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br. Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata di uno dei più potenti principi d'Europa, a diciassette anni regina di Francia. Un'ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno, senza il tempo di esserne interiormente consapevole. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione, la realtà di una condizione che le impedisce di essere semplicemente sé stessa, ma solo e sempre parte e oggetto di un gioco d'interessi. Al ritorno in Scozia è subito esposta alla bufera di una rabbiosa lotta religiosa che sconquassa la sua terra e s'insinua fin nella sua famiglia, coinvolgendo lo sfortunato paese nel sanguinoso gioco delle potenze mondiali; nasce di qui il conflitto personale tra l'astuta Elisabetta e l'impulsiva Maria, tra Inghilterra e Scozia, dietro al quale s'innalza l'ombra dei grandi contrasti del tempo tra Riforma e Controriforma, tra l'epoca moderna alle porte e il mondo medioevale che muore. In questa lotta senza tregua, Stefan Zweig ci conduce a scoprire la dimensione umana delle due protagoniste, donne di statura eccezionale che si fronteggiano con armi subdole e sleali, fino al momento aspro e tagliente della tragedia finale.
Cartonato editoriale, sovraccoperta figurata, cofanetto, titoli al piatto e al dorso, volume della collana “La storia�, 4 tavole a colori fuori testo, in ottimo stato.
brossura
ill., br. A più di ottant'anni dalla sua pubblicazione questo libro viene riproposto in italiano, colmando una lacuna tanto più grave se si pensa che esso è stato (e continua ad essere) un punto di riferimento per chiunque affronti la biografia di Giuliano. Un testo fondamentale per la serietà storica e filologica, e per l'accuratezza nel trattamento delle fonti. Il fascino della multiforme e geniale personalità. Il fascino della multiforme e geniale personalità dell'imperatore Giuliano non ha mai cessato di interessare gli studiosi, alla ricerca delle reali motivazioni di un imperatore per il quale la salvezza dell'impero non dipendeva soltanto dalla sua efficienza politico-militare ma anche, e soprattutto, da quel fondamento spirituale che aveva costituito la sua forza, e che il Cristianesimo stava scardinando.
br. La Vita Hieronymi Savonarolae, scritta in latino nei primi decenni del 1500, è maturata in un ambiente di discepoli e sostenitori del frate. La biografia è un'opera complessa in cui apologia e narrazione agiografica si intrecciano per manifestare la verità e lasciarne testimonianza ai posteri. Il Savonarola conosciuto da G.F. Pico non è solo il profeta per la riforma della Chiesa, ma è il santo taumaturgo, artefice di tale riforma. L'idea del Savonarola mandato da Dio a restaurare la Chiesa diviene esplicita nella redazione definitiva della Vita in cui è argomentato il puntuale parallelismo tra la storia di Cristo e quella di Savonarola.
br. Il sodalizio fra due dei maggiori astri dell'illuminismo europeo nacque nel 1736, quando Voltaire era già al culmine della fama. Le parole che il futuro sovrano di Prussia ebbe allora a scrivergli: «La dolcezza e la sopportazione che voi mostrate a tutti coloro che si dedicano alle arti e alle scienze, mi confortano a sperare che non vorrete escludermi dal numero di coloro che voi stimate degni del vostro insegnamento...» rivelano già le premesse del rapporto che avrebbero stretto negli anni a venire. Voltaire si stabilì infatti a Potsdam, alla corte del sovrano, nel 1750, e vi rimase per tre anni, ma il suo temperamento indipendente lo portò a una clamorosa rottura con il «re filosofo». Testimonianza di questa singolare amicizia resta "Vita di Federico II", documento insostituibile per cogliere grandezza e miseria di una delle figure determinanti della storia europea. Oltre all'eccellenza della traduzione di Giorgio Bassani, questa edizione è rimarchevole per il bellissimo scritto di Alberto Savinio che l'accompagna.
brossura
br. In un periodo in cui non passa giorno senza che vengano dati in pasto all'opinione pubblica vizi e oscenità di uomini politici, Eliogabalo - il più corrotto e dissoluto tra gli imperatori romani del basso impero - si mostra maschera più che mai attuale del potere. Salito al trono appena quattordicenne, aggredì alle fondamenta tutte le istituzioni e i precetti morali della società romana. Nei quattro anni del suo breve regno, riuscì a far impallidire persino la fama dei vari Caligola e Nerone. A scandalizzare i romani, oltre ai suoi licenziosissimi costumi, il suo tentativo di riforma religiosa, teso a soppiantare gli dei tradizionali a favore di una divinità solare siriaca di cui si era proclamato supremo sacerdote. Eppure, nell'apparente sconsiderata follia dei suoi atti, è anche possibile leggere in Eliogabalo un disegno preciso, una sorta di nichilismo estremo che, a buon diritto, Antonin Artaud ha voluto leggere come l'espressione esistenziale di un "anarchico incoronato".
br. Eleonora d'Arborea è uno dei personaggi più famosi e insieme meno documentati della storia sarda. Giudicessa - cioè sovrana - d'Arborea nel Trecento, firmò un codice di leggi, la Carta de logu, rimasto in vigore con poche modifiche fino al 1827. Oltre a ciò, Eleonora fu capace di radunare sotto un'unica bandiera le diverse popolazioni sarde che per la prima volta si riconobbero come "nazione" e lottarono con successo contro gli aragonesi. Attorno alla sua figura nacquero molte leggende. Principessa guerriera, raffinata madonna cortese, madre affettuosa, sposa fedele, avveduta massaia, devota cristiana, dotta legislatrice... Ma chi era la vera Eleonora? Bianca Pitzorno ne ricostruisce il vero volto, calato nella realtà del XIV secolo, raccontando la sua vicenda con assoluta fedeltà alle fonti senza rinunciare al brio e alla passione della grande narratrice.
br. Documento di straordinario interesse, la "Vita di Costantino" offre testimonianze di prima mano su avvenimenti che segnarono la nascita dell'impero bizantino come il Concilio di Nicea, e coglie gli aspetti innovativi della politica del fondatore della "nuova Roma". In questa opera composita, che si pone tra diversi generi letterari, la storiografia, la biografia e l'encomio, Eusebio di Cesarea celebra il primo imperatore cristiano, Costantino, di cui intuisce il carattere quasi rivoluzionario della condotta politica. Dall'inedito connubio tra religione cristiana e potere imperiale nascerà la nuova teologia politica, destinata a divenire il cardine dell'ideologia imperiale dell'intero millennio bizantino. Nell'introduzione Laura Franco offre un quadro storico dell'opera e ne sottolinea le principali caratteristiche letterarie.
A Cura: Rosa Maria Cimino . Edizione: Prima edizione . Pagine: 125 . Illustrazioni: Illustrazioni a colori . Formato: 8° . Rilegatura: Brossura con legatura asimmetrica alle prime pagine. . Stato: Deteriorato . Caratteristiche: Copertina e retrocopertina brunite .
br. È la prima biografia di Caterina da Siena, scritta poco più di un decennio dopo la sua morte. L'opera di Raimondo si presenta suddivisa in tre parti con due prologhi. Le parti prima e seconda formano un'unità in sé completa e rispettano uno schema di composizione omogeneo con l'indicazione precisa, al termine di ogni capitolo delle fonti a cui l'autore ha attinto. Si comprende bene che Raimondo portò a termine soltanto a fatica la terza parte, dedicata alla morte e alla santità di Caterina, infatti, dopo aver trattato già nel capitolo secondo delle morte di Caterina, per mantenere la struttura generale dell'opera, dovette riempire i capitoli successivi con la sua traduzione latina di parti del Libro della divina dottrina, con il cosiddetto Testamento spirituale e con storie di miracoli successivi alla morte della santa, fino a che nel capitolo conclusivo, poté ricapitolare l'intera vita.
br. Che cosa rappresenta Carlomagno per noi? Siamo in qualche modo debitori a questo sovrano il cui impero ha avuto una durata relativamente breve e la cui figura oscilla tra storia e mito? Forse è eccessivo parlare di "padre della patria"; eppure nella fondazione dell'Impero romano-germanico, radicato nel Medioevo ma con uno sguardo alla modernità, e nella volontà nostalgica di riportare in vita l'Impero romano considerato come qualcosa di straordinariamente fondante ci sono i prodromi di un comune denominatore storico europeo, pur nella pluralità e nel rispetto delle singole identità. Carlomagno è una figura storica di confine: sovrano medievale, di quel Medioevo dal quale la coscienza europea comincia pian piano a emergere. E accanto alla storia il mito: il cavaliere, il crociato, il cristianizzatore, il rifondatore della cultura, Sovrano semianalfabeta, non si è mai stancato di sottolineare nelle leggi l'importanza degli studi, unico antidoto alla barbarie e solo strumento di emancipazione. Franco Cardini, pagina dopo pagina, ci porta alla scoperta di questo sovrano eclettico, ci fa scoprire l'uomo, il politico, lo stratega, il guerriero. E si sofferma sulla sua intuizione più folgorante, a dispetto della brevità del suo regno; quella di un comune territorio politico e religioso per accogliere etnie diverse nel rispetto delle loro peculiarità. Questo il nostro debito verso di lui.
brossura "La vita di Antonio di Atanasio di Alessandria, oltre a costituire la biografia più attendibile di questo grande santo ed essere riconosciuta come uno dei primi documenti estesi sulla vita eremitica sviluppatasi in Egitto a partire dal terzo secolo, è un'analisi affascinante della mente umana, del nostro modo di pensare, di sentire e di agire. Atanasio ci fa scoprire un uomo che si ritira in maniera sempre più radicale dalla vita ordinaria per esplorare i suoi moti interiori, luci ed ombre, per conoscere e per superare tutto ciò che crea distanza e separazione nella relazione con dio, con sé stesso e con gli uomini. È il paradosso dell'eremita che si ritira nella solitudine del deserto per essere maggiormente in relazione con Dio e con il mondo, ma anche con i propri demoni e la propria ombra, cioè con la sua realtà in quanto essere umano, un fragile vaso di creta capace di ospitare la presenza della luce divina." (dalla prefazione di Axel Bayer)
brossura Un classico della letteratura patristica sulla vita monastica. La biografia di S. Antonio - monaco nativo di Alessandria d'Egitto, vissuto tra il III e il IV secolo - è il best-seller della letteratura cristiana; è infatti una lunga lettera scritta (IV sec.) in greco dal vescovo Atanasio ai monaci d'Occidente al fine di indicare loro nella figura di Antonio Abate l'ideale monastico puro. La Vita, qui presentata nella prima vera traduzione italiana, è interessante per l'attualità del messaggio, mentre l'introduzione evidenzia l'importanza della trasmissione e della diffusione di idee anche in ambiti apparentemente molto lontani fra loro (ascetismo cristiano e yoga). Note di commento, ricche e puntuali, sotto vari aspetti - filologico, storico, esegetico e storico-religioso - accrescono il valore di questo volume.
br. La Vita di Antonio si presenta come una lettera che Atanasio invia ai monaci d'Occidente perché imitino e diffondano l'ideale monastico così come fu vissuto da Antonio. All'interno del racconto di Atanasio si possono individuare quattro fasi, quattro "fughe" che spinsero Antonio a cercare una solitudine sempre maggiore.
ill., br. La vita quotidiana medievale letta attraverso i dipinti di chiese e cappelle della Valle di Susa, disposte lungo la via Francigena. Un volume dedicato soprattutto ai non addetti ai lavori, ai cultori del Medioevo, ai curiosi di un passato fatto non solo di personaggi importanti ma anche di persone, di gente qualunque che ha contribuito, con l'attività di ogni giorno, a creare la Storia.
Mm 125x195 Collana "I libri di viaggio di Arnaldo Fraccaroli". Brossura editoriale di 215 pagine. Qualche strappetto ai margini della copertina, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. "Vita Caroli" è l'autobiografia giovanile scritta in latino dall'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV (1316-1378). Il libro esce in prima edizione italiana in occasione del VII centenario della nascita del grande re e imperatore boemo. Nato a Praga il 14 maggio 1316 da Elisabetta, l'ultima discendente della stirpe reale boema dei Premyslidi, e da Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia, Carlo trascorse l'infanzia presso la corte del re di Francia, dove gli fu impartita una solida istruzione e un'educazione raffinata degna di un futuro sovrano. Richiamato in Boemia all'età di diciassette anni, fu coinvolto dal padre nelle dispute politiche e nelle lotte che imperversavano in Europa e in Italia, con l'obiettivo di consolidare il dominio della propria casata. Le vicende dell'infanzia e della giovinezza di Carlo sono narrate in questa singolare autobiografia, scritta con stile sobrio ed elegante, spaziando lungo un arco di tempo che va dal 1316 al 1346, anno della sua elezione a re dei Romani. Nel redigere questa "vita" l'intenzione di Carlo non è anzitutto biografica o autocelebrativa, bensì pedagogico-morale. Carlo vuole ammonire i suoi successori, mettendoli in guardia dai pericoli di una vita dissennata e dedita ai piaceri del mondo da egli stesso sperimentati da giovane; offre loro saggi consigli per regnare con giustizia e dedica alcuni capitoli all'interpretazione di pagine evangeliche nelle quali spiccano le parabole del regno. Prefazione di Eva Dolezalova.
brossura La "Vita breve" di Giulio Salvadori nacque come recensione critica alla "Vie de St. François d'Assise" dello storico protestante Paul Sabatier (1894), pietra miliare che segnò l'avvio, tra infiammate polemiche, di una prodigiosa rinascita degli studi francescani di cui ancor oggi non si vede il termine. La reazione del letterato cattolico, lontana da ogni spirito polemico, fu esemplare e colse con lucidità l'essenziale delle posizioni dello studioso francese, che riconobbe nello scritto del Salvadori l'intervento «più approfondito e cordiale che ho letto sul mio libro». A partire da questo libro i due rimasero legati per tutta la loro vita in una esemplare amicizia ricca di opere di impegno sociale. Questa nuova edizione della "Vita breve" è stata introdotta, curata e annotata da Paolo Vian, Bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana, dove è conservato il fondo dei manoscritti di Giulio Salvadori.
brossura Per capire la "vera" storia della grande mistica di Foligno, canonizzata da papa Francesco, è indispensabile leggere e meditare i manoscritti, che la documentano. La lingua latina non è un ostacolo insuperabile, ma uno stimolo in più, per raggiungere questo obiettivo. Il volume curato da don Andreoli aiuta i lettori in tale impresa culturale e spirituale.