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ill., br.
ill. Tesoro del Piemonte, inclusa dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità per il suo paesaggio vitivinicolo, la zona di Langhe, Roero e Monferrato è formata da territori profondamente diversi tra loro, che combinano l'antica tradizione contadina con la ricerca e l'innovazione. Ma oltre all'eccellenza culinaria e agli antichi borghi che punteggiano le colline, sotto la carezza della nebbia questa regione nasconde 111 storie e personaggi unici al mondo.
ill., br. Siamo sicuri che là penna Bic sia francese? Cosa c entrano Gramsci e la Fiat? Si può viaggiare su una dentiera? Romana, un po'rinascimentale, poi barocca, liberty e contemporanea, aristocratica e operaia, tecnologica e magica, Torino è da sempre La Capitale: dei Savoia, d'Italia, delle Alpi, del lavoro. Tra "piole" e caffè storici, architetti visionari e imprenditori illuminati, questa guida racconta 111 Torino diverse, luoghi, storie e persone.
br. Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chiamiamo "Popoli del Mare" e al loro arrivo caddero regni millenari e l'intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui. L'Età del Bronzo era stata un'epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un'economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno invece portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire "globalizzato". Il quadro archeologico ci restituisce un'organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile, come la nostra, ma che cadde di schianto. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall'Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un'intesa internazionale che coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani - Egizi, Ittiti, Assiri, Babilonesi, Mitanni, Minoici, Micenei, Amorrei, Ugariti, Cretesi, Ciprioti, Cananei -, ma le loro vicende sono così "moderne" che la loro storia suona ormai come un monito rivolto al nostro mondo.
br. Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chiamiamo "Popoli del Mare" e al loro arrivo caddero regni millenari e l'intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui. L'Età del Bronzo era stata un'epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un'economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno invece portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire "globalizzato". Il quadro archeologico ci restituisce un'organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile, come la nostra, ma che cadde di schianto. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall'Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un'intesa internazionale che coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani - Egizi, Ittiti, Assiri, Babilonesi, Mitanni, Minoici, Micenei, Amorrei, Ugariti, Cretesi, Ciprioti, Cananei -, ma le loro vicende sono così "moderne" che la loro storia suona ormai come un monito rivolto al nostro mondo.
Hardcover in acceptable condition. Worn jacket with several nicks and tears along the edges. A portion of the rear upper jacket corner is torn off. Jacket spine is chipped at each end. Pencil mark on front inner jacket flap. Jacket is protected in a plastic sleeve. Contents are sound and clear. CM Used
brossura
ill., br. Il 12 aprile 1973 il Movimento Sociale Italiano e il Fronte della Gioventù indicono a Milano una manifestazione contro la "violenza rossa". A tenere il comizio fu chiamato l'On. Ciccio Franco, il leader e l'emblema della rivolta di Reggio Calabria. Dopo la tentata strage sul treno Torino-Roma del 7 aprile precedente, la manifestazione venne vietata. Si radunarono comunque nel centro di Milano centinaia di militanti dell'Msi e delle principali organizzazioni della destra extraparlamentare, tra loro i cosiddetti "sanbabilini", che si scontrarono violentemente per ore nel centro cittadino con le forze dell'ordine. Nel corso degli incidenti furono incendiate automobili, assaltati luoghi di ritrovo della sinistra, sparati colpi di pistola e lanciate bombe a mano. Una di queste colpì al petto l'agente di polizia Antonio Marino che rimase ucciso all'istante. Quel 12 aprile 1973 sarà ribattezzato come il "Giovedì nero" di Milano. I responsabili dell'uccisione dell'agente furono arrestati e condannati. Gli organizzatori della manifestazione incredibilmente assolti. Ripercorrendo gli atti giudiziari e le cronache del tempo, il libro, corredato da diverse fotografie inedite, ricostruisce quella giornata, ma anche la realtà del neofascismo milanese di quegli anni, con il suo portato di sistematica violenza, l'intreccio con la criminalità comune e gli ambienti del terrorismo nero: protagonista di primo piano della strategia della tensione in Italia.
br. Una fredda giornata di dicembre, un giorno come un altro. Affari da sbrigare. Cambiali da pagare. Bancarelle. Compere da fare prima di un Natale ormai imminente. Niente di speciale. Poi, improvvisamente, una bomba. E tutto cambia. Segna un prima e un dopo, a Milano e in tutta Italia. Un prima che rigetta la violenza come strumento della lotta politica, un dopo in cui la violenza ne diventa l'arma, tanto da far temere un possibile colpo di Stato. Alcuni protagonisti di questa vicenda hanno nomi scolpiti nel nostro immaginario: il commissario Luigi Calabresi, il questore Marcello Guida, il ballerino Pietro Valpreda, il ferroviere Giuseppe Pinelli. Poi ci sono gli altri, per lungo tempo ignoti, quelli che lavorano sotto traccia manipolando le informazioni, occultando le prove e insabbiando le indagini. Senza contare i misteriosi 'suicidi', che come un contagio travolgeranno alcuni uomini coinvolti nella vicenda. Una ricostruzione serrata del 'giorno della strage' con uno sguardo incrociato sulle vittime, gli esecutori, i servizi segreti e i politici.
INCONNU.. Non daté. In-4 Carré. En feuillets. Etat passable. Livré sans Couverture. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 12 planches illustrées en noir et blanc. Agraffes rouillées. La planche N° 12 est très abimée.
ill., ril. Questo libro è molto più di una semplice guida: non si limita a offrire indicazioni o suggerire mete, ma prende per mano il lettore e lo accompagna nella scelta del suo viaggio, offrendo una panoramica completa dei punti di forza di ogni destinazione, siano essi paesaggi spettacolari, maestosi monumenti o spiagge incontaminate. Dalle condizioni climatiche alle norme sanitarie, dal fuso orario ai periodi consigliati, senza dimenticare le ragioni di ciascun viaggio: vacanza in famiglia? Weekend di shopping estremo? Viaggio di nozze esotico? Tour culturale? Safari fotografico? Con 7000 proposte in 120 Paesi, illustrate da splendide fotografie e arricchite di suggerimenti preziosi, questo volume saprà trovare la soluzione per tutte le esigenze, per aiutarvi a organizzare proprio il viaggio dei vostri sogni.
ill., br. Gli autori hanno raccolto in quest'opera i loro luoghi del cuore: Mappe per ogni Paese con tutti i colpi di fulmine posizionati; Colori intensi, e immagini sorprendenti, che pagina dopo pagina vi invitano al viaggio; "Buono a sapersi" con consigli pratici e siti internet; Una tavola riassuntiva con i periodi migliori per partire, in base alla destinazione.
ill., br. Firenze è sempre stata terra di contrasti e diatribe. Il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, iniziato secondo la tradizione nel 1216 con una faida tra famiglie dell'aristocrazia cittadina, ci riporta indietro nel tempo, tra le vie di una città completamente diversa da quella che abbiamo oggi davanti agli occhi. Sfogliando le pagine di questo libro, dove il racconto si accompagna a un repertorio di immagini d'epoca, ci ritroveremo immersi nella Firenze del Medioevo, con le sue torri e i suoi vicoli, le sue piazze e i suoi palazzi storici...
Hardcover (no jacket as published), printed boards, very good condition. First Edition. Minor shelf wear and some small scuffs to the bottom edges otherwise no issues. Internally excellent throughout. DP Used
br. 23 agosto 1268. In una sperduta località della Marsica, Tagliacozzo, i cavalieri si preparano alla battaglia. Da un lato troviamo schierati i soldati tedeschi e i ghibellini italiani, raccolti attorno al duca di Svevia, legittimo pretendente del Regno di Sicilia, il giovanissimo Corradino. Dall'altro le truppe francesi e i guelfi della Penisola sotto le insegne del sedicente sovrano del Mezzogiorno, lo spregiudicato e ambizioso Carlo d'Angiò. Lo scontro che ne segue è destinato a segnare il futuro dell'Italia: di fatto da questo momento il Sacro Romano Impero perderà ogni ruolo nel nostro paese e per lunghi secoli il Papato si troverà a svolgere un ruolo egemonico. Non solo, da ora il Mezzogiorno si troverà ad avere nuovi sovrani stranieri, francesi o spagnoli, che ne separeranno interessi e destini dal resto della Penisola. L'introduzione, per la prima volta in Europa, delle tattiche apprese dai saraceni nel corso delle crociate, contribuisce a rendere unica questa battaglia anche da un punto di vista militare. Il mondo cavalleresco, con i suoi riti e i suoi vincoli, viene cancellato e sostituito da forme di guerra brutali e prive di remore.
br. Il 6 agosto del 1284 è la festa di San Sisto: un giorno solitamente fausto per Pisa. Quel giorno, al largo di Livorno, nei pressi delle secche della Meloria, Genovesi e Pisani si affrontarono in una delle più grandi battaglie navali del Medioevo. La causa immediata è la contesa per il controllo della Corsica. In realtà, al centro v'è soprattutto il tentativo di affermare la propria supremazia su tutto il Tirreno al fine di salvaguardare le rotte per la Sicilia, l'Africa settentrionale e il Levante mediterraneo. In effetti, le due città giunsero allo scontro al culmine di una serie di rivolgimenti - dalla caduta dell'Impero Latino di Costantinopoli all'ascesa della potenza angioina, allo scoppio della guerra del Vespro - che mettevano in discussione gli equilibri raggiunti a fatica. La ricostruzione del volto di questa battaglia e della sua lunga preparazione consente di riportare alla luce, oltre alla brutalità del combattimento sul mare, il profilo di un Medioevo diverso: quello marittimo e navale, dove gli orizzonti improvvisamente si allargano e dove piccole città si rendono protagoniste di rivoluzioni - da quella commerciale a quella nautica, a quella finanziaria - capaci di mutare il corso della storia.
br. Il 6 agosto del 1284 è la festa di San Sisto: un giorno solitamente fausto per Pisa. Quel giorno, al largo di Livorno, nei pressi delle secche della Meloria, Genovesi e Pisani si affrontarono in una delle più grandi battaglie navali del Medioevo. La causa immediata è la contesa per il controllo della Corsica. In realtà, al centro v'è soprattutto il tentativo di affermare la propria supremazia su tutto il Tirreno al fine di salvaguardare le rotte per la Sicilia, l'Africa settentrionale e il Levante mediterraneo. In effetti, le due città giunsero allo scontro al culmine di una serie di rivolgimenti - dalla caduta dell'Impero Latino di Costantinopoli all'ascesa della potenza angioina, allo scoppio della guerra del Vespro - che mettevano in discussione gli equilibri raggiunti a fatica. La ricostruzione del volto di questa battaglia e della sua lunga preparazione consente di riportare alla luce, oltre alla brutalità del combattimento sul mare, il profilo di un Medioevo diverso: quello marittimo e navale, dove gli orizzonti improvvisamente si allargano e dove piccole città si rendono protagoniste di rivoluzioni - da quella commerciale a quella nautica, a quella finanziaria - capaci di mutare il corso della storia.
br. L'11 giugno 1289, a Campaldino, nella angusta valle del Casentino, si scontrano due grandi eserciti capeggiati da Firenze e da Arezzo. 20.000 fanti e oltre 2.000 cavalieri divisi da rivalità ideologiche, volontà egemoniche e interessi economici. Infatti le città toscane sono tutte guelfe e Firenze è ormai assurta al rango di vera e propria potenza regionale, i Ghibellini sono ridotti all'esilio e trovano rifugio in sparuti capisaldi come Pisa e Arezzo. La guerra che si apre allora è per una parte una guerra di sopravvivenza, a fronte di un contesto internazionale che vedeva il campo imperiale in gravissima difficoltà, per l'altra è di affermazione di un dominio e di una centralità che non accettano rivali o resistenze. Dopo due anni dall'andamento incerto e dalle sorti altalenanti, il conflitto si decide in un unico scontro. Una battaglia entrata nella storia perché non si trattò soltanto dell'ennesima guerra tra Comuni, così frequenti nel Medioevo italiano, ma anche tra fazioni e persino di guerra civile, militando fuorusciti nell'uno e nell'altro schieramento. A Campaldino, tra i cavalieri della prima schiera, quelli che avrebbero dovuto eseguire le azioni più temerarie, vi è un giovane Dante Alighieri che non dimenticherà facilmente le scene agghiaccianti di quel giorno di sangue, lasciandone traccia nella sua Commedia.
ill., br. Non è molto noto che le Marine belligeranti fra il 1939 ed il 1945 perdettero più di 1300 sommergibili, quasi sempre con l'intero equipaggio. La quota più consistente di unità subacquee non tornate alla base spetta alla Germania, con 784 U-Boote affondati, su 1162 entrati in servizio: pesante pedaggio pagato agli attacchi ai convogli degli Alleati, i quali impiegarono apparati di ricerca e mezzi di distruzione sempre più progrediti e micidiali. Seguono: Giappone (129 unità perdute); Unione Sovietica (108); Italia (98); Gran Bretagna (74); Francia (62); Stati Uniti (50). Se si aggiungono le perdite di Olanda, Grecia, Jugoslavia e Finlandia, il "tetto" degli affondamenti sale ancora, senza considerare i 221 U-Boote autoaffondatisi all'annuncio della capitolazione della Germania.
ill., br. Quanti musei possono essere disseminati in una provincia? Questa pubblicazione risponde ambiziosamente alla domanda, per un territorio che può essere esso stesso considerato un museo a cielo aperto: il Trentino. Una guida insolita, che decide di cominciare il proprio viaggio dalla "periferia" trentina, per poi raggiungere Trento e i suoi più famosi musei solo alla fine: dall'Alta Valsugana al Tesino e Primiero, dalle Valli di Fiemme e di Fassa alle Valli di Non e di Sole, per poi passare attraverso le Giudicarie, la zona del Garda e degli altri laghi, gli Altipiani Cimbri e la Paganella. Seguendo una spirale "temeraria" e "spericolata" che scardina volutamente la visione "trentocentrica", l'Associazione Araba Fenice di Arco è andata alla scoperta dei piccoli e grandi musei trentini, che in un'unica grande immagine composta da migliaia di reperti ed oggetti sembrano una "magnifica ossessione". Incrociando una mole notevole di dati ricavati da siti internet, guide espositive, articoli giornalistici e visite in prima persona, i musei sono stati organizzati, per territorio e in ordine alfabetico, in schede ricche di curiosità, informazioni e fotografie.
EDITIONS DE L'ECOLE. 1966. In-8 Carré. Relié. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 287 pages illustrées de gravures couleurs et noir et blanc dans le texte. Couverture illustrée. Classe de 4ème.
br. Dal grande gioco internazionale della guerra e delle finanze regie al panico sui mercati: la storia del grande crack degli anni '40 del Trecento è ricostruita in parallelo con la crisi della finanza pubblica che causò la bancarotta di Firenze. Le cronache dell'epoca restituiscono con toni drammatici la ricerca di provvedimenti di emergenza per rassicurare i creditori senza annientare l'imprenditoria cittadina, mentre la nascita di un sistema di debito pubblico (il cosiddetto "Monte") diventa la chiave per il finanziamento della Repubblica e per l'uscita dalla perversa spirale di quel fatidico 1345. Affiora cosi una complessa strategia di salvaguardia della credibilità degli operatori fiorentini, destinata a modificare i rapporti tra cittadini e Stato fino a costituire la nuova etica civica del primo Rinascimento.
br. Principi, conti, baroni, ufficiali della guardia, giovani sfaccendati, borghesi! Non è forse la prima volta nella storia che una rivoluzione viene scatenata da coloro che non hanno nulla da guadagnare, se ha successo? Di solito è il popolo oppresso che insorge contro i privilegiati per nascita e per ricchezza, mentre, oggi, sono i privilegiati per nascita e per ricchezza che rischiano la pelle per offrire la libertà al popolo. Non vi è stata mai, in verità, una impresa più disinteressata, più nobile, più strana! Mai gli uomini furono più grandi e più pazzi! Tutti questi giovani, coi loro volti comuni, sono eroi degni dell'antichità! (Henry Troyat, La gloria dei vinti)
ill. Nel corso della Seconda guerra mondiale Brescia fu bombardata più volte, la prima il 14 febbraio 1944. L'autore, descrivendo l'incursione aerea e le sue conseguenze per la popolazione civile, ha inteso ordinare i documenti e focalizzare le informazioni reperite su quello che avvenne quel giorno. Il libro è corredato da: 55 fotografie, 42 riproduzioni di documenti, 8 elaborazioni grafiche.
ill., br. Si inizia dalla Valle di Champorcher, si continua nel Parco Mont Avic e verso ovest nelle valli del Parco nazionale del Gran Paradiso: Valle di Cogne, Valsavarenche, Val di Rhémes e poi nella tranquilla Valgrisenche. Alla testata della Vallée si scoprono i laghi e i panorami di La Thuile, intorno al Piccolo San Bernardo e in Val Veny, al cospetto del Monte Bianco. Si procede verso oriente, negli altopiani di Saint-Nicolas, verso la Svizzera al Gran San Bernardo, nella solitaria Valle di 011omont e in Valpelline. Infine si cammina in Valtournenche, sulla Gran Balconata del Cervino e di fronte ai ghiacciai del Monte Rosa, tra le architetture walser della Val d'Ayas e della Valle di Gressoney. In ogni valle vengono proposte prima le gite sul versante orografico destro, poi su quello sinistro. In tutto ci sono 17 escursioni con anelli più o meno ampi, 6 brevi trekking di due giorni, 25 gite classiche con andata e ritorno sullo stesso percorso, per vedere 142 laghi. I laghi alpini sono la meta ideale per mettere d'accordo amanti dell'acqua e della montagna, escursionisti allenati e principianti, fanatici dei grandi panorami e appassionati di bagni. Meglio ancora se il lago si raggiunge dopo un cammino non troppo lungo, e poi c'è la possibilità di proseguire verso un secondo o terzo lago, o un colle. Sulla sponda del primo lago si ferma chi preferisce una passeggiata bella ma breve, mentre chi cerca gite più lunghe può salire ancora. È il filo conduttore di questa guida, che propone gite da 2 a 7 ore di cammino, passeggiate di mezza giornata e trekking di due giorni, itinerari ad anello per vedere più panorami, escursioni per l'estate ma anche per la tarda primavera e l'autunno. Gli itinerari sono adatti a tutti gli escursionisti, su sentieri facili e segnalati, mentre solo poche varianti sono per escursionisti esperti. 48 gite in tutte le valli valdostane, con cui si raggiungono mete poco frequentate e si scoprono aspetti inconsueti di luoghi famosi.