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ill., br. L'autobiografia di una donna che già da piccola era all'avanguardia, che amava stare all'aria aperta e vivere il suo paesino, Cavriago, in provincia di Reggio Emilia. Quella bambina, l'Orietta, cresciuta in un mondo alla Guareschi tra comizi del PCI e messa la domenica, scopre di avere una voce meravigliosa, incoraggiata dal papà inizia a cantare, e non smetterà più. Non sa ancora che diventerà Orietta Berti, che venderà oltre 16 milioni di dischi, parteciperà a 14 Festival di Sanremo, lasciando una traccia indelebile nel mondo musicale e televisivo italiano, con canzoni e programmi che hanno fatto la storia. Con aneddoti inediti, raccontati dalla viva voce della protagonista e accompagnati da sedici pagine di fotografie, Tra bandiere rosse e acquasantiere è la storia di Orietta prima della lunghissima carriera e del ruolo inattaccabile che occupa ancora tra le Signore della canzone made in Italy.
br. Una vita può iniziare già in fuga: da una stanza senza quadri alle pareti, da una casa senza dolcezza, senza amore, senza infanzia. E allora la voglia di libertà diventa più forte di tutto, più forte del ricatto e di qualsiasi convenzione. Così cominciano le bravate di chi, come Loredana, è costretta a rompere le regole con l'esagerazione. Finché arriveranno, inaspettati, i primi successi nella musica, gli incontri straordinari, il grande amore per un bel tennista svedese. Voli e sogni destinati a infrangersi, a precipitare nel buio della solitudine, nel dolore che spezza il fiato. Se la vita non ha fatto sconti a Loredana Berte, lei non fa sconti in questo libro, in cui restituisce tutta la brutalità e l'esuberanza della sua esistenza in perenne ribellione. Un'esistenza che Loredana racconta con la fierezza di chi ha sempre guardato il destino in faccia, a testa alta.
br. Angelo Branduardi è un cantautore atipico. Un menestrello post-post moderno, un musicista, un singolare ricercatore prima ancora che un cantautore, e per questo segnalato dalla critica di mezza Europa. Le sue ballate hanno sempre frequentato il mito, girovagando, in fondo, intorno ai temi della metafisica e dell'ontologia. Anche attraverso stralci di interviste, questo libro ne rilegge per intero la discografia.
ill., br. "Secondo la rivista 'Rolling Stone', 'Un sabato italiano' è uno dei cento dischi italiani più belli di sempre e infatti la sua fama attraversa le generazioni. Così, a trent'anni di distanza dalla pubblicazione di quell'album fortunatissimo, Sergio Caputo ha deciso di offrirci queste memories, un libro che di tutta quella vicenda restituisce i colori e le emozioni. Chiamiamolo un dietro le quinte, il making of letterario di un disco. Con il suo stile accattivante, visuale, immediato e autoironico, Sergio ci dà un pass per quell'estate in cui è nato tutto. È un rullino di polaroid di un'era, un po' futile ma anche ottimista, nella quale in Italia tutto si stava rimettendo in moto. È uno swing continuo dentro e fuori locali e camere da letto, incontri con impresari, musicisti, animali notturni, ricco di reminiscenze letterarie, dalla beat generation a Henry Miller, e tante riflessioni, esistenziali e non. Una storia che andava raccontata, perché 'Un sabato italiano', nonostante i trent'anni compiuti, sembra un bambino. Perfetto e fuori del tempo, come solo i classici sanno essere." (Prefazione di Carlo Massarini)
ill., br. "Io sono le mie parole" ha scritto Bob Dylan: in occasione dei suoi settant'anni sono qui raccolte le voci di compagni di strada (come Joan Baez, innamorata di "lui e la sua chitarra e le sue splendide, sconnesse, mistiche parole", Allen Ginsberg e Fernanda Pivano) e di chi è cresciuto con le sue canzoni (da Richard Gere a Bruce Springsteen, per il quale è stato "il fratello che non ho mai avuto"). Non mancano i cantautori come De André e Guccini ("Dylan è le nostre idee di allora, le nostre discussioni di politica e di musica"), con una canzona tradotta da Patrizia Valduga e testi di Stefano Benni e Carlo Feltrinelli, senza dimenticare il rapporto di Dylan con Obama, di cui parla scrive Carrera: "Hey! Mr. Tamburine Man, play a song for me!". Con una divertente e semisconosciuta finta lettera scritta dallo stesso Dylan alla madre della Baez, riemersa dai cassetti della Folksinger.
In 16°, pp 155 con varie foto in nero. Brossura illustrata. Prima edizione. Ottimo stato.
ill., br. A cinquant'anni dalla tragica e ancora misteriosa scomparsa del grande cantautore, la sua figura continua ad affascinare e a restare un punto di riferimento fondamentale nel panorama della canzone italiana. In questa biografia Aldo Colonna racconta la vita di un personaggio appassionante e scomodo, fiero e disperato, coerente fino in fondo e dalla forte personalità. Emerge non solo il ritratto del Tenco artista ma anche la storia della sua vicenda esistenziale, fino alle circostanze, analizzate nel dettaglio, della morte violenta. Questa nuova edizione, arricchita da un apparato iconografico contenente alcune foto inedite, getta inoltre luce sul significato di alcune celebri canzoni.
br. Un'ampia guida di tutte le pubblicazioni di Vasco Rossi. Il libro di ogni collezionista e fan del Blasco: una guida indispensabile per conoscerne tutte le pubblicazioni. Quotazioni, titoli, codici di catalogo e note esplicative di oltre 500 dischi del mondo della combriccola.
br. Una guida alla città di Genova e al suo territorio e, allo stesso tempo, alla vita e alla musica del grande Fabrizio De André, il cui nome è indissolubilmente legato a quello del capoluogo ligure. Attraverso il racconto dei luoghi più cari all'artista, il lettore verrà a conoscenza delle sue vicende personali e di particolari aspetti della sua personalità e della sua arte, generalmente sconosciuti al grande pubblico. Ulteriori approfondimenti sulla figura di Faber sono forniti dalle numerose interviste e testimonianze raccolte dall'autore, che concorrono a creare un affascinante ritratto di questo grande cantautore. Dalla casa natale di Pegli al ghetto ebraico, dal Liceo Colombo al "Baretto" della Foce, un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della vita genovese di De André. Un libro per tutti i cultori della musica italiana. Un libro per gli amanti del grande Faber. La poesia di De André rivissuta attraverso i luoghi chiave della città. Tra gli argomenti trattati: In spiaggia, al nuovo Lido; I primi palcoscenici; La chiesa delle nozze; La "gabbia dorata" di villa Paradiso; Sampierdarena, la casa dei primi dischi; I caruggi degli emarginati; Corso Italia 22, il mare alla finestra; Sant'Ilario, il paesino di "Bocca di rosa"; Il Geordie di piazza San Matteo; In TV dal Luna Park della Foce; 30 giugno 1960: la città in rivolta; Dal vivo in fabbrica a Sestri Ponente; L'essenza genovese: Creuza de mâ.
br. Cantautore, attore, cardiologo e pioniere del rock'n'roll italiano insieme a Celentano e Gaber, Enzo Jannacci è uno dei grandi protagonisti della scena musicale dal dopoguerra al nuovo millennio. Caposcuola del cabaret italiano, nel corso della sua carriera collabora con stelle del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della televisione diventando una icona per le successive generazioni di comici e di cantautori. Autore di magistrali duetti, colonne sonore e decine di album che rappresentano importanti capitoli della discografia italiana, nel suo percorso ottiene molti premi e riconoscimenti.
ill., br. Enzo Jannacci è il "poetastro", come amava definirsi, che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano di quartiere degli anni Sessanta e Settanta. Nelle sue canzoni, il capoluogo lombardo affiora come luogo privilegiato di sentimenti ed emozioni, un teatro ideale per osservare e far agire la miriade di personaggi picareschi che affollano i testi surreali e ironici del cantautore. Raffaele Mantegazza, Isabella D'Isola, Simone Porro e Domenico Laterza analizzano il raffinato métissage musicale di Jannacci a partire dagli oggetti, portatori, nella sua poetica, di uno stile di vita in cui l'attenzione agli ultimi e agli emarginati è di fondamentale importanza. Una pedagogia sui generis che, senza prendersi troppo sul serio, riconosce al caposcuola del cabaret italiano una peculiare dimensione filosofica.
ill., br. Enzo Jannacci è il "poetastro", come amava definirsi, che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano di quartiere degli anni Sessanta e Settanta. Nelle sue canzoni, il capoluogo lombardo affiora come luogo privilegiato di sentimenti ed emozioni, un teatro ideale per osservare e far agire la miriade di personaggi picareschi che affollano i testi surreali e ironici del cantautore. Raffaele Mantegazza, Isabella D'Isola, Simone Porro e Domenico Laterza analizzano il raffinato métissage musicale di Jannacci a partire dagli oggetti, portatori, nella sua poetica, di uno stile di vita in cui l'attenzione agli ultimi e agli emarginati è di fondamentale importanza. Una pedagogia sui generis che, senza prendersi troppo sul serio, riconosce al caposcuola del cabaret italiano una peculiare dimensione filosofica.
br. Tiziano Ferro ha quindici anni quando decide di confidare i suoi pensieri a un quaderno. È il diario di un ragazzino come tanti: la scuola, gli amici, i primi amori, la passione per la musica. Fuori dal comune è invece l'intensità con la quale insegue il sogno di incidere un disco. E appena lo realizza fa centro. Ma va tutto troppo veloce: insieme all'emozione dei concerti e allo stupore davanti ai fan, ecco, severe come brutti sogni, la solitudine dei viaggi e delle camere d'albergo, e la paura di non essere all'altezza. È come se da quel momento Tiziano avvertisse una continua spaccatura: da una parte la messa a fuoco del proprio talento, la collaborazione con le più grandi star italiane e internazionali, i riconoscimenti, la folla dei fan, dall'altra la percezione di una inedita solitudine, di una indomabile nostalgia, la lontananza dalla famiglia (soprattutto da Flavio, il fratello) e dagli amici di Latina. Come il più sensibile dei sismografi, Tiziano registra fedelmente, in questo diario, emozioni e stati d'animo. Con dolente sincerità, e al contempo curiosità, senso dell'umorismo e allegro disincanto, racconta l'altra faccia del successo e anche di sé, senza paura di svelarsi fragile, di mostrare zone d'ombra, contraddizioni, inquietudini.
brossura La canzone può essere considerata poesia? Che cosa distingue la parola concepita per la pagina da quella scritta per essere cantata? Quali sono le condizioni dell'incontro fra scrittori e compositori? Che funzioni hanno le parole nel rock? Come interagiscono testo e musica? Qual è il ruolo della voce nei diversi generi musicali? I saggi raccolti in questo libro affrontano le questioni più dibattute del rapporto tra arte della parola e arte dei suoni non in astratto, ma a partire dalla pratica creativa di alcuni autori tra i più significativi, dai Beatles a Pasolini, da Paolo Conte a Peter Gabriel, da W. H. Auden a Fabrizio De André. La prima sezione è dedicata alla canzone, la seconda al rock, la terza al rapporto tra poesia e musica.
Ascoltare la musica è un processo molto più complesso di ciò che potrebbe apparentemente sembrare. Oggi ci si è abituati ad ascoltare la musica in ogni dove (in automobile, nei locali pubblici, nei supermercati, in casa) e spesso viene utilizzata come “sottofondo”. Un ascolto “passivo”, un ascolto cioè non attento, che non permette il più delle volte di cogliere i messaggi che la musica vuol comunicare. Per comprendere la musica è infatti necessario un ascolto “attivo”, attento e ripetuto, ma spesso ciò non è sufficiente. È anche indispensabile entrare in sintonia con la musica, conoscere il contesto in cui nasce e comprendere i meccanismi del linguaggio musicale. Con questo libro si è voluto realizzare un vero e proprio manuale, basato non solo sulla storia del rock ma soprattutto sulla guida dell’ascolto. Autori: Francesco Sereni.
ill., br.
br. In esclusiva per l'Italia il primo volume dei "Diari" di Steve Hogarth, cantante e leader dal 1989 della storica band inglese Marillion. Il volume è stato realizzato in collaborazione con "The Web Italy", il fan club italiano dei Marillion, che ne ha curato la traduzione. I Diari, ai quali Hogarth affida ricordi, aneddoti, riflessioni, racconti e quotidianità della sua esperienza artistico-musicale, nella versione inglese sono suddivisi in due volumi che affrontano i periodi "1991-1997" e "1998-2014". La versione italiana dei Diari di Hogarth è invece pubblicata da Phasar in sei agili volumi. Steve Hogarth è la voce solista dei Marillion dal 1989. Ha inoltre realizzato alcuni progetti solisti e in collaborazione con altri artisti.
br. In esclusiva per l'Italia il terzo volume dei "Diari" di Steve Hogarth, cantante e leader dal 1989 della storica band inglese Marillion. Il volume è stato realizzato in collaborazione con "The Web Italy", il fan club italiano dei Marillion, che ne ha curato la traduzione. I Diari, ai quali Hogarth affida ricordi, aneddoti, riflessioni, racconti e quotidianità della sua esperienza artistico-musicale, nella versione inglese sono suddivisi in due volumi che affrontano i periodi "1991-1997" e "1998-2014". La versione italiana dei Diari di Hogarth è invece pubblicata da Phasar in sei agili volumi. Steve Hogarth è la voce solista dei Marillion dal 1989. Ha inoltre realizzato alcuni progetti solisti e in collaborazione con altri artisti.
br. 31 canzoni può essere letto come una lunga chiacchierata sulla musica pop e rock. Con la scelta di trentun brani degli ultimi tre decenni, Nick Hornby non vuole soltanto compilare la sua classifica, ma parlarci delle ragioni che lo hanno fatto innamorare di questi pezzi. E così, l'elogio di un giro di chitarra o la rievocazione di un riff cedono il passo a ricordi, aneddoti divertenti, squarci di vita notturna londinese e finali di calcio, amori finiti e appena sbocciati, cantautori in cerca di fama e tenaci gestori di negozi indipendenti di dischi. Ogni lettore confronterà i propri gusti con quelli dell'autore, ma su una cosa di certo sarà d'accordo: che sia l'intramontabile Bruce Springsteen, oppure i Led Zeppelin, i Clash o l'ultimo successo radiofonico, il pop è un'arte che riesce a dare voce alla nostra esistenza, che tocca quei sentimenti minori di cui è composta una giornata qualunque, una settimana qualunque e quindi una vita intera.
br. Quella del rapporto tra la canzone e la poesia, specialmente quando si parla della cosiddetta "canzone d'autore", è una lunga querelle. Iniziata, qualche anno fa, proprio con Fabrizio De André, la sua opera inimitabile e la sua delicata, "poetica" scrittura. Questo libro intende superare gli schemi fino ad ora utilizzati, proponendo un'analisi che parta dalla canzone come forma espressiva a sé, per poi restringere progressivamente il campo. Il primo passo è misurare le distanze e le contiguità della canzone con le altre modalità di espressione artistica, in primis la poesia e il video. Poi analizzare le strutture testuali dei macro-generi della canzone italiana: la canzone di largo consumo, il rap, la canzone sanremese e la canzone d'autore. È partendo da questa cornice che l'autore si cala nel mondo di Fabrizio De André. E formula, dopo un'attenta analisi, una tesi decisamente inedita. De André non è un poeta, come molti spesso impropriamente hanno affermato. È piuttosto un "filosofo". De André può e deve essere analizzato da un punto di vista intellettuale. Nasce da qui l'accostamento con il filosofo francese Michel Foucault.
br. Piero era sicuro di diventare un maestro di musica, Ignazio cantava con passione ma di certo non pensava al successo, Gianluca cantava solo per se stesso, perché lo faceva stare bene. Insomma, la musica era nel futuro di tutti ma nessuno dei tre avrebbe mai immaginato che il 25 aprile 2009 il destino avrebbe bussato alla porta facendo "nascere" Il Volo, che in pochissimi anni ha raggiunto fama internazionale e i primi posti in classifica in Italia e nel mondo. Dopo aver trionfato a Sanremo 2015 e conquistato l'America, Piero, Ignazio e Gianluca aprono il diario dei ricordi più personali e privati e ci portano nei loro luoghi del cuore intrecciando le voci, complici e divertite, per svelarci come è cominciato tutto. Chi erano e cosa facevano prima di arrivare in tv a "Ti lascio una canzone" e dare vita al Volo? Come hanno scoperto l'amore per la musica? Ma Piero, Ignazio e Gianluca ci raccontano anche della loro vita di oggi tra concerti in giro per il mondo, aneddoti di backstage e sale di registrazione, tra viaggi infiniti con l'Italia sempre nel cuore e i progetti di domani... e di quella volta in cui, a Miami, hanno rischiato di diventare un duo... "Un'avventura straordinaria" è il primo libro ufficiale del Volo, una storia di passione e impegno, il viaggio di tre ragazzi partiti dalla provincia e arrivati tutto d'un fiato sul tetto del mondo. Perché nessun luogo è lontano quando hai talento e la forza di inseguire i tuoi sogni.
br. Parlare della musica di Bowie come teatro significa tradurre il suo discorso artistico in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui la musica interroga altri linguaggi artistici e in cui l'immagine, la parola letteraria e il suono si ridefiniscono a vicenda. Partendo dallo stretto rapporto che lega Oscar Wilde all'emergere della cultura glam nella seconda metà del ventesimo secolo e dalla dialogica che lega Bowie e uno dei suoi maestri, il mimo Lindsay Kemp - la cui poetica dissonante e contraddittoria influenzerà profondamente il cantante - il libro si pone come spazio di accesso da un lato all'affascinante officina dell'immagine bowiana, dall'altro alla profonda teatralità dei testi delle sue canzoni abitati da una molteplicità di maschere create dall'artista, ma anche da parole altrui. L'aspetto forse meno indagato nel discorso bowiano, al quale questo volume rivolge particolare attenzione, è dato dall'innovazione musicale e dalla ricerca sonora che sono alla base della sua filosofia artistica; come si vedrà, la finalità di queste pagine è il far comprendere al lettore come nella filosofia di Bowie la musica in quanto teatro sia in grado di rivolgersi direttamente alle emozioni degli ascoltatori coinvolgendoli in quanto veri e propri attori nel processo di produzione di senso.
br. Parlare della musica di Bowie come teatro significa tradurre il suo discorso artistico in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui la musica interroga altri linguaggi artistici e in cui l'immagine, la parola letteraria e il suono si ridefiniscono a vicenda. Partendo dallo stretto rapporto che lega Oscar Wilde all'emergere della cultura glam nella seconda metà del ventesimo secolo e dalla dialogica che lega Bowie e uno dei suoi maestri, il mimo Lindsay Kemp - la cui poetica dissonante e contraddittoria influenzerà profondamente il cantante - il libro si pone come spazio di accesso da un lato all'affascinante officina dell'immagine bowiana, dall'altro alla profonda teatralità dei testi delle sue canzoni abitati da una molteplicità di maschere create dall'artista, ma anche da parole altrui. L'aspetto forse meno indagato nel discorso bowiano, al quale questo volume rivolge particolare attenzione, è dato dall'innovazione musicale e dalla ricerca sonora che sono alla base della sua filosofia artistica; come si vedrà, la finalità di queste pagine è il far comprendere al lettore come nella filosofia di Bowie la musica in quanto teatro sia in grado di rivolgersi direttamente alle emozioni degli ascoltatori coinvolgendoli in quanto veri e propri attori nel processo di produzione di senso.
br. Leggere Ziggy indaga il rapporto di Bowie con la scrittura letteraria e in particolare con la letteratura inglese, traducendo il suo discorso artistico in una sorta di dialogo tra dialoghi, in cui la musica stessa si fa scrittura e in cui la parola letteraria, il suono musicale e l'immagine dell'artista si ridefiniscono a vicenda. I testi delle canzoni di Bowie si caratterizzino per una dimensione fortemente teatrale, non solo per la capacità dell'artista di creare personaggi e maschere diverse all'interno di una stessa canzone o album, ma anche grazie alla loro capacità di "risuonare", come avrebbe detto Michail Bachtin, della parola altrui. Gran parte dei suoi testi includono riferimenti più o meno diretti a testi e autori da lui particolarmente amati e "messi in musica". Il volume si sofferma su cinque autori che avranno un ruolo centrale nel definire l'immaginario bowiano: Arthur Clarke di 2001: Odissea nello Spazio, letto in rapporto al Bowie di Space Oddity; George Orwell di 1984, in rapporto all'album Diamond Dogs; l'opera di Christopher Isherwood in rapporto alla trilogia berlinese del 1977-79; Colin MacInnes di Absolute Beginners e all'Hanif Kureishi de Il Budda delle Periferie.