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ill., br. Scrigni d'arte e oasi di tranquillità, tuffi nel passato e magnifiche «quinte» per fiere, sagre, palii e rievocazioni in costume. I borghi della Lombardia hanno tanti volti, vicende e segreti da raccontare. Alcuni di questi borghi li conosciamo tutti, almeno per sentito dire, altri si rivelano piacevoli sorprese; tutti meritano una visita, di poche ore, un giorno o anche più. Dalle montagne, con le loro antiche miniere e vie commerciali, alla pianura ricca d'acque e di coltivazioni, passando per fiumi, laghi, colline, le mete possibili sono tante e diversissime ira loro, con chiese e castelli, piazze e palazzi, bellezze naturalistiche e paesaggistiche che richiamano visitatori da tutta la Penisola e, talvolta, dal mondo intero. Paesi di media grandezza, frazioni del comune cui appartengono o capitali di minuscoli «regni» di qualche potente ricco di ambizione e di fantasia, i borghi lombardi fanno la felicità, di volta in volta, degli appassionati d'arte, di sport, della natura e della buona cucina. Ciascuno con le sue peculiarità, le sue leggende e le sue tradizioni che compongono la fitta trama di una regione di prima grandezza anche sotto il profilo turistico. Questo libro fornisce tutte le informazioni utili per la visita e il soggiorno, oltre a notizie su storia, cultura, natura, eventi ed escursioni.
ill., br. La Sardegna è un mondo a parte, l'ombelico duro e roccioso di un grande mare. Forse nessun altro luogo in Italia ha un'identità così nitida. La misteriosa civiltà nuragica, Fenici e Romani, Eleonora d'Arborea, pisani e genovesi, Aragonesi e Savoia: la storia ha modellato un popolo, ne ha definito i contorni come fanno l'acqua e il vento sulle montagne. Per questo chi viene sull'isola e ha la pazienza di cercarne i borghi nascosti, sulla costa e nell'interno, non riesce più a dimenticare la lingua sarda, i riti e le credenze ancestrali, l'irripetibile ospitalità, i sapori della cucina, le leggende nascoste nelle grotte, i canti e i costumi. Luoghi di mare straordinari come Piscinas, cala Mariolu o le insenature di Sant'Antioco e Carloforte, certo. Ma non solo: quante storie, quante meraviglie possono offrire il tempio di Antas, i segreti di Tiscali, i murales di Orgosolo, le colline della Marmilla, i giganti di Monte 'e Prama, le case di granito di Aggius, il castello di Burgos, gli altipiani del Supramonte? Curva dopo curva, la Sardegna diventa consapevolezza e unità di misura. "35 borghi imperdibili della Sardegna": un libro per viaggiare con lentezza, per perdere la rotta, per imparare ad ascoltare l'acqua e gli anziani, gli olivastri e le onde, per avvicinarsi a un mondo sospeso nel tempo e nello spazio. Al centro perfetto del Mediterraneo.
ill., br. Un libro per conoscere e visitare 35 meravigliosi borghi della Valle d'Aosta, una regione che è uno scrigno prezioso, protetto dalle montagne più alte e spettacolari d'Europa. Ma oltre alle straordinarie ricchezze naturalistiche e paesaggistiche, che hanno reso la Vallée una meta privilegiata di turismo estivo e invernale, la regione più piccola d'Italia conserva un patrimonio di piccoli centri urbani che ha pochi eguali: gioielli intatti, spesso nascosti o poco conosciuti, unici per storia, architettura, contesto ambientale. Antichi castelli, edilizia alpina, capolavori d'arte, cultura materiale e prodotti tipici unici. Da Pont-Saint-Martin a Gressoney-Saint-Jean, da Champorcher ad Antagnod, da Introd a Morgex, dalla valle centrale alle vallate laterali. Per ogni borgo, approfondimenti tematici per conoscere meglio i luoghi, schede tecniche con cartine, tutte le informazioni utili per la visita, un apparato iconografico realizzato ad hoc.
ill., br. Antichi borghi arroccati sulle colline. Un paesaggio straordinario, caratterizzato da un connubio irripetibile di natura e lavoro umano, non a caso riconosciuto sito patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Castelli e vigneti, pievi campestri e palazzi nobiliari, eccellenze enogastronomiche e tracce pulsanti della grande storia (da Cavour alla Resistenza), fenomeni geologici unici e ambienti umani divenuti lo scenario indimenticabile di alcune delle opere più importanti di grandi scrittori come Pavese e Fenoglio. Tradizioni antiche, ma vive e capaci di segnare la vita quotidiana degli abitanti e dei turisti che decidono di trascorrere il loro tempo su queste colline. Itinerari d'accesso, musei, informazioni pratiche per la visita e il soggiorno, approfondimenti su storia, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. Langhe e Roero: imperdibili. A due passi da noi.
ill., br. Nel 2009 l'UNESCO ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità, per la loro «bellezza monumentale unica», nove zone delle Dolomiti, giganti di pietra che si ergono nelle province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine. Da ovest a est, pinnacoli, guglie, strette gole, declivi, pascoli, fitti boschi si susseguono senza soluzione di continuità. Uno spettacolo straordinario che diventa ancora più unico alle prime luci del giorno e al tramonto: è il fenomeno dell'«enrosadira», quando la dolomia si accende di rosa, rosso, oro e arancio. Oggi a migliaia accorrono da tutto il mondo per vivere i meravigliosi «Monti Pallidi». Ma fino all'inizio del secolo scorso, le Dolomiti erano ancora una terra poco frequentata, punteggiata di piccoli paesi dove gli esseri umani lottavano quotidianamente per resistere alle condizioni estreme della montagna. Ogni borgo vanta una ricchezza culturale unica: la sua storia, la lingua, le tradizioni, i prodotti tipici, i tesori artistici, le architetture rurali. Questa guida vi accompagna alla scoperta di 35 perle dolomitiche, in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Un viaggio al cospetto di «una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo Pianeta disponga», come descrisse le Dolomiti Dino Buzzati nel 1956.
ill., br. Nei suoi oltre 650 chilometri, il Po bagna quattro grandi regioni, ascolta tanti dialetti, annusa i profumi di cucine antiche e diverse, sfiora borghi e monumenti che hanno storie disparate. Ma ovunque chi vive il Po ha un rapporto con il fiume, un legame comune dal Monviso al Delta. Il Po è un orizzonte sicuro. Il Po è storie da raccontare, è tradizioni di popoli e famiglie, il Po è cascine, castelli e palazzi, è l'amico di quasi tutti i giorni e il nemico pericoloso, torbido e indomabile dei giorni peggiori. Sulle sue sponde si muovono viaggiatori curiosi e lenti, attenti al buon cibo, all'ambiente, ai racconti che vai la pena ascoltare. Le piene, le guerre, gli spostamenti del letto del fiume, la modernità miope hanno segnato il tessuto urbano dei centri lungo il fiume e il paesaggio agricolo. Ma anche in borghi a prima vista meno appetibili di altri più celebrati, si possono trovare bellezze straordinarie e poco note, piatti della tradizione frutto di un sapere contadino tramandato per secoli, oasi di pace e biodiversità dentro campagne troppo antropizzate, storie incredibili e personaggi memorabili da scoprire. 35 borghi lungo il corso del grande fiume: itinerari d'accesso, musei, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su storia, arte, natura, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. Un viaggio straordinario alla scoperta della civiltà del Po.
ill., br. I protagonisti sono loro, i borghi, con la loro storia antica di contese, di relazioni, di vittorie e di sconfitte. Con la fierezza dei castelli spesso aggrappati alla roccia, il fascino delle strade strette e delle case in pietra, la fantasia culinaria portata ad arte nella creazione di specialità uniche, l'aspra bellezza di una natura in cui l'opera dell'uomo, nei secoli, ha aggiunto forza e armonia. È un viaggio che vale la pena di compiere e non mancheranno emozioni e sorprese: il sogno visionario della Rocchetta Mattei a Grizzana Morandi, le interessanti aree archeologiche di una terra abitata fin dai tempi più antichi, lo straordinario tributo al teatro classico del Festival Plautino di Sarsina, il percorso seguendo i passi dei partigiani che oltre 70 anni fa tra questi monti lottarono per la libertà, le testimonianze di santi e mistici e i tanti luoghi che uniscono arte e cultura, i geositi dei parchi nazionali e regionali, dalle Foreste casentinesi alla Vena del Gesso. Un viaggio da sfogliare tutto d'un fiato, pagina per pagina, foto per foto.
ill., br. Piccoli gioielli nascosti a meno di un'ora da Torino. Dalla pianura del Po al Pinerolese, dalla bassa valle di Susa al Cana vese, fino alla collina di Torino: 35 borghi da visitare per vivere momenti indimenticabili camminando tra suggestivi panorami e strade selciate d'altri tempi, assaggiando i prodotti tipici di una gastronomia ancora genuina o ancora visitando una straordinaria (e spesso poco nota) sequenza di castelli, palazzi, chiese affrescate, abbazie piccoli musei. Momenti diversi ma sempre intensi e unici in tutte le stagioni, dai primi colori primaverili alle terse giornate invernali. Per ogni borgo: itinerari d'accesso, informazioni pratiche per la visita e il soggiorno, approfondimenti su storia, arte, ambienti, tradizioni culturali ed enogastronomiche.
ill., br. In Piemonte, in particolare su e basse e medie montagne che caratterizzano tutto il territorio regionale, dall'Appennino ligure all'Ossola, sono nascosti luoghi insoliti e spesso dimenticati: villaggi abbandonati, chiese, santuari, forni, borghi diruti con una storia antica, insediamenti minerari ormai abbandonati, tracce di una cultura millenaria sparita per sempre, eppure ancora perfettamente leggibile. In alcuni casi, la natura ha riconquistato il suo ruolo e ha inghiottito le costruzioni, in altri gli abitanti sembrano essere appena usciti dalle loro case, lasciandosi dietro i mobili, le suppellettili, gli oggetti intimi della vita quotidiana. Sono piccoli borghi spesso situati in ambienti di grande valore paesaggistico, dov'è possibile rintracciare le testimonianze delle comunità montanare che, con il paziente lavoro di generazioni di donne e di uomini, sono riuscite ad addomesticare queste terre dure, difficili eppure bellissime.
ill., br. Il Piemonte è una regione speciale. Oltre a un patrimonio storico, architettonico, artistico di straordinario valore e ancora in buona parte da esplorare, soprattutto fuori dalle strade più battute dal turismo di massa, vanta una cultura agricola e gastronomica tradizionale che ha pochi eguali nel nostro Paese. Prodotti antichi che la sapienza contadina ha saputo tramandare nel corso dei secoli, che hanno le loro radici in singolarità territoriali, climatiche, storiche che rappresentano un unicum. E se molti sono già noti e hanno fatto diventare la regione protagonista del gusto a livello mondiale, molti altri sono ancora lontani dai riflettori mediatici e valgono la pena di essere scoperti, conosciuti, apprezzati. Ed ecco la sfida di questo libro: mettere insieme 35 borghi da non perdere per la loro ricchezza storico-artistica e che nel contempo sono luoghi in cui nascono prodotti che sono simboli della cultura contadina, espressione dell'intimo legame tra le genti piemontesi e il loro territorio. 35 borghi del gusto: un turismo diverso. Da godere con gli occhi, con il cervello e con il palato.
ill., br. Si dice che uno dei modi migliori per conoscere un luogo sia sedersi a tavola con la gente del posto. Una regola valida più o meno in ogni angolo di mondo, ma che in Sardegna trova un sapore originale e inconfondibile. Perché qui, come in pochi altri luoghi d'Italia, cucina e tradizione gastronomica raccontano una cultura antica, complessa, spigolosa come la lingua dell'isola, ma solida come la pietra che la caratterizza. Appena si lasciano i centri turistici, la Sardegna si fa selvaggia e profonda, labirintica e genuina. Una stratificazione che trova la massima espressione nei piccoli borghi sparsi qui e là, sulle montagne dell'Ogliastra o in riva al lago Omodeo, tra le colline del Montiferru o nelle valli della Gallura. Piccoli borghi autentici, dove si possono scoprire tesori nascosti d'arte e storia e dove ogni festa ha il suo piatto e il suo pane, dove gli orti, gli uliveti e i vigneti producono gli ingredienti per piccoli capolavori, dove sostenibilità significa rispetto per gli animali e il lavoro, attenzione alla stagionalità, scelta di materie prime del territorio. Borghi del gusto Sardegna. In questi luoghi può capitare di sedere in un ristorante di alto livello, in un agriturismo, in una trattoria, perfino a casa di qualcuno conosciuto poco prima: un filo conduttore lega tutti i piatti che si possono assaggiare, un filo rosso fatto di profumi e consistenze, immateriale eppure nitidamente presente, che si chiama identità. Ecco l'obiettivo di questo libro: tracciare un percorso, disegnare suggestioni per raccontare l'anima nuda, nascosta e bellissima della Sardegna. I Luoghi: Aggius; Banari; Borutta; Aritzo; Bitti; Bolotana; Galtellì; Lei; Loceri; Lodè; Noragugume; Olzai; Onanì; Orosei; Orotelli; Silanus; Unione Valle Cedrino; Ussassai; Bidonì; Cuglieri; Masullas; Modolo; Montresta; Samugheo; Santu Lussurgiu; Scano Di Montiferro; Sennariolo; Sorradile; Unione Parte Montis; Unione Planargia e Montiferru Occidentale; Orroli; Sardara; Serri; Siddi.
ill., br. Trentino. Già il nome, nel succedersi delle consonanti ora dure ora liquide, ne prefigura il territorio variegato, fatto di armoniosi contrappunti: la fertile e dolce campagna della Piana Rotaliana e le fiere cime delle Dolomiti del Brenta, le sponde quasi mediterranee del lago di Garda e i ghiacciai della Marmolada. Qui la natura parla con la sua voce più pura e si esprime non solo nei boschi e nelle pinete che rivestono i pendii, nei prati fioriti, nei praidei così caratteristici da essere tutelati a livello ambientale, ma anche nei paesaggi addomesticati dall'uomo, come le distese di frutteti della val di Non di cui la mela è regina. Ma poi c'è anche la storia, quella delle comunità che qui si insediarono in tempi antichissimi e che in epoca medievale diedero vita ai borghi: gli stessi che hanno attraversato i secoli riuscendo a fermare il tempo nelle loro viuzze di ciottoli, nei vòlti, nei lavatoi che danno ristoro nelle giornate assolate e nelle case in pietra e legno dove uomini e animali condividevano vita e spazi. Sono luoghi dove le tradizioni resistono inalterate creando un'atmosfera lenta e quasi sospesa, nella quale trovare una parentesi di tranquillità rigenerante per il corpo e lo spirito.
ill., br. Varietà. Questa è la parola chiave per descrivere il Veneto, la regione italiana morfologicamente più diversificata, con un territorio che è bello esplorare mentre gli occhi si riempiono dello spettacolo offerto da una natura generosa e cangiante. È una terra con mete imperdibili, come i solitari picchi rocciosi delle Dolomiti, il delta del Po, i colli Berici ed Euganei. E poi ci sono i dolci declivi trevigiani e del Garda, ricoperti di vigneti ancestrali. Perché il Veneto è una terra dove la cultura della vite ha radici antiche e complesse. Qui l'uva cresce attingendo nutrimenti dai fertili suoli, ventilata dalle brezze che soffi ano dal mare e dai monti, e diventa così ricca di profumi e sapori. Da questi frutti nascono alcuni dei vini più apprezzati del mondo, come l'Amarone, il Prosecco o il Bardolino. Sono il risultato del paziente lavoro dell'uomo e dell'amore verso una terra civilizzata da tremila anni, unita nei secoli dalla Serenissima Repubblica di Venezia, eppure ancora oggi impreziosita da identità locali. Tutte da conoscere e assaporare, anche attraverso l'assaggio di produzioni di pregio, 28 vini DOC, 14 DOCG e innumerevoli eccellenze gastronomiche. Buon cibo e buon vino allietano e accompagnano attraverso un territorio permeato anche da suggestioni artistiche e culturali, cittadelle fortificate, borghi storici, ville aristocratiche: il Veneto è un'esperienza di viaggio a 360 gradi.
ill. Piccoli centri urbani straordinari, irripetibili per storia, caratteristiche architettoniche, contesto ambientale. Dai confini con la Liguria al litorale dell'Esterel, dalla costa all'entroterra, dalla montagna al mare più celebre d'Europa. Villaggi arroccati su comiche d'incredibile impatto panoramico o sospesi a picco su una gola, finestre provenzali e cappelle romaniche, pastori brigaschi e pirati saraceni, la lingua occitana e il dialetto mentonasco. Borghi d'acqua, d'aria e di pietra che hanno origini antiche, giunti a noi preservati dalla loro stessa apparente inaccessibilità. Piccoli paesi intatti, amati e frequentati dal jet set della Belle Époque, ma anche e soprattutto da artisti, letterati e architetti come Picasso, Matisse, Chagall, Cocteau, Le Corbusier. Itinerari d'accesso, musei, informazioni pratiche per la visita e il soggiorno, approfondimenti su storia, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. 35 borghi imperdibili. A due passi da noi.
ill. Una Liguria lontana dagli stereotipi, che vive di terra e di acqua, di montagna e di pietra. Una Liguria appartata, fatta di paesaggi rurali, borghi secolari, piccole pievi di campagna, prodotti della terra, corsi d'acqua e panorami alpini a pochi chilometri dal mare. Borghi da scoprire lungo percorsi a volte trafficati, altre volte lungo strade strette e poco battute; borghi arroccati e panorami mozzafiato, opere d'arte meravigliose e poco note, piatti di una cucina che affonda le sue radici in epoche lontane, musiche tradizionali e dialetti remoti, villaggi che guardano cascate impetuose e piccoli laghi di montagna, che suggeriscono passeggiate e discese in canoa. Borghi che raccontano storie. Viaggi dal mare verso l'entroterra, viaggi che portano fuori; portano via, ma solo per far tornare chi li ha percorsi con un po' più di bellezza negli occhi e nel cuore. L'altra Liguria. Dove la strada inizia a salire e il verde prende il posto del blu.
ill. 35 borghi imperdibili delle nostre montagne dalle valli cuneesi all'Ossola. Santuari dell'architettura alpina incastonati in paesaggi di straordinario valore ambientale e storico. Villaggi di pietra e di legno rimasti intatti nei secoli. Storie di masche e contrabbandieri, di carbonai e pittori girovaghi. Straordinari capolavori dell'arte medievale e rinascimentale da scovare nelle pieghe delle valli, cappelle campestri e piloni votivi, antiche strade selciate, meridiane e mulini. Feste popolari e prodotti enogastronomici unici, tramandati per secoli dalla sapienza delle popolazioni montanare. Testimonianze di una civiltà senza tempo, in parte scomparsa, ma ancora leggibile fra i muri di pietra di questi 35 borghi. Per ciascuno: itinerario d'accesso, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su storia, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. Dalle valli cuneesi all'Ossola, c'è un mondo antico e irripetibile da scoprire. Sulle nostre montagne.
ill., br. Le Marche sono una distesa gioiosa di rughe e di pieghe, di solchi d'acqua e grumi di roccia. Sono le sfumature verdi degli appezzamenti coltivati che digradano verso il mare collina dopo collina, i piccoli insediamenti e le case sparse, i profumi del tartufo e della norcineria, dell'olio nuovo e dell'uva matura. Luoghi idilliaci, che la storia ha tramutato in scenari di guerra e posti di confine. I Piceni e i Romani, i Goti e i Bizantini, i guelfi e i ghibellini, le truppe sabaude e quelle pontificie: venticinque secoli di eserciti e di battaglie, di assedi e combattimenti. Valli parallele tra l'Appennino e il mare, paesi che per secoli si sono guardati in cagnesco da un colle all'altro e si sono fatti la guerra o perlomeno i dispetti. Grandi contrasti, grande bellezza. La necessità di difendersi ha portato all'incastellamento, facendo sorgere una miriade di borghi meravigliosi aggrappati alla cima delle colline e arrivati a noi come vere e proprie istantanee del Medioevo; la nascita delle signorie ha regalato mecenati capaci di valorizzare gli artisti locali e di chiamarne da fuori, arricchendo anche i borghi più piccoli di straordinari capolavori.
ill., br. Piccoli centri urbani straordinari. Piccoli gioielli intatti, spesso nascosti o poco conosciuti, da scoprire al di fuori delle piste più battute del turismo internazionale. Borghi unici per storia, architettura, contesto ambientale. Dalle Alpi Carniche alle lagune costiere, dalle Dolomiti alle verdi colline del Collio, fino alle terre istriane, della costa e dell'interno, fuori dal nostro Paese ma vicine per distanza, storia, cultura materiale: un viaggio alla scoperta di castelli, santuari, edilizia tradizionale, capolavori d'arte, panorami irripetibili e un'enogastronomia straordinaria. Un libro per un turismo nuovo, curioso, a due passi da casa. Itinerari di accesso, musei, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su prodotti tipici e tradizioni artigianali.
ill., br. Non ci si fa mai abbastanza caso, perché la storia ha lasciato in tutta la regione le impronte di stratificazioni successive, come riscritture su una pergamena che hanno in parte cancellato il testo originario, ma il Piemonte ha radici ben salde nel Medioevo. Un'epoca in cui, per motivi strategici e di necessità legati soprattutto all'organizzazione feudale, sono state costruite imponenti strutture fortificate, dedicate alla sorveglianza del territorio e alla protezione dei signori e delle comunità rurali. Dal Cuneese all'Ossola, il Piemonte è dunque costellato non solo di castelli, torri e caseforti, ma spesso di ricetti, piccoli centri circondati da mura, porte, fossati, in grado di ospitare le popolazioni in caso di invasioni e guerre, tutt'altro che rare nel corso dei secoli. Questo libro, per la prima volta, conduce dunque il lettore alla scoperta di un Piemonte inedito, inseguendo le tracce, talora labili, talora incredibilmente evidenti, degli antichi borghi fortificati che punteggiano la regione. Castelli, ricetti, villaggi murati, abbazie fortificate: un viaggio straordinario alla ricerca del Medioevo che ci circonda.
ill., br. C'è una terra sorprendente circa 60 km a sud di Milano, a cui è facilissimo accedere: basta attraversare il ponte sul Po. Quello è il varco da cui si entra in una storia avvincente, ancora in gran parte da scoprire: l'Oltrepò Pavese. Colline scolpite dal lavoro dell'uomo, pievi, complessi religiosi, ville ed edifici di diversi stili ed epoche. «Terra di vigne e di castelli» è stato definito questo lembo di Lombardia: sono ben 38 le fortezze medievali che ancora si ergono sul paesaggio. E non va dimenticato il fascino dei paesi fantasma, testimoni silenti della «civiltà del castagno». L'Oltrepò possiede anche un patrimonio naturale straordinario, un succedersi di ecosistemi che dal Po risale fi no alle cime appenniniche: un caleidoscopio di biodiversità oggetto di attenta tutela a due passi dalla più antropizzata pianura d'Europa. Infine, ma non ultima, l'enogastronomia: queste colline rappresentano uno dei territori italiani che più ha associato la propria identità al vino. L'Oltrepò Pavese è la terza denominazione mondiale per la produzione di pinot nero (quasi 4000 ha), la terza in Italia per ettari vitati (13.500), una delle zone spumantistiche italiane più vocate. E poi ci sono i tartufi ; i prodotti tipici dell'agricoltura, come il peperone di Voghera; i prodotti lavorati, come l'antico salame di Varzi; i piatti locali, come la schita, la mostarda di Voghera, la zuppa di Voghera. Oltrepò Pavese. Questa guida è un'occasione succosa per rivelare questi e tanti altri tesori al grande pubblico, più che mai ora, in un momento storico in cui si sta riscoprendo il turismo di prossimità, lento e sostenibile. A due passi dalle nostre città.
ill., br. Sono piccoli centri urbani straordinari. Piccoli gioielli intatti, spesso nascosti o poco conosciuti. Unici per storia, architettura, contesto ambientale. Dalle Alpi alle colline di Langhe e Monferrato, dalla pianura vercellese all'Ossola, dal Verbano all'Alessandrino. Castelli, santuari, edilizia tradizionale, capolavori d'arte, panorami irripetibili e cultura materiale. Itinerari di accesso, musei, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su prodotti tipici e tradizioni artigianali. 35 borghi d'autore. Da scoprire assolutamente.
ill., br. Nelle province di Firenze, Siena, Livorno, Arezzo e Grosseto, come in nessun altro luogo al mondo, si è conservata l'antica organizzazione urbana del borgo: piccoli centri raggruppati intorno a un castello e all'interno di mura fortificate. L'autrice ne ha selezionati alcuni tra i più noti, ma anche altri inattesi, lontani dai soliti itinerari, per guidare il lettore alla scoperta di una Toscana inedita. Ci sono i centri che hanno dato i natali a personaggi come Leonardo Da Vinci, Giovanni Boccaccio, Roberto Benigni; borghi che conservano alte torri da cui ammirare le dolci campagne toscane; altri nascosti oltre i vigneti e gli ulivi, raggiunti da antiche vie di comunicazione, strade bianche e lunghi viali di cipressi. Villaggi che dominano la costa da alte scogliere, altri arroccati su massi o abbarbicati ai piedi di una montagna. Ognuno ha la propria storia, la propria leggenda. Il modo migliore per scoprirla è sedersi al tavolo di una trattoria, ordinare un calice di vino, poi percorrere le antiche vie lastricate e andare alla ricerca delle opere d'arte antica o contemporanea all'interno di castelli, palazzi storici, pievi, piccoli musei. Per ciascun borgo: itinerari d'accesso, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su storia, arte, natura, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. Un viaggio straordinario nel cuore della civiltà toscana.
ill., br. Un libro per conoscere una Toscana diversa dal solito, nelle province di Massa-Carrara, Lucca, Prato, Pistoia e Pisa. Canyon, grotte e così tanti castelli da far invidia a Scozia e Irlanda, con borghi di pietra battuti in ogni tempo da eserciti e pellegrini, pastori, banditi e carovane di mercanti. Una Toscana che nasconde preziosi giardini e orti segreti che richiamano appassionati da tutta Italia e dall'estero, intrisa di Medioevo, ricordato da tantissime rievocazioni storiche, sfilate con cavalieri, arcieri, giullari, maestri di falconeria. Dal biancore delle Alpi Apuane, dove si estrae il marmo più pregiato del mondo, alla Lunigiana, culla di una misteriosa e affascinante civiltà preistorica; dall'eleganza delle ville medicee sulle colline di Prato all'aspra bellezza della montagna pistoiese; dalla Garfagnana all'entroterra pisano: non c'è uno di questi 35 borghi che non abbia una storia da raccontare, un segreto da svelare, un delizioso piatto tipico da offrire al visitatore attento e curioso. Per ogni borgo, una scheda con itinerari d'accesso, informazioni pratiche per la visita, approfondimenti su storia, arte, natura, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche. L'altra Toscana: da scoprire con lentezza. In ogni stagione.
ill., br. Borghi dell'Umbria. L'Umbria è il cuore verde d'Italia, secondo una definizione ormai un po' abusata. Certo è un cuore vivo, vivace, che trova negli innumerevoli borghi che punteggiano i suoi colli scrigni preziosi, colmi di storie da scoprire senza fretta, pezzi di un universo fatto di terra, tempo e fantasia, creato dalla natura e dal lavoro millenario dell'uomo. I borghi dell'Umbria raccontano una terra speciale, luogo di grandi contrasti e insieme di grande armonia. La spiritualità dei santi che ne hanno percorso le vie (Francesco e Benedetto, solo per citare i più famosi) convive con una cucina straordinaria (il tartufo, il vino, l'olio e via dicendo) e con la convivialità terrena che ne è naturale corollario; un Appennino selvaggio si fonde e si completa con il paesaggio umano fatto di castelli, pievi, piccoli centri fortificati che racchiudono capolavori immortali di artisti come Perugino, Pinturicchio, Donatello e tanti altri; un legame forte con il passato etrusco, romano e medievale si affianca alla capacità di tenere lo sguardo rivolto al presente, grazie a un'attenzione diffusa per temi attualissimi come la mobilità lenta, la cura per l'ambiente, la salvaguardia dei patrimoni immateriali. Borghi dell'Umbria: una scoperta continua.
ill., br. C'è una Lombardia meno nota di quella delle grandi città, dei celebri monumenti e musei, dei laghi e delle fiere internazionali: è la Lombardia dei borghi di montagna. Ve ne sono molti ricchi di storia e di fascino, immersi in meravigliosi e incontaminati ambienti naturali, pieni di belle cose da fare e da vedere. Ottime mete per ogni stagione, alcune a breve distanza o facilmente raggiungibili, altre più lontane e quasi inaccessibili. Che siate sportivi o golosi, in cerca di avventura oppure di relax, troverete sempre località che rispondono ai vostri desideri. Paesini che sembrano sospesi nel cielo e nel tempo, moderni centri di villeggiatura attrezzati di tutto punto, teatri di coinvolgenti feste popolari, oasi di tranquillità che non potrebbero essere più discordanti con i ritmi frenetici del «piano», pur appartenendo alla stessa regione. I volti dei borghi montani lombardi sono tanti e variegati, celebrati e sfuggenti, misteriosi e sorprendenti. Questo libro fornisce informazioni utili e aggiornate per la visita e il soggiorno, che sia di poche ore o per una vacanza intera, oltre a notizie su storia, personaggi, natura, dove dormire e che cosa mangiare, eventi, escursioni e curiosità.