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ril. I brani raccolti in questo libro raccontano le vite, ricche di vicende e di contrasti, di personaggi storici che impersonano drammaticamente le condizioni esistenziali della loro epoca e danno modo a Croce di mostrare come il lavoro dello storico non sia una vuota esercitazione intellettuale, ma serva da esempio per l'adempimento dei doveri etici e civili.
A. Bernard Vitalità e splendori del lago di Varese. Memorie storiche di un territorio. , B.I.G. 1984, Discreto stato. Mancante di sovraccoperta. Legatura editoriale in tutta tela macchiata. Interno buono. GEOGRAFIA E LOCALITÀ - STORIA (cod. mag: MA - 1737) Geografia localistica A Bernard Vitalità e splendori del lago di Varese Memorie storiche di un territorio B I G 1984 Geografia e località Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
cm. 17 x 24, 360 pp. Biblioteca di ?Physis? Questo volume affronta l?argomento della pluralit? e della diversit? dei vitalismi che hanno plasmato e indirizzato le scienze derlla vita e la pratica medica dalla met? del ?700 alla met? dell?800. Copre dunque un arco temporale e concettuale che separa due fondamentali programmi di ricerca: da una parte la fisiologia di Haller, incentrata sulle propriet? vitali della irritabilit? e della sensibilit?; dall?altra la teoria cellulare di Schwann e dei suoi successori. This volume concerns itself with the manifold of vitalism that influenced the building up of the life sciences and practical medicine from mid-XVIIIth to mid-XIXth century, in the timespan between two capital research programmes: Haller?s physiology centred on fiber irritability and sensivity vital properties, and the cell theory as developed by Schwann and his followers. Inglese 650 gr. 360 p.
brossura Il volume raccoglie le schede biografiche di 22 illustri personalità legate alla città di Torre Annunziata, presentate in occasione di una rassegna allestita per la festa votiva del 22 ottobre 2018. Le storie raccontano di un passato illustre della città, quando essa si imponeva all'attenzione del mondo come centro di cultura millenaria e come scrigno di fulgide bellezze. Pertanto le esperienze di vita di questi personaggi non sono una nostalgica rimembranza di un tempo ormai trascorso, ma l'occasione per conoscere la nostra storia e per trarre spunto a operare nel presente per un futuro migliore. Il testo, per il suo stile semplice e scorrevole, è destinato al grande pubblico.
ill., br. Un manoscritto ritrovato dopo secoli. Al centro il racconto di un uomo di grande vitalità e forza morale, che riesce ad emergere dalla miseria e dall'analfabetismo dell'infanzia, apprendendo i rudimenti di svariati mestieri per diventare, infine, uno speziale aromatario e cronista. Un'epoca di cui l'autore, seguendo le orme del Faie nell'Italia del Quattrocento, tra la Lunigiana, Lucca, Firenze e Roma, ci restituisce uno spaccato di vita quotidiana assieme a una preziosa fonte storica sui grandi avvenimenti e sulla loro eco in provincia. Un mondo irto di pericoli, in cui il protagonista sfuggirà a ben due tentativi di omicidio, e sarà vittima di intrighi che lo porteranno anche in prigione. Vicende che il Faie affronterà con coraggio, intraprendenza e una incrollabile fede in Dio, riuscendo infine a fare fortuna, ottenendo ricchezze, riconoscimenti e onori, in un susseguirsi di avvenimenti appassionante come un romanzo.
brossura
brossura Come si presentavano la società e la mentalità religiosa nella Basilicata d'Antico Regime e come sono cambiate nel passaggio all'età contemporanea? Quale ruolo vi hanno svolto le istituzioni ecclesiastiche, gli ordini religiosi e le confraternite? Sono ancora valide la 'sentenza' di Levi che Cristo si è fermato a Eboli e la tesi del «familismo amorale» di Banfield per comprendere l'arretratezza meridionale? A queste ed altre domande cerca di rispondere questo volume, attraverso una approfondita indagine storica su una regione per certi versi ancora poco esplorata.
ill., ril. [...] I veri genitori, come Giacomo e Vienna, facilmente vedono il bersaglio dei loro figli sul sentiero infinito della Vita e sanno scoccare le frecce delle vite dei propri figli, affinché vadano rapide e lontane, ma soprattutto libere dai condizionamenti, dalle aspettative, libere dalle paure, libere di volare alto e non appesantite dal peso di troppe ansie o cose inutili. Bisogna far ricordare le nostre radici di vita, per recuperare le trame della nostra storia relazionale, così importante e decisiva per ogni futura scelta di vita, da custodire come un bene prezioso che ci è stato affidato. I genitori devono fare di tutto affinché il cammino dei propri figli, come quello del figlio di Giacomo e Vienna Martolilla, sia costellato di tante piccole e preziose gocce di rugiada, che si depongono con i riflessi e le sfaccettature di un diamante prezioso, sullo splendido giardino di rose che insieme ci immergono nell'infinito mare della vita e di Dio! Ciò che apprende dai suoi genitori, Fra' Francesco lo vive e lo trasmette ai giovani che vogliono essere veramente felici e realizzati.
ill., br. "Vita romana" ci presenta il volto concreto della città eterna, dalla sua topografia alle consuetudini quotidiane, dalla casa ai cibi, agli indumenti, alle attività economiche, ai divertimenti, alle superstizioni, per concludersi con un profilo delle vicende edilizie dell'antica Roma. È un quadro vivo della grande metropoli, disegnato da un profondo conoscitore della materia, che conduce il lettore nell'intrico di strade e vicoli dell'Urbe, con la sua folla, le sue terme, le sue taverne.
brossura Alba Longa, anno 772 a. C. In sogno, una giovane vestale si ritrova a percorrere il sentiero boschivo che la conduce nei pressi di una sorgente. L'ignara Rea Silvia ancora non sa che sta per cambiare le sorti della storia e che la sua prossima unione con il dio Marte la porterà a generare la civiltà romana. Il viaggio inizia nel mito e prosegue attraverso i meandri della storia, con l'incontro di tanti dei personaggi che fecero grande Roma, ma non solo. Numerose persone comuni, perse nell'oblio del tempo, sveleranno infatti i segreti della vita quotidiana in città. Attraverso le storie dei molteplici imperatori che si susseguirono durante l'anarchia militare si giungerà poi ai confini dell'Impero, martoriati dalle invasioni e si analizzeranno infine le cause che porteranno tutto il suo sistema istituzionale e sociale al crollo definitivo.
ill., ril. Il libro accompagna il lettore in un immaginario viaggio nel tempo, che lo porterà a conoscere la civiltà romana partendo da uno dei periodi più splendidi della sua storia, quello della dinastia degli imperatori Flavi. Il testo - quasi un reportage giornalistico - narra il primo giorno dell'inaugurazione del Colosseo nell.80 d.C., ispirandosi a fonti dell'epoca, in particolare al poemetto De spectaculis del poeta Marziale, eccezionale cronista. Al tempo stesso, il racconto segue idealmente i multiformi aspetti della vita quotidiana dei cittadini romani, così come continua a svolgersi nel corso di quella stessa giornata.
br. Quella dell'antico Egitto è una delle civiltà più enigmatiche e affascinanti della storia. La sua terra era arida, circondata da deserti sconfinati, infuocata da un sole implacabile, eppure straordinariamente fertile, grazie alla presenza del Nilo. Sulle sponde di questo fiume maestoso gli Egizi hanno prosperato ininterrottamente per tremila anni, dando vita a una cultura e a una società complesse, a una macchina statale avanzata e a divinità con corpo umano e testa d'animale da temere e da venerare, come gli inaccessibili faraoni. Il soprannaturale dominava la vita quotidiana, una disciplina rigorosa coesisteva con la magia e accuratissimi riti funebri. Ma, a dispetto delle nostre conoscenze, sono molti i dettagli che ancora oggi ignoriamo: come viveva l'uomo comune? Che cosa mangiava? Quali erano i suoi problemi? In che modo trascorreva il tempo libero? Qual era la sua concezione dell'amore? A queste e a molte altre domande prova a dare risposta l'egittologo Franco Cimmino ricostruendo la quotidianità degli antichi Egizi. Un'indagine accurata, libera da pregiudizi e luoghi comuni, in cui prende forma viva e nitida un mondo stupefacente: dal primo caso di sciopero storicamente documentato al ruolo sociale - piuttosto indipendente - delle donne, dalle peculiarità dei mestieri più disparati alle idee sul sesso, dalle opere di canalizzazione alle acconciature, dal rapporto con la morte alla passione per la birra, il vino e i banchetti, fino ad arrivare alla chirurgia e a giochi da tavolo simili a quelli dei nostri giorni. Vita quotidiana degli Egizi è un meraviglioso tuffo nel passato, che va oltre la storia conosciuta, si avventura su sentieri impervi e accidentati che donano scorci limpidi e inattesi: le risposte e le curiosità che avremmo sempre voluto soddisfare sulla civiltà più conturbante di ogni epoca.
ill., br. Quando e come si mangiava a corte? Come si vestiva il re? Quali lingue si parlavano? Quali sono state, nel corso dei secoli, le residenze preferite dai Savoia e quanto tempo vi trascorrevano i sovrani e i loro cortigiani? Quali erano le cerimonie più importanti e perché? perché la caccia è stata così importante per la dinastia? Questo libro ricostruisce in maniera puntuale e documentata la vita quotidiana di quella grande macchina per la rappresentazione del potere che fu la corte sabauda. Migliaia di persone, per secoli, hanno partecipato al funzionamento di questo raffi nato meccanismo, vivendo ruoli definiti con scrupolosa precisione dai regolamenti di palazzo e dai cerimoniali, di cui Andrea Merlotti analizza forma, sostanza e significato. In queste pagine, il lettore troverà anche una suggestiva indagine sulla Torino capitale ducale e poi reale, una vera e propria città-corte con pochi eguali in Europa. Un racconto originale e appassionante, costruito con rigore documentale e grande capacità narrativa da uno dei maggiori esperti italiani sull'argomento, in un continuo intreccio tra storia pubblica e privata. Con un ricco apparato iconografico e le preziose testimonianze d'epoca degli stranieri che, nel corso dei secoli, hanno frequentato i palazzi, le feste, le tavole, le stanze segrete dei sovrani sabaudi.
brossura L'opera raccoglie gli atti del XX Convegno Internazionale dell'Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca, che si è svolto nel mese di luglio 2008 a Chianciano e Pienza. Il tema del convegno, Vita pubblica e vita privata nel Rinascimento, è stato analizzato sotto vari aspetti: letterario, filosofico, politico, artistico e religioso. Il convegno ha affrontato il comportamento pubblico e privato di personaggi politici, religiosi e artisti mettendo in risalto la difficoltà e la diversità dell'operare alla corte e in privato. Inoltre si è interessato degli epistolari di varie personalità dai quali è emerso l'aspetto privato del singolo che talvolta era costretto a mascherare la sua personalità in pubblico, tenuto conto in particolare della situazione che si era venuta creando, soprattutto nel XVI secolo, il "secolo di ferro" come venne definito per le violente guerre di religione, l'avvio della censura e la conquista del Nuovo Mondo. È stato dato risalto anche ai comportamenti privati di alcuni sovrani e sovrane facendo emergere la duplicità dei ruoli nella vita pubblica e in quella privata. Non mancano le analisi filosofiche del comportamento dell'individuo che avrebbe dovuto mantenersi identico sia in pubblico che in privato per non venir meno alle regole che l'etica imponeva. Altre riflessioni di carattere letterario dimostrano come la poesia divenisse spesso nel Rinascimento un mezzo per celebrare la vita pubblica.
ill., br. Sull'argomento trattato hanno dibattuto molti autori di vari paesi ma quasi tutti hanno interpretato in chiave politica, spesso parziale, gli avvenimenti e persino i dati statistici che si riferiscono alla vita politica degli Ebrei in Russia dalla fine del 1800 al 1930. D'altra parte, le fonti ufficiali sovietiche al riguardo sono state estremamente reticenti e non hanno aiutato a chiarire gli aspetti controversi legati al ruolo ebraico nella Rivoluzione e nel suo consolidamento. Ha quindi assunto un alone mitico, in un contesto socio-economico troppo semplificato e trascurato, la figura dell'Ebreo russo rivoluzionario, comunista prima entusiasta e benvoluto, poi deluso e perseguitato. L'autrice ha cercato di portare alla luce la storia diversa, più taciuta perché più triste e scomoda di un Ebraismo russo, estremamente tormentato, a volte strumentalizzato, assai raramente rispettato, in un periodo traumatizzante della sua storia, denso di sconvolgimenti e di equivoci non ancora dissolti.
ill., br. Il diario di Giuseppe Paracchini si apre il 12 febbraio 1917, quando il suo autore, non ancora ventenne, parte da Bra per il fronte del Carso. Già quattro giorni dopo si trova in trincea nella zona del vallone del Doberdò, sotto il tiro dell'artiglieria austriaca, e nella zona rimane fino alla fine di ottobre. Quando circola voce che l'esercito italiano è in rotta e i Tedeschi sono giunti a Cividale, non vuole credere alle notizie: "Sarà qualche farabutto!": ma la situazione è davvero drammatica. Il 27 ottobre arriva l'ordine di ritirarsi al di qua del Tagliamento e di dirigersi a nord verso il Monte Corno. Con la ritirata aumentano anche i disagi quotidiani: manca il cibo, il freddo si fa sentire, e il 3 novembre gli Austriaci passano anche il Tagliamento. Il 6 novembre Giuseppe, sempre accompagnato dal suo diario, è fatto prigioniero con la sua Compagnia e portato in treno al campo di prigionia di Marketrenk, presso Linz, dove rimane fino al 2 novembre 1918, quando gli Austriaci, ormai sconfitti, sguarniscono il campo.
brossura
AA. VV. VITA IN VILLA NEL SENESE. , Monte dei Paschi di Siena 2000, Come nuovo. Grande formato. Rilegatura editoriale in cartoncino uso tela con impressioni in oro al dorso ed al piatto. Sovraccoperta a colori con alette. Paginazione intonsa. Edizione fuori commercio riservata alla Banca Monte dei Paschi di Siena. Geografia localistica AA VV VITA IN VILLA NEL SENESE Monte dei Paschi di Siena 2000 Geografia e località Perfetto (Mint) . <br> <br> <br> <br>
br. La biografia politica di Simón Bolívar (1783-1830), noto come El Libertador, il protagonista della lotta per l'indipendenza di Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. Eroe delle battaglie antimperialiste del continente sudamericano, ha ispirato una corrente politica chiamata "bolivarismo". Prefazione di Luca Lezzi.
br. Fra i tanti musici castrati che fra Seicento e Settecento contribuirono al successo dell'opera sulle scene teatrali e nelle corti europee, Filippo Balatri (1682-1756) fu l'unico a lasciare delle memorie: un suo componimento in versi, Frutti del mondo (1735), è parzialmente noto grazie all'edizione del 1924 curata da K. Vossler, e da sempre ha attirato l'interesse degli studiosi di musica. In precedenza, però, fra il 1725 e il 1732 il cantante aveva scritto in forma di romanzo un'altra opera, Vita e viaggi, che viene pubblicata qui per la prima volta. Quasi metà delle memorie di Balatri riguarda i due anni (1699-1701) da lui trascorsi in Moscovia ed è ricca di osservazioni che interessano gli storici della Russia e delle riforme di Pietro il Grande; ma altrettanto curiose e ricche di interesse sono le descrizioni di altri viaggi, dall'Inghilterra, alle Fiandre e alla Baviera.
br. In questo grande affresco di fine '700 troneggia Fabrizio Ruffo. Siamo a Roma dove, grazie all'amicizia con Papa Braschi (Pio VI, l'ultimo dei nepotisti), ai parenti influenti e, soprattutto, alle sue capacità, dal 1785 ricopre le cariche equivalenti a ministro delle finanze, della guerra e di grazia e giustizia. Realizza grandi riforme fiscali, avvia lavori di bonifica, dà impulso all'agricoltura e alle manifatture. Frequenta i salotti, partecipa alle feste, alimenta il gossip e si fa più di un nemico nell'aristocrazia. Il Papa deve licenziarlo, ma lo nomina Cardinale, anche se ecclesiasticamente non era andato oltre il diaconato. Aveva cinquant'anni: i più spesi negli studi di economia e nei tentativi di riforme radicali. Lasciò Roma coi ricordi che, dall'infanzia alla maturità, gli fiorivano agli occhi una serie di scene venturosamente ascendenti. Deve ricominciare daccapo, ma si era già creato una "rete di salvataggio" nel Regno di Napoli. Così Fabrizio va da Ferdinando IV di Borbone che, desideroso di utilizzare pel suo regno l'ingegno e l'esperienza del novello porporato, lo nomina Sovrintendente alle Manifatture. In pratica gli dà pieni poteri, in quanto Sua Maestà si interessa solo di caccia e di sesso. Quando poi i francesi invadono il napoletano, il Re lo crea anche Commissario Generale delle Calabrie con l'incarico di formare un esercito popolare. È il febbraio 1799. Con 1500 uomini e due cannoni Ruffo iniziò l'avanzata contro gli invasori. L'armata si formò in viaggio e raggiunse un diecimila volontari al canto "Tutti li franzisi - Avimmo noi d'ammazzare". Vi erano mescolati baroni, possidenti, operai, montanari, cittadini, preti, contadini, artigiani, straccioni, miliziotti, venturieri, soldati, banditi, professionisti, coi più strani arnesi per armi. Ma la pazzia del Ruffo, ormai sessantenne, riesce, e i francesi vengono cacciati nel giugno 1799. Per tutta riconoscenza ottiene solo l'invidia di vari personaggi: dal Nelson all'Acton e alla stessa Maria Carolina che, nonostante le diciotto gravidanze, ha avuto il tempo per imporre una politica volta solo agli interessi sella sua Austria. Il Ruffo non serve più. Degradato, lascia quella Napoli che pochi anni più tardi verrà nuovamente sottomessa dai francesi e tenuta fino alla sconfitta di Napoleone a Waterloo.
br. Liliana Segre, ancora oggi, è una persona di straordinaria attualità. «Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro» scriveva Tucidide nel V secolo a.C.Liliana Segre è il passato che vive nel presente, un caveat positivo, un dono per tutti i giovani che oggi ascoltano la sua testimonianza, affinché possano sviluppare una coscienza civica e critica fatta di responsabilità e di libertà. La bambina che visse le atroci sofferenze di Auschwitz è stata nominata il 19 gennaio 2018 Senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per «avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale», impegno a cui è rimasta fedele per più di trent'anni.Questa prima monografia su Liliana Segre, appuntando l'attenzione sulla sua vocazione letteraria, passa in rassegna gran parte delle opere e delle testimonianze della Senatrice milanese, scritte e orali, con l'intento di delineare un ritratto il più possibile esaustivo, senza presunzione di completezza, della vita e delle opere di un'Autrice eccezionale.
Cartonato in tela editoriale con sovraccoperta illustrata e titoli al piatto e al dorso,collezione diretta da Gianni Brera "La vostra via sportiva", contiene 120 fotografie a colori, 24 in b/n e 20 disegni, piccoli strappi al margine superiore della sovraccoperta all'interno ottimo.
ril. Dalla fine dell'Età del bronzo all'inizio del Medioevo, da Uruk ad Alessandria, da Persepoli ad Atene e Sparta, e da Cartagine a Roma, la suggestiva epopea dell'ascesa, il declino e la scomparsa delle città antiche le cui rovine non hanno mai smesso di affascinarci. Una storia naturale di guerre e politica, pestilenze e carestie, ingegno e crudeltà, trionfi e tragedie, a volte leggendaria a volte miserevole. Al suo centro il Mediterraneo, che non solo gli antichi Greci e Romani, ma anche Fenici, Etruschi, Persiani, Galli ed Egizi solcarono e popolarono instancabilmente. L'antico Mediterraneo era un ambiente difficile da urbanizzare. Come è stato possibile creare e poi tenere in vita delle città per così tanto tempo, in contesti apparentemente così poco favorevoli? Come si nutrivano i loro abitanti, dove trovavano l'acqua o i materiali da costruzione e come si comportavano con i loro rifiuti e i loro morti? E perché infine i sovrani decidevano di abbandonarle? E come si abitava in mondi urbani così diversi dal nostro? Città immerse nell'oscurità ogni notte, città dominate dai templi degli dèi, città di contadini, di schiavi, di soldati. Alla fine, i protagonisti della storia sono le città stesse. Atene e Sparta, Persepoli e Cartagine, Roma e Alessandria: città che formavano delle grandi famiglie. La loro storia racchiude quella delle generazioni che le hanno costruite e abitate, lasciando in eredità monumenti che da allora hanno ispirato i successivi costruttori di città, e le cui rovine ci rammentano i pericoli e le potenziali soddisfazioni e ricompense di un'esistenza urbana.
ill., br. In questo saggio, Shippey - già erede della cattedra di J.R.R. Tolkien all'Università di Leeds - racconta la vita e la morte di eroi ed eroine del mondo vichingo, esplora il loro modo di pensare e si sofferma in particolare sul fascino che scene di morte eroica esercitavano su di loro. "Vita e morte dei grandi Vichinghi" esamina la psicologia vichinga, contrapponendo la prova costituita dalle saghe alle testimonianze fornite dalle loro vittime. Il libro offre il resoconto di molte scene pervase di grande spavalderia presenti nella letteratura norrena, inclusi la caduta del casato degli Skjoldung e lo scontro fra le due drakkar, la Ironbeard e la Long Serpent. Uno dei libri più interessanti ed entusiasmanti sui Vichinghi scritti da una generazione a questa parte, che li presenta non come pacifici esploratori e mercanti, ma per quei guerrieri e razziatori sanguinari che erano. Shippey mette in luce tutti gli elementi di fascino di questo popolo guerriero, abbinando elementi scientifici - che attingono alle ultime scoperte archeologiche - e immaginario pop contemporaneo, da Vikings (la serie Tv, più volte citata nel libro) fino al lavoro di Neil Gaiman e Peter Jackson. Uno studio appassionato su individui eccezionali, su poesie e leggende di un lontano passato e su tutto ciò che ha reso i Vichinghi così diversi e speciali. Prefazione di WU Ming 4.