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ill., br. Gavin Menzies propone una nuova ipotesi, basata sul ritrovamento di antiche carte nautiche, sull'analisi al computer di dati astronomici e sulla scoperta di relitti nel Mar dei Caraibi. Secondo l'ex ufficiale della Marina britannica, fu una spedizione cinese a raggiungere per la prima volta le coste americane e a compiere il primo viaggio completo intorno al mondo. Nel 1421, una flotta composta da più di cento navi, al comando del leggendario ammiraglio Zheng He, lasciò la Cina per attraversare l'Oceano Indiano, doppiare il Capo di Buona Speranza, esplorare le coste sudamericane e quelle australiane.
ill., br. Il 6 ottobre 1434, Cosimo il Vecchio rientra a Firenze dall'esilio accolto dai favori della nuova Signoria filo-medicea, nominata ad agosto, e sostenuto dal popolo, che preferiva i Medici al potere oligarchico degli Albizi e dei loro consorti. Inizia così di fatto il potere della famiglia fiorentina più famosa al mondo, una dinastia che attraverserà la storia fino al 1734, con la morte dell'ultimo discendente. In una narrazione costellata d'immagini d'epoca, gli autori ci conducono in un percorso dentro la Firenze di quei giorni - in particolare attraverso i tre Sestieri di Porta al Duomo, San Pancrazio e Oltrarno - alla scoperta del suo assetto urbanistico, in gran parte non più esistente, degli eventi storici e dei personaggi principali collocati nell'ambiente dove vivevano.
br. Fra le opere più enigmatiche della seconda metà del Quattrocento perugino, le cosiddette Tavolette di san Bernardino non hanno mancato, negli ultimi decenni, di suscitare indagini e ipotesi di lettura iconografica. Alberto Maria Sartore, sulla scorta di nuove ricognizioni documentarie, ne offre una re-interpretazione suggestiva ed eccentrica: i Miracoli di san Bernardino come metafora dell'epopea del "Magnifico" Braccio, figura di spicco dell'ascesa baglionesca nei decenni centrali del XV secolo. Il sesto titolo dei Quaderni della Galleria Nazionale dell'Umbria ci restituisce così un affresco vivo e pulsante della vita quotidiana di Perugia in quegli anni cruciali, facendo salire, come su un palcoscenico, uno a uno, i personaggi delle vicende che legano la casata dei Baglioni ai Montefeltro, agli Sforza, a intellettuali come Niccolò Perotti da Sassoferrato e il cardinale Bessarione, al papa "di turno" e ad altri potenti o eminenti dell'epoca. Una realtà sofisticata ed elegante sul piano culturale quanto complessa e intricata su quello delle manovre politiche, di cui le tavolette costituiscono, se non lo specchio, quanto meno l'ambita proiezione.
ISBN : 22132281X. FAYARD. 1992. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 381 pages.
ISBN : 2010006526. Hachette. 1970. In-8 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur bon état. 383 pages. Illustré de nombreuses photos et cartes en couleur. Une page déchirée. Coll. Isaac. Classiques Hachette.
Catalogo redatto in occasione della mostra " 1492-1992: Animali e piante dalle Americhe all'Europa ", tenutasi a Genova, dal 12 Ottobre 1991 al 31 Dicembre 1992 presso il Museo Civico di Storia Naturale " G. Doria ". Brossura con copertina flessibile plastificata, illustrata, in buonissimo stato di conservazione. Pagine integre, lievemente ingiallite, impreziosite da CCVII ( 207 ) illustrazioni fotografiche a colori e in bianco e nero, nel testo. N. pag. 323. USATO
ril. Cominciamo col dire che non erano tre. Le caravelle, ovviamente. Si tratta di un mito durevole, entrato prepotentemente nell'immaginario. Tre come i Magi, come i Moschettieri, per non citare altri e più sublimi paragoni. Volendo essere precisi, due caravelle e una nao: una grossa nave commerciale. Ma poco importa: il mito si costruisce a suon di semplificazioni. L'invito è a salire a bordo e a ripercorrere, passo dopo passo, le tappe del primo viaggio di Cristoforo Colombo, proprio quello che il 12 ottobre del 1492 porterà l'Ammiraglio ad avvistare la terra (le Indie o una sconosciuta?). Come per ogni navigazione, dovremo prepararci imparando a conoscere i tipi nautici, il regime dei venti, strumenti come la bussola, le carte, le tavole di martelogio per il calcolo del punto nave. Ma soprattutto saremo introdotti alla vita di bordo e incontreremo gli uomini che stanno per compiere la traversata. A guidarci sarà il Giornale di bordo, il diario su cui Colombo annotava tutto ciò che viveva in quelle settimane.
ISBN : 2262007527. PERRIN.. 1991. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 273 pages. Quelques planches photos en noir et blanc.
Mm 175x245 Cartonato rigido di X-225 pp., titolo in oro al dorso e al piatto, leggere abrasioni al dorso. Introduzione e scelta dei testi di Nicola Gasbarro con una nota di Guido Giuffrè e tre tempere di Giovanni Gromo. Volume in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Se nel 1492 qualcuno avesse rivelato ai sovrani di Spagna Ferdinando e Isabella anche solo la metà delle conseguenze che avrebbero avuto i viaggi di Cristoforo Colombo da loro finanziati, molto probabilmente sarebbe stato incarcerato come un volgare truffatore. Nessuno potè fare nulla, invece, contro la forza dirompente della realtà. Già a partire dal 1493, infatti, gli equilibri e gli assetti del pianeta furono letteralmente rivoluzionati: due mondi che, dopo la frattura geologica di 200 milioni di anni prima, erano rimasti estranei e ignoti l'uno all'altro, si incontrarono e si mescolarono, in un processo di reciproca osmosi e contaminazione che, da allora, è diventato sempre più intenso. Alla luce della storia ambientale, inaugurata da Alfred Crosby con il concetto chiave di "Scambio colombiano", e delle più recenti ricerche antropologiche, archeologiche e storiche, Charles Mann esplora la genesi e l'impetuoso sviluppo di questo "mondo nuovo", unico e globale, nato da un autentico terremoto ecologico. Le navi europee trasportarono oltreoceano - insieme ai coloni e, poi, agli schiavi - migliaia di specie botaniche sconosciute, e ne importarono altrettante. Il che spiega la presenza dei pomodori in Italia, delle arance in Florida, del cioccolato in Svizzera e dei peperoncini in Thailandia. Al traffico di piante e animali s'intrecciò poi la circolazione involontaria e clandestina di altre "creature" che ebbero quasi sempre effetti devastanti sull'ambiente e sulla salute...
ril. La pubblicazione dei quattro volumi collegati al Progetto Nathan è iniziata lo scorso anno con "Ernesto Nathan. L'etica di un sindaco", proseguirà nel 2021 celebrando il centenario della sua morte e, insieme, il 150° di Roma Capitale e si concluderà con il quarto volume nel 2022. Questo secondo volume è forse quello più complesso nella sua tessitura, perché include un arco storico di riferimento molto ampio, dai moti del 1848 e la Repubblica romana del 1849 al 1920. Un arco temporale che include in sé la data dell'avvenimento fondante, la "breccia" finale nel potere temporale della Chiesa e le ragioni storiche e ideologiche che la precedettero e seguirono, esplicitate in quattro "stanze", più che capitoli. Prefazione di Lucio Caracciolo. Contributi di Saverio Battente, Laura Biancini, Elena Camilli Giammei, Maurizio Ceccarani, Zeffiro Ciuffoletti, Claudio Costa, Bruno Di Porto, Valerio Di Porto, Riccardo Di Segni, Anna Maria Isastia, Massimo Locci, Luca Lorenzetti, Maria I. Macioti, Elèna Mortara, Marisa Patulli Trythall, Sandro Rogari, Marcello Teodonio, Giorgio Treves, Giulio Vaccaro, Angela Zucconi.
ill., br. Nel 1867 ha preso il via la straordinaria storia di successo del trasporto ferroviario tirolese: la conclusione dell'ultimo tratto della ferrovia del Brennero, da Innsbruck a Bolzano, ha gettato infatti le basi per uno dei più importanti collegamenti transalpini. Nel 2017, questa linea festeggia il suo 150° anniversario. Il volume, pubblicato in occasione di quest'evento, presenta un flashback storico ma anche visioni per il futuro: accanto a una retrospettiva sul passato movimentato, infatti, il libro verte anche su emozionanti tematiche future. Con il progetto del secolo, che prevede la realizzazione della Galleria di base del Brennero, questo tratto ferroviario viene approntato per poter affrontare le nuove sfide in tema di mobilità.
ill., br. In una Venezia dove convivono razze, fedi, mestieri, tipi umani e stili di vita diversi, il Ghetto rappresenta un singolare universo limitato nello spazio ma affollato nelle situazioni. All'inizio lo abitano in 700 persone, ma già un secolo dopo sono diventate quasi 5mila: una media di due metri quadrati a testa. Il che dà vita a un'edilizia che altera lo sky-line di Venezia: le case arrivano fino a sette piani. Dentro quel ristretto recinto di poche migliaia di metri quadri le convivenze tengono assieme dotti e ignoranti, banchieri e bottegai, medici e facchini, ma anche uomini e bestie; come le 1.500 oche che conferiscono una singolare colonna sonora all'ambiente, ma anche un appetitoso contributo alla tavola. Uno spazio dove si prega e si fa festa, si studia e si sgobba, si osservano i riti e si ricevono visite di tutti i tipi: turisti famosi, e veneziani in cerca di spasso. Dove si trasgrediscono le regole, ma non si sfugge al Serenissimo quanto implacabile fisco, che fa degli ebrei una sorta di bancomat vivente. E dove neppure l'Ultimo Viaggio è esente da rischi.
br. La storia dei Reali presìdi di Toscana è quella di un piccolo «stato-non stato» che da metà del secolo XVI ha un insospettabile ruolo nel gioco delle strategie politiche europee. Le piazzeforti di Orbetello, Porto Ercole e Porto Longone, insieme ai porti di Talamone e di Porto Santo Stefano, costituiscono infatti per oltre 250 anni un ambito «oggetto del desiderio» da parte dei grandi d'Europa, subendo assedi, guerre, dominazioni destinati a segnare in modo profondo le tradizioni e i costumi delle comunità che li abitano. Una rilettura che tenta di andare oltre i luoghi comuni legati alla narrazione consueta degli aspetti sociali ed economici di tale lembo territoriale della bassa Maremma costiera.
brossura Undici soli minuti, un tempo che mai nessuno, fino ad allora, aveva impiegato per percorrere la distanza tra Rimini e San Marino. Riuscì nell'impresa, giudicata all'epoca temeraria e audace, il pilota triestino Gianni Widmer, osservato con curiosità e ammirazione, durante il volo col suo monoplano, da decine di migliaia di persone assiepate lungo le strade e sulle colline tra Rimini e San Marino. L'organizzazione dell'esperimento di volo, come dimostrano i documenti rinvenuti da Daniele Celli, non fu semplice: mancavano le piste di atterraggio, così come la necessaria esperienza organizzativa e la stessa arte del volo, agli albori della propria storia, era accompagnata dall'elevato rischio di incidenti per il pilota, una costante dell'epoca. Il successo, i riconoscimenti, le onorificenze, stagliarono alta e nitida in cielo la figura di Widmer, eroe celebrato e a lungo ricordato, dalle popolazioni sammarinese e romagnola, per il suo coraggio e per la sua abilità di pilota, uno dei primi ad aver mai solcato i cieli.
in 4° - pp.239 - Cartonata con piatti illustrati - Diverse illustrazioni a colori nel testo
brossura
brossura 174 517 Quel numero di matricola impresso sulla pelle, tatuato sul braccio sinistro del prigioniero, è carico di valenza simbolica; è il segno indelebile che marchia il deportato e annienta la sua persona. 174 è il numero del vagone su cui aveva viaggiato, la seconda parte è il numero progressivo delle persone trasportate. Primo Levi era il cinquecento diciassettesimo uomo che scendeva dal treno quel giorno. Era il 26 febbraio 1944, quando varcava la porta di un inferno inimmaginabile.
brossura Gino Dente ripercorre alcuni ricordi personali degli anni quaranta, che si intrecciano con le vicende belliche in Anghiari, prima è involontario cronista, negli anni dei giochi, poi parte lesa, testimone attento e fine commentatore. Il 18 agosto 1944 ha sei anni e vede fatti che, solo più tardi, guarderà con interesse e giudizio; il padre Giovanni, Carabiniere Reale, lo saluta "con un buffetto sulla guancia - scrive Gino. Salutò mia madre, come ogni giorno prima di andare a prendere servizio, quindi uscì per percorrere i trecento metri, quei metri che lo dividevano dalla 'tragedia'". Alle 10,30 la Caserma di Via Nuova esplode: sotto le macerie, tra carabinieri e civili verranno ritrovate 15 vittime! Il carabiniere Giovanni Dente viene estratto vivo e nonostante la gravità delle ferite si salverà. "Ho visto disintegrarsi quella Caserma e quelli sono i momenti che non cancellerò più dai miei ricordi, che rimarranno come memoria storica per le 15 vittime innocenti, sacrificate dalle atrocità che ogni guerra procura".
ill., br. In tutti i libri di storia sarda c'è traccia degli avvenimenti in Gallura nel 1802. Un tentativo rivoluzionario fallito nel sangue. Ciascuno di questi autori, in modo sintetico o particolareggiato, narra di queste vicende con trasporto, sia esso dettato dall'idea di "sardità" che l'autore ha maturato in sé, sia quando si esprime a favore del governo del tempo. In ogni caso nessuno (o quasi) pronuncia un lamento per le vittime innocenti, coinvolte in un'avventura più grande di loro e, soprattutto, senza avere la coscienza della portata delle proprie azioni. Per i sostenitori della "nazione sarda" tutto si ammanta di eroismo; per i difensori del potere costituito non si tratta che di avventurieri e ribelli locali; per quanti si collocano in uno spazio di netralità assettica gli avvenimenti in Gallura del 1802 vengono considerati con troppa sufficienza e mai con un'effettiva analisi del territorio e delle condizioni del popolo. Una storia, quindi, monca e mai esaustiva, per non dire di parte. Ecco, questo libro rovescia questa impostazione e, attraverso l'analisi dei documenti d'archivio, ricostruisce i fatti del 1802 avvalendosi di una critica serrata, dimostrando in questo modo lo spazio minimo possibile da concedere agli "eroi", non sempre adamantini, e la considerazione dovuta a quanti, senza troppi clamori, sono stati vittime di progetti che si collocavano ben al di là della loro portata. In mezzo, la dura legge della "conservazione del potere".
br. Marco, un ragazzino romano di quattordici anni, si trasferisce con la sua famiglia a Liternum dove, di sera in sera, ripercorre alcuni dei momenti principali della storia di Roma grazie ai racconti del generale Scipione l'Africano. Il giovane ascolta con ammirazione il grande condottiero narrare di come abbia sconfitto Annibale, portando il dominio romano nel continente africano, ma anche di come sia stato accusato ingiustamente in Senato e costretto a ritirarsi a vita privata. Narrando la sua esperienza, Scipione invita Marco (e con lui tutti i ragazzi) ad imparare dal suo coraggio ma soprattutto a studiare perché nella vita è la "marcia in più" della conoscenza a fare la differenza.
(geografia)[BULLETTIN]de la SociŠte de GŠographie, rŠdige par... TroisŠme sŠrie, Tome VII, tre fascicoli, numeri 39, 40 e 41, complessivamente da pag.145 alla 344. Paris, 1847, 3 fascicoli in 8, a fogli chiusi, br origi- nali. [I tre Euro 18,00]