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brossura Nel biennio 1848-49 si pongono le premesse per la formazione del futuro Stato italiano. Infatti il compimento del processo risorgimentale verrà dall'incontro del Piemonte - che confermò in quel frangente lo Statuto albertino come esempio di liberalismo per tutti gli italiani - con il sacrificio dei volontari che avevano dato vita alle 5 giornate di Milano, alla sollevazione di Venezia e alla Repubblica Romana. Retaggio di quest'ultima fu la Costituzione votata il 9 febbraio 1849 essenzialmente per volontà di Giuseppe Mazzini. Svanito il mito di Pio IX, l'avvenire d'Italia era affidato a queste forze, non sempre in accordo fra loro, ma che convenivano tutte nell'ideale di un'Italia unita, indipendente e dotata di liberi ordinamenti.
ISBN : 271890092X. Desclée. 1977. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 253 pages. Illustré d'une reproduction en noir et blanc hors texte. Annotations en page de garde. Pages de garde légèrement jaunies. 1848 ou l'Evangile mobilisateur. La divine surprise. Le grand parti de l'Ordre...
Vol. in -4 (24 x 28,5 cm.), legatura editoriale cartonata blu con titoli in bianco, rosso e verde sul piatto ant., pp. 287, (1) con moltissime illustr. in b.n. e colori nel testo e a p.pagina. In buone condizioni.
ill., br. Nella primavera del 1865 avvenne quanto era inaspettato fino a pochi mesi prima: il trasferimento della capitale politica del Regno d'Italia da Torino a Firenze. Fu una ferita per Torino e per i piemontesi che si sentirono defraudati di quello che consideravano un diritto intangibile per meriti risorgimentali; e fu una sofferenza per Firenze, consapevole che il trasferimento era provvisorio, sulla via di Roma, predestinata al ruolo di capitale dallo stesso Cavour. In estate il processo di spostamento della corte e delle strutture amministrative si era consumato, ma restavano le divisioni politiche e lo scontento dei fiorentini che ne subivano le conseguenze, soprattutto in termini di costo della vita. I più insoddisfatti erano forse gli elettori della Destra storica, il ceto politico maggioritario considerato responsabile dell'aggravio dell'imposizione fiscale e della "prosa" della costruzione di uno stato che era tale solo nella sua veste politica e istituzionale. Le elezioni dell'ottobre 1865 registrarono proprio questo malcontento. Il volume ricostruisce le vicende complesse di questo passaggio focalizzando l'attenzione proprio sul 1865.
ill., br. I diversi saggi proposti in questo volume affrontano a tutto campo i principali nodi storici che hanno segnato il 1866, un anno fondamentale per la storia d'Italia e d'Europa. Vengono indagati i rapporti diplomatici tra l'Italia e l'Impero austriaco prima della Terza guerra d'indipendenza e poi nel corso della crisi geopolitica che portò al conflitto, che lo accompagnò nel suo svolgersi e che lo seguì. Sono approfonditi il ruolo strategico del Quadrilatero - la regione fortificata più importante d'Europa -, l'importanza della battaglia di Custoza e della sua memoria, oltre che, ovviamente, l'apporto del volontariato militare garibaldino, indagato sia a livello nazionale che locale. Infine, sono stati oggetto d'esame altri importanti temi come la gestione del dissenso all'interno della Venezia da parte della polizia austriaca e l'uso pubblico della memoria risorgimentale e dei suoi "martiri".
Madrid, P. Abienzo, 1872, 20 x 13,5 cm., holandesa piel de época, conserva cubiertas originales, 506 págs. + 1 hoja + 3 láminas y croquis plegado de la batalla de Sedan en colores.
Paris, Félix Juven, 1907, 19 x 12'5 cm., XII - 319 págs.
(1873)[BOLLETTINO DELLA SOCIETA GEOGRAFICA ITALIANA.]Anno VII, volume X, fascicolo 3, settembre 1873. Roma, in 8, 94 pp, br originale. [Euro 14,00]
Allegata una piantina della città . 4to. pp. 50. . Ottimo (Fine). . . .
Action Populaire - Spes. 1931. In-12 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Coiffe en pied abîmée. Intérieur acceptable. 160 pages. Quelques pages non coupées. Tampon de bibliothèque en page de titre. Préface de S.E. le Card. Liénart.
ill., br. Il testo presenta le reazioni dell'opinione pubblica in Italia alla sconfitta di Adua attraverso l'analisi delle pagine di organi di stampa milanesi quali: Il Corriere della Sera, La Perseveranza, e Il Secolo. Inoltre, grazie a un'attenta lettura di noti manuali e testi storici, più o meno recenti, che hanno per argomento la battaglia di Adua e le sue conseguenze, il testo fa riferimento anche ad altri quotidiani e periodici dell'epoca. Emergono due aspetti: la politica aggressiva del governo italiano, guidato da Francesco Crispi, condotta con ambiguità e anche menzogne a livello politico e parlamentare; l'opposizione di una larga parte dell'opinione pubblica nazionale, dai cattolici, ai liberali ed anche ai radicali e socialisti, alla sciagurata avventura coloniale. Poi, sempre attraverso le pagine dei quotidiani indicati e di altri organi d'informazione, viene delineato il percorso politico e diplomatico che si svolse dalla sconfitta delle truppe italiane ad Adua, il 1° marzo 1896, sino alla pace fra Italia ed Etiopia, siglata in Addis Abeba il 26 ottobre dello stesso anno. Così il testo pone in risalto: il rifiuto dell'imperatore d'Etiopia di attaccare la colonia italiana dell'Eritrea, come gli chiedevano i suoi ras; l'arrivo all'accampamento del negus, appena tre giorni dopo la battaglia, di un rappresentante del governo italiano per intavolare trattative di pace; l'iniziativa diplomatica intrapresa dalla Chiesa Cattolica ma avversata da una parte della stampa; l'affermarsi, in parlamento e nel Paese, di una larga maggioranza a favore della pace. Dopo i tanti lutti della battaglia, si giunse, fra Italia ed Etiopia, ad una pace che durò, fino alla tragica aggressione fascista, quasi quarant'anni.
PARIS, Lib. Montgredien - In-4° à l'italienne - Couverture illustrée - Fascicules N° 2 à 20 représentant de gravures, en noir, sépia ou vert, non paginé - Très propre
ISBN : 2877063763. EDITIONS DE FALLOIS.. 1999.. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 330 pages. 1ère de couverture illustrée en noir et blanc. Nombreuses illustrations en noir et blanc, hors texte.
ISBN : 2905262052. SOUNY .. 1984. In-8 Carré. Cartonnage d'éditeurs. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 177 pages. Nombreuses photos en noir et blanc dans le texte. Note au stylo en face de la page de titre.
ill., br. "Nino Giordano, qui racconta fatti realmente accaduti nella tragica alba del 28 dicembre del 1908 (e nei giorni successivi), quando le due città dello Stretto, Messina e Reggio Calabria, furono rase al suolo dal più tremendo terre-maremoto, che seppellì sotto le rovine più di 80.000 sventurati abitanti. Storia dunque. Ma i fatti sono narrati, sulla scorta degli Episodi del terremoto di Messina pubblicati a Palermo da Antonio La Spada nel 1912, secondo l'ottica (ricostruita) dei padri gesuiti e in particolare di padre Liborio Rubino, effettivo narratore di secondo grado, che fu rettore, all'epoca, del collegio Cassibile di Gazzi (Messina) dove trovarono la morte trentanove alunni, sei sacerdoti e due fratelli laici." (Tratto dalla prefazione di Giuseppe Rando)
br. Il 1913 è l'anno chiave del Novecento, l'anno che avrebbe plasmato tutto un secolo. A dispetto dell'incombente tragedia - lo scoppio della prima guerra mondiale -, cento anni fa si manifestarono un fermento e una fecondità di opere e di talenti senza pari. Mentre Franz Kafka arriva quasi a impazzire d'amore, Ernst Ludwig Kirchner disegna le cocotte di Potsdamer Platz; Virginia Woolf ha pronto il suo primo libro mentre Robert Musil consulta un neurologo; Igor Stravinskij festeggia la prima assoluta di Le sacre du printemps e incontra la sua futura amante, Coco Chanel; Picasso e Matisse vanno a cavallo insieme; Freud e Jung incrociano le spade; Louis Armstrong si esibisce per la prima volta in pubblico e Charlie Chaplin firma il suo primo contratto con una casa cinematografica; Prada inaugura a Milano la sua prima boutique; montando la ruota anteriore di una bicicletta su un comune sgabello da cucina Marcel Duchamp compie la grande rivoluzione concettuale del Novecento. A Monaco, un uomo venuto dall'Austria dipinge acquerelli con le vedute della città e cerca di venderli. Si chiama Adolf Hitler.
br. Un anno imprevedibile e incantato ripercorso attraverso vite fantastiche e tragiche in cui, come nei frammenti di uno specchio, si fissano le speranze e le illusioni di un mondo che oscilla tra modernità e tradizione, futurismo e cubismo, espressionismo e impressionismo. La vita moderna corre veloce. Si può volare da San Pietroburgo a Berlino in sette ore e, a Detroit, Henry Ford avvia la prima catena di montaggio per la produzione di automobili. Sergej Djagilev medita vendetta contro la sua creatura, Vaclav Nizinskij, che ha cacciato dai Balletti russi per essersi dato a una donna. Isadora Duncan viaggia attraverso l'Europa per lenire il dolore causato dalla morte dei suoi due figli. Il 23 agosto, nel porto di Copenaghen, viene scoperta ufficialmente la statua della «sirenetta». Il più grande dandy del 1913, Gabriele D'Annunzio, impazza con le sue stranezze, mentre Kandinskij mette mano alla sua opera principale, Composizione vii. Il fisico Niels Bohr applica il calcolo delle probabilità ai film western e a Parigi l'artista Sonia Delaunay elabora con il poeta Blaise Cendrars l'audace idea del «simultaneismo». Alfred Agostinelli, autista e amante di Proust, abbandona il suo protettore e si iscrive a una scuola di volo sotto il nome di Marcel Swann, non sapendo di andare incontro a un destino infausto. A tirare le somme di quest'anno spettacolare è Paul Klee che nel suo diario scrive una chiusa: «Il 1913 è un'eccezionale dichiarazione d'amore per l'arte».
br. La trama intricata delle "cause" che hanno portato alla Grande Guerra è un vero laboratorio per lo studioso di storia. Partendo dalla scintilla dell'attentato di Sarajevo, lo storico Luciano Canfora svolge un'analisi che offre al lettore una prospettiva nuova. Accanto alla discussione dei fatti, delle circostanze e delle interpretazioni, è qui condotto un esame (acuto com'è proprio della scienza del filologo Canfora) delle parole che allora furono dette, e furono mortifere. Questa vivace sintesi si svolge attraverso i principali nodi storiografici: le diverse interpretazioni di parte; i comportamenti delle forze in campo; il rapporto tra i sistemi politico elettorali e i meccanismi delle decisioni; gli "scivolamenti progressivi" che condussero al conflitto; la "colpa tedesca" o la "responsabilità collettiva"; la "guerra degli spiriti" dei grandi intellettuali e degli accademici; la "reazione a catena" delle alleanze; i "falsi di guerra".
ill., ril. La Grande Guerra non fu soltanto il primo conflitto "totale" - capace, cioè, di coinvolgere e mobilitare ogni forza sociale ed enormi risorse economiche -, ma anche la prima guerra realmente globale nella storia del mondo. Essa rappresentò non solo per l'Europa, ma anche per molti paesi extraeuropei la "catastrofe originaria del XX secolo". Prima di allora mai nessun evento aveva cambiato la vita di così tante persone in tutti i continenti. La prima guerra mondiale dimostra quanto il mondo e il sistema di potere internazionale fossero globalizzati già nel 1914. Un disastro su vasta scala che, a partire dai Balcani, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l'assetto sociale e politico dei paesi che presero attivamente parte al conflitto, dall'Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Ed è proprio a partire da questo punto di vista globale che Oliver Janz analizza gli eventi e le conseguenze di lungo periodo del conflitto. Storia politica, economica, militare e sociale - dai movimenti delle masse e degli eserciti alla vita quotidiana delle popolazioni -, raccontata avvalendosi dei più recenti apporti della ricerca storiografica: un saggio che unisce al rigore della ricostruzione storica una prospettiva ricca di sfaccettature.
br. Le due guerre mondiali e i due decenni interposti composero un conflitto trentennale che sconvolse e trasformò in profondità la società europea. Non solo per la portata distruttiva delle vicende militari, ma anche perché l'ordine politico ed economico, l'organizzazione e la vita sociale furono fortemente plasmati dalle esperienze e dalle culture belliche. La dicotomia amico-nemico divenne egemone, tra gli Stati e al loro interno, fino a determinare la natura della cittadinanza. Le politiche nazionaliste e belliciste prevalsero a lungo su quelle democratico-sociali e solo al termine di quel lungo conflitto, cui parteciparono attori diversi e mutevoli nel tempo, il progetto di una modernità militarizzata e aggressiva soccombette di fronte a quello di una società rispettosa della pluralità degli interessi sociali. Di quel conflitto trentennale l'Italia fu tra i promotori e sovente protagonista tanto nell'ambito politico ed economico quanto in quello sociale e culturale, come per la prima volta i saggi qui proposti illustrano in modo originale e approfondito.
brossura Un progetto dell'associazione culturale ArteGrandeGuerra. Il catalogo "1914-2014. La guerra invisibile" intende indagare una materia fragile, delicata, vulnerabile e tuttavia preziosa e colma di significati che toccano intimamente i nostri tempi: la memoria di ciò che avvenne davvero nel mondo mentale di chi, cent'anni or sono, dovette partecipare a una guerra terribile, deflagrata nel cuore pulsante di un'Europa che pareva avviata verso un'era di sempre maggiore prosperità e di pace. La ricorrenza del centenario della Grande Guerra rappresenta un'occasione ineludibile per decodificare finalmente un evento ancora in gran parte incompreso, in qualche modo "invisibile", appunto. Nella convinzione che l'arte rappresenti una via significativa ma pochissimo battuta per raggiungere tale obiettivo, vengono qui presentate cento opere di soldati e artisti testimoni (facenti parte della raccolta esclusiva dell'associazione ArteGrandeGuerra), provenienti da tutti i fronti, da riferirsi in grande prevalenza a memorie recuperate: operazioni culturali ad un tempo faticose ed entusiasmanti, volte a trarre dall'oblio delle preziose testimonianze che erano a un passo dal disperdersi per sempre.
(geografia)[BOLLETTINO]della Reale Societ… Geografica. Fascicoli del 1914: n.7, 8, 9, 11, 12. In 8, ciascuno circa 100 pp tutte illustrate, br [Il lotto Euro 35,00]