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Maurizio Bettini, Omar Calabrese Voi (non) siete qui. , Skira 2006, Volume illustrato che indaga sul nesso presente tra geografia reale e geografia "immaginativa" nell'arte. Ottime condizioni: brossura, copertina intatta, taglie e pagine in ottimo stato e perfettamente fruibili. Misure: 28x24x1,5 Ottimo (Fine) . <br> in quarto <br> <br> <br> 8876248412
br. Esther Safran Foer è cresciuta in una casa in cui il passato faceva troppa paura per poterne parlare. Figlia di genitori immigrati negli Stati Uniti dopo essere sopravvissuti allo sterminio delle rispettive famiglie, per Esther l'Olocausto è sempre stato un'ombra pronta a oscurare la vita di tutti i giorni, una presenza quasi concreta, ma a cui era vietato dare un nome. Anche da adulta, pur essendo riuscita a trovare soddisfazione nel lavoro, a sposarsi e a crescere tre figli, ha sempre sentito il bisogno di colmare il vuoto delle memorie famigliari. Fino al giorno in cui sua madre si è lasciata sfuggire una rivelazione sconvolgente. Esther ha deciso allora di partire alla ricerca dei luoghi in cui aveva vissuto e si era nascosto suo padre durante la guerra, e delle tracce di una sorella di cui aveva sempre ignorato l'esistenza. A guidarla, solo una vecchia foto in bianco e nero e una mappa disegnata a mano. Quello che scoprirà durante il suo viaggio in Ucraina - lo stesso percorso che Jonathan Safran Foer ha immaginato per il protagonista del suo romanzo, "Ogni cosa è illuminata" - non solo aprirà nuove porte sul passato, ma le concederà, finalmente, la possibilità di ritrovare se stessa e le sue radici.
br. Esther Safran Foer è cresciuta in una casa in cui il passato faceva troppa paura per poterne parlare. Figlia di genitori immigrati negli Stati Uniti dopo essere sopravvissuti allo sterminio delle rispettive famiglie, per Esther l'Olocausto è sempre stato un'ombra pronta a oscurare la vita di tutti i giorni, una presenza quasi concreta, ma a cui era vietato dare un nome. Anche da adulta, pur essendo riuscita a trovare soddisfazione nel lavoro, a sposarsi e a crescere tre figli, ha sempre sentito il bisogno di colmare il vuoto delle memorie famigliari. Fino al giorno in cui sua madre si è lasciata sfuggire una rivelazione sconvolgente. Esther ha deciso allora di partire alla ricerca dei luoghi in cui aveva vissuto e si era nascosto suo padre durante la guerra, e delle tracce di una sorella di cui aveva sempre ignorato l'esistenza. A guidarla, solo una vecchia foto in bianco e nero e una mappa disegnata a mano. Quello che scoprirà durante il suo viaggio in Ucraina - lo stesso percorso che Jonathan Safran Foer ha immaginato per il protagonista del suo romanzo, "Ogni cosa è illuminata" - non solo aprirà nuove porte sul passato, ma le concederà, finalmente, la possibilità di ritrovare se stessa e le sue radici.
br. Calabrese di Palmi, fante della Divisione Acqui, Domenico Fiorino (1920-2020) è stato uno dei pochi italiani scampati al massacro di Cefalonia, compiuto dai nazisti nel settembre del 1943. La sua odissea continuò fino all'estate del 1945, quando, dopo avere combattuto ed essere stato prigioniero dei tedeschi e poi in un lager dei partigiani jugoslavi, poté finalmente ritornare a casa. Al nipote Mimmo Fiorino, molti anni dopo, ha raccontato quella parte della sua vita senza retorica e con onestà: la guerra vista da un ragazzo poco più che ventenne. Cefalonia e l'eroismo dei nostri soldati, il maresciallo Tito e il lager di Borovnica, la malaria e la fame, la morte e la speranza. Ma anche e soprattutto la lotta quotidiana per sopravvivere, quella che mette a nudo la fragilità umana e l'assurdità di tutte le guerre.
brossura La storia della rivolta del 15 gennaio 1915 è fondata sui documenti processuali rintracciati all'Archivio di Stato di Pesaro che hanno consentito la ricostruzione di un evento mai prima d'ora indagato dalla storiografia e del quale non è stato tramandato alcun ricordo dalla memoria popolare. A un secolo di distanza i fatti e i protagonisti possono apparire lontani e sfuocati come le immagini di una vecchia fotografia. Ma nulla si perde perché il passato sopravvive, lasciando traccia di sé nei tratti identitari di una comunità. Alla storiografia il compito di restituire la consapevolezza del passato e di rendere comprensibile la suggestiva percezione della realtà profonda dei fenomeni sociali e collettivi che si nasconde sotto la superficie rumorosa degli eventi.
28 x 24,5 cm, pp. 52 con 16 ill. n.t. + 98 tavv. f.t. e 5 carte geografiche a colori. Br. edit. ill. Modesto esemplare con nastro adesivo al dorso e ai margini di entrambe le copertine. Abrasioni al frontes.
In 4° carrè br edit ill pp 2-52-4. 98 tavole ft 5 cartine 16 ill nt
Con 98 tavole in bianco e nero, 5 cartine geografiche a colori e 16 illustrazioni in bianco e nero . 4to. pp. 56 - tavole. . Molto buono (Very Good). Copertina leggermente sporca e sciupata (Lightly soiled cover). Prima edizione (First Edition). .
Cartonato editoriale, sovraccoperta illustrata in b/n, titoli al piatto e al dorso, traduzione di Alda La Rosa, in buono stato.
brossura Il volume si propone di indagare la religiosità e l''invasione mistica' diffusa a Bologna fra Cinquecento e Seicento, nel delicato periodo seguito al Concilio di Trento (1545-1564), durante il quale erano state tracciate le linee entro cui la Chiesa cattolica avrebbe potuto riprendere il suo cammino dopo la frattura dell'unità verificatasi con la Riforma protestante. Attraverso l'ausilio di una fitta documentazione l'Autore richiama l'attenzione su aspetti e momenti di vita individuale e sociale, ma anche sulla produzione pittorica di soggetto sacro degli artisti che operarono in quel tempo. Prendendo in esame Bologna - la seconda città dello stato pontificio dopo Roma - Mario Fanti riesce ad operare la ricostruzione complessiva di un passato che ci appare ancora oggi coinvolgente e problematico.
ill., br. Quali sono stati i percorsi della cittadinanza femminile a Grosseto tra la seconda guerra mondiale e l'inizio degli anni Ottanta? Come e quanto ha inciso la presenza delle donne nelle trasformazioni del territorio? In che misura e in che direzione hanno agito il modello economico-sociale locale e le scelte politiche più rilevanti? Con un itinerario che si è modificato e commisurato anche in relazione ai complessi meccanismi di conservazione/scomparsa, presenza/assenza di documenti scritti, la ricerca da cui è nato questo volume ha teso a ricomporre il punto di vista di donne impegnate socialmente e politicamente ricostruendo la loro memoria e identificando le tracce del loro lavoro.
brossura La comunità di Villorba, in provincia di Treviso, viene ogni giorno "edificata" da donne e uomini che hanno una concezione dell'impegno sociale orientato al "fare", al donarsi agli altri. Nelle pagine di questo volume si riportano le "voci" di alcune tra le tante persone che vivono o hanno vissuto sul territorio del comune di Villorba e che con umiltà, discrezione e passione hanno dato il proprio contributo per migliorare se stessi e le persone a loro vicine. Sono persone che nella loro quotidianità si sono dedicate con passione al lavoro, alla poesia, alla pittura, all'impegno politico-amministrativo e soprattutto alla famiglia intesa come cellula fondamentale della nostra società. Conoscere le loro "voci" ci aiuta ad avere speranza in un futuro migliore e ad affrontare con serenità le sfide della quotidianità. Presentazione di Michele Debertolis e Gianfranco Perali.
brossura La comunità di Villorba, in provincia di Treviso, viene ogni giorno "edificata" da donne e uomini che hanno una concezione dell'impegno sociale orientato al "fare", al donarsi agli altri. Nelle pagine di questo volume si riportano le "voci" di alcune tra le tante persone che vivono o hanno vissuto sul territorio del comune di Villorba e che con umiltà, discrezione e passione hanno dato il proprio contributo per migliorare se stessi e le persone a loro vicine. Sono persone che nella loro quotidianità si sono dedicate con passione al lavoro, alla poesia, alla pittura, all'impegno politico-amministrativo e soprattutto alla famiglia intesa come cellula fondamentale della nostra società. Conoscere le loro "voci" ci aiuta ad avere speranza in un futuro migliore e ad affrontare con serenità le sfide della quotidianità. Presentazione di Michele Debertolis e Gianfranco Perali.
br. Settembre 1943. I crepuscoli si avvicendavano fra i castagni dell'Appennino al formarsi delle prime bande armate sulla Linea Gotica. Chiudendo gli occhi è ancora possibile udire quei suoni, quei passi, quei sussurri. Il vento conserva il tempo e la memoria, li trattiene in un canto di ricordi: soffi di vita, di dolore, di coraggio e speranza, di quella che non muore mai. In queste pagine, alcune voci partigiane si staccano dal coro rievocando quei giorni lontani. Il lettore imparerà a distinguere i volti e le emozioni di coloro che hanno silenziosamente preso un posto nella storia d'Italia, schiacciati tra il conflitto clandestino e la speranza di pace, tormentati da ore estreme in cui azioni orribili venivano compiute sull'una e l'altra sponda di una feroce guerra di resistenza. Si porga l'orecchio al fruscio delle chiome boscose e si guardi negli occhi ciascun personaggio. Solo dopo averne ascoltato la voce sarà più facile comprenderlo come essere umano, al di là di ogni bandiera, senza condanne o assoluzioni.
ill., br. La tragedia dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi. Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l'elettricista o Pons "il bombarolo"; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia. Questo libro esce in prossimità dell'inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell'Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.
ill., br. Una passeggiata a Pisa in compagnia di poeti, scrittori e viaggiatori attraverso le loro storie, i loro versi, passi significativi delle loro opere. Cominciamo il nostro viaggio raccontando la Piazza del Duomo attraverso le parole di chi ha saputo rendere la letteratura una delle espressioni più belle e complesse del pensiero umano: sarà come vivere all'interno di un dialogo emozionante e impossibile tra (e con) illustri scrittori del passato. Proseguiamo poi in città e nel nostro viaggio nel tempo incontriamo Dante Alighieri (protagonista di un divertente battibecco con la madre del conte Ugolino), Mary e Percy B. Shelley, Antonio Tabucchi, Gabriele D'Annunzio, Virginia Woolf, Giuseppe Giusti, Giacomo e Paolina Leopardi e tanti altri...
br. Il libro offre una visione panoramica, non consueta, sul significato dato oggi alla montagna, e ogni intervistato è una voce che racconta la sua, sia nella narrazione delle proprie esperienze, sia nel definirne valori e significati; una sintesi paradigmatica su come si possano guardare, descrivere e narrare oggi le terre alte. I protagonisti di questo volume, scelti tra non professionisti della montagna, hanno indagato, stimolati dalle domande poste, su questi temi e descritto il loro personale punto di vista. Ne è scaturita una polinarrazione sulle montagne quali luoghi fondamentali di esperienze fisiche e spirituali, il cui significato, per statuto e da sempre, trascende. Raccontare è anche tramandare; tutti i ricordi e i valori importanti hanno bisogno di essere fissati, ripetuti, ri-raccontati in una condivisione delle esperienze che da personali diventano assolute e pertanto degne di essere trasmesse.
brossura "Vi siete mai interrogati sulla vita dopo la morte, su cosa ci aspetta nell'Aldilà? Anch'io mi sono posta spesso questa domanda e con il passare del tempo e degli eventi che mi hanno cambiato la vita, ho trovato una risposta dentro al mio cuore; la certezza che c'è un "dopo", che qui siamo solo di passaggio e... che l'amore di Dio è immenso e non ha confini".
ill. L'autrice ripercorre le tappe essenziali della rivoluzione cubana, dalle lotte clandestine in città e sulla Sierra Maestra fino alla vittoria e alla costruzione di un nuovo assetto sociale e politico. Emerge così la figura di una donna del popolo che si è guadagnata un posto nella storia della rivoluzione.
ill., br. Trenta soldati che combatterono durante la Prima Guerra Mondiale raccontano la loro esperienza nelle trincee, sotto i bombardamenti, nelle gallerie, durante i tremendi assalti all'arma bianca. Ne emerge un libro corale di superstiti, di sopravvissuti, che non hanno perso la lucidità nel descrivere l'orrore. Non ci sono solamente atti di eroismo, come la grande storia ci ha voluto tramandare, ma anche gesti di autolesionismo, di fughe, di disubbidienza, di tentativi più o meno riusciti di imboscamento, di ritardi. Tra quelle trincee ragazzi giovanissimi e tanti analfabeti hanno sofferto una fame atroce, indossando lo stesso abito per settimane senza potersi cambiare o lavare, con migliaia di pidocchi, la sete e le tante malattie. Sì perché nella Grande guerra non si è morti solamente dilaniati dalle bombe, ma anche dalla tubercolosi, le ulcere, i congelamenti con la cancrena inarrestabile, la consunzione del corpo. Infine la "Spagnola" la febbre che colpì e uccise in Europa milioni di cittadini. Oggi quei fanti e quei ragazzi del '99 sono tutti scomparsi, e questo libro intende ricordare le loro sofferenze, i gesti di altruismo, la paura, lo sgomento, i sentimenti di amicizia.
br. Esiste la Storia ufficiale, scritta dai vincitori, filtrata da chi detiene il potere, manipolata da chi possiede giornali e tv. Esistono, poi, le storie dei ribelli e dei vinti. Sono come bombe pronte a brillare da un momento all'altro di quella Storia, ma non sterminano le masse: le smuovono, riscrivono il destino dei popoli, rinfocolano la speranza di lottare per i propri diritti e la propria umanità. Howard Zinn e Anthony Arnove le hanno raccolte sotto forma di lettere, canzoni, testimonianze dirette in un'opera che riscrive la storia degli Stati Uniti "dal basso". Dalla resistenza dei nativi alla conquista dell'Ovest fino al secondo, discusso mandato di Barack Obama, questa storia americana è costellata di preghiere, di petizioni, di dichiarazioni-manifesto, di piccoli e grandi scritti di resistenza: le lettere dei primi schiavi neri, condotti nel Seicento in Virginia per servire i coloni bianchi; i discorsi del grande abolizionista Frederick Douglass; l'ultimo appello alla giuria di Arturo Giovannitti, uno dei tanti wobblies che sostennero gli operai tessili in sciopero nel 1912; le parole di Martin Luther King e di Malcolm X; i resoconti terribili di Hiroshima e del Vietnam; la richiesta di pace avanzata dai familiari delle vittime dell'11 settembre; le ballate di Woody Guthrie e di Bruce Springsteen. Sono solo alcune delle numerose voci che raccontano cosa è davvero accaduto in più di quattro secoli di storia americana.
ill., br. «Auschwitz e Hiroshima indicheranno per sempre, nella storia multimillennaria del nostro piccolo pianeta, una svolta decisiva, di cui gli storici futuri misureranno tutte le conseguenze oggi incalcolabili. Due nomi, quelli ora fatti, del 1945, che possono essere assunti a simbolo della nostra epoca. Il primo, rivelatosi al mondo con estrema difficoltà, tra molti travestimenti, ipocrisia, indifferenza, viltà, di individui, governi, popoli, istituzioni profane e sacre, e apparsi in tutta la loro tragica luce solo col crollo della potenza nazista in Europa; il secondo, percepito nel bagliore infernale di un attimo, nei cieli del Giappone. Ma visti nel profondo dei tempi, essi sono accomunati dalla ferocia o dalla follia autodistruttiva dell'umanità. Eppure dobbiamo constatare che, nonostante tutto questo, gli uomini continuano a ridere, piangere, trastullarsi, uccidersi, come prima, come sempre» (dalla Prefazione di Alessandro Galante Garrone)
br. Una ricostruzione di spessore dei grandi eventi del terribile biennio 1943-1945 in cui un sensibile storico, Luigi Ganapini, intesse - tanto che le pagine davvero "parlano" - le voci di chi, da una parte e dall'altra, quegli eventi si trovò a vivere. Brani di diari e memorie dell'Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano danno vita, respiro, colore, speranza, dolore ai momenti che segnarono la guerra civile degli italiani: 25 Luglio, 8 Settembre, la rottura col Fascismo, l'immagine del "nemico", la Resistenza e la Repubblica sociale, l'esperienza della deportazione e dei lager, l'attesa e la partecipazione dolente di chi rimaneva a casa, ad aspettare, a patire, a sperare. Le anime, e l'anima, di una nazione che nell'autunno 1943 pareva destinata a scomparire. Non scomparve. Quelle voci di allora, raccolte con passione e rispetto da Luigi Ganapini, parlano agli italiani di oggi.