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ill. Cinque capitoli con la storia e la cronaca di cento anni: dalla "Marcia su Roma" del 1922 alla Democrazia dal 1948 ai giorni nostri. Storia dei protagonisti del Secolo nella realtà italiana e mondiale e in particolare dei territori della provincia di Modena.
ill., br. Questo libro racconta la cronaca dei fatti che avvennero in Italia nel 1922. Una cronaca spoglia, nuda, essenziale. Solo fatti senza commenti, articolati in forma di diario quotidiano. In un crescendo di violenze squadriste, di fronte alla debolezza di sinistra, democratici e liberali frammentati in mille spezzoni, e allo sgretolamento - in parte per impotenza, in parte per collusione - delle istituzioni dello Stato, il fascismo andò al potere. Mussolini giurò al Quirinale il 31 ottobre dopo la cosiddetta "marcia su Roma". Se ne sarebbe andato dopo quasi 21 anni, il 25 luglio 1943. Il governo più lungo, tragicamente più lungo, della storia d'Italia. La ricostruzione - basata sulla consultazione minuziosa dei principali quotidiani e periodici e arricchita da numerose fotografie - di quello che successe, giorno per giorno, in Italia nell'anno di disgrazia 1922. Una cronaca, un diario volutamente asettico la cui ambizione è quella di ricostruire in sovrapposizione i vari livelli: quello politico e istituzionale, quello della "guerra civile" e quello sottostante della vita di tutti i giorni (cronaca bianca e nera, cultura, sport, curiosità) visti con l'occhio dei contemporanei, non con quello di noi posteri che sappiamo come è andata a finire. Prefazione di Giancarlo Mazzuca.
br. Cento anni fa, 28 ottobre 1922, la Marcia su Roma. Inizia ufficialmente l'era fascista. Da quel giorno si incominciano a contare gli anni con un nuovo calendario. Anche nei documenti si scriverà I Anno dell'era Fascista. È il mito fondante e, come in tutti i miti, la verità storica non è rispettata. Nella realtà la marcia quel 28 ottobre non ci fu. Il libro racconta le origini di quel mito e anche come si svolsero veramente le cose: il dopoguerra stravolto da scioperi e proteste, l'affermazione dei partiti popolari, la crisi dello Stato liberale, la violenza dello squadrismo. Racconta i protagonisti, le vicende, i sotterfugi, le piccolezze dei grandi e le grandezze dei piccoli. La realtà degli avvenimenti è molto più prosaica, frutto di trattative, di manovre, di ricatti e di paure. Il 28 ottobre del 1922 nessun fascista sfilò armato per Roma, lo stesso Mussolini arrivò in vagone letto da Milano la mattina del 30 per ricevere dal Re l'incarico di formare il nuovo Governo. Si mosse soltanto dopo aver ricevuto le garanzie che tutte le sue pretese erano state accolte. Solo il 31 ottobre trentamila fascisti in camicia nera (che poi nell'epica del regime diventarono subito 300 mila).
RENNES, Imp.-Lib. L. Bahon-Rault - 1927 - In-16 - Broché - 1 carte - 135 pages - Propre
ill., br. Annalisa ricorda. Ricorda le ore passate con nonno Michele e i suoi racconti di quando partì come nocchiero sulla nave appoggio della celebre spedizione Nobile al Polo Nord. Ricorda anche episodi inediti che riaffiorano sfogliando le pagine dell'album di quelle foto che sono diventate oggi un documento della storica impresa. Come il racconto di giovani marinai che raggiungono scalzi la cima dell'hangar "arrampicati come scoiattoli" in alto sulle traverse, per liberare il dirigibile Italia dal ghiaccio. Un diario, scritto in forma di dialogo, in cui tutto è documentato, la partenza, la navigazione, l'arrivo al Polo, ma anche le fasi drammatiche del naufragio del dirigibile e quelle emozionanti della ricerca e del recupero dei superstiti, fino al rientro a casa. L'album delle foto scattate nel 1928 al Polo Nord da Michele Coviello conta 120 immagini.
Jatta Barbara (a cura di) 1929-2009. Ottanta anni dello Stato della città del Vaticano. , Biblioteca Apostolica Vaticana 2009-03-01, Copertina in tela. cofanetto. Tagli e pagine integri. Misure cm. 35X25. Ottimo (Fine) . <br> <br> Copertina rigida <br> 455<br> 8821008568
ill., br. La realizzazione di via dell'Impero, oggi via dei Fori Imperiali, e la contestuale eliminazione della collina della Velia, non erano stati pianificati. Nel Piano Regolatore del 1926 non era previsto un rettifilo che collegasse piazza Venezia con il Colosseo e solo nel 1931 partì il progetto di un'arteria utilizzabile per le parate celebrative. La volontà di Mussolini era di inaugurarne l'apertura il 28 ottobre del 1932, per celebrare il decennale della Marcia su Roma. Gli sterri portarono alla luce resti di epoca medievale e rinascimentale, al di sotto dei quali emerse un'importante domus romana, con pitture e stucchi pertinenti almeno a due epoche differenti: la prima di fine I secolo d.C. e la seconda di fine II-inizio III secolo d.C. Il 20 maggio 1932, all'improvviso, dieci metri al di sotto della collina della Velia, comparvero i resti di un cranio di Elephas antiquus, con una delle zanne. Il ritrovamento fu spettacolare, ma il distacco e il trasporto dei resti all'Antiquarium non avvenne nel modo più consono dal punto di vista conservativo. L'Antiquarium, costruito nel 1893 come magazzino archeologico, era stato aperto al pubblico nel 1900. Qui i resti fossili rimasero per molti anni, non visibili al pubblico. Dal 2007 è iniziato il riordino sistematico dei reperti conservati nell'Antiquarium, che ha portato alle mostre archeologiche capitoline degli ultimi anni. L'intervento sull'elephas, di notevole complessità dato lo stato critico dei resti fossili e degli apparati di supporto in gesso e legno, è stato realizzato dal Laboratorio di Restauro del Museo Paleontologico dell'Accademia Valdarnese del Poggio. La sua prima presentazione è avvenuta alla mostra La Scienza di Roma allestita al Palazzo delle Esposizioni nel 2021. Il percorso della mostra si articola in quattro sezioni, che seguono una linea del tempo a partire dallo scavo del 1931-1932. Nella prima sezione sono illustrati gli aspetti relativi alla progettazione architettonica ed è evocata, con una vetrina colma di materiali, la modalità casuale del rinvenimento. La seconda sezione è dedicata alla storia della villa Silvestri-Rivaldi, la cui struttura monumentale è ancora oggi conservata, mentre fu totalmente cancellata la parte del giardino con i suoi muri di terrazzamento, i portali e le prospettive monumentali. La terza sezione riguarda la domus romana rinvenuta sotto villa Silvestri-Rivaldi, con documenti archeologici finora mai visti, come importanti resti di affreschi e stucchi dipinti di epoca romana. Nell'ultima sezione, infine, sono esposti i resti del cranio con la zanna appartenenti all'elefante fossile.
br. «La storia che segue descrive il destino di cinque persone, tre uomini e due donne, testimoni, fra il 1933 e il 1934, della presa del potere in Germania da parte di Adolf Hitler. Il racconto si basa sulle lettere da loro scritte, i diari che tennero e le autobiografie date alle stampe, e ripercorre le vicende dei primi diciotto mesi del governo di Hitler viste attraverso gli occhi dell'ambasciatore americano e di sua figlia, William e Martha Dodd; del responsabile della stampa estera di Hitler, Ernst "Putzi" Hanfstaengl; di una giornalista ebrea che si occupava di cronaca mondana, Bella Fromm; e del primo capo della Gestapo, Rudolf Diels. A un primo livello racconta le loro vicissitudini, a un secondo livello quelle dei loro amici e infine della società berlinese nel suo insieme in quello che fu un momento cruciale della storia del XX secolo. [...] Le tradizionali indagini sul Terzo Reich dedicano poche pagine sbrigative alla presa del potere da parte dei nazisti fra il 1933 e il 1934. Vengono menzionati vari decreti, descritto il rogo dei libri ed enumerate le libertà civili perdute, mentre gli autori si precipitano verso gli anni successivi e la persecuzione degli ebrei, la guerra e la morte. L'immagine del Terzo Reich evocata dalle descrizioni dei romanzi e del cinema si rifà ancora agli ultimi suoi tormentati giorni. Come altre epoche, però, esso visse una fase dell'infanzia in cui era incerto, caotico, perfino comico. Questa perciò è la vicenda degli esordi di una tragedia. Come la maggior parte delle buone storie comincia in maniera innocua, con l'arrivo sulle sponde tedesche di una famiglia americana...» (dalla Prefazione di Philip Metcalfe)
ill., br. Questo libro chiarisce in maniera sintetica taluni fatti, sgombrando le distorsioni della propaganda pro e antinazista, circa le Olimpiadi di Berlino del 1936. Dopo un tentativo fallito di boicottaggio da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica, queste olimpiadi possono essere giudicate le prime dell'era moderna. John R. Webb (Robert Smyth) scomparso nel 2014, fu un giornalista e uno storico conservatore britannico.
(indice)[LE VIE DEL MONDO.]Indice quinquennale 1933-1937. Milano, 1938, in 8, 60 pp, br. [Euro 9,00]
br. La gloriosa e affascinante storia degli alpini sciatori, dalle loro lontane origini alla fine della Seconda guerra mondiale, soffermandosi in particolare sui reparti tratti dalla Scuola Militare Alpina di Aosta e, primo fra tutti, il battaglione sciatori "Monte Cervino", due volte costituito e due volte distrutto. La storia di questo reparto, che ha come simbolo la più bella e possente montagna del mondo, sintetizza la storia di tutti i battaglioni alpini, in quanto ognuno di essi contribuì alla formazione di questo battaglione d'assalto, predestinato alle più ardue e difficili imprese. Un grande affresco corale che raccoglie centinaia di drammatiche e inedite testimonianze: ricordi palpitanti e sconvolgenti, appena stemperati dal sorriso gioioso della "meglio zoventù", consapevole della propria forza, ma anche di un avverso e crudele destino.
ill., br. Il 10 giugno 1940 un vento di follia percorse l'Italia imponendo al paese una guerra che non era in grado di sostenere. Il libro fornisce una risposta, trovando le premesse della guerra nell'alleanza italo-tedesca, cioè nel Patto d'Acciaio siglato a Berlino il 23 maggio 1939. A sua volta il patto trovava origine in un progressivo avvicinamento alla Germania, databile dalla guerra italo-etiopica del 1935-36. Il testo segue lo svolgimento degli eventi fino alla loro fatale conclusione, dando del 1940 una puntuale ricostruzione tesa a dimostrare l'impreparazione dell'Italia a una guerra dovuta alla pervicace volontà di Mussolini e all'ignavia di una classe dirigente, e per primo del Re, che si piegò senza remore alla volontà del dittatore.
br. È l'autobiografia di un ebreo fiorentino, con particolare riferimento alle sue esperienze durante tutto il periodo delle persecuzioni antisemite in Italia, che ebbero inizio nell'agosto del 1938 e terminarono con la liberazione da parte delle Armate Alleate nel 1944-1945. Leggendo questo racconto assolutamente veritiero e basato su un diario che l'autore annotava ogni giorno, il lettore potrà farsi un ampio quadro di come la piccola comunità ebraica di Firenze seppe affrontare le dure conseguenze della persecuzione con coraggio, spirito combattivo e grande affiatamento. Ma, soprattutto, il libro rende omaggio a tutte quelle umili persone che misero a repentaglio la propria vita pur di salvare la vita anche a un solo individuo, sebbene di fede diversa.
ISBN : 2878990536. LE MONDE. 1992. In-4 Carré. Relié. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 1061 pages - Tzxte sur plusieurs colonnes - Quelques planches couleur de cartes.
brossura Bergiola Foscalina (MS), 16 settembre 1944. La strage dimenticata. "Hanno ammazzato un tedesco sulla foce. Hanno ammazzato un tedesco sulla Foce". Lo stomaco di Bergiola pulsa inquieto. Andreina tormenta le ciocche di riccioli bizzosi. Nella mente solo un'immagine: il ghigno dei neri. "Un tedesco ucciso, dieci italiani. Un tedesco ucciso, dieci italiani". Quattro punti di vista che si intrecciano: una bambina di cinque anni, due adolescenti, una crudele camicia nera locale. I fascisti in testa hanno uccelli corvini. Le ondulate cadenze della canzone di Lili Marlene. Ardono i maimorti. L'inferno fiorisce di cupe vampe. La falce della morte greve si posa.
ill., br. Nel campo di internamento americano 91 a Darmstadt, nel 1946, in segreto, su richiesta del collegio di difesa di Norimberga, fu formato un comitato di lavoro di avvocati internati, davanti al quale circa 6.000 testimoni diretti fecero dichiarazioni giurate da aprile a luglio 1946 sulle violazioni delle leggi e delle regole di guerra da parte degli Alleati: dagli eccidi dei tedeschi etnici in Polonia nel 1939 alle uccisioni dei prigionieri di guerra da parte sovietica prima - spesso con casi di torture e mutilazioni - e Alleata poi, dalle violenze sessuali e brutalità contro i civili dei soldati Alleati agli stupri di gruppo e massacri di massa sovietici nelle province orientali della Germania nel 1944-1945, sino all'applicazione delle draconiane misure punitive del piano Morgenthau e della direttiva JCS-1067 statunitense contro le "forze nemiche disarmate" tedesche nei campi di prigionia in Germania e Francia e contro la popolazione tedesca stremata dalla guerra. Per la prima volta tale raccolta viene pubblicata in italiano, assieme a una sconvolgente raccolta di immagini, molte delle quali inedite, illustrante questi crimini di guerra e contro l'umanità spesso taciuti.
br. Settant'anni dopo, il passaggio dal fascismo alla democrazia si conferma una cesura epocale nella storia del Novecento italiano. Tanto più se considerato nel quadro dello scenario europeo, il 1945 fu per il nostro paese il baricentro di una transizione di grande portata, avviata negli anni della guerra e gradualmente conclusasi nel decennio successivo. Al di là delle pur notevoli persistenze, si chiusero i conti con la dittatura fascista e il bellicismo nazionalista e si posero le basi di una lunga stabilità democratica, ricomponendo profonde lacerazioni del tessuto civile e sociale. Si avviò al contempo un passaggio irreversibile destinato a cambiare in profondità i caratteri costitutivi del paese, dalla collocazione internazionale al sistema politico, dall'articolazione della società civile alle culture civiche.
br. Gli otto giorni che passano tra il suicidio di Hitler e la resa della Germania sono tormentati da due chimere: la catastrofe violentissima della fine dell'impero e l'invasione simultanea di due nemici - con i russi più minacciosi degli alleati atlantici. Diari e lettere danno una voce ai numerosi protagonisti di questa raffica di eventi: Hitler e Eva Braun, i Goebbels, il nuovo Führer Dönitz, che fa durare la guerra una settimana in più, fino a Marlene Dietrich, che cerca sua sorella a Bergen-Belsen travestita da ufficiale americano. Un grande racconto romanzesco della settimana più importante della Seconda guerra mondiale. Gli ultimi giorni sono quelli decisivi: la spartizione della Germania tra Oriente e Occidente sarà la stessa che dividerà il mondo. La Guerra fredda è già cominciata. Con il nuovo libro di Volker Ullrich si rivivono gli orrori della guerra e il paradosso del suo epilogo: non è più possibile distinguere tra vittime e carnefici. È una storia che ci riguarda da vicino, perché su quella distruzione comincia la nostra epoca. Come dice Maximilien Aue, il protagonista delle Benevole: "Non mi sono più mosso prima della parola 'fine'."
br. Gli otto giorni che passano tra il suicidio di Hitler e la resa della Germania sono tormentati da due chimere: la catastrofe violentissima della fine dell'impero e l'invasione simultanea di due nemici - con i russi più minacciosi degli alleati atlantici. Diari e lettere danno una voce ai numerosi protagonisti di questa raffica di eventi: Hitler e Eva Braun, i Goebbels, il nuovo Führer Dönitz, che fa durare la guerra una settimana in più, fino a Marlene Dietrich, che cerca sua sorella a Bergen-Belsen travestita da ufficiale americano. Un grande racconto romanzesco della settimana più importante della Seconda guerra mondiale. Gli ultimi giorni sono quelli decisivi: la spartizione della Germania tra Oriente e Occidente sarà la stessa che dividerà il mondo. La Guerra fredda è già cominciata. Con il nuovo libro di Volker Ullrich si rivivono gli orrori della guerra e il paradosso del suo epilogo: non è più possibile distinguere tra vittime e carnefici. È una storia che ci riguarda da vicino, perché su quella distruzione comincia la nostra epoca. Come dice Maximilien Aue, il protagonista delle Benevole: "Non mi sono più mosso prima della parola 'fine'."
ill., br. Per l'Italia repubblicana le vicende del 1948 hanno sancito la fine della travagliata transizione dal fascismo alla democrazia e l'inizio di una fase politica nuova. Il voto del 18 aprile rappresentò anche una netta scelta di campo nel bipolarismo della guerra fredda, scelta che non fu messa in discussione neppure dalla grave crisi dell'attentato a Togliatti, che in quello stesso anno portò il paese sull'orlo di un'insurrezione e ai una nuova guerra civile. Come vissero gli italiani quel passaggio tumultuoso? Quali ideali li animarono? Quali stati d'animo, passioni e condizionamenti ne indirizzarono l'orientamento politico? Diari, lettere, interviste, relazioni delle autorità e di pubblica sicurezza, carte di partito, documenti internazionali, giornali, volantini permettono di ricostruire il quadro complesso dell'Italia dell'epoca, illuminando anche molte questioni che hanno caratterizzato i decenni successivi, fino ai nostri giorni.
(con atlante)[CALENDARIO-ATLANTE DE AGOSTINI.] Libretti in 16, di 100 oppure 200 oppure 300 pp, 24 e pi— cartine geografiche, cop.edit.cartone. (alcuni volumi con dorso rifatto) Disponiamo dei seguenti 1954, 1955, 1958, 1959, 1962, 1965.[Ciascuno Euro 12,00]