ma complessivam. buon esemplare con barbe.
Hardcover (no jacket as published) printed boards, very good condition. Boards are very clean and internally excellent throughout. DP Used
Paperback, very good condition. Front cover is a little scuffed at upper corner, otherwise remain clean. Internally excellent throughout. DP Used
SIGNED BY AUTHOR - EZER WEIZMAN (1924-2005), the seventh President of Israel (first elected in 1993 and re-elected in 1998), who before the presidency served as commander of the Israeli Air Force and Minister of Defense. Contains b&w plates. 220x145mm. 302 pages. Hardcover with dust jacket. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
ISBN : 2851081179. Chêne. 1977. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 126 pages de texte et 65 illustrations en noir et blanc et en couleur, dans et hors texte. Provenance des mansucrits. Planches et commentaires.
ill., br. La Repubblica di Weimar è stata a lungo dipinta solo come un momento di passaggio, seppur drammatico, tra la Grande Guerra e il Terzo Reich. In realtà, fu molto di più. Il sistema di democrazia parlamentare che seppe realizzare fu sorprendente: non solo perché nacque pochi mesi dopo la fine di un conflitto mondiale da cui la Germania era uscita sconfitta e umiliata da quanto stabilito nel Trattato di Versailles ma, soprattutto, per la portata delle trasformazioni politiche, sociali e del costume che la contraddistinsero. Alle riforme di welfare si accompagnò una vivacità intellettuale e una creatività che fecero in particolare di Berlino una capitale mondiale dell'arte d'avanguardia: la letteratura, l'architettura, il cinema, la fotografia e la filosofia furono rivoluzionati da personalità le cui opere sono divenute capisaldi della cultura occidentale del Novecento. Con una narrazione calibrata e sempre avvincente, Weitz fa rivivere quel periodo di radicali contrapposizioni, con l'ausilio di documenti istituzionali, articoli e testimonianze dirette corredati da immagini e fotografie. Ne emerge un quadro esaustivo dei quattordici anni della repubblica, con le sue molte luci e le sue altrettanto numerose zone buie. Questa edizione è arricchita da una nuova introduzione e da un capitolo finale dedicato all'eredità di Weimar, come simbolo di tutte le fragilità che insidiano ogni democrazia.
ill., br. Un viaggio nell'universo femminile che ha segnato la breve vita di Rodolfo d'Asburgo, dalla tenera età alla sua fine. Il principe ereditario aveva poca considerazione della donna, che nel migliore dei casi etichettava come amante o facile preda sessuale. La causa principale di questa scelta è stato quasi certamente il comportamento che la madre ha avuto nei suoi confronti. Come scrive l'autore, "Elisabetta era una madre incompleta. Non riuscì ad avere la meglio sulla strapotente suocera per detenere il controllo sui figli... Una crisi matrimoniale e il labile stato fisico e psichico dell'imperatrice, che la portò ad allontanarsi dalla famiglia, fecero il resto... e così Rodolfo crebbe praticamente senza madre". Gisella, la sorella maggiore, era invece l'inseparabile compagna di giochi. Un legame solido, sincero, che sarebbe durato tutta la vita. Anche in nonna Sofia Rodolfo trovò una figura affidabile, sempre presente, autorevole ma affettuosa. Ligia al dovere, Sofia si adoperò instancabilmente per preparare il tanto atteso nipote al suo futuro ruolo di imperatore. La sorella minore, Maria Valeria, unica fortunata beneficiaria di un amore materno che Rodolfo aveva così tanto agognato per sé, fu invece bersaglio di tutte le insicurezze e gelosie del fratello. Infine la moglie Stefania nella quale l'erede al trono aveva riposto le uniche speranze di una vita familiare serena, di un focolare di affetti e sincera complicità: un sogno infranto da diversità caratteriali e da visioni del mondo diametralmente opposte. E poi c'è la giovanissima Mary Vetsera, che non aveva alcuna possibilità di realizzare il suo sogno d'amore, ma che ostinatamente continuava a crederci. Tra questi famosi personaggi fa capolino anche il vivace universo di donne normali - balie, tate, istitutrici, prostitute - che hanno dato a Rodolfo quel po' di amore e comprensione umana che gli hanno consentito di sopravvivere. Da non dimenticare il ruolo avuto dall'amica-amante Mitzi Caspar, una escort d'alto bordo, alla quale Rodolfo era molto affezionato: è stata forse l'unica donna che ha amato veramente. Infatti nel suo testamento ha provveduto generosamente al suo futuro. Il libro ci svela anche i molteplici aspetti della vita al femminile nell'Ottocento, dalla maternità al ruolo delle donne in famiglia, dalla sessualità ai primi vagiti di un'emancipazione femminile che, seppur ancora lontana, avrebbe mutato radicalmente la società europea. Quel "mondo di ieri", già descritto magistralmente da Stefan Zweig nella sua indimenticabile autobiografia, ci viene ripresentato in queste pagine.
HEBREW-ENGLISH. 27X21 cm. 47+49 pages. Softcover. Cover corners slightly wrinkled. Spine edges slightly scratched. Else in good condition.