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Pagine: 130 . Illustrazioni: Foto nel testo in bianco e nero . Formato: 16° . Rilegatura: Brossura . Stato: Ottimo . Collana: Le biografie di Europeo .
brossura Vasco da Gama raggiunse l'India via mare nel 1498. Se il suo nome rinvia all'epopea delle scoperte geografiche, questo libro ne ricostruisce la vita e le imprese sottraendole all'ingannevole leggenda che s'iniziò a formare intorno alla sua figura quando era ancora in vita fino a farne, secoli dopo, un eroe nazionale portoghese. Così, una magistrale ricerca storica diviene un'occasione per riflettere su questioni più generali come l'invenzione dei miti e il modo in cui il nazionalismo se ne serve.
ill. Un convento sperduto nella campagna romagnola avvolto da un alone di mistero riguardante la morte di una piccola educanda. Chi era la fanciulla in questione? Allegra, la figlia illegittima del poeta Byron. Perché la bambina si trovava nel convento di S. Giovanni Battista in Bagnacavallo? Quali furono gli avvenimenti che portarono Lord Byron e la sua figlioletta in Romagna? Chi era la madre di Allegra e perché vennero separate? Come la figlia del famoso Pari d'Inghilterra trovò la morte nel monastero bagnacavallese, lontana da entrambi i genitori? Il libro cerca di dare risposte a queste e ad altre domande, in cui viene raccontata la vita di Allegra Byron, dalla sua nascita, fino alla prematura morte, attraverso lettere e documenti inediti presenti in questa biografia.
brossura Il Libro delle parole degli anziani rappresenta un classico della spiritualità cristiana e un documento storico del monachesimo sviluppatosi nel deserto egiziano fin dai primi secoli del cristianesimo. L'anonimo compilatore del V secolo raccolse in modo organico gli apoftegmi circolanti al suo tempo in due serie, di cui la principale è quella alfabetica (Alphabeticon), qui presentata in pregevole traduzione italiana. Il modo di vita e gli insegnamenti dei primi anacoreti mostrano quanto essi fossero legati all'intera tradizione della spiritualità, alla quale diedero un contributo proprio e peculiare di grande novità e originalità.
br. In questa "Vita" risaltano le ambizioni e la vivissima intelligenza di San Francesco, le debolezze e i difetti del carattere, ma anche le superstizioni radicate che egli aveva in comune con gli uomini del suo tempo. In questo modo l'autrice ha cercato di percepire il significato della santità di Francesco e della sua dissonante diversità rispetto al contesto storico nel quale si trovò ad agire. Con una prefazione di Jacques Le Goff.
br. Saulo di Tarso ebbe la fortuna di essere iniziato a una doppia cultura: l'ellenismo e l'ebraismo. La sua illuminazione sulla via di Damasco non cambiò il suo carattere impetuoso: la Grazia non cambia la natura. Saulo rimarrà ebreo, anche se rinuncerà a recitare la preghiera giudaica quotidiana: «Benedetto sei tu Signore che mi hai creato ebreo e non pagano». Frédéric Manns conferma le sue doti di raffinato divulgatore affrontando la figura di Saulo, colui che da acerrimo nemico del cristianesimo ne divenne invece, con il nome di Paolo, il più appassionato testimone. Un racconto avvincente che trascina il lettore nella cultura del tempo, fra ellenismo ed ebraismo, agli albori della religione che avrebbe mutato il destino di popoli e culture.
br. Una biografia del Santo di Padova, scritta con una prosa sciolta ed estrosa, ma precisa nella materia storica minuziosamente controllata nelle fonti.
brossura Vita di San Martino di Tours.
brossura
brossura Settimo successore di san Francesco alla guida dell'Ordine, nel 1260 san Bonaventura riceve l'incarico di redigere una Vita del Poverello. L'opera é da sempre apprezzata per la bellezza del linguaggio e la sua completezza.
brossura La prima e più celebre biografia di Francesco d'Assisi. Pagine di grandissima intensità spirituale sulla vita del Santo, da molti critici ritenute le più belle mai scritte nell'Occidente cristiano.
brossura
br. Il Martire Chirico è il protettore di San Chirico Raparo, suggestivo paese situato in provincia di Potenza, che lo festeggia solennemente il 15 luglio. Nacque a Konya, città dell'antica Licaonia, in Asia Minore; sua madre, Giulitta o Giuditta, apparteneva a una famiglia principesca. I genitori della nobildonna erano ferventi cristiani, pertanto la educarono alla luce degli insegnamenti evangelici. La prematura scomparsa dell'amatissimo consorte le provocò un'indicibile sofferenza. Tuttavia, animata dalla sua grande fede in Dio, si prodigò per impartire al suo diletto figlio un'esemplare educazione cristiana. Il piccolo Chirico, o Quirico, crebbe circondato dall'affetto familiare. Purtroppo, i tempi erano tremendi: vissero all'epoca dell'imperatore Diocleziano, caratterizzata dalla terribile persecuzione dei cristiani. Santa Giuditta, costretta ad allontanarsi da Konya con il piccolo Chirico, trovò rifugio a Tarso, la città di San Paolo, l'Apostolo delle genti. Sfortunatamente, fu catturata insieme al suo bambino per ordine dello spietato governatore Alessandro. L'epilogo fu tragico: San Chirico e Santa Giuditta vennero martirizzati nel 304 (o 305) dell'era cristiana. Il loro glorioso martirio contribuì all'affermazione del messaggio salvifico della fede in Gesù Cristo.
br. La principale fonte di cui si dispone per la conoscenza della vita di san Benedetto è il II Libro dei Dialoghi di Gregorio Magno. Un grande maestro, quale Adalbert de Vogüé, già curatore dell'edizione dei Dialoghi per la collana francese "Sources Chétiennes", aiuta il lettore anche non specialista ad affrontare questo testo problematico. E lo si può definire tale sia in quanto "fonte unica", sia per l'andamento fortemente agiografico e i conseguenti interrogativi di ordine storico che ne scaturiscono, sia per le caratteristiche interne di stile. "Confrontare: proprio questa è la risorsa del nostro metodo esplicativo. Il testo di Gregorio, accostato a un altro passo della stessa Vita, o di qualche opera simile, s'illumina mettendolo a confronto. Allora, nella stessa Vita di Benedetto, l'episodio studiato svela la sua funzione propria. Per contrasto, attraverso la Vita di un altro eroe, si vede apparire la fisionomia particolare del nostro santo e la maniera originale della sua biografia" (dalla Prefazione). De Vogüé invita poi il lettore a non preoccuparsi di discernere tra loro eventi della realtà e prodotti dell'immaginazione umana, ma a porsi di fronte al testo con la domanda giusta, che non è "è vero questo?", ma piuttosto "che cosa vuol dire?". Solo così si potrà giungere a comprenderne il vero messaggio, cioè che Benedetto è davvero conforme all'immagine di santo descritta dalla Bibbia e dall'agiografia.
br. Benedetto nacque a Norcia intorno al 480. Dopo un periodo trascorso a Roma, si ritirò in una grotta nei pressi di Subiaco. Non rimase però a lungo nascosto. Fu richiesto come abate da una comunità di monaci a Vicovaro. Ma fu un'esperienza negativa ed egli fu costretto a tornare nella sua grotta di Subiaco, attorno alla quale organizzò una colonia monastica. L'invidia di un prete del luogo lo indusse ad abbandonare anche Subiaco, e insieme ai discepoli più fedeli si recò a Cassino, sul cui monte fondò, intorno al 529, l'abbazia di Montecassino. Qui donò ai suoi monaci la Regola, e vi morì, secondo la tradizione, il 21 Marzo dell'anno 547, quaranta giorni dopo la scomparsa di sua sorella Scolastica con la quale ebbe comune sepoltura. I Dialoghi riferiscono che spirò in piedi, con le braccia sollevate in preghiera verso il cielo.
brossura Una biografia dettagliata, ben articolata questa di Pier Maria de' Rossi a cura di Jacopo Caviceo, il quale niente trascura al fine di mettere sul piedestallo della gloria il suo illustre protettore. In questa breve opera tutto è stato detto del conte di Berceto, chiamato "Magnifico" per aver assommato in sé tutte le virtù che solo a un eroe si possono ascrivere. L'uomo dai molteplici saperi si è distinto sia nel campo militare che in quello dell'amore, diviso quest'ultimo tra quello istituzionale suggellato da un matrimonio apparentemente felice e quello per niente segreto per un'altra donna amata e ben ricompensata attraverso la donazione significativa e mirata del castello di Roccabianca. Fa tenerezza questo personaggio uscito dalla penna servitrice di Caviceo, se non altro per la sua disinvoltura nel barcamenarsi all'interno di una morale notoriamente ambigua e, allo stesso tempo, accettata in quanto espressa da un uomo di potere.
ill., br.
br. "La vita di Nino Bixio" (1905) di Giuseppe Cesare Abba: un agile ritratto in piedi dell'iracondo "secondo dei Mille", scritto da uno che l'ha visto, che ha sentito il fascino e la primitiva imponenza della sua indole fiera e quasi selvaggia. L'autore delle "Noterelle di uno dei Mille", di un vero bestseller fra Otto e Novecento, toglie dall'affresco corale del suo piccolo esercito antico un fotogramma d'eccezione - quello del comandante Lombardo dal "profilo che taglia come una sciabolata" - lo ingrandisce, lo isola, e gli regala il suo affettuoso ma disincantato panegirico. È la storia, senza vera retorica, di un personaggio da epopea, di una figura mitizzata quanto discussa, che "in sé ha dieci anime": da marinaio si fa garibaldino, quindi entra nell'esercito regolare per poi sedere in Parlamento, per finire poi col buttare tutto all'ortiche e tornare in mare per un'avventura in estremo Oriente, dove muore di colera. Le vicende di guerra e pace di una personalità camaleontica e pragmatica, di "un pioniere di se stesso" (Guerzoni paragonato dal Lamarmora al Boiardo: "È un complimento che mi seccherà più di una volta - scrive il Bixio - e di cui mi riconosco indegno perché davvero non mi conosco sans réproche". La leggenda si crea da sé, nel rispetto assoluto del fatto storico.
ril. Questa biografia, ritenuta da molti la migliore tra quelle dedicate a Niccolò Machiavelli, è sorretta dalla solidità del rigore filologico, e affonda le sue radici nell'affinità umana che il biografo avverte con l'oggetto della sua ricerca. Per Roberto Ridolfi si tratta di far rivivere Machiavelli, seguirne i passi e scoprirne, al di là degli stereotipi, l'umanità consumata dal lavoro del tempo, nella convinzione che non si possa scindere il pensiero politico e letterario del Segretario fiorentino dalla sua vicenda personale. Nell'intreccio di erudizione e di empatia che compone questo libro, la passione non ostacola il giudizio critico, ne affina invece la sensibilità. E la profondità dell'interpretazione di Ridolfi - storica, letteraria e psicologica - dipende anche dalla sua scrittura, una prosa dalla risonanza poetica, limpida nella ricchezza espressiva, nella varietà dei ritmi, nella scelta meticolosa della parola esatta. Fondamentale per gli esperti e insostituibile per i lettori, "Vita di Niccolò Machiavelli" viene ora ripubblicato - a sessantanni dalla sua prima uscita - in una edizione definitiva, curata da Giuseppe Cantale, studioso dell'opera di Ridolfi, e introdotta da Maurizio Viroli, tra i maggiori esperti del pensiero machiavelliano.
brossura La figura di Napoleone Bonaparte è di tale complessità che la sterminata letteratura e ricerca storica fiorita su di lui e la sua epoca non si è ancora esaurita dopo più di duecento anni. Eppure, questo breve libro sotto forma di autobiografia, da solo potrebbe bastare per capire la parabola straordinaria di quest'uomo. Nel 1817 a Londra l'editore Murray pubblica il testo con un titolo intrigante, Manoscritto giunto da Sant'Elena in maniera sconosciuta e senza precisare l'autore... Tutti o quasi credettero che fosse stato scritto da Napoleone, che dal 1815 viveva relegato su quell'isola inaccessibile dell'Atlantico, immaginando che fosse riuscito a far giungere in Europa clandestinamente la storia delle sue imprese. Il successo fu clamoroso e nello stesso anno il libro fu ristampato da Murray ben quattro volte. Fu tradotto in inglese, pubblicato a Bruxelles e a Francoforte, mentre in Francia fu proibito. Come sempre avviene, la proibizione rese l'opera ancora più interessante e presto cominciò a circolare clandestinamente, mentre i lettori continuavano a chiedersi se Napoleone ne fosse veramente l'autore oppure no. Con il suo stile sobrio e vigoroso, ripercorre tutte le tappe della sua ascesa, dalle folgoranti vittorie della giovinezza, alla presa del potere con il Consolato, fino ai trionfi imperiali e alla partenza per l'esilio definitivo dopo i Cento Giorni. Una sintesi magistrale che restituisce al lettore tutta la passione e il genio di un grande della storia dell'umanità.
brossura La figura di Napoleone Bonaparte è di tale complessità che la sterminata letteratura e ricerca storica fiorita su di lui e la sua epoca non si è ancora esaurita dopo più di duecento anni. Eppure, questo breve libro sotto forma di autobiografia, da solo potrebbe bastare per capire la parabola straordinaria di quest'uomo. Nel 1817 a Londra l'editore Murray pubblica il testo con un titolo intrigante, Manoscritto giunto da Sant'Elena in maniera sconosciuta e senza precisare l'autore... Tutti o quasi credettero che fosse stato scritto da Napoleone, che dal 1815 viveva relegato su quell'isola inaccessibile dell'Atlantico, immaginando che fosse riuscito a far giungere in Europa clandestinamente la storia delle sue imprese. Il successo fu clamoroso e nello stesso anno il libro fu ristampato da Murray ben quattro volte. Fu tradotto in inglese, pubblicato a Bruxelles e a Francoforte, mentre in Francia fu proibito. Come sempre avviene, la proibizione rese l'opera ancora più interessante e presto cominciò a circolare clandestinamente, mentre i lettori continuavano a chiedersi se Napoleone ne fosse veramente l'autore oppure no. Con il suo stile sobrio e vigoroso, ripercorre tutte le tappe della sua ascesa, dalle folgoranti vittorie della giovinezza, alla presa del potere con il Consolato, fino ai trionfi imperiali e alla partenza per l'esilio definitivo dopo i Cento Giorni. Una sintesi magistrale che restituisce al lettore tutta la passione e il genio di un grande della storia dell'umanità.
br. Una biografia del massimo condottiero dei tempi moderni scritta poco dopo la sua eclissi: quando Stendhal inizia a comporre la Vita di Napoleone, infatti, il vincitore di Marengo si trova ormai relegato in mezzo all'Oceano, mentre l'autore è agli esordi. Eppure, l'opera rivela un dinamismo e un talento che inutilmente si possono cercare in lavori più attendibili ed equilibrati, scritti da storici di professione. Stendhal esprime tutta la sua ammirazione per uno dei massimi geni che il mondo abbia mai avuto, pur non perdendo capacità di giudizio: non manca infatti di cogliere, con osservazioni puntuali e divertenti, le debolezze dell'eroe, i suoi errori nella sfera pubblica e privata, gli eccessi di un accentratore che l'overdose di successi ha reso troppo sicuro di sé e, quindi, vulnerabile. L'interpretazione personale dell'ascesa e della decadenza, dei tradimenti e delle sorprendenti intuizioni di Napoleone redatta in uno stile ancora acerbo ma che già preannuncia i baluginanti tratti della scrittura stendhaliana, ancora oggi capaci di incantare il lettore.
br. Waterloo e la definitiva caduta di Napoleone, deluso dall'atteggiamento della Francia della Restaurazione nei confronti dell'imperatore in esilio, il trentaquattrenne Stendhal decise di scriverne una biografia, cui lavorò a più riprese a Milano fra il 1817 e il 1818, ma che lasciò incompiuta, ferma agli accadimenti del 1815. La Vita di Napoleone è ben lontana dal rigore documentario e dall'oggettività degli storici di professione, ma ha il pregio della vivacità e dello stile avvincente di chi nel narrare le imprese militari e gli episodi della vita privata del grande generale prende sempre le mosse da un fatto concreto, da un aneddoto ascoltato dal vivo. L'aspetto più affascinante di questo resoconto sta nel fatto che la più importante personalità politica del tempo è giudicata da un testimone diretto degli avvenimenti destinato a diventare un grande scrittore. La biografia di Napoleone è anche, in qualche misura, l'autobiografia di Stendhal: un congedo dalla giovinezza, un omaggio ai propri ardenti ideali bonapartisti, il rimpianto di un'epoca eroica irrimediabilmente perduta. Introduzione di Lanfranco Binni.